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Dopo la denuncia .

Dopo la denuncia .
Perlasca scrive:  
 come vedete la buttano in politica.  non sapendo cosa dire sull'episodio inqualificabile (stigmatizzato duramente con una lettera al sindaco di Carpi anche dal Ministro Giovanardi che chiede che quelle foto vengano tolte), diventa un fatto politico.
ma invece e' solo un fatto "morale"; voler presentare all'interno di un Museo dedicato alla Shoah (e non solo) analogie con i massacri dei palestinesi ad opera degli israeliani, quindi degli ebrei, e' veramente folle.
   ne viene fuori in automatico un "automatismo" per cui i perseguitati di una volta diventano i persecutori di oggi, le vittime i carnefici, e gli ebrei i nuovi nazisti.
E il revisionismo storico è servito . . questa vicenda può e deve servire a dire BASTA a questa strumentalizzazione.
 
     cordialmente
 
 
 
 La foto incriminata.
 
Carpi
 
martedì 18 marzo 2003, S. Cirillo di Gerusalemme
   
«Perlasca, polemica per piacere a Fini»
Pesanti accuse di Campedelli
«Giovanardi, che imprudente!»


E dopo il ministro Giovanardi, sul caso della foto di donna araba esposta al Museo Monumento ecco la replica di Enrico Campedelli, segretario Ds. «La polemica sorta sulla mostra allestita a Carpi presso il Museo del deportato politico e razziale è una polemica assurda e fuorviante. Va sottolineato che la mostra dei giovani artisti 'Il volto dell'altro' non ha niente a che vedere con la mostra dedicata a Perlasca, per cui appare pretestuosa e fuori luogo la presa di posizione di Franco Perlasca».
«Credo necessario sottolineare e ricordare al Ministro Giovanardi- continua Enrico Campedelli - che si è affrettato ad appoggiare la richiesta del Signor Perlasca di togliere dal museo le fotografie delle donne velate, che la vicenda del Campo di concentramento di Fossoli non si lega solo alla tragedia dello sterminio del popolo ebraico, ma anche a tutti coloro che, per motivi di discriminazione politica, razziale e sessuale, furono da lì inviati ai campi di sterminio tedeschi. Tantè che il Museo di Carpi intitolato ai Deportati politici e razziali propone emblematicamente frasi scritte dai condannati a morte (tutti) nella resistenza europea».
«Credo dunque che sia profondamente in errore, o peggio in malafede, chi eviti di collegare il fatto che dal ricordo del Campo di Fossoli si possano e debbano trarre insegnamenti validi anche per combattere i germi di violenza e discriminazione presenti tuttoggi, come ad esempio la discriminazione che oggi si perpetra verso le donne in alcune realtà del mondo».
«Quanto poi a Franco Perlasca che ha sollevato la polemica, mi permetto di sottolineare, che per lappunto si tratta del figlio del Signor Perlasca il cui interesse per la verità storica appare piuttosto strumentale, almeno a giudicare dal sito internet dedicato dalla Fondazione Perlasca, da lui presieduta, alla memoria del padre Giorgio, pare infatti che netta prevalenza abbia il Telegatto 2002, Oscar televisivo assegnato dalle tv di Berlusconi alla fiction dedicata alla storia di Giorgio Perlasca (si veda lhome page del sito della Fondazione: www.giorgioperlasca.it)».
«Forse la polemica - conclude il segretario Ds - sarà però utile Franco Perlasca per guadagnarsi credito nei confronti del suo capo di partito, Gianfranco Fini; per questo, conoscendone la storia politica e personale, dal Ministro Carlo Giovanardi sarebbe stato lecito aspettarsi maggior prudenza».

Pubblicato il 20/3/2003 alle 19.57 nella rubrica "Contropensiero".

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