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L'amarezza del Gip Clementina Forleo:"Morte annunciata"

 

Clementina va in trincea
 
PAOLO COLONNELLO

I casi sono due: o Ferdinando Imposimato è un mago oppure la cena allo Shangrilà a cui mi invitò per parlarmi di pressioni per un’inchiesta disciplinare aveva un senso...». Sembra incredibile ma alla notizia che il pg della Cassazione ha deciso di aprire un procedimento disciplinare contro di lei, Clementina Forleo anzichè preoccuparsi, sembra quasi felice. «Si vede che Imposimato è un mago, non può essere che così...» continua a ripetere al telefono. Per nulla sorpresa. «Per nulla. Questa decisione non mi stupisce per niente. Sembra la cronaca di un provvedimento annunciato, anzi di una “morte annunciata”». Dove la morte, assolutamente metaforica, è ovviamente quella di Clementina. Ma perchè tutta questa euforia? Perchè in un certo senso, la decisione del Pg della Cassazione per Clementina è una conferma di quelle «pressioni», di quella manovra di accerchiamento di cui, l’8 settembre scorso, seduto a un tavolo del ristorante romano Shangrilà, l’aveva messa al corrente il presidente emerito di Cassazione e giudice in pensione, Ferdinando Imposimato, diventato il custode delle sue inquietudini.
Proprio da un eventuale procedimento disciplinare della Cassazione l’aveva messa in guardia il vecchio giudice rivelandolo quasi un mese dopo anche in un’intervista al nostro giornale. «Ora vogliono farla passare per pazza - aveva detto Imposimato - Lei però ha avuto sempre ragione da tutti. Anche il procuratore generale della Cassazione, da quanto ne so, sta con lei. So di sicuro di pressioni sul pg perché fosse avviato un procedimento disciplinare contro la Forleo al pari di quanto ha fatto contro De Magistris». E ancora: «Non entro nei particolari. Non insista. A me, le istituzioni stanno a cuore: non voglio alimentare nuove polemiche». Come si sa, le polemiche si alimentarono da sole. Tra l’altro proprio il pg Delli Priscoli, interpellato poco dopo sulla possibilità di un procedimento disciplinare contro la Forleo, aveva, «allo stato», smentito.
Certo quel vaticinio di Imposimato, ora che il procedimento è arrivato in porto, fa un po’ effetto. E rivela che qualcosa di serio si stava muovendo da tempo. Per di più il procedimento aperto dall’inquirente della Cassazione non è centrato sulle dichiarazioni di Clementina ad Anno Zero, sulle sue denunce di «pressioni istituzionali», sul «consiglio» (smentito dall’interessato sia alla Stampa che al Csm)) del pg milanese Blandini circa le «preoccupazioni di D’Alema». No: il procedimento è stato aperto sul provvedimento con il quale l’estate scorsa il gip Forleo chiese alla Camera l’autorizzazione ad utilizzare le telefonate dei parlamentari intercettati nell’inchiesta sulle scalate bancarie, da Antonveneta ad Unipol.

Dunque un’inchiesta disciplinare nel merito del suo lavoro di magistrato, non più sul suo rapporto ambientale con gli uffici giudiziari milanesi, di cui invece si sta occupando il Csm. E sembra toccare proprio i punti indicati dalla memoria depositata alla Camera l’agosto scorso dal vicepremier D’Alema, il quale si augurava una censura all’operato di Forleo, ritenendolo «abnorme» e «diffamatorio». «La valutazione di tale condotta - scriveva D’Alema - potrà, se del caso, essere adeguatamente valutata da altri organi istituzionali». Si vede che la valutazione è stata fatta. Ed esattamente negli stessi termini di D’Alema, visto che il Pg Delli Priscoli, parla proprio di «provvedimento abnorme» e di «diffamazione nei confronti dei parlamentari» in questione. Niente di strano, se fossimo in «un Paese normale». Solo che le rivelazioni di Imposimato dimostrano che così non è.

Non a caso oggi Clementina Forleo tornerà a Brescia a riempire altre pagine di verbali (tema: le pressioni istituzionali) e a dare fiato a un’inchiesta, quella del pm Salamone (lo stesso che indagò su Di Pietro), che prima o poi potrebbe riservare sorprese.

Pubblicato il 28/11/2007 alle 15.19 nella rubrica Diario.

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