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"Colpire le rendite", sentenzia D'Alema



Sempre più marcate le distanze tra governo e Confindustria
"Colpire le rendite", sentenzia D'Alema
Anche quelle dei proprietari di barche?
"La ripresa c'è", hanno confermato i giovani
 industriali a S. Margherita Ligure, "e
non deve essere frenata o bloccata dai balzelli
del neo ministro Padoa Schioppa".
Per il presidente Montezemolo, la riduzione del
cuneo industriale deve essere per
tutti, non per gli industriali che piacciono al governo.
Applaudito Gianfranco Fini.

di Gaetano Saglimbeni 
     
   Al convegno dei giovani industriali di S. Margherita Ligure il prof. Prodi, temendo forse il ripetersi del "gelo" espresso nei suoi confronti dagli imprenditori riuniti nei giorni scorsi a Roma, ha mandato uno dei suoi due vice presidenti del Consiglio, Massimo D'Alema, ministro degli Esteri. Ed il presidente dei Ds, senza entusiasmare la platea (come avevano fatto Silvio Berlusconi a Vicenza ed il suo ex braccio destro Gianni Letta a Roma) ma anche e soprattutto senza provocare fischi, ha parlato di un governo deciso a "colpire le rendite accumulate a scapito di imprese e lavoratori". "Anche quelle dei proprietari di barche?", gli ha chiesto maliziosamente qualcuno dal fondo, con chiarissima allusione al D'Alema "skipper" e proprietario di una barca da milionario in euro, la "Ikarus II".
          Sempre più marcate le distanze tra governo e Confindustria. "La ripresa economica c'è", hanno confermato i giovani industriali, da Colaninno junior alla Marcegaglia, "e non può, non deve essere frenata o bloccata dai nuovi e vecchi balzelli che propone il ministro Padoa Schioppa". Insomma, continua a non piacere a nessuno, il super-tecnico messo dal prof. Prodi alla guida del ministero della Economia. Non piace al Bertinotti di Rifondazione comunista, al Diliberto dei Comunisti italiani, al verde Pecoraro Scanio, al no-global Francesco Caruso, al "leoncavallino" leader dei centri sociali Daniele Farina (neo vice presidente della commissione Giustizia della Camera), al segretario della Cgil “rossa” Guglielmo Epifani, e non piace ai dirigenti della  Confindustria.
            E gli italiani si domandano: non erano tutti con Prodi e le sinistre, questi signori, in campagna elettorale? Adesso, il Bertinotti presidente della Camera ed il Diliberto segretario dei Comunisti italiani sono quelli che più danno preoccupazioni al premier Prodi, perché non intendono che il cuneo fiscale promesso dal leader dell’Unione delle sinistre agli industriali in campagna elettorale vada esclusivamente (o quasi) a loro, con una fettina piccola piccola, se non proprio insignificante, per i lavoratori. Ed il ministro Padoa Schioppa, per dare un contentino ai contestatori, ha proposto la ingegnosissima formuletta di un cuneo che andrebbe sì, per gran parte, alle industrie, ma non a tutte, solo ad una parte di esse (a quelle che piaceranno al governo, insinua qualcuno). 
           Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Fiat e di Confindustria, non è disposto a transigere, su questo e su altri punti del programma. "Il cuneo fiscale deve essere per tutti", ha detto senza mezzi termini. "Nessuna selettività, da parte del governo, tra industrie che meritano ed altre che non meritano. La riduzione deve essere generalizzata: sarà poi il mercato a fare la selezione". Caustico e sferzante con il suo amico (o ex amico?) presidente del Consiglio. "Non vorrei", le sue testuali parole, "che l'unica sorpresa del programma Prodi  fossero i 102 posti di governo che il leader ha creato, tra ministri, vice ministri e sottosegretari, e le frasi stonate dei suoi tanti discorsi al vento".
           Molto applaudito l'ex vice premier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini, il quale ha difeso la politica adottata in cinque anni dal governo Berlusconi e, soprattutto, la legge Biagi che i partiti dell'estrema sinistra vorrebbero cancellare e quelli della sinistra modificare in punti di rilevante importanza. "Le sinistre, se avranno la conferma dei numeri, hanno tutto il diritto di governare", ha spiegato con molta chiarezza il presidente di Alleanza nazionale. "Ma governare significa fare qualcosa di nuovo, non avere come unica prospettiva la demolizione di quello che ha fatto il centrodestra, compreso quello che ha fatto di positivo e assai positivo". Ed in sala c'è stata una ovazione calorosissima. A conferma che la politica economica di Alleanza nazionale e della Casa delle libertà ha convinto e convince gli industriali italiani, giovani, meno giovani e non più giovani. Molto più, certo, di quella delle sinistre, che gli industriali italiani, dopo tante chiacchiere, aspettano ancora di conoscere.  
                          Gaetano Saglimbeni
www.gaetanosaglimbenitaormina.it 
 
 
 
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Pubblicato il 12/6/2006 alle 10.41 nella rubrica Gaetano Saglimbeni.

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