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PD:Esplode l'inchiesta sulla corruzione

Bufera enti locali
Esplode l'inchiesta  sulla corruzione

Grosseto, 24 marzo 2011 - Bufera comincia ad essere un eufemismo. Terremoto — con tutto il rispetto per chi questa catastrofe la vive sul serio — giudiziario sembra essere un termine più appropriato. Le «attenzioni» della Procura di Grosseto per i reati contro la pubblica amministrazione continuano a produrre indagini su indagini. È di martedì la notizia dei dieci avvisi di garanzia notificati al sindaco di Scansano, Marzio Flavio Morini (Pd), al fratello Fabio (geometra), a tre dipendenti del servizio gestione del territorio del Comune di Scansano e a cinque imprenditori. Ipotesi di reato concorso in corruzione per la costruzione di centrali fotovoltaiche e lavori pubblici. Ieri, invece, la notizia del deposito, sempre da parte della Procura grossetana, di quattro comunicazioni di chiusura indagini nei confronti del sindaco di Semproniano, Gianni Bellini (Pdl), della moglie, di un imprenditore altoatesino e del tecnico di fiducia di quest’ultimo, lo stesso sindaco di Scansano, Morini. Anche in questo caso l’ipotesi di reato è concorso in corruzione. Fulcro delle contestazioni della Procura, campi fotovoltaici e struttura termale. E varianti urbanistiche, spesso contestate a livello politico dalle opposizioni.
La prima inchiesta, quella di Semproniano, riguarda la costruzione di una struttura termale-alberghiera in località Cellena, nel Comune di Semproniano, su un terreno che in parte era di proprietà del sindaco Bellini e della moglie. Un procedimento urbanistico che è stato avviato a seguito di una variante contestata dall’opposizione, circa sei anni fa. L’opera avrebbe dovuto essere costruita da un’impresa altoatesina, il cui titolare è indagato, insieme al tecnico di fiducia, l’architetto Marzio Flavio Morini, che all’epoca non era ancora sindaco di Scansano. Un’indagine che si conclude in questi giorni e che più di anno fa — a febbraio del 2010 — aveva visto un’accelerata, con il blitz dei carabinieri nel palazzo comunale e in alcune abitazioni private per sequestrare faldoni e computer. Martedì dalla Procura sono partiti gli avvisi di chiusura indagini (che di solito preludono alla richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero). Peraltro, per questa inchiesta, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto ha concesso al pm il sequestro cautelativo di immobili, quote di società e conti correnti dell’imprenditore, per la cifra complessiva di 2.331.000 euro (ingiusto profitto rilevato dalla consistente rivalutazione dei terreni già acquistati dall’imprenditore grazie alla variante urbanistica). Sottoposti a sequestro anche conti correnti e investimenti del sindaco Bellini e della moglie, per un valore di 93.820 (la differenza tra la somma versata al sindaco e alla moglie e il valore effettivo del terreno acquistato dall’imprenditore). A Scansano, invece, al centro della bufera la realizzazione di una centrale fotovoltaica e di alcuni lavori pubblici: la ristrutturazione didue piazze. Per l’installazione di campi fotovoltaici, però, è stato necessario approvare una variante al Piano strutturale per la modifica di aree agricole in produttive (cioè da zone ‘E’ ad zone ‘D’). La variante urbanistica è stata approvata con la deliberazione numero 36 del 20 agosto del 2010. I primi accertamenti da parte della polizia giudiziaria risalgono a ottobre scorso. Alcuni mesi dopo. Martedì, invece, carabinieri, finanzieri coadiuvati, per la parte informatica, dalla polizia postale, hanno eseguito un blitz in piena regola, Con sequestri di documenti, atti, faldoni e personal computer sia nel palazzo comunale, che nelle abitazioni degli indagati. Sono dieci — come riportato nella nota della Procura — le persone al centro dell’indagine per il reato di corruzione. Oltre al sindaco (che è stato raggiunto da due avvisi di garanzia, uno nella sua qualità di sindaco e uno in quanto tecnico) il fratello Fabio, tre tecnici dipendenti dell’amministrazione comunale di Scansano, e altre cinque persone (i titolari delle tre imprese coinvolte e due collaboratori).
Cristina Rufini

Pubblicato il 24/3/2011 alle 14.12 nella rubrica Diario.

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