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Nota informativa su Wim Duisenberg




Nota informativa su Wim Duisenberg

di Ida Magli

Dato che giornalisti, politici e commentatori di ogni genere piangono sulla morte di Wim Duisenberg esaltandone la figura di banchiere “padre dell’euro”, riteniamo doveroso e utile far sapere con esattezza quale sia stato il suo comportamento nel momento in cui si brindava a questa così elogiata paternità.
Era il 1° Gennaio del 1999. L’Era della Pace proclamata con la nascita dell’Unione europea cominciava con lo scontro fra Francia e Germania per affermare il loro diritto a nominare come Presidente della Banca Centrale un proprio uomo. Per la Germania l’Olandese Wim Duisenberg, pupillo del potentissimo banchiere di Francoforte Tietmeyer e sicuro esecutore della sua inflessibile e ottusa strategia sulla rigidità dei tassi (quella che tanto danno ha provocato a tutti i paesi della zona euro). Tietmeyer aveva ben giudicato la personalità del suo pupillo: nessuno più obbediente, più umile servo di lui. E l’ha dimostrato immediatamente, nel momento stesso in cui riceveva la nomina, di fronte alla pretesa della Francia che il suo incarico durasse soltanto quattro anni invece che otto come fissato dal Trattato di Maastricht (Maastricht è vangelo soltanto per noi, poveri sudditi, mentre è carta straccia per i pochi, astutissimi detentori del potere).
E perchè la Francia ha chiesto ed ottenuto che si dimezzasse la durata dell’incarico di Duisenberg e non ha imposto il proprio diritto di nomina? La risposta a questo interrogativo è ancora più istruttiva su quello che accade nelle brume del potere fra Bruxelles e Francoforte. L’unico banchiere di tutti i francesi esistenti che la Francia voleva nominare portava un nome famoso in quanto sotto processo prima come membro del Fondo Monetario Internazionale per la poco oculata gestione dei fondi concessi alla Russia e finiti nelle mani della mafia, poi perchè coinvolto nell’allegra finanza del Crédit Lyonnais. Bisognava dunque che i circa trecento milioni di cittadini europei sottoposti alla politica economica della Banca Centrale attendessero la conclusione del processo al Crédit Lyonnais per vedere finalmente il glorioso Trichet seduto sulla ricchissima poltrona. Cosa fa il duro, l’eroico Wim Duisenberg? Rifiuta l’umiliante dimezzamento? Difende i poveri cittadini europei dei quali è chiamato a tutelare gli interessi? Suvvia! Wim Duisenberg si presenta sul palcoscenico europeo che brinda alla nascita della moneta unica annunciando che può accettare l’incarico soltanto per quattro anni a causa delle sue cattive condizioni di salute...
A tempo debito, conclusosi con la sua assoluzione il primo round del processo, Trichet è diventato Presidente della Banca Centrale (beninteso per tutti gli otto anni fissati da Maastricht) e Duisenberg si è affrettato a dimettersi prima che scadessero i quattro anni.
Così sono andate le cose, cari Italiani. Questi sono gli eroi che siamo chiamati ad onorare e piangere.?

Pubblicato il 5/8/2005 alle 18.6 nella rubrica Ida Magli.

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