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Il premier di sinistra José Luis Zapatero ha chiuso in Spagna più di 600 moschee

Pugno di ferro contro il terrorismo islamico e presidio rigoroso
delle coste per impedire con le armi nuovi sbarchi di clandestini  

 Il premier di sinistra José Luis Zapatero
ha chiuso in Spagna più di 600 moschee,
sospettate di formare terroristi-kamikaze,
e ordinato di espellere tutti gli irregolari

E in Italia, cosa fa il compagno premier Prodi? Lui, calandosi le braghe senza vergogna di fronte ai "diktat" dell'estrema sinistra e dei Verdi pur di conservare la poltrona, propone addirittura di abolire la legge Bossi-Fini contro la immigrazione clandestina e aprire le frontiere a tutti. Ma chi ci garantisce che, insieme ai disperati che vengono in Italia per cercare lavoro, non ci siano anche i fanatici dell'islamismo che arrivano qui con il chiaro programma di reclutare e indottrinare aspiranti suicidi per farci saltare tutti in aria con loro? Il socialista Zapatero, in Spagna, se lo è posto e se lo pone il problema, seriamente e responsabilmente; il compagno premier Romano Prodi, no.

di Gaetano Saglimbeni

 

                         

  José Luis Zapatero, capo del governo spagnolo. “Basta con la politica di accoglienza: la
   sicurezza dei cittadini e del Paese viene prima di ogni altra cosa”, dice. Ed in Italia, invece, il governo del compagno Prodi, cedendo alle imposizioni dell’estrema sinistra, vuole aprire le frontiere a tutti: a chi viene per cercare lavoro ed a chi progetta di istruire eserciti di "kamikaze"

Il premier spagnolo José Luis Zapatero, leader simbolo dei comunisti e dell'estrema sinistra di casa nostra, ha deciso di adottare la linea dura (durissima, bisogna forse dire) contro il terrorismo islamico e la immigrazione di clandestini. Ha già chiuso più di 6oo moschee, sospettate di reclutare e indottrinare potenziali terroristi-kamikaze, pronti ad immolarsi per far strage di innocenti su autobus, nei super-mercati, nei luoghi di lavoro. E ha dato disposizioni molto serie per impedire ulteriori sbarchi di clandestini sulle coste (anche con l'uso delle armi, ha tenuto a precisare) ed espellere immediatamente dal territorio spagnolo gli immigrati irregolari rimasti senza lavoro.
Penso a quello che sarebbe successo in Italia se fosse stato l'ex premier Silvio  Berlusconi o altro leader del centrodestra ad adottare provvedimenti così duri: cortei in piazza, bandiere bruciate, scontri con la polizia, grida di assassini ai governanti ed ai loro sostenitori. Nella civilissima Spagna, con il riformista Zapatero al governo, non  è successo e non succede nulla di tutto questo. "La sicurezza del Paese e dei cittadini viene prima di ogni altra cosa", dice l'idolo europeo dei comunisti ed estremisti di sinistra italiani. E va avanti per la sua strada,  deciso e tranquillo, chiudendo senza esitazione le moschee sospette (più di 600 fino ad oggi) e autorizzando le guardie costiere a usare anche le armi contro  sugli immigrati clandestini che tentano di entrare in Spagna con la forza. Nei Paesi civili, dove i governi guardano anzitutto al bene dei cittadini, questa è serietà, consapevolezza dei propri doveri, assunzione piena delle responsabilità che devono assumersi leader seri e responsabili, non condizionati dai "diktat" e dalla demagogia dei mestieranti della politica.     
          E l'Italia di Prodi, invece, cosa fa? Non soltanto spalanca le porte ai clandestini ed il ministro degli Interni Amato annunzia che l'Italia favorirà a brevissima scadenza i ricongiungimenti di chi è già in Italia (anche senza lavoro) con mogli, figli, fratelli, nonni, zii, parenti vicini e lontani. C'è anche il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero di Rifondazione comunista, che propone addirittura di dare il "benvenuto" con 3 mila euro (presi dalle tasche di noi cittadini) ad ogni clandestino che riesce a mettere piede sulle nostre coste. Il che equivale ad affiggere manifesti in tutti i Paesi del Terzo mondo  per invitare i poveri disperati a tentare la fortuna in una Italia trasformata, ai loro occhi,  in una sorta di “valle dell’Eden” o paese di Bengodi. 
"Venite, venite, vi daremo anche la paghetta", sembra dire il ministro “cuore d’oro” dell'estrema sinistra italiana al quei poveracci. I quali, super-illusi da promesse così allettanti (fatte da un grande "benefattore dell'umanità" con i soldi dei cittadini), non esitano a consegnare alla delinquenza organizzata i pochi risparmi di una vita di stenti per tentare di approdare in qualsiasi modo sulle coste siciliane o in altro angolo della Italia della cuccagna. Dove, oltre alla “felicità” che il compagno Prodi promette agli italiani residenti, molto simile a quella che per settant'anni hanno assicurato i comunisti Stalin e Breznev ai cittadini dell'ex Unione sovietica, ci sarà benessere e gioia di vivere (assicurano il comunista "doc" Ferrero ed il suo leader Bertinotti) anche per gli immigrati clandestini.
Se non siamo già alla follia (da clinica psichiatrica, per esser chiari), poco ci manca. Gli esperti prevedono che, sommando la generosità del ministro Amato (che si preoccupa di assicurare il ricongiungimento di chi è già in Italia con tutti i parenti vicini e lontani) alla super-generosità del ministro Ferrero (che vuole anche assicurare un buon gruzzolo di euro a chi arriva in Italia con le tasche vuote), ci saranno nel giro di un anno due milioni di immigrati in più. E le persone serie (ce ne sono, per fortuna, anche in politica) si domandano come faremo ad ospitare tutta questa gente, se ci saranno case e lavoro per tutti.
La prospettiva, purtroppo, è che la disoccupazione in Italia, scesa con il governo Berlusconi dal 12 al 7,5 per cento, torni a crescere paurosamente. Ed allora, è sempre la domanda delle persone serie, non sarebbe opportuno e ragionevole, prima di spalancare ancora di più le porte a nuove ondate di immigrati, pensare a milioni di italiani che vivono in condizioni di estrema e non lieta povertà (da Terzo mondo, per intenderci) a Napoli come a Messina, a Roma come a Torino, Palermo, Catanzaro e Reggio Calabria? 
  La generosità, la carità, la solidarietà umana sono sentimenti e atti nobilissimi, certo. Ma onestà vuole che, prima di dare una casetta ad una famiglia di immigrati, la si assicuri agli italiani che vivono ancora in baracche (che a Messina risalgono, è il caso di ricordarlo, al terremoto del 1908). Un po' di buon senso è quello che chiediamo al compagno Prodi ed ai signori della “illuminata” sinistra italiana. Ma chiediamo loro anche, se non soprattutto, di fare una capatina, tra i tanti viaggi utili ed inutili che compiono in lungo e in largo per il pianeta Terra, anche nella vicina Spagna. Una chiacchierata seria con il leader delle sinistre José Luis Zapatero, su quelli che sono i reali problemi della gente e i doveri dei governanti, sarà certamente utile a loro (per aprire gli occhi ottenebrati dalla demagogia e dal fanatismo ideologico-politico) ed a noi per guardare con meno apprensioni al nostro futuro. Nessuno, sia chiaro, chiede crociate o guerre sante contro l'islamismo: chiediamo soltanto un po' di serenità per il nostro vivere quotidiano. Quella che Josè Luis Zapatero, idolo europeo dei comunisti italiani, intende assicurare (con grande saggezza, che chiaramente esiste anche a sinistra) ai cittadini spagnoli. 
 
                      Gaetano Saglimbeni
 
www.gaetanosaglimbeniutaormina.it
e-mail: gaetano.saglimbeni@alice.it

Pubblicato il 18/6/2007 alle 19.42 nella rubrica Gaetano Saglimbeni.

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