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Sarkozy presidente: politica opposta a quella di Prodi

Il candidato del centrodestra stravince in Francia e gli estremisti
di sinistra, sostenitori della socialista Ségolène Royal, sfogano
la loro rabbia con le solite violenze di piazza, mandando in frantumi
vetrine di negozi, dando alle fiamme cassonetti, auto, chioschi, e
scagliando pietre  e bottiglie incendiarie contro le forze dell'ordine

Nicolas Sarkozy, il successore di Chirac
alla presidenza della Repubblica. "Gli
Stati Uniti potranno contare sulla nostra
amicizia", la sua prima dichiarazione. Che,
chiaramente, non piace al compagno Prodi

Agli antipodi la politica del nuovo capo di Stato francese rispetto a quella della sinistra ed estrema sinistra italiana al governo con codazzo di no-global, falsi pacifisti anti-americani ed ex  terroristi assassini. Nel programma di Sarkozy, l'abbassamento delle aliquote fiscali per tutti, come ha fatto
due anni fa il governo Berlusconi, e l'impegno per una Europa unita davvero, non condizionata dalle divisioni, dai velleitarismi, con una economia che non sia costretta a subire gli squilibri di un euro troppo alto rispetto a un dollaro troppo basso, pericolosissimi per  le nostre esportazioni, ed il contenimento della spesa pubblica di cui tutti straparlano e nessuno si preoccupa. Insomma, tutto
il contrario di quello che dicono (e fanno, purtroppo) i nostri governanti di sinistra ed estrema sinistra. Risposta molto affettuosa e benaugurante del nuovo capo dell'Eliseo al leader di Forza Italia e della Casa delle libertà che i comunisti di casa nostra vorrebbero allontanare dalla politica con la paradossale e grottesca trovata del conflitto di interessi. "Saremo insieme a lottare per l'Europa che abbiamo sempre sognato", ha scritto Nicolas Sarkozy al suo grande amico Silvio Berlusconi 
di Gaetano Saglimbeni
 
                          
                       Nicolas Sarkozy, 52 anni, avvocato, ex ministro dell'Interno, è
                       il sesto presidente della Quinta Repubblica francese, dopo De
                       Gaulle, Pompidou, Giscard d'Estaing, Mitterrand e Chirac. Ha
                       battuto la candidata delle sinistre, Ségolène Royal, con il 53,2 
                       

                    Romano Prodi e Piero Fassino, grandi sponsor della candidata delle sinistre Sègolène Royal nettamente battuta dal candidato del centrodestra Nicolas Sarkozy nella corsa all’Eliseo, hanno mandato subito dei messaggi calorosi al neo presidente della Repubblica francese. Ma tra le idee politiche dei massimi dirigenti della Unione delle sinistre italiane e il successore di Jacques Chirac in Francia c’è, chiaramente, un abisso: in politica interna (con particolare riguardo alla economia) come nei rapporti con l’Europa e gli Stati Uniti d’America.
           E’ stata per George Bush la prima dichiarazione del nuovo capo dello Stato francese, nella serata del suo trionfo elettorale. “Gli Stati Uniti”, ha detto in maniera chiara ed inequivocabile Sarkozy, “potranno contare sulla nostra amicizia”. E la cosa, si sa, non è piaciuta, non poteva piacere al compagno premier italiano Romano Prodi ed al segretario del partito ex comunista Fassino che, per conquistare il potere, non hanno esitato ad imbarcare nel governo i due partiti dell’estrema sinistra, Rifondazione comunista di Bertinotti e Franco Giordano ed i Comunisti italiani di Oliviero Diliberto, con codazzo di no-global, antagonisti dei centri sociali, falsi pacifisti anti-americani ed ex terroristi assassini (amici e compagni della “teppaglia” che ha messo a ferro e fuoco la Francia subito dopo la proclamazione del nuovo capo dell’Eliseo).
          E sui rapporti con l’Europa il neo presidente Sarkozy non è stato meno esplicito. “La Francia, da questa sera”, ha spiegato, “non è più il Paese che ha urlato un rabbioso ‘no’ alla Costituzione europea, alla classe politica ed al sistema malato di una Europa ancora da edificare. La Francia, questa sera, ritorna in Europa, con un impegno preciso: ricercare gli ideali comuni, i valori unificanti, non quelli della disgregazione”. E in economia, il successore di Chirac ha ribadito quello che ha sempre detto in campagna elettorale: la sua posizione è severamente critica nei confronti di coloro che sono per l’euro forte, considerato che a soffrire, con il dollaro basso, è la nostra produzione industriale, svantaggiata chiaramente nelle esportazioni; eil suo programma per favorire la ripresa parte dalla necessità di abbassare le aliquote fiscali per tutti, come ha fatto in Italia il governo del suo amico Silvio Berlusconi, pur in un momento particolarmente difficile per l’economia europea e mondiale. “Toglieremo subito 15 miliardi di euro di tasse”, le testuali parole di Nicolas Sarkozy, la sera del suo trionfo in piazza della Concordia.
          Insomma, tutto il contrario di quello che in Italia dicono (e fanno purtroppo) il compagno premier Romano Prodi ed i ministri della sinistra “illuminata”. E si capisce, proprio dal “parlar chiaro” del neo inquilino dell’Eliseo (il quale, va ricordato, in una Repubblica presidenziale come quella francese, ha insieme i poteri del nostro presidente della Repubblica e quelli del capo del governo), come abbiano più di un motivo per essere tristi, i signori della Unione delle sinistre italiane, i Prodi, i Fassino, i DAlema, i Rutelli, che erano accorsi in massa in Francia per sostenere la neo “suffragetta” delle sinistre Ségolène Royal. Avranno vita dura, i governanti italiani, nei rapporti con il “gollista scomodo” che la candidata socialista, con grande superficialità e molta spocchia, ha additato in campagna elettorale come “un pericolo per la Francia e la sua democrazia”.
          Chi è, nella realtà, Nicolas Sarkozy, ex ministro delle Finanze e dell’Interno con Jacques Chirac capo dello Stato? Un “Blair di destra” , lo definisce Massimo Nava, editorialista del Corriere della Sera; ed anche “lo sceriffo di Francia”, “il rampollo ribelle di Chirac”, “un nazionalista che guarda all’Europa”. “Ma l’uomo che entra all’Eliseo”, tiene a precisare, “non è soltanto il leader ambizioso che esalta Patria e ordine, che criminalizza il Maggio ’68 e piace alla Casa Bianca. I francesi, che lo hanno atteso e temuto come un nuovo Napoleone, hanno premiato un progetto di rigenerazione del sistema-Paese”.

          “Sarkozy”, spiega l’editorialista del giornale che è stato sponsor ufficiale del neo compagno Prodi in campagna elettorale, “vuole aprire i cantieri delle riforme, ma ha già aperto quello della mentalità collettiva, piuttosto conservatrice, e quello della cultura politica della destra. Molti in Europa ne faranno un campione ideologico, il conservatore e l’amico americano, esaltando il lato più pubblicizzato e dimenticando il lato riformista che piace anche a sinistra. La sua è una destra di movimento, che mette sulla pelle della sinistra la resistenza ai cambiamenti e promette la ‘nuova frontiera’ del successo individuale e della solidarietà. Sarkozy è un gollista geneticamente modificato, che ha subito ricordato, ha voluto ricordare al mondo quelli che sono e saranno, con lui alla guida del Paese, i veri valori e gli orizzonti politici della Francia”.
           Come possano conciliarsi i valori e gli ideali del neo presidente Sarkozy con quelli di Prodi e compagni, è difficile, se non impossibile, capirlo. Quello che si può dire con assoluta certezza è che i principi e gli orientamenti politici del nuovo Napoleone di Francia sono in perfetta sintonia con quelli dell’ex presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia e della Casa delle libertà. “La tua splendida vittoria”, gli ha scritto Berlusconi complimentandosi per il suo trionfo elettorale, “è l’espressione del bisogno e della volontà di cambiamento che attraversa tutta l’Europa, non soltanto la Francia, con le sinistre sempre meno credibili e affidabili, capaci soltanto di creare disastri economici e sociali, al fianco dei terroristi più spietati, contro la libertà e la democrazia”. E la risposta di Sarkozy è stata immediata, affettuosa e soprattutto benaugurante per l’amico italiano che le sinistre vorrebbero escludere dalla politica con l’ingegnosa, paradossale e grottesca trovata del conflitto di interessi: “Caro Silvio, saremo insieme in una seria battaglia per edificare l’Europa unita e autorevole che abbiamo sempre sognato, non quella delle divisioni, dei veti incrociati e paralizzanti, dei super-burocrati, delle spese folli e inutili, improduttive e immorali”.
            Agli antipoli, certo, la politica del neo presidente Nicolas Sarkozy rispetto a quella del premier italiano ed ex presidente della Commissione europea Romano Prodi. Il “Blair di destra” francese, per il modo in cui ha vinto e soprattutto per quel che dice di voler fare per la Francia e l’Europa, non può certo far dormire sonni tranquilli alle sinistre ed all’estrema sinistra di casa nostra. Due modi diversissimi di concepire e vivere la politica, di giudicare i comportamenti. In Francia, quelli che la sera del trionfo di Sarkozy hanno sfogato la loro rabbia con le solite violenze di piazza, incendiano auto, fracassando vetrine di negozi e scagliando pietre e bottiglie incendiarie contro la polizia, sono definiti “canaglie”. E in Italia sono invece grandi amici e sostenitori dei leader e ministri di Rifondazione comunista e del Partito dei comunisti italiani che stanno al governo con il neo compagno premier Romano Prodi.
          Sono considerati “eroi” in Italia, purtroppo, gli ex brigatisti e terroristi assassini: colmati di onori e prebende, deputati in parlamento o nel sottogoverno, nei consigli di amministrazione di enti pubblici, consulenti con parcelle d’oro in ministeri, nelle Regioni, nelle Province, nei Comuni “rossi”. In Francia no, sono chiamati con il loro nome, quello che danno loro, hanno il dovere di dar loro i Paesi seri, liberi e democratici; e gli amici e sostenitori del neo presidente Sarkozy continueranno a chiamarli “canaglie”. Anche questo è un segno di civiltà. Che nella civilissima Italia, con la sinistra e l’estrema sinistra al governo, nelle istituzioni a tutti i livelli, e gli “utili idioti” ex democristiani che le sostengono con tanta irresponsabilità, rischia purtroppo di scomparire.
 
                                                                Gaetano Saglimbeni
 
www.gaetanosaglimbenitaormina.it
e-mail:gaetano.saglimbeni@alice.it 

Pubblicato il 7/5/2007 alle 21.26 nella rubrica Gaetano Saglimbeni.

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