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Telekom-Serbia Commissione con cui la CdL tentò di farsi propaganda?

Non ci sarà nuova Comm.Telekom-Serbia

Non sarà istituita la commissione parlamentare Telekom-Serbia. Nelle seduta congiunta delle commissioni Esteri e Trasporti è infatti passato un emendamento dell'opposizione,presentato da Ranieri (Ds), che punta a sopprimere la proposta di ricostituire la commissione di indagine.L'Unione ha votato a favore,la CdL era a ranghi ridotti. "Mi auguro-ha commentato Ranieri -che questo voto chiuda definitivamente la penosa storia avviata 4 anni fa con la costituzione della commissione con cui la CdL tentò di farsi propaganda".

Fatti non parole......!

Mistero Telekom Serbia
Alla sinistra non mancava il senso degli "affari"...propri

I numeri parlano da soli, o quasi. Una perdita secca del 99% pari a 886 miliardi di vecchie lire. Questo è quanto è costato finora “l’affaire” passato alla storia come Telekom Serbia. A questa valutazione sono giunti i consulenti finanziari della commissione d’inchiesta parlamentare. Diamo un rapido sguardo alla vicenda.

Nel mese di giugno del 1997 Telecom Italia acquistava il 29 % delle quote azionarie di Telekom Serbia per la cifra ufficiale di 893 miliardi di vecchie lire. Nel mese di dicembre del 2002 la Telecom Italia rivendeva la stessa quantità di quote azionarie alla Telekom Serbia per la cifra di 377 miliardi e 572 milioni di lire che verranno pagati in questo modo: 120 milioni di euro in quattro rate a partire dal mese di marzo 2003; altri 75 milioni di euro scaglionati in sei anni. E oggi Telecom Italia e PTT (l’azienda pubblica controllata dal governo serbo) firmano il “closing” dell’operazione per la cessione del 29% di Telekom Serbia. Quindi, a distanza di circa 6 anni, la Telecom Italia ha accusato per questo affare, una perdita di 515 miliardi e 428 milioni di vecchie lire, pari al 58% di perdita rispetto al prezzo d’acquisto. Ora, valutando gli interessi bancari del 12% secco, per sei anni, si ottiene una perdita ulteriore di circa 371 miliardi e 108 milioni. Il totale, quindi, della perdita ammonta a 866 miliardi e 536 milioni di vecchie lire.

I dati parlano chiaro: l’operazione Telekom Serbia “non doveva essere fatta, o almeno non a quel prezzo”. Anche Enzo Trantino, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’affare Telekom Serbia che conduce con competenza, parla chiaro: gli oltre 886 miliardi di vecchie lire stimati dai consulenti come totale delle perdite per Telecom Italia, sono “risultati frutto non del senno di poi: l’operazione nasceva disastrosa”. Secondo Trantino c’erano tutte le premesse perché l’affare fosse un disastro: “Il prezzo pagato, definito da tutti eccessivo; il rischio Paese (infatti aleggiava la guerra); lo stato obsoleto della rete serba. Se qualcuno si interroga ancora sull’utilità dell’istituzione della Commissione Telekom Serbia, credo che possa essere servito. Se queste sono le responsabilità “politiche”, ha assicurato Trantino, cercheremo ancora nel caso emergano “responsabilità individuali” senza fare sconti a nessuno.

Il ministro del Tesoro dell’epoca, azionista principale di Stet-Telecom Italia, era l’attuale presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Ministro degli Esteri era Dini, Presidente del Consiglio Romano Prodi.
Secondo voi come finirà ???

g.d.

Ndr: Tra il prezzo d’acquisto e quello di vendita esiste una differenza di oltre cinquecento miliardi di vecchie lire: sono finiti in mazzette, carrarmati per il Kosovo e/o su allegri conti correnti aperti qua e là ??? – Attendiamo risposte e/o restituzioni da parte di coloro che per il momento ci limitiamo a considerare “ignoranti sprovveduti”, vittime dell’orco di Belgrado.
 

Pubblicato il 25/5/2005 alle 18.43 nella rubrica Commissione Telekom-Serbia..

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