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"Le abbiamo impedito di offendere i nostri ragazzi in divisa militare"



Lidia Menapace, di Rifondazione comunista, bocciata
alla presidenza della commissione Difesa del Sernato  
"Le abbiamo impedito di offendere
i nostri ragazzi in divisa militare",
dicono i senatori del centrodestra
"E' stata una partigiana-simbolo della Resistenza,
la ottantaduenne senatrice dell'estrema sinistra",
ricordano i leader della Casa delle libertà, "ma le sue
farneticazioni sul terrorismo, le provocatorie invettive
contro istituzioni e uomini calpestano le regole
fondamentali della democrazia e sono pericolosissime
soprattutto per i giovani". Durissimo attacco al neo
compagno prof. Prodi,responsabile di "aver consegnato
 l'Italia a comunisti ed estremisti che voglionotravolgere
 tutto e tutti, compresi i soldati chiamati a difendere i valori della Patria". 
 
di Gaetano Saglimbeni  

Designata ufficialmente dalla Union e delle sinistre del prof. Prodi per la presidenza della commissione Difesa del Senato, Lidia Menapace, 82 anni, di Rifondazione comunista, è stata clamorosamente (e opportunamente, bisogna dire)  bocciata. Al suo posto, con l'apporto dei voti del centrodestra, è stato eletto un senatore della Italia dei valori che fa parte della stessa Unione delle sinistre, De Gregorio, il quale, invitato poi a dimettersi (anche dal ministro Di Pietro che continua ad essere segretario del suo partito), si è decisamente rifiutato di farlo. "Non ci penso neppure", le sue testuali parole. Ed è polemica durissima, con timori di fughe dalla risicatissima maggioranza che complicherebbero ancora di più la vita al neonato governo Prodi.

          "Abbiamo impedito alla signora Menapace di offendere, dalla prestigiosa poltrona  di presidente della commissione Difesa del Senato, i nostri ragazzi in divisa militare", dicono i senatori della Casa delle libertà. L'ultima "sparata" della pacifista di Rifondazione comunista è stata contro le Frecce tricolori, che, a sentir lei, "sono uno spreco, fanno baccano, inquinano e servono solo per parate militari come quella del 2 giugno (inserita nella festa della Repubblica), che dovrebbe essere completamente soppressa". 
          In politica (è legge fondamentale della democrazia) vanno rispettate le idee di tutti. Ma nel caso di Rifondazione comunista, che il neo compagno Prodi ha eletto a partito di governo (affidando anche al suo leader Bertinotti la presidenza della Camera, e cioè la terza carica istituzionale dello Stato), credo che il fanatismo ideologico abbia già calpestato abbondantemente e drammaticamente le regole della democrazia, superando in maniera preoccupante i limiti imposti dalla decenza. E' intollerabile, in un Paese serio, che una senatrice della Repubblica si scagli in maniera così dissennata e oltraggiosa contro le istituzioni dello Stato, travolgendo tutto e tutti con la furia devastante di un ciclone, compresi gli uomini che hanno rappresentato e rappresentano i valori della Patria e sono chiamati a difenderli, anche al prezzo della vita. 
         Quello che la ottantaduenne pacifista Menapace continua a ripetere sui nostri militari impegnati in Iraq non può non sconcertare gli italiani seri (che, per fortuna, rappresentano la stragrande maggioranza del Paese). E non soltanto perché la senatrice più estremista del più estremista dei tre partiti comunisti italiani continua a definirli "truppe occupanti", insistendo nel sostenere che l'Italia è andata in Iraq per fare la guerra, e non in missione di pace, per ragioni esclusivamente umanitarie ed a guerra finita, come hanno confermato e confermano autorevoli esponenti della stessa Unione delle sinistre, da Ciampi a Napolitano, a Fassino, all'attuale ministro degli Esteri D'Alema. Sono le sue idee sul terrorismo e la resistenza (che qualcuno ha definito "farneticazioni da overdose di comunismo") che offendono il comune sentire delle persone serie. E francamente non si rie4sce a capire come possa essere venuto in mente, al prof. Prodi ed ai leader della Unione delle sinistre, di proporre un ciclone così devastante alla presidenza della commissione parlamentare di un Paese democratico.      
         Continua a lanciare proclami deliranti ed a buttar fango sull'Italia, la signora senatrice ex partigiana Lidia Menapace. Dice che lei "non ha difficoltà a identificarsi e si identifica in tutto e per tutto con i resistenti iracheni che i nostri militari, in perfetta sintonia con i leader del centrodestra che li hanno mandati in Iraq a far la guerra, definiscono terroristi". Il terrorismo, spiega, "è una cosa che appartiene esclusivamente all'estrema destra, quindi a Bush, Blair, Berlusconi, come un tempo a Hitler e Mussolini, perché non fa partecipare il popolo alla resistenza". E dunque, a sentire la militante-simbolo di Rifondazione comunista, non è stato terrorismo quello di Lotta continua, Potere operaio e Prima linea negli "anni di piombo", con i Sofri, i Bompressi, i D'Elia; non è stato e non è terrorismo quello delle Brigate rosse, con i Morelli, le Faranda, le Lioce, perché le loro azioni armate erano e sono "lotte di popolo". E "lotte di popolo" contro gli oppressori americani, inglesi (ed anche italiani, a sentire la partigiana Menapace) è quella degli sgozzatori e tagliatori di teste amici di Saddam Hussein, dei kamikaze che seminano terrore e morte ed ammazzano innocenti nei mercati rionali, scuole, asili, moschee.
         C'è solo da ricordare alla ex partigiana Menapace che la Resistenza (quella con la "R" maiuscola, è stata in Italia una cosa seria, che i Pertini ed i Vassalli, i Ciampi e le Anselmi, gli Ingrao e le Nilde Jotti combattevano per liberare l'Italia da una feroce dittatura; ed in Iraq, invece, gli amici di Saddam Hussein sgozzano, tagliano teste e fanno saltare in aria  barbaramente vecchi e bambini nel folle tentativo di riportare al potere uno dei dittatori più spietati e sanguinari del ventesimo secolo.
         Queste cose bisogna ricordare a chi finge di averle dimenticate e raccontare ai giovani, per impedire mistificazioni, falsità, follie ideologiche, il dilatarsi di un fanatismo isterico e accecante, pericolosissimo. Ed anche per questo, o proprio per questo, esprimiamo la nostra gratitudine ai senatori del centrodestra, per avere bocciato la candidatura di una estremista così dissennata e fuori dal mondo (pericolosissima, sì, per il falso modello che può offrire ed offre certamente ai giovani che non sanno) alla presidenza della commissione Difesa del Senato. L'Italia, pur con la presenza del partito della Rifondazione comunista al governo, continua ad essere (per fortuna degli italiani) un Paese serio. 
         Post scriptum - Un consiglio vorrei dare ai miei illustri colleghi del "Corriere della Sera" e di altri grandi quotidiani di informazione che, quando scrivono di Rifondazione comunista, tolgono  sistematicamente l'aggettivo "comunista", lasciando soltanto  "Rifondazione". Non mi pare che, con una omissione del genere (che, chiaramente, piace e fa comodo al prof. Prodi), si  renda un servigio ai lettori ed alla democrazia. Gli italiani debbono sapere, ed è necessario che qualcuno lo ricordi sempre, che il signor Bertinotti non vuole "rifondare" in Italia una congregazione di boy-scout o frati trappisti, ma il comunismo, quello che (come ricorda sempre agli americani ed al mondo intero l'ex inquilino democratico della Casa Bianca Bill Clinton) appartiene ormai alla "pattumiera della storia". Se il neo compagno Prodi fa di tutto per farlo dimenticare, gli italiani no, loro non vogliono dimenticare e non dimenticano.           
 
                     Gaetano Saglimbeni
www.gaetanosaglimbenitaormina.it 

 
 
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Pubblicato il 9/6/2006 alle 10.40 nella rubrica Gaetano Saglimbeni.

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