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E' super-tifoso di Saddam Hussein

Confermata dalla Cassazione la vittoria delle sinistre,
che alla Camera hanno avuto soltanto 24.755 voti più
del centrodestra ed al Senato ben 428 mila in meno 
E' super-tifoso di Saddam Hussein
il bresciano di "Alleanza Lombarda"
che ha regalato 44.589 voti a Prodi

di Gaetano Saglimbeni
             
             Se il prof. Romano Prodi (pur prendendo molti voti meno di Berlusconi, sia al Senato che alla Camera),  è riuscito a portare a casa la contestatissima vittoria alla Camera, deve fare un monumento all'ex senatore marxista-leninista Elidio De Paoli, 57 anni, di Rezzato, provincia di Brescia: è suo il preziosissimo "regalo" dei 44.489 voti che hanno consentito al leader delle sinistre-Ulivo di spuntarla (almeno per adesso) sul centrodestra. Grazie a quei voti, riportati dalla lista "Alleanza Lombarda" aggregata alla coalizione di Prodi, il professore ha potuto contare alla fine su un vantaggio di 24.775 voti; e senza quelli, invece, sarebbe stato sotto di 19.834, quindi perdente.
            Ma un monumento il leader delle sinistre deve farlo anche al ministro dell’Interno del governo uscente Beppe Pisanu di Forza Italia, il quale ha consentito (per troppa generosità, negligenza o erronea interpretazione della legge, non si sa bene) l’aggregazione della lista “Alleanza Lombarda” con una delle due coalizioni (quella del prof. Prodi, appunto), in netto contrasto con le disposizioni della nuova legge elettorale approvata nel dicembre scorso dal Parlamento.
           “La legge è chiara, fin troppo”, spiega l’avv. Gaetano Pecorella, deputato di Forza Italia ed ex presidente della Commissione Giustizia della Camera, “e più che legittimo è il ricorso presentato in Cassazione dal coordinatore nazionale della Lega Nord ed ex ministro per le Riforme istituzionali Roberto Calderoni. Per le liste che decidono di aggregarsi ad una coalizione di partiti, è scritto a chiarissime lettere, l’Ufficio elettorale centrale determina le loro cifre elettorali nazionali sommando i voti da esse riportati nelle singole circoscrizioni. E la lista ‘Alleanza Lombarda’ non ha nulla, proprio nulla da sommare, perché quei voti li ha riportati nella unica circoscrizione in cui si è presentata, nel collegio Lombardia 2 di Varese-Bergamo-Brescia”.
          “C’è soltanto una ipotesi di conteggio in unica circoscrizione, nella nuova legge”, chiarisce Pecorella, “e riguarda le Regioni a statuto speciale, là dove è necessario tutelare le minoranze linguistiche, come la Valle d’Aosta ed il Trentino Alto Adige. Altre ipotesi non esistono. E dunque, quella aggregazione della lista di ‘Alleanza Lombarda’ alla coalizione delle sinistre è e deve essere considerata assolutamente illegale. Se, come dice il primo comma dell’art. 83, la cifra elettorale nazionale di una lista è la risultante della somma delle cifre elettorali circoscrizionali (e nessuna eccezione è prevista), è palese che le liste devono essere più di una, perché sia possibile sommarle, e che le liste, per essere più di una (e con lo stesso simbolo, precisa anche la legge), devono essere state presentate in più circoscrizioni. Nella mia lunghissima carriera di avvocato, mi è capitato poche volte di leggere leggi più chiare di questa”, le conclusioni dell’on. Pecorella.
           Come finirà, il ricorso presentato dall’ex ministro Calderoni, è difficile prevederlo. A sentire i giudici della Cassazione (che non hanno ritenuto di doversi pronunciare ufficialmente su questo argomento specifico, pur ritenendo quella aggregazione “non contraria alla legge”), la competenza per il suo esame definitivo spetta alla Giunta per le elezioni della Camera dei deputati, e cioè, paradossalmente, alla maggioranza parlamentare che dalla Cassazione è stata proclamata ufficialmente e per l’opposizione, stando ai numeri contenuti nel ricorso, non sarebbe maggioranza ma minoranza: non mi pare che sia il sistema migliore per assicurare una seria e serena interpretazione della legge. Dalla quale, bisogna ricordare, non dipende l’attribuzione di uno, due o cinque seggi, ma l’assegnazione di un premio di maggioranza che per la coalizione del prof. Prodi è di 55 deputati. E non è dunque una disputa da poco. Il problema è sapere con certezza se la Casa delle libertà (che al Senato ha riportato 428 mila voti più delle sinistre, anche se avrà lo stesso numero di seggi) ha ottenuto la maggioranza pure alla Camera, essendo fin troppo chiaro che, in tal caso, andrebbe a lei, non alle sinistre, il cospicuo premio di maggioranza. E la speranza è che, per saperlo con certezza, non si arrivi alle calende greche.
          In attesa, possiamo soltanto registrare un fatto che è certamente tra i più singolari e inquietanti nella storia della Repubblica italiana: a decidere il destino dell'Italia libera e democratica, per adesso in favore del Prodi che vuole governare l’Italia con ben tre partiti comunisti ed i no-global, è stato (e sarà, se le cose non cambieranno) il super-tifoso di uno dei più sanguinari dittatori del ventesimo secolo, Saddam Hussein. Eloquentissima, nella sua dissennata e sconcertante “verità”, la dichiarazione che l’ex senatore “rosso” Elidio De Paoli ha reso ai giornalisti italiani nel 2002 al ritorno da un viaggio effettuato con una delegazione parlamentare a Bagdad poco prima dello scoppio della guerra. "Se c'è uno Stato che non ha mai avuto a che fare con il terrorismo, questo è proprio l'Iraq, per espressa volontà del suo grande capo Saddam Hiussein", le sue testuali parole.  
           L'avrà certo apprezzata a suo tempo, il prof. Prodi, una dichiarazione così solidale nei confronti dell’ex dittatore di Bagdad che i giudici iracheni stanno per condannare a morte: almeno quanto ha apprezzato ed apprezza i 44.589 voti che gli assicurano per il momento la maggioranza su Berlusconi. Vedremo un bel monumento a Elidio De Paoli, in una delle piazze di Brescia, o sapremo dai giornali di qualche poltrona importante assegnata al leader della "Alleanza Lombarda”? Che so, un incarico di sottosegretario, di consulente per la pace nel mondo, o la presidenza del Consiglio di amministrazione di qualche ente di Stato? Un premio, certo, bisognerà darglielo, per la sua straordinaria generosità nei confronti del leader delle sinistre Romano Prodi, visto che il seggio al Senato, questa volta, il marxista-leninista De Paoli non è riuscito a riconquistarselo.  
        
                       Gaetano Saglimbeni
www.gaetanosaglimbenitaormina.it    

Pubblicato il 19/4/2006 alle 14.52 nella rubrica Gaetano Saglimbeni.

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