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Mancano soldi per i cantieri?

A “Ballarò” la risposta dell’ex ministro Enrico
La Loggia ai piagnistei delle sinistre-Ulivo sui fondi
che mancano per l’Anas e le Ferrovie

“Berlusconi li ha trovati in 5 anni:
doveva cercarli anche per Prodi?”

“E’ compito del nuovo governo”, ha ricordato
 il senatore di Forza Italia, “reperire le risorse
necessarie, con gli strumenti che le leggi dello Stato
mettono a sua disposizione”.  Le irresponsabili
 “sparate” del neo ministro dei Lavori pubblici,
Antonio Di Pietro, il quale non sa nulla dei mutui già
sottoscritti per le grandi opere dal governo di centrodestra e dei finanziamenti già concessi dall’Unione europea
(nonostante il boicottaggio dell’allora
presidente della Commissione di Bruxelles prof. Prodi):
 per il ponte sullo Stretto di Messina, per esempio,
che il nuovo governo non vuole realizzare.
 
di Gaetano Saglimbeni  
 
         Lo hanno detto un po’ tutti, dal presidente Prodi ai ministri Padoa Schioppa (Tesoro), Bianchi (Trasporti), Di Pietro (Lavori pubblici), Pecoraro Scanio (Ambiente) che in agosto potrebbero essere chiusi, per mancanza di fondi, molti cantieri dell’Anas e delle Ferrovie. A rischio ci sarebbero quelli della autostrada Salerno-Reggio Calabria, del grande raccordo anulare di Roma, del passante di Mestre, dell’alta velocità ferroviaria in Toscana.

        Ma le cifre esatte non si conoscono. C’è chi dice che i miliardi di euro mancanti per il fabbisogno nella seconda metà del 2006 sarebbero 3 o 4, che diventerebbero 6 o 8 se si aggiungono le opere a regime. I tecnici del ministero del Tesoro si dicono preoccupati, in particolare, per la mancanza delle risorse da mettere a disposizione di Anas e Ferrovie per manutenzioni ordinarie e straordinarie, senza però scendere in dettagli. L’unico a dare cifre esatte, per il momento, è l’amministratore delegato dell’Anas Vincenzo Pozzi, il quale spiega che il miliardo e 913 milioni di euro messi a disposizione dal governo Berlusconi finiranno in luglio e per il resto del 2006 occorrono da 1,1 a 1,2 miliardi di euro. 
 
        Tutti a strapparsi i capelli e le vesti di dosso, presidente, ministri e leader di partiti. Se li sono strappati, a “Ballarò”, il conduttore Gianni Floris (sempre più uomo di partito) ed il vice premier e ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli, dando prova di una superficialità e un pressappochismo davvero preoccupanti. Pensavano, questi signori, che fosse ancora compito dell’ex presidente  Berlusconi, e non del suo successore Prodi, trovare i soldi per tenere aperti da agosto i cantieri della ordinaria e straordinaria manutenzione. Ha provveduto l’ex ministro Enrico La Loggia, presente in studio, a riportare l’uno e l’altro con i piedi per terra, spiegando loro che deve essere il nuovo governo, con gli strumenti che le leggi mettono a sua disposizione, trovare le risorse necessarie per la manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, autostrade e ferrovie.

         “Berlusconi le ha trovate per i cinque anni del suo governo”, ha detto  l’ex ministro. “Cosa pensavano, gli illuminati leader delle sinistre italiane, che fosse suo compito trovarle anche per i successori? Le ha trovate, il governo del centrodestra, oltre che per l’ordinaria e straordinaria manutenzione, anche per le opere aggiuntive (nuove corsie per le autostrade, doppi binari dove mancano, potenziamento dell’alta velocità ferroviaria, etc.), ottenendo finanziamenti speciali dall’Unione europea (nonostante il boicottaggio dell’allora presidente della Commissione europea prof. Prodi) e accendendo i mutui necessari. Per il passante di Mestre, per esempio, che dovrebbe essere completato nel 2008, e l’alta velocità in Toscana. Se per quest’ultima opera la procedura di finanziamento da parte della Cassa depositi e prestiti è stata ‘congelata’ dal nuovo governo, non è certo colpa di Berlusconi e del suo governo. Si decidano, Prodi e compagni, a dire quel che vogliono (se sono in grado di dirlo), e tutto procederà per il meglio, senza inutili piagnistei”.

         Insomma, le strumentalizzazioni continuano, da parte dei leader delle sinistre-Ulivo. Ed il neo ministro dei Lavori pubblici, l’ex magistrato Antonio Di Pietro, le spara grosse, come è sua abitudine. “Berlusconi ha fatto come Vanna Marchi: sui cantieri delle grandi opere ha venduto solo placebo e chiacchiere”, ha dichiarato al ‘Corriere della Sera’. E dimentica o finge di non sapere, il leader della Italia dei valori, quel che il ‘Corriere’ ha spiegato con molta chiarezza nello stesso articolo. E cioè, che “a rischio non sono le opere definite da Berlusconi ‘epocali’, come il Mose per la difesa di Venezia dall’acqua alta o, paradossalmente, il ponte sullo Stretto di Messina che il nuovo governo non vuole fare, ma quelle che l’Anas e le Ferrovie gestiscono direttamente con le risorse che lo Stato mette di anno in anno a disposizione”. Chiaro, ministro Di Pietro? E queste risorse deve adesso procurarsele il prof. Prodi. L’ex premier Berlusconi, come opportunamente ha spiegato il senatore La Loggia al neo vice premier Rutelli, le ha procurate per i suoi governi, nei cinque anni che ha passato a palazzo Chigi, e non aveva alcun dovere di procurarle anche per eventuali successori.
 
        Ma bisogna pure ricordare, a Prodi, Di Pietro, Bianchi, Pecoraro Scanio, tutti grandi oppositori del ponte sullo Stretto, che dire ‘no’ ad un’opera così essenziale per il Sud (ma che piace tanto anche all’Europa, per il famoso “Corridoio 1” che da Berlino porterà a Palermo, senza soluzione di continuità) significa rifiutare il finanziamento del 20 per cento della spesa complessiva già assicurato con regolare stanziamento dalla Unione europea ed un certo numero di miliardi di euro che operatori finanziari di tutto il mondo hanno dichiarato di voler impegnare nella realizzazione della gigantesca e avveniristica opera, con il chiaro proposito di assicurarsene poi la gestione per un certo numero di decenni.
         Il paradosso, al limite dell’assurdo e qualche scivolata sul grottesco, è che le sinistre fingono di piangere e strapparsi i capelli perché mancherebbero i soldi destinati al completamento delle opere pubbliche appaltate da Berlusconi e si rifiutano di realizzare un’opera (il ponte sullo Stretto, appunto, anch’esso già appaltato) che allo Stato non costerebbe nulla. Più assurdo e grottesco di così?  
 
            Gaetano Saglimbeni
 
www.gaetanosaglimbenitaormina.it 

Pubblicato il 31/5/2006 alle 17.19 nella rubrica Gaetano Saglimbeni.

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