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I danni all'uomo e all'ambiente provocati dagli ecologisti .

I danni all'uomo e all'ambiente provocati dagli ecologisti ,ambientalisti ,verdi o come volete chiamarli voi.

Mandato da Green Watch News Lunedì.
GWN -­ Possono gli ecologisti procurare danni all'ambiente? Certo che sì, sostiene il prof. Franco Battaglia, Presidente Vicario dell'Associazione "Galileo 2001, per la libertà e dignità della scienza".
In un articolo pubblicato sull' Avanti (Avanti!, 9.3.03), il prof. Battaglia ha scritto: «qualche tempo fa venni invitato al suo noto show. Si dibatteva di globalizzazione e ambiente e, escluso me, gli ospiti erano illustri: Vittorio Agnoletto (portavoce dei no-global), Ermete Realacci (presidente di Legambiente e parlamentare del centro-sinistra), l'on. Bertinotti, il Ministro all'Ambiente Altero Matteoli, e il noto economista Renato Brunetta.

Quanto a me, sono un semplice professore di chimica. Sulla questione ambientale esordii dicendo che "il maggiore danno ad essa proviene dalle associazioni ambientaliste: esse, in tema di ambiente, non ne hanno azzeccata una che sia una".

Ne conseguì un putiferio che non mi permise di
esporre compiutamente le ragioni di quell'esordio. Eccole.

1. Nella bibbia ambientalista - "Primavera silenziosa" di Rachael Carson, scritta poco meno di 50 anni fa e recentemente rispolverata con una prefazione di Al Gore, presidente americano mancato - il DDT veniva bollato
come "elisir della morte". A Ceylon, nel 1948, si avevano 2 milioni di casi di malaria, che si ridussero a 31 casi nel 1962 grazie al DDT. Dopo la sua abolizione su pressioni degli ambientalisti, la malaria ha ripreso a colpire milioni di persone.

2. Alla fine degli anni 80 gli ambientalisti dichiararono la guerra alla clorazione delle acque perché, a sentir loro, foriera di casi di cancro. Il governo del Perù diede loro retta, smise di clorare le acque, e il Paese subì una epidemia di colera che colpì oltre un milione di persone uccidendone oltre 10.000.

3. Durante la lotta per contrastare il buco dell'ozono, gli ambientalisti fecero bandire nel 1987 i clorofluorocarburi (CFC), alcuni dei quali sono responsabili di reazioni che distruggono l'ozono delle quote alte dell'atmosfera. Fatto che, diminuendo la protezione dalle radiazioni solari, potrebbe far aumentare l'incidenza di melanomi alla pelle. Peccato che una maggiore esposizione alle radiazioni solari protegge da malattie coronariche, in quanto la molecola di colesterolo ­ che favorisce queste malattie - si forma a partire da quella di squalene che, però, grazie alle radiazioni del sole preferisce evolvere in vitamina D anziché colesterolo. E l'incidenza delle malattie coronariche è 100 volte superiore a quella del melanoma alla pelle: la decisione del 1987 fu senz'altro affrettata.

4. Tra i CFC proibiti ci misero anche il diclorometano, un solvente, accusato di essere anche cancerogeno. Le fabbriche britanniche che usavano questo solvente nel processo di produzione di farine animali dovettero cambiare metodo di lavorazione. Il nuovo metodo, a differenza del vecchio, lasciò inalterato il prione, responsabile del morbo della mucca pazza. Non so se può consolare il fatto che il diclorometano non distrugge l'ozono e non è cancerogeno.

5. Gli ambientalisti stanno conducendo una lotta dissennata ai cibi transgenici: non si conosce un solo caso di "inquinamento genetico". Anzi, è stato recentemente prodotto un riso geneticamente modificato in modo da
essere ricco di beta-carotene, un precursore della vitamina A di cui è carente l'alimentazione ­ quasi esclusiva di riso - di milioni di bambini nel mondo, e che perciò sono condannati alla cecità permanente (quando non
alla morte).

6. Non più assennata è l'esaltazione dei cibi biologici: si conoscono casi di intossicazione da cibi biologici, dovuti al fatto che il vegetale, per difendersi dai parassiti, produce da sé antiparassitari "naturali" che possono risultare, come è successo, tossici (e potrebbero essere anche cancerogeni).

7. La fonte nucleare d'energia è più sicura e più rispettosa dell'ambiente delle altre fonti ad essa alternative. In 50 anni di nucleare i pochi incidenti hanno causato circa 100 decessi per dosi eccessive di radiazione (di cui 48 solo quello di Chernobyl). Negli ultimi 15 anni, petrolio, carbone e gas naturale ne hanno causato 10.000. L'energia elettrica di cui ciascuno di noi ha bisogno in tutta la vita è estraibile da un chilo di uranio arricchito al 4% (cioè un pezzo d'uranio grande quanto un mandarino) da cui si produrrebbe un volume di scorie inferiore al litro (le scorie dal carbone occupano un volume 25.000 volte maggiore). Il problema delle scorie del nucleare sarebbe perfettamente risolvibile se non ci fossero gli irrazionali veti ambientalisti: usare depositi geologici stabili.

8. Continuano a farci sognare con le fonti cosiddette "alternative" (forse bisognerebbe meglio chiamarle "quelle che devono ancora essere inventate"). Non si prevede che coprano, per i prossimi decenni, più dell'1% del fabbisogno energetico. Il solare fotovoltaico, attualmente, costa 100 volte di più del petrolio, e l'industria coinvolta è a forte rischio di inquinamento. Il vento, dove c'è, non offre molto: la Danimarca, che è il Paese che nel mondo investe di più in ricerca sull'uso del vento, copre con esso meno del 3% del proprio fabbisogno energetico e, non a caso, per soddisfare i requisiti del protocollo di Kyoto, deve ridurre le proprie emissioni ben del 21% (l'Italia del 6.5%; e la Francia, che ha quasi 60 centrali nucleari attive, dello 0%). E poi le pale (che fanno un baccano d'inferno) richiedono un territorio di sicurezza intorno a sé esteso quanto quello richiesto dalle centrali nucleari (dovesse mai staccarsi una pala...).

9. L'impatto del protocollo di Kyoto sulla quantità di anidride carbonica dell'atmosfera è, di fatto, nulla: il riscaldamento globale di qualche grado che gli ambientalisti (ma non gli scienziati) prevedono per il 2100, verrebbe da quel protocollo spostato al 2101. L'impatto sull'economia invece sarebbe disastroso: il ministro Matteoli ricordò in quella puntata del suo "show", Dr. Costanzo, che gli italiani dovrebbero accollarsi una spesa di 50 miliardi di Euro.

10. Negli ultimi anni siamo stati tediati con l'elettrosmog: esso, come è noto a tutte le istituzioni scientificamente accreditate, non esiste. Tant'è che l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato il potere cancerogeno dei campi magnetici a frequenza industriale nella stessa classe (la terza) del caffè e delle verdure sottaceto. Se lo avesse classificato (come non ha fatto) nella stessa classe del fumo di tabacco (la prima), allora si potrebbe concludere che dei 400 casi annui di leucemia puerile, un caso sarebbe statisticamente attribuibile a quei campi magnetici. Nel frattempo, i contribuenti italiani (e solo questi nel mondo) stanno spendendo miliardi di Euro per "bonifiche" agli elettrodotti, senza salvare nessuno dalla leucemia (anzi stornando denaro pubblico dalla ricerca accreditata su questo male). Tutto ciò grazie alle pressioni degli ambientalisti.

Ci sarà mai qualcuno che spiegherà a costoro i fatti elementari della matematica, della fisica, della chimica, della biologia e della medicina?
Grazie a questa loro ignoranza e al potere da essi conquistato terrorizzando la gente, il mondo vive male: le nostre città sono veramente inquinate, ma questi si baloccano con le domeniche a piedi. Ecco perché, Dr. Costanzo, gli ambientalisti in buona fede hanno affossato la questione ambientale. Le risparmio cosa hanno fatto quelli in mala fede».

Green Watch News

Pubblicato il 25/3/2003 alle 19.24 nella rubrica "Contropensiero".

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