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L’INGANNO LIBIA : UNO SPORCO AFFARE, UNA VERGOGNA MONDIALE

 

L’INGANNO LIBIA :  UNO SPORCO AFFARE, UNA VERGOGNA MONDIALE
 
 LO SPORCO AFFARE LIBICO chi sono i rivoltosi, quelli che nella realtà non rappresentano il popolo libico, ma stanno facendo un golpe in accordo con i potentati mondiali fra i quali possiamo tranquillamente metterci: Francia, Usa e Inghilterra, l’ordine di importanza sceglietelo pure voi, le cose intanto non cambiano.
Vi offriamo un articolo molto dettagliato grazie alle informazioni che abbiamo ricevuto da una nostra cara amica alleata: la nostra favolosa e sempre all’erta Mata Hari, che vi invitiamo a leggere con molta cura, per evitare di scoprire un giorno, quando ormai sarà troppo tardi, che ci hanno ingannato e continuano ad ingannarci, ricordate bene gli ultimi inganni Europei?  Se non ve li ricordate ve li rammentiamo  noi, citando le nazioni:  Romania, Albania e infine Kosovo-Jugoslavia, ma non è finita qui l’inganno contro i popoli europei continua:
Intanto guardatevi questo video, che pur conoscendo la lingua, viene ampiamente esplicitato nei suoi contenuti dalle immagini e dall'atteggiamento dei nostri "nuovi alleati libici" quelli scelti da Sarkozy,poiché parlano da sole.  



Ed ora scopriamo altre carte truccate dello sporco gioco. Dove si sono "specializzati" i nuovi leaders della protesta libica?
· Mr. Ali Al IssawiA political and education Libyan who was born in the city of Benghazi in 1966. Has a PhD in pivatisation obtained from the Academy of Economic Studies in Bucharest Romania.
· Mr Mahmood Jibril Born in Libya n 1952, obtained a BSc in Economics and Political Science from Cairo University in 1975. Holds a masters’ degree in Political Science from the University of Pittsburgh, Pennsylvania in 1980.

E guardiamo anche come si sono equipaggiati questi poveri ribelli inermi, certamente avranno usato i sassi, si sa è l’arma preferita nelle rivolte arabe, peccato che, proprio come in Palestina, al di là delle telecamere, al coperto dagli occhi e dal giudizio mondiale effettivamente usano le armi pesanti, perché se si dovesse scoprire bene lo sporco gioco dei travestiti da miserabili, il giudizio dei popoli del mondo, sarebbe molto diverso.
AEREO CONQUISTATO DAI POVERI RIBELLI LIBICI
http://ntclibya.org/english/media/dsc_0003
ELICOTTERO CONQUISTATO DAI POVERI RIBELLI LIBICI
http://ntclibya.org/english/media/dsc_0010
NAVE CONQUISTATA DAI POVERI RIBELLI LIBICI
http://ntclibya.org/english/media/_dsc0117
Ed ora la mappa della rivoluzione diffusa dal sito di quei poveri ribelli morti di fame, che però sta a dimostrare chiaramente che le cose sono state studiate bene a tavolino e poi l’affondo di Gheddafi http://ntclibya.org/english/map-of-revolution



Ma non possiamo fermarci qui e allora parliamo un po’ di ENI, che secondo noi e non soltanto secondo noi, è il motivo e la vera motivazione del golpe libico. Infatti sono le ricchezze del sottosuolo di questa terra quelle che hanno indotto i potenti a organizzare questo golpe a livello mondiale e le ricchezze del sottosuolo per la Libia hanno nomi precisi: petrolio e gas libico.  La libertà non c’entra proprio nulla.

LIBIA: UNA GUERRA DEL PETROLIO TRA ENI E BP?Ci sono vari elementi che consiglierebbero di valutare con molta cautela le attuali "notizie" riguardanti la Libia. A differenza dell'Egitto, la Libia non ha masse di disperati urbani, in parte perché il regime ha adottato un sistema paternalistico/assistenziale che evita gravi forme di miseria, ed in parte perché mancano proprio le masse, dato che si sta parlando di un Paese spopolato, in cui anche la cifra ufficiale di quattro milioni di abitanti risulta da stime demografiche piuttosto gonfiate per ciò che concerne le zone desertiche. C'è anche da considerare che i milioni di manifestanti visti al Cairo si avvalevano della benevola neutralità dell'esercito, mentre le poche migliaia (?) di pacifici manifestanti libici, secondo i media si sarebbero trovati addirittura sotto bombardamenti aerei e di razzi: un particolare che risulta alquanto irrealistico, e non perché il regime non sarebbe capace di tanto, ma perché solo una rivolta armata - molto bene armata - potrebbe reggere a lungo ad un tale tipo di trattamento.
Quindi, più che di una rivolta si tratterebbe di un golpe, e con tanto di agganci in settori del regime libico. "Dittatore" è una di quelle parole in grado di mandare completamente in vacanza il senso critico dell'opinione pubblica "occidentale", ed ecco perché la narrazione mediatica di una rivolta popolare spontanea, che però si dimostra capace di occupare un'intera città come Bengasi, non ha suscitato sinora dubbi e perplessità.
Durante il natale del 1989 i media ci narrarono una "rivolta" rumena contro il dittatore Ceausescu con ventimila morti, ma poi si rivelò tutto falso, ovviamente a distanza di mesi, quando la notizia aveva perso centralità. Un altro "dettaglio" di cui tenere conto riguarda il business del petrolio libico, un business di tale entità da aver comportato mezzo secolo di guerra senza esclusione di colpi tra l'ENI da un parte e le multinazionali anglo-americane dall'altra, in particolare la BP.
Persino il colpo di Stato di Gheddafi contro il re Idris, considerato un fantoccio dell'Italia, fu sicuramente favorito dalle multinazionali anglo-americane, anche se in pochi anni l'ENI recuperò in Libia il terreno perduto. Che l'attuale "rivolta" libica possa costituire un ennesimo capitolo di questa guerra del petrolio non è un'ipotesi da scartare, poiché la notizia concreta di queste ore è proprio che l'ENI sta rischiando di perdere la sua principale fonte di petrolio: la Libia, appunto......  Il resto qui: http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=402 del 24.02.2011


Tutto questo ci porta a dichiarare e a trovare conferma che in realtà non si tratta di rivoluzioni dei popoli arabi contro lo strapotere dei loro dittatori, ma di una vera e propria guerra per ridistribuire le influenze politiche, ma soprattutto quelle energetiche nel Mediterraneo, mirando bene ad escludere l’Italia da ogni coinvolgimento nel quale abbiamo interessi e utili, già stabiliti con trattati e investimenti fatti dalle nostre imprese da anni.

Libia: Una guerra volta a tracciare le nuove sfere di influenza energetiche e sottrarre ogni controllo all’Italia.“Il Nord-Africa è in fiamme, un’escalation di rivolte trasformatesi ben presto in guerre civili.
Questa è la guerra del Mediterraneo, volta a tracciare le nuove sfere di influenza energetiche e sottrarre ogni controllo all’Italia.
Sono ormai evidenti le manipolazioni delle campagne di disinformazione e dei falsi giustizialismi, volti a creare le “false rivoluzioni colorate” e così delle nuove false capitali islamiche. Un grande ruolo è ora svolto da Internet e dai social-network che rivelano così un volto molto pericolo, ossia di strumento per la creazione di assembramenti e riunioni di protesta, così come per il coordinamento delle grandi masse. In gioco vi sono gli interessi dei giganti petroliferi degli antichi colonizzatori franco-britannici dell’Africa, che con Total, Chevron, Exxon, Shell e BP hanno tracciato i propri imperi energetici, decidendo ora la destituzione di quei Governi che loro stessi hanno contribuito a creare. L’Italia, con i suoi piccoli giganti, è ora costretta ad arretrare sempre di più, vedendosi quasi costretta a lasciare Tripoli e la lunga serie di cooperazioni economiche sottoscritte con Gheddafi, mentre da sola dovrà affrontare l’ondata dei rifugiati che premono sulle coste di Lampedusa…………………
………….. Le barche cariche di immigrati non costituiscono però il canale principale del traffico della migrazione clandestina, in quanto rappresentano soltanto un atroce diversivo per distogliere l’attenzione dalle vere porte d’ingresso di questo traffico, che sono le banchine dei porti sotto il controllo militare statunitense. Nel porto di Napoli, ad esempio, la U.S. Navy controlla ormai più della metà delle banchine, gestite nel più assoluto segreto militare; tutto ciò per gentile concessione del governo D’Alema nel 1999. Gheddafi ha accettato di enfatizzare il suo ruolo di poliziotto anti-immigrazione perché costituiva un modo per vantare pubblicamente benemerenze nei confronti dell’Italia e della Unione Europea, ma bisogna separare le esagerazioni della propaganda dalle effettive dimensioni di quel ruolo. Le basi militari americane, da sempre, non svolgono soltanto una funzione militare, ma soprattutto di controllo dei traffici illegali, a cominciare dal traffico di eroina dall’Afghanistan.http://www.gexplorer.net/notizie/2011/02/libia-una-guerra-volta-a-tracciare-le-nuove-sfere-di-influenza-energetiche-e-sottrarre-ogni-controllo-all’italia-che-da-sola-dovra-affrontare-londata-dei-rifugiati


E per finire, anche se non finisce qui, vediamo ora i trionfalismi francesi su quella che è una chiarissima guerra dichiarata contro di noi, che ci porterà soltanto ad avere il gravame oneroso e difficilmente gestibile, di un’ondata di migrazione biblica, che contribuirà ad affossare sempre di più la nostra economia, con buona pace dei sinistri nostrani e anche del nostro governo che non hanno capito nulla della politica mondiale.

L'Italie touchée de plein fouet par la crise libyenneDans un communiqué tardif, Berlusconi s'est aligné sur les autres leaders occidentaux pour dénoncer un «usage inacceptable de la violence contre la population civile» et se déclarer «préoccupé par l'aggravation des violences». (Crédits photo: Riccardo De Luca/AP)

Le montant des investissements libyens dans l'économie italienne est estimé à 3,6 milliards d'euros.
Les relations personnelles entre Silvio Berlusconi et Mouammar Kadhafi sont très étroites depuis la signature, en août 2008, d'un accord de paix et de coopération qui a mis fin à plus de soixante ans de contentieux colonial. Aussi, grand a été l'embarras du président du Conseil italien devant l'explosion de violence. Il lui a fallu quarante-huit heures pour en mesurer la gravité. Samedi, comme on lui demandait s'il appellerait le leader libyen à la modération, Berlusconi avait répondu que devant une situation en pleine évolution, il «ne se permettrait pas de déranger qui que ce soit». À Bruxelles, le ministre des Affaires étrangères, Franco Frattini, a invité ce week-end l'Europe à ne pas s'ingérer dans les affaires intérieures de la Djamahiriyya. Mettant en garde contre une partition du pays qui reviendrait à instaurer une « république islamique de Benghazi»………………………….
………………………………  Quelque 23% de son pétrole et 13% de son gaz arrivent de Libye. Les importations de méthane (environ 25 millions de mètres cubes par jour) ont été interrompues ce mardi pour «raisons de sécurité». Le gouvernement se prépare à puiser dans ses réserves en cas de pénurie.
La première, l'Italie a élaboré un plan d'évacuation de ses ressortissants. Quelque 1500 transalpins travaillent dans 180 sociétés italiennes en Libye. Des appareils sont en instance pour les rapatrier dès que les conditions le permettront. Autre grosse inquiétude, sur le front sécuritaire cette fois. L'effondrement du régime libyen fait craindre l'afflux de dizaines de milliers d'immigrés sur les côtes italiennes. Une cellule de crise comprenant six ministres s'est réunie ce mardi soir pour en débattre tandis que l'état d'alerte a été proclamé sur les bases aériennes du Sud. Pour le moment, l'état de la mer dans le canal de Sicile dissuade les candidats au départ.
Fonte Le f**aro http://www.lef**aro.fr/international/2011/02/22/01003-20110222ARTFIG00792-l-italie-touchee-de-plein-fouet-par-la-crise-lybienne.php


Ma si sa la politica di Berlusconi è stata quella di cercare di fare affari con tutto il mondo per dare maggior respiro all’economia mondiale, lottando contro le sinistre opposizioni interne e le sinistre opposizioni straniere, infatti gli accordi di Berlusconi con la Russia, attraverso Putin vennero criticate in particolare dai francesi e da Sarkozy in persona, ed ora ecco svelata la menzogna e l’interesse che nascondevano le critiche al governo Berlusconi:

Gas: Russia, Total si allea con Novatec
Entrera' in capitale produttore gas, operazione da 4 mld dlr
(ANSA) - MOSCA, 3 MAR - Il gruppo francese Total ha firmato un memorandum d'intesa che gli consentira' di entrare nel capitale di Novatec, il piu' grosso produttore di gas russo indipendente: l'operazione, per un valore di 4 miliardi di dollari, prevede che la societa' francese acquisti in aprile il 12% delle azioni della compagnia russa, con un'opzione per un altro 7,4% entro i successivi tre anni, per arrivare complessivamente al 19,4%. Lo riferiscono i media russi.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/03/03/visualizza_new.html_1560790515.html


Ora fra le molteplici domande e preoccupazioni che stanno bombardando la mia mente e scconvolgono la mia coscienza, la mia logica e mi creano nuove paure, una domanda emerge fra tutte:

Ma perché si presentano alle elezioni in Italia e noi li votiamo questa massa di politici presuntuosi, imbecilli ignoranti e incapaci di comprendere la politica che poi andranno ad affrontare, nessuno escluso: quelli di destra, di sinistra e di centro?

Facciamola noi la rivoluzione vera: mandiamoli tutti a casa, con un bel calcio nel di dietro e nemmeno un solo centesimo di pensione, anzi ci debbono restituire i danni che ci hanno provocato, per cui mandiamoli tutti ai lavori forzati per pagarci i danni e permetterci di ricominciare a sperare in un futuro fuori dalla UE e dalle finte alleanze.  

Adriana Bolchini – Lisistrata
 

Pubblicato il 20/3/2011 alle 16.12 nella rubrica Diario.

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