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Comunismo

  

Birmania le foto orribili della vergogna

 



“Carissimi, le parole vengono meno. Queste foto di un monaco assassinato sono state prese in segreto in un obitorio.
Pensate quanti molti altri hanno subito lo stesso destino.
Vi prego, diffondete queste fotografie a più gente possibile, perché il mondo sappia che c’è bisogno di molto più che a semplice condanna di questi bastardi [della giunta comunista ] ”.

Sono le foto della vergogna:

Vergogna della giunta, che proprio oggi diffonde alle telecamere di tutto il mondo il suo goffo tentativo di “riconciliarsi” con i monaci buddisti, costringendoli ad accettare doni. Ma siccome le autorità dei monasteri hanno proibito ai loro bonzi di farlo, i militari hanno inscenato una farsa, con falsi monaci, per una falsa riconciliazione. La giunta cerca di far “comprendere” alle autorità buddiste la “necessità” della repressione. Ma queste foto accusano ogni buona intenzione ed esigono domanda di perdono e un cambiamento radicale nel Paese. Secondo fonti diplomatiche, questa nuova repressione del governo militare del Myanmar – che si definisce socialista e laico, ma cerca l’appoggio dei monaci per continuare il suo dominio – è costata a vita a centinaia di persone e l’arresto di oltre 6 mila.

Vergogna per noi, che al di là di qualche sussulto di scandalo verso le violenze dei militari, abbiamo pensato che in fondo si tratta solo della soppressione di alcune manifestazioni, quando invece si tratta di un sistema che uccide, ammazza, schiavizza una popolazione di quasi 50 milioni di persone.
   
Vergogna per l’Onu e la comunità internazionale, che non trova strumenti efficaci per garantire la democrazia a un popolo che l’ha scelta da tempo. Il problema è che si tratta con la giunta solo con il minuetto diplomatico, mentre occorre dare voce alla società civile mondiale per affrontare quella che è un’emergenza umanitaria. Occorre che la Croce Rossa internazionale possa andare in Myanmar a visitare le prigioni; che l’Ufficio Onu del lavoro visiti gli schiavi dei lavori forzati; che le Ong possano svolgere un lavoro a favore della popolazione impoverita dal dominio e dal commercio della giunta con Cina, India e Thailandia.
Da Asianews
Non ho messo il link, ma direttamente le foto del monaco ucciso in modo così brutale, perchè chi le guarda riceva un pugno allo stomaco, ancor prima di leggere la vergogna che esse rappresentano.
Un pugno che vuole essere una sveglia.
In questo mondo dove ormai nulla é più reale, dove si parla di sofferenze inumane, come dell'ultima partita della squadra del cuore, giustificandole o sottovalutandole a seconda dell'ideologia politica, un mondo che dimentica che una dittatura di qualsiasi natura vive e prospera grazie al sangue di milioni d'innocenti.
Chi appoggia la giunta birmana ha 'armato' la mano del boia che ha massacrato quel povero monaco.  
Orpheus

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Pubblicato il 30/10/2007 alle 10.40 nella rubrica Crimini del Comunismo.

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