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30 aprile 2008

l’Associazione Italia Israele ha inviato il comunicato per protestare contro l’apertura dell’Università, proprio prima della Fiera del libro, a Tariq Ramadan

 

 Tariq Ramadan all'Università di Torino.
Cari amici,  oggi  l’Associazione Italia Israele ha inviato il comunicato  per protestare contro l’apertura dell’Università,  proprio prima della Fiera del libro,  a Tariq Ramadan e all’ ISM,  che è per statuto un movimento politico CONTRO Israele, non una associazione culturale.   
L'Associazione Italia Israele di Torino segnala il grave episodio dell'ospitalità, da parte della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino il 5 e 6 Maggio p.v., di un convegno sulla  "Pulizia etnica della Palestina"(sic!), in cui l'ospite d'onore sarà Tariq
Ramadan, principale promotore del boicottaggio della prossima Fiera del Libro.Mentre il Rettore dell'Università di Bologna, prof. Calzolari, ha negato lo spazio per un incontro di mezza giornata con Gianni Vattimo sul Medio Oriente finalizzato al boicottaggio della Fiera del libro,  l'Università di Torino sta per ospitare al suo interno un evento di dimensioni ancora maggiori,contenente un messaggio di estrema violenza e intolleranza politica e culturale, ed ospitando un personaggio come Ramadan,  già giudicato"indesiderabile" da diversi Atenei, come la vicina Università della Valle d'Aosta.  Negli Stati Uniti d'America non ha neppure diritto di ingresso.L'Associazione Italia Israele esprime profonda indignazione per la concessione della sala lauree della Facoltà di Scienze Politiche ad un tale convegno.  Stupisce anche il comportamento del Rettore del'Universit di Torino che, a differenza del collega bolognese, non ha sentito fino ad ora il dovere morale di intervenire.
Associazione Italia-Israele di Torino
 
 Se  questo vi pare scorretto , vi prego di farlo sapere al Preside di Scienze politiche e al Rettore.  E di invitare i vostri amici a fare altrettanto .

Eccovi gli indirizzi  e-mail di entrambi: 
presidenza.scipol@unito.it
 




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30 aprile 2008

Contro la Viscazzata I CITTADINI POSSONO CHIEDERE RISARCIMENTO DANNI

 


FISCO: CODACONS, CITTADINI POSSONO CHIEDERE RISARCIMENTO DANNI
SUL SITO DELL'ASSOCIAZIONE CONSUMATORI UN MODELLO DA SCARICARE

Roma, 30 apr. (Adnkronos) - ''Alla luce del provvedimento del Garante, milioni di cittadini i cui dati sensibili sono stati violati, possono chiedere il risarcimento dei danni subiti. Per tale motivo stiamo predisponendo sul sito www.codacons.it un modello che gli utenti possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate, e chiedere fino a 1.000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy subita''. Ad affermarlo in una nota e' il presidente Codacons, Carlo Rienzi.


Avvelenatori di pozzi

di Massimo De Manzoni

Hanno fatto come i ragazzini che l’ultimo giorno di scuola, prima di uscire dall’aula, si girano e tirano sul pavimento una fialetta piena di liquido puzzolente. Solo che Vincenzo Visco e Lidia Turco scolaretti non lo sono più da un pezzo: ora fanno (anzi, per fortuna degli italiani, ormai hanno fatto) i ministri e le loro «fialette» rischiano di avere conseguenze ben più serie del disgusto o della nausea.
Il primo ha pensato di chiudere la sua permanenza al dicastero dell’Economia dando sfogo alla sua vera passione: le tasse. Non potendone più mettere di nuove, ha ripiegato sulle vecchie e ha buttato in rete, ossia in piazza, le dichiarazioni dei redditi 2005 di tutti gli italiani. Par di vederlo stropicciarsi le mani al pensiero di quel che sarebbe successo: gelosie, ricatti, delazioni, amicizie che si rompono, rapporti di buon vicinato che vanno a quel paese, vecchi rancori che sfociano in nuove rappresaglie.
Già, perché un conto è divulgare i guadagni di personaggi pubblici - politici, sportivi o uomini di spettacolo che siano - abituati a stare sotto i riflettori e a rendere conto ai cittadini, i loro veri «datori di lavoro», praticamente di ogni aspetto della loro vita. Un altro è compiere la stessa operazione su chi ha fatto scelte diverse e conduce un’esistenza «privata», che non prevede di dare in pasto a tutti gli affari propri, anche se in quegli affari non c’è nulla di illecito. La differenza è ovvia per tutti, tranne che per Visco, il quale ama ribaltare gli schemi comuni: meno di due anni fa perseguiva chi andava a curiosare tra i proventi di Prodi, oggi sollecita l’istinto voyeuristico che c’è in ognuno di noi, incurante delle conseguenze, con la perfidia di chi ritiene che in Italia non ci siano contribuenti onesti ma solo evasori ancora da scoprire e quindi si possa tranquillamente buttare fango nel ventilatore. Tanto, a pulire non dovrà certo pensarci lui.
Vecchia scuola Botteghe Oscure. Lezione perfettamente appresa anche dalla compagna Livia Turco. La quale, per la verità, ha fatto quasi di peggio. Prima di sgomberare l’ufficio del ministero della Salute, come gli hanno chiesto senza appello 17 milioni di italiani, ha firmato una cosuccia che, semplicemente, capovolge lo spirito di una legge varata dal governo Berlusconi nel 2004 e confermata da un referendum popolare un anno dopo (ah, quella democrazia che dà tanto fastidio alla sinistra quando non collima con i suoi desideri). Era stato detto e ribadito che non si potevano fare diagnosi sull’embrione prima dell’impianto? Chi se ne frega. La ministra con la lacrima in tasca la pensa diversamente, quindi: oplà, un bel provvedimento in articulo mortis e il gioco è fatto. Con buona pace degli elettori. Del resto, quelli che non votano come dicono loro sul manifesto li definiscono «subumani» e può darsi che con un po’ di sana eugenetica in un prossimo futuro li si possa portare a un livello tale da non sbagliare, almeno, a mettere la crocetta sulla scheda elettorale.
In più c’è il sapore della vendetta, il gusto monello del bastone messo tra le ruote del governo venturo, dell’imbarazzo creato al nuovo Parlamento che dovrà sbrogliare la matassa e in particolare al neo eletto presidente della Camera, che sulla materia non era propriamente in sintonia con il suo partito. Queste sono soddisfazioni: dell’Italia, degli italiani a loro che volete che importi?
Massimo de’ Manzoni




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30 aprile 2008

Rifiuti, indagato assistente De Gennaro

 

 Rifiuti, indagato assistente De Gennaro
Il generale Franco Giannini è indagato
dalla Procura di Avellino per illecita
gestione di rifiuti.                  
Giannini, collaboratore del commissario
per l'emergenza rifiuti De Gennaro ha 
disposto "con provvedimento illegittimo
dell'aprile 2008", secondo l'accusa, la
"realizzazione di un sito di stoccaggio
di balle" a Pianodardine. L'ordinanza 
non fa riferimento ad alcuna norma sa-
nitaria o di sicurezza.Le indagini han-
no accertato che lo stoccaggio delle  
balle potrebbe provocare roghi,ma non è
previsto alcun sistema antincendio.    




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30 aprile 2008

"Privacy violata". "La vendetta di Vincenzo Visco nei confronti degli italiani, rei di averlo mandato a casa, e' servita''.

  Da oggi consultabili le dichiarazioni 2005. I consumatori: "Privacy violata"
Finora potevano essere viste solo presso i comuni.

 
Fisco, online i redditi degli italiani

Il sito delle Entrate aperto a tutti
Il giallo dell'autorizzazione: "C'è l'ok della privacy". Ma il garante smentisce

<b>Fisco, online i redditi degli italiani<br>Il sito delle Entrate aperto a tutti</b>

ROMA - Da oggi tutti potranno vedere le dichiarazioni dei redditi di tutti, dal vicino di casa al vip. L'Agenzia delle Entrate ha messo sul suo sito le dichiarazioni dei redditi 2005 di tutti contribuenti italiani. E' la prima volta che accade, poiché fino ad ora le dichiarazioni potevano essere consultate soltanto presso i comuni. E subito si scatena la polemica. Visco: "Non vedo problemi", i consumatori: "Violata la privacy".

E si apre un piccolo giallo. Alle Entrate sostengono che si tratta di un provvedimento a norma di legge autorizzato dal garante che però smentisce: "L'iniziativa non è mai stata sottoposta all'attenzione del garante della privacy. Il collegio è convocato per il pomeriggio di oggi per esaminare la questione".

Le dichiarazioni dei redditi. Per scoprire quanto hanno guadagnato basta andare sulla homepage del sito dell'Agenzia , cliccare su Uffici, poi su elenco uffici e su elenchi nominativi dei contribuenti. Infine su consultazioni elenchi dichiarazioni. Bisogna conoscere la regione della persona che si sta cercando, la provincia e il comune e il gioco è fatto.

Si arriva così a scoprire che nel 2005 l'industriale Luciano Benetton dichiarava un reddito imponibile di 1.635.722 euro, mentre il comico Beppe Grillo 4.272.591 e 3.580.995 Roberto Benigni. Tra i volti celebri anche Sabrina Ferilli e Luciana Littizzetto: l'attrice romana nel 2005 dichiarava un reddito di 423.829 euro, mentre la comica torinese 1.824.084. Ovviamente nell'elenco ci siamo tutti, compresi i protagonisti di vicende di cronaca. Scopriamo allora che Olindo Romano, accusato della strage di Erba, dichiarava 18.809 euro.

Polemiche. Ma la cosa ha provocato aspre polemiche. L'associazione dei consumatori Adoc, afferma di essere tempestata da telefonate di cittadini preoccupati e impauriti. "E' una palese violazione della legge sulla privacy, la 196/2003, e un pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte d'informazione per i criminali", commenta Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc.

"E' la dimostrazione palese che la libertà dal regime di sinistra è stato il vero motivo che ha spinto i cittadini italiani e poi di Roma a votare Berlusconi ed Alemanno", accusa un'associazione del Pdl (Popolo della Vita corrente dei Valori). "La Privacy - continua l'associazione - è stata violata a norma di legge".

"E' una cosa che non mi sorprende", commenta Matteo Colaninno, esponente del Partito Democratico. "Sono abituato - prosegue - visto che è da anni che vedo le dichiarazioni mie e della mia famiglia pubblicate regolarmente sui giornali. Siamo gli imprenditori più radiografati. Certo - aggiunge - le norme sulla privacy funzionano davvero molto poco ma se il fine è quello di scoraggiare l'evasione allora ben venga".

"E' un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano", dice il vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco. "Era già pronto per gennaio - spiega -, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi". Dello stesso parere anche il leader radicale Marco Pannella: "E' necessario far prevalere il diritto di sapere piuttosto che quello di essere ignorati".
( 30 aprile 2008

Redditi consultabili on line, il Garante blocca gli elenchi


L'Authority dice no alla disponibilità in rete di tutti i contribuenti italiani dal 2005 a oggi. L'Agenzia delle entate: "Aspettiamo delucidazioni". L'Adoc: "Palese violazione della privacy, è un pericolo per l'aumento della criminalità". Critiche dal Pdl
Roma, 30 apr. (Adnkronos/Ign) - Stop alla pubblicazione on line degli elenchi dei redditi dei contribuenti italiani. E' la richiesta del Garante della Privacy che, nella riunione di oggi, ha svolto una prima valutazione sulla diffusione in Internet dei dati delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti a cura dell'Agenzia delle entrate.

L'Autorità, si legge in una nota, "anche richiamando le sue diverse pronunce in materia", rileva che "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia".

Il Garante ha quindi deciso di "chiedere formalmente e con urgenza ulteriori delucidazioni all'Agenzia e l'ha invitata a sospendere nel frattempo la diffusione dei dati in Internet". L'Autorità ha invitato, altresì, i mezzi di informazione "a non divulgare i dati estratti dagli elenchi resi disponibili in Internet dall'Agenzia con le predette modalità".

Immediatamente l'Agenzia delle Entrate ha sospeso la consultazione dell'elenco on line, in attesa di fornire delucidazioni al garante della privacy. Dopo il caso sollevato dal quotidiano free press Metro e 'Italia Oggi', in una nota l'agenzia spiega che "a causa dell'elevato numero di accessi al sito dell'Agenzia ed al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è sospesa la disponibilità degli elenchi nella sezione uffici dell'Agenzia delle Entrate territorialmente competenti del sito internet".

Nei giorni scorsi, si precisa, l'agenzia delle Entrate ha predisposto e inviato a ciascun comune mediante sistemi telematici, i relativi elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato le dichiarazioni dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto relative all'anno d'imposta 2005. Gli elenchi sono stati resi pubblici ai sensi dell'articolo 69 del Dpr 600 del 1973 e dell'articolo 66 bis del Dpr 633 del 1972.

La pubblicazione dei dati sul web, una novità assoluta poiché fino a oggi per poter consultare i redditi bisognava recarsi in Comune, ha spaccato centrosinistra e centrodestra e ha sollevato non poche polemiche da parte delle associazioni dei consumatori. Il Garante della Privacy era anche intervenuto in mattinata dichiarando che fino a oggi "non era stata sottoposta la questione".

"E' una palese violazione della legge sulla privacy, la 196/2003, e un pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte d'informazione per i criminali - commenta Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - e stiamo ricevendo migliaia di telefonate da parte di cittadini preoccupati e impauriti sulle possibile conseguenze di questa iniziativa, da noi prontamente verificata. Abbiamo inviato una lettera al Garante per la protezione dei dati personali, chiedendo l'attivazione di una procedura d'urgenza per inibire la continuazione della pubblicazione dei dati sensibili sul sito".

''Tra l'altro, nella modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista né un'informativa riguardo la pubblicazione di tali dati né una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della legge stessa". Inoltre, aggiunge Pileri, "la stessa normativa che ha permesso la pubblicazione è in evidente contrasto con la legge sulla privacy. E' un fatto molto grave, avvenuto tra l'altro in un periodo in cui il governo risulta vacante. Rimaniamo stupiti anche dal fatto che questo provvedimento non rientri in una strategia complessiva di lotta all'evasione ed elusione fiscale, né di salvaguardia delle agevolazioni fiscali di chi effettivamente ne ha diritto per basso reddito"

Sul fronte politico, non si dice "sorpreso" Matteo Colaninno, esponente del Partito Democratico. "Sono abituato - prosegue - visto che è da anni che vedo le dichiarazioni mie e della mia famiglia pubblicate regolarmente sui giornali. Siamo gli imprenditori più radiografati. Certo - aggiunge - le norme sulla privacy funzionano davvero molto poco ma se il fine è quello di scoraggiare l'evasione allora ben venga".

"Non capisco quale problema ci sia", dice Marco Pannella, leader storico dei Radicali. "A una funzione pubblica, corrisponde un servizio pubblico", osserva sottolineando che la privacy non è un concetto che lo entusiasma, perché "è necessario far prevalere il diritto di sapere piuttosto che quello di essere ignorati".

Ma dal centrodesta la protesta è vibrante. E' una "viscata", un "atto vergognoso" sentenzia Guido Crosetto, parlamentare di Forza Italia. "E' un modo - spiega l'esponente del Pdl - per vedere come guadagna il vicino, e creare contrasto fra le persone normali". E' un provvedimento che "per una volta, non riguarda i politici ma crea incrinature nella società di cui certo non si sentiva il bisogno", conclude. Gli fa eco Alberto Giorgetti, altro esponente del Pdl, che bolla l'iniziativa come una "inutile violazione della privacy". Si tratta di "un errore", poiché "è giusto che l'Agenzia abbia elementi a disposizione per verificare l'attendibilità dei contribuenti, ma metterle a disposizione di tutti significa violare la privacy e il diritto di tenere riservato il proprio reddito". E' un provvedimento, conclude Giorgetti, "di regime e non di buon senso, non si fa così la lotta all'evasione".

Più cauto Adolfo Urso, che consiglia di "coniugare la trasparenza con il diritto alla privacy". Interpellato dai giornalisti in Transatlantico, l'esponente del Pdl ha sottolineato che "il dovere della trasparenza dovrebbe attenere sopratutto a chi svolge una funzione pubblica, ma al cittadino che svolge una attività privata dovrebbe essere garantito il diritto alla privacy. Si tratta del giusto equilibrio".



  




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30 aprile 2008

Apagón infame

                      Fuerza Solidaria

Apagón infame

Caracas, 29 de abril.- Hoy a las 4:15 p.m. se produjo un apagón en casi todo el país debido a una falla en el Sistema Troncal Nacional que se alimenta del Guri. El Gobierno intentó justificar la falla, alegando que se trató de un “sobrecalentamiento” en esa línea de transmisión y a algún “incendio forestal”.
Pero no importa lo que argumenten, el apagón es injustificable; porque con los miles de millones de dólares que ha recibido el Fisco durante diez años de gobierno (casi el cuádruple de los quinquenios anteriores), se habrían podido construir numerosas represas en todo el territorio nacional e instalar varios sistemas alternos.
En 1998 publiqué un libro titulado ¿Cómo hacer de Venezuela una potencia industrial?, donde escribí textualmente: “Venezuela cuenta con alrededor de 20 mil megavatios de capacidad de generación, de los cuales alrededor de la cuarta parte son de capacidad termoeléctrica. Tenemos recursos hidroeléctricos aprovechables por el orden de 45 mil megavatios. Hay que aprovechar rápidamente esa capacidad, mediante la construcción de nuevas represas, para hacer frente a las necesidades que tendremos en el año 2010”.
En momentos como éste surge la pregunta ¿Cómo hemos permitido que el Gobierno dilapide nuestros recursos, exportando la Revolución cubana a toda América, mientras el país se cae a pedazos? ¿Por qué aceptar que el oficialismo subsidie el transporte en Londres, financie las alcaldías comunistas en El Salvador, compre la deuda externa argentina, renueve equipos policiales en Bolivia, construya casas en Cuba y envíe tropas a la frontera para defender a las FARC, mientras Venezuela adolece de tantas deficiencias?
Los funcionarios gubernamentales estaban hoy visiblemente preocupados, tratando de que el apagón no derivara en desórdenes y en anarquía. Pero si a ver vamos, Chávez es la fuente principal de anarquía, al insultar cada domingo a quien le viene en gana, pisotear las leyes, imponer sus arbitrariedades y comportarse él mismo como un azote de barrio.
Mientras tanto, hay muchos dirigentes opositores que nos piden esperar hasta las elecciones de 2012 para un cambio de gobierno. ¡Venezuela no aguanta cinco años más!. Para entonces, no sólo la democracia, sino toda la infraestructura nacional, estará completamente destruida; y el continente teñido de rojo... rojo comunista.
Más vale que abramos los ojos y caigamos en cuenta que urge un cambio de gobierno. Hay mecanismos democráticos y constitucionales para lograrlo, pero hace falta la voluntad política.
Alejandro Peña Esclusa
Presidente de Fuerza Solidaria
info@fuerzasolidaria.org





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30 aprile 2008

LE PALLE DI LIBERO E DI COFFERATI

 

LE PALLE DI LIBERO E DI COFFERATI
 
Salta il progetto della moschea di Bologna  da Libero http://libero-news.dnsalias.com del 29/4/2008
La moschea di Bologna non si fa più. Il centro di cultura islamica, l'ente che avrebbe dovuto gestire la struttura, ha infatti detto no alle due condizioni di trasparenza chieste dall'amministrazione comunale.
Un doppio rifiuto che ha fatto dire all'assessore all'Urbanistica Virginio Merola che «così viene meno la credibilità del nostro interlocutore.  Per noi il progetto non esiste più». Merola aveva inviato, prima delle elezioni, una lettera al centro sollecitando la nascita della fondazione che avrebbe dovuto garantire la trasparenza dei fondi investiti nella moschea.
L'idea, nata da An e appoggiata dal Comune, era stata condivisa anche dai cittadini del quartiere San Donato, dove la moschea sarebbe dovuta sorgere. Era stato inoltre chiesto al centro di tagliare ufficialmente i ponti con l'Ucoii.
Daniele Paracino, vicepresidente del centro, ha confermato di non aver neanche risposto alla lettera di Merola. Notizie, sviluppi e commenti sul sito internet di Libero www.libero-news.it

 


Questo è ciò che è stato pubblicato oggi su Libero, ma è una gran balla, un appropriarsi immeritato del lavoro altrui.  Se salta il progetto della moschea di Bologna non salta, grazie alle idee nate da AN, ma da un lavoro che io in prima persona ho realizzato assieme agli amici della Lega Nord, con la fatica messa in campo giorno dopo giorno dalla signora Norma Tarozzi e da tutti coloro che mi hanno voluta al loro fianco e che per rispetto della mia parola e di chi si fida di me, non ho deluso.

Il progetto della moschea, anzi del centro islamico di Bologna,  avrebbe rappresentato una ferita gravissima al cuore della città, in quanto di fatto affidava uno spazio territoriale alle amabili cure di personaggi perlomeno contigui all’integralismo e che volevano rendere lo spazio a loro elargito, grazie all’incredibile quanto vergognoso buonismo di Merola e di Cofferati, come uno spazio gestito da istituzione religiosa islamica, che avrebbe messo in atto un progetto di una comunità completa, dalla nascita alla morte e l'avrebbe resa di fatto uno spazio extraterritoriale; una enclave islamica dentro il cuore della cristianità italiana.

Ma voglio precisare che non mi sono battuta contro questo progetto per difendere la cristianità, bensì per difendere dei principi inalienabili che tutti noi, laici italiani ci siamo conquistati attraverso le lotte di liberazione nei secoli e proprio perché siamo riusciti a stabilire un modo di convivenza pacifico e di reciproco rispetto con la cristianità, non possiamo vederci imporre, una teocrazia dittatoriale quale è la religione islamica così come tutte le associazioni e le affiliazioni collegate ai “Fratelli Musulmani” pretendono di imporre sui territori occidentali.

La umma la vadano a realizzare a casa loro, non a casa nostra e se mai dovessero continuare, cosa che purtroppo mi attendo, con le loro prepotenze nascoste dietro diktat religiosi di comodo, per darci dei razzisti, degli xenofobi e fare il loro sporco gioco sulla nostra pelle, sulle nostre libertà, sui nostri diritti, continuerò a battermi come una tigre, anche se la stampa amica degli integralisti mi farà a pezzi, come ha fatto fino ad oggi.

Ebbene io non sono come la mafia che si piega e si rialza alla bisogna, io non mi piego e sono certa di non sbagliarmi -perché io c'ero e conosco tutta la storia- se vi dico che il centro islamico di Bologna non si fa più soltanto perché i cittadini bolognesi hanno finalmente potuto grazie al lavoro messo in campo dalla Lega nord e dal nostro lavoro sul campo, a prendere coscienza del fatto che lo zar Cofferati governava sulla loro pelle, senza la loro approvazione.

Il centro islamico di Bologna non si fa più perché Cofferati ha finalmente capito che il tempo del comunismo, paradiso dei beoti tenuti nell’ignoranza dal potere assoluto dei soviet, è terminato.

Adriana Bolchini Gaigher
 

 


Questi gli articoli in cui si vede e si prova, documenti alla mano quanto lavoro abbiamo svolto noi, mentre gli altri ora si vogliono accreditare il merito e la stampa nazionale non si prende nemmeno la briga di informarsi, ma fa da sponda.

Il convegno DEL 14/6/2007, a cui ho preso parte a Bologna, spiegando DA SOLA, per la prima volta ai cittadini bolognesi, completamente ignari della questione cosa stava accadendo e a cosa andavano incontro e fuori dalla sala del convegno, per impedirci di parlare c’erano almeno 50 no global trattenuti dalla polizia in assetto di sommossa, ma noi abbiamo proseguito la nostra “missione” e non c’era un solo giornale presente per darci voce, perché il gioco della giunta Cofferati era di silenziare il tutto, lasciare che queste preziose informazioni restassero sepolte nei cunicoli della politica di stampo sovietico da lui amministrata. E non c’era nessun altro partito che se ne occupava, ad eccezione della Lega Nord, eravamo stati lasciati completamente soli, ma noi abbiamo tenuto duro e i risultati si sono visti.
 

ove si vede il grande animatore e spirito di tutta la battaglia l’on. Gianluca Pini, seduto vicino a me, S.E.Dom. Marcello Cristofani della Magione e il moderatore Gianpiero Bagni
http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=1748
La manifestazione è stata riportata solo dall’amico Dimitri Buffa con quest’articolo: COFFERATI E LA MOSCHEA DELLA DISCORDIA su l’Occidentale e su L’Opinione
http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=1860

Questo è un altro dei convegni organizzati dalla Lega nord a Bologna, precisamente il 19/9/2007, al Circolo La Fattoria del Pilastro di Bologna e proprio qui ci fu la prima retromarcia del sindaco che dichiarò che avrebbe ripiegato su una soluzione “meno invasiva” del territorio.
 

Al tavolo del convegno, rispettivamente da sinistra:
Cristina Marri - segretaria provinciale U.D.C. - on. Gianluca Pini - deputato lega nord - don Davide Righi - prof.fac.teologia Emilia Romagna - il moderatore Giovanni Fontana, consigliere di quartiere dell'U.D.C. - Shaykh Abdul Hadi Palazzi - segretario Assemblea musulmana d'Italia - Adriana Bolchini Gaigher - giornalista, pres.nazionale O.D.D.I.I. e dir.resp.Lisistrata - avv. Antonia Parisotto - penalista responsabile Uff.Legale O.D.D.I.I.
Qui potete leggere gli articoli relativi a quell’incontro - manifestazione
http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=2043
http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=2042

Quest’altro è stato realizzato il 30 novembre 2007 sempre a Bologna, ancora nella zona Pilastro, presso l’hotel Regency
 

e come potete vedere sempre con la Lega nord, nella foto infatti vicino a me c’è l’on. Gialuca Pini e poco più in là l’on. Roberto Maroni, ma potrete avere le idee più chiare visitando queste due pagine, ove potrete scoprire la signora Norma Tarozzi, che si è occupata personalmente della raccolta di firme per il referendum e il signor Ballaman, amico del compianto Van Gogh (regista olandese assassinato da un integralista islamico)  
http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=2378
http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=2367

 


Qui trovate anche la raccolta di firme per il referendum, portata brillantemente a termine dall’impegno instancabile della signora Norma Tarozzi, presentato al Comune ed è proprio qui che ci fu la prima capitolazione di Cofferati e dov’era Alleanza Nazionale, mentre noi si faceva tutto questo?  http://legaantidiffamazionecristiana.blogspot.com
In questo blog sulla destra trovate una serie di filmati dei nostri interventi che potete vedere su google a questi indirizzo:
http://video.google.com/videoplay?docid=-1158946306068745532&q=Lega+Antidiffamazione+Cristiana&hl=it e sempre su questo blog sotto vedete realizzato dalla TV delle Libertà un servizio sulla raccolta di firme e sulla propaganda che la Lega Nord con la Lega Anti diffamazione cristiana ha realizzato.

Ma io non mi sono fermata solo ai convegni ho portato il problema ove ho potuto infatti l’ho anche portato in TV

http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=2382
 




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30 aprile 2008

Fuerza Solidaria rechaza amenazas contra los bolivianos

  


Fuerza Solidaria rechaza amenazas contra los bolivianos

Caracas, 28 de abril.- En las últimas horas, se ha desatado un campaña de rumores, para hacer creer a los bolivianos que serán masacrados por un poderoso ejército internacional si se atreven a realizar los referendos autonómicos. La asociación civil Fuerza Solidaria rechaza categóricamente esta campaña, cuyo objetivo es aterrorizar al pueblo boliviano para que acepte sumisamente el proyecto totalitario de Evo Morales. Los hechos son los siguientes:
1. Los referendos autonómicos que se realizarán en las regiones de Santa Cruz, Beni, Tarija y Pando, son pacíficos, democráticos y constitucionales. No se trata de una división territorial, como afirma el gobierno boliviano, sino de un proceso de descentralización administrativa. Podría degenerar en división si –y sólo si– el oficialismo se empeña en desconocerlos y en desatar la violencia.
2. Los referendos autonómicos son la respuesta natural a las pretensiones de Evo Morales de imponer una Constitución totalitaria y de controlar los poderes públicos. En otras palabras, Evo Morales –aupado por Hugo Chávez– es el principal culpable de la polarización existente en Bolivia.
3. Luego de la reunión del ALBA en Caracas –donde Carlos Lage, Daniel Ortega y Hugo Chávez decidieron seguir interviniendo ilegalmente en los asuntos internos de Bolivia– se ha desatado una campaña de rumores, sobre el envío de armas, tropas y mercenarios a Bolivia. La campaña busca aterrorizar a los ciudadanos de Santa Cruz, Beni, Tarija y Pando a fin de que suspendan los referendos.
4. Paralelamente, José Miguel Insulza, así como la propia OEA, se ofrecen para "mediar" en la crisis. Advertimos que esa mediación no es neutral, porque la mayoría de los gobiernos de la OEA pertenecen al Foro de Sao Paulo.
5. Fuerza Solidaria hace un llamado a las fuerzas vivas de nuestro país para impedir que el gobierno venezolano siga interviniendo en los asuntos internos de Bolivia, a la vez que responsabiliza personalmente a Hugo Chávez por la violencia que podría desatarse en ese país hermano.
6. Fuerza Solidaria reitera al pueblo boliviano que las Fuerzas Armadas Venezolanas desconocerán cualquier orden ilegítima de intervenir militarmente en Bolivia, a la vez que manifiesta su admiración a ese pueblo hermano por la valentía y la determinación demostradas en la defensa de su libertad.


Alejandro Peña Esclusa
Presidente de Fuerza Solidaria
info@fuerzasolidaria.org




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30 aprile 2008

FERRETTO (AN): UNA MOZIONE CONTRO LA VIOLENZA E I MALTRATTAMENTI

 

IL CONSIGLIO REGIONE LOMBARDIA

COMUNICATO STAMPA

DONNE

FERRETTO (AN): UNA MOZIONE CONTRO LA VIOLENZA E I MALTRATTAMENTI

Mozione di Silvia Ferretto Clementi (AN) per chiedere al Parlamento un intervento legislativo urgente e alle commissioni regionali competenti di approvare al più i progetti di legge regionali contro le violenze ed i maltrattamenti alle donne e ai minori

Se da una parte è vero che le violenze sulle donne ci sono purtroppo sempre state, è vero anche che negli ultimi anni la situazione è drammaticamente peggiorata – esordisce così Silvia Ferretto Clementi, consigliere regionale di AN in Lombardia.

Da novembre dell’anno scorso, infatti - spiega Ferretto - quando Giovanna Reggiani fu stuprata ed uccisa, le violenza perpetrate a danni di donne e non solo in zone isolate o in piena notte si sono susseguite con sempre maggiore frequenza.

Per questo – continua l’esponente regionale di AN - ho presentato una mozione, che riprende un ordine del giorno, approvato dalla Commissione Pari Opportunità un paio di settimane fa, con la quale si chiede al Parlamento un intervento legislativo deciso contro i reati di violenza e maltrattamento delle donne, prevedendo la riduzione dei tempi processuali, la certezza della pena e un’attività di prevenzione organizzata e massiccia. Il mio auspicio, ovviamente, è che il documento, che ho provveduto ad inviare a tutti i capigruppo regionali ed in particolare alle colleghe consigliere, possa raggiungere il maggior numero di sottoscrizioni e possa essere al più presto approvato.

Con la mozione presentata si chiede anche alle commissioni regionali competenti di discutere ed approvare al più presto il progetto di legge regionale - la cui prima firmataria è Sara Valmaggi (PD) e di cui io, oltre che firmataria sono anche relatrice – che prevede l’istituzione di un fondo regionale per il finanziamento dei centri antiviolenza per le donne e di servizi di prevenzione.

Sono convinta – conclude Silvia Ferretto – che su un tema così importante si debba riuscire a trovare un accordo trasversale, che consenta di avviare al più presto iniziative concrete ed efficaci.

Milano, 29 aprile 2008




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28 aprile 2008

Roma "uccide" Veltroni.

 Roma uccide Veltroni. Una prece alla sinistra intera oggi finalmente defunta. In attesa che risorga


Non solo Prodi, ma anche Veltroni e pure Rutelli stanno a tal punto sulle scatole al popolo romano che -a totale sorpresa- Gianni Alemanno non ha vinto, ma ha stravinto le elezioni da sindaco.
La botta è tale che -finalmente- la sinistra dovrà smettere di raccontarsela.
A Roma non ci sono scuse, non ci sono leghisti, non c'è neanche la ''marea nera'' che solo quel politico in perenne malafede come D'alema poteva evocare.
A Roma ci sono semplicemente dei cittadini insoddisfatti di come Veltroni ha amministrato la città. Tutto qui.
Roma ha cessato di essere patrimonio di famiglia'' della sinistra ed è diventata una città normale che vota secondo criteri normali e se una amministrazione non va, la si manda a casa.
Di non normale in questa sconfitta di Veltroni, c'é solo lui, il suo Pd, il suo Bettini e la sua sinistra tutta, Arcobaleno incluso.
Arroganti, tracotanti, incapaci di riforme, pieni di fuffa in testa e di complicità demente nei media.
Ora Alemanno dovrà far vedere cosa vale, e Fini dovrà rimpiangere di non avere avuto abbastanza coraggio politico per tentare lui la sfida. Fini sindaco della capitale era un obbiettivo -come si vede- più che raggiungibile e se avesse corso, ora sarebbe sicuramente il delfino di berlusconi alla guida del Pdl, perché investito da un chiaro mandato elettorale. Ma Fini non ha osato e in politica i tentennamenti si pagano. Cari. Come ben sa la sinistra che ora si prepara a cannibalizzare Veltroni.
Una prece.

Carlo Panella




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28 aprile 2008

Elezioni Comunali del 27 - 28 aprile 2008 - II Turno Comune: ROMA (ROMA)

 

Elezioni Comunali del 27 - 28 aprile 2008 - II Turno

Comune: ROMA (ROMA)

Dato aggiornato alle ore 19:03 del 28/04/2008
 
Sezioni pervenute :
2.557 sezioni su 2.600


Candidato Sindaco     Liste Voti %
 
ALEMANNO GIOVANNI       768.931 53,637 %  
 
  IL POPOLO DELLA LIBERTA'    
  LISTA CIVICA - SINDACO ALEMANNO    
  LISTA CIVICA - IL POPOLO DELLA VITA    
  MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD    
  LISTA CIVICA - LA VOCE DEI CONSUMATORI    
  PRI    
   
 
 
 
RUTELLI FRANCESCO       664.649 46,362 %  
 
  PARTITO DEMOCRATICO    
  LA SINISTRA L'ARCOBALENO    
  DI PIETRO ITALIA DEI VALORI    
  LISTA CIVICA - PER RUTELLI    
  La lista al I turno era collegata ad un altro candidato LISTA CIVICA - PER ROMA BALDI SINDACO    
  LISTA CIVICA - UNDER 30    
  LISTA BONINO-RADICALI    
  LISTA CIVICA - I MODERATI PER ROMA    
  La lista al I turno era collegata ad un altro candidato FORZA ROMA    
  UNIONE DEMOCRATICA PER I CONSUMATORI    
  La lista al I turno era collegata ad un altro candidato AVANTI LAZIO    
   
 
 
 
Altre Liste del I turno collegate ad altri candidati a Sindaco
 
  LA DESTRA - FIAMMA TRICOLORE    
  UNIONE DI CENTRO    
  LISTA CIVICA - AMICI BEPPE GRILLO    
  LA ROSA BIANCA    
  PARTITO SOCIALISTA    
  SINISTRA CRITICA    
  LISTA DEI GRILLI PARLANTI    
  PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI    
  MOVIMENTO NAZIONALE DELFINO    
  PENSIONI E LAVORO    
  LA MIA ITALIA    
  LISTA CIVICA - LA COSA VERDE    
   
 
 
Totale voti ai candidati Sindaco 1.433.580
Totale alle liste  
Seggi spettanti 60




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28 aprile 2008

Vittoria !!!! Alemanno sindaco di Roma







                




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28 aprile 2008

Le sinistre infamità .LE MAIL DENIGRATORIE SU ALEMANNO METTONO NEI GUAI LA BINDI

 

LE MAIL DENIGRATORIE SU ALEMANNO METTONO NEI GUAI LA BINDI

27 apr. - Una mail diffamatoria nei confronti del candidadto sindaco del Pdl Gianni Alemanno, è stata inviata giovedì notte ai cittadini romani dall'abitazione dell'attuale Ministro Rosy Bindi da un collaboratore dell'ufficio stampa del ministero della Famiglia. E si è scatentata la polemica.

bindi_280x200.jpgIl primo ad intervenire è Maurizio Gasparri: 'Il ministro Bindi chieda scusa. E' davvero sconcertante come diretti collaboratori di un ministro ancora in carica si dedichino a operazioni di diffamazione nei confronti di Gianni Alemanno. Queste persone non se la possono cavare con semplici dimissioni, dal momento che sono stati gli stessi elettori, il 13 e 14 aprile, a decretarne il licenziamento''.

''Rosi Bindi, che e' nota per la sua faziosita', dovrebbe chiedere scusa pubblicamente - ha concluso Gasparri - per aver assoldato dei collaboratori che non hanno esitato a compiere azioni sleali e denigratorie''.

A cui segue Pietro Di Paolo, consigliere regionale del Lazio di An. : "Prendo atto del rammarico espresso dalla dottoressa Chiara Rinaldini portavoce di Rosi Bindi e titolare della email intestataria della propaganda trash in favore di Francesco Rutelli diffusa giovedi' notte fra decine di cittadini romani".

Continuo a rimanere perplesso - continua Di Paolo - rispetto alla ricostruzione dei fatti proposta dalla Rinaldini: se ben capisco un membro dell'ufficio stampa di Rosi Bindi avrebbe deciso notte tempo di spedire da casa sua le email incriminate, 'falsificando l'identita' del mittente'''.

"Le domande piu' semplici che mi vengono in mente sono: perche' mai avrebbe dovuto farlo - aggiunge Di Paolo - e per quale motivo un giornalista che lavora all'ufficio stampa di un ministro, amico di Rutelli, dovrebbe compiere un'operazione cosi' macchinosa, potendo liberamente usare la propria email?".

"E' un ipotesi - conclude Di Paolo - che non sta in piedi neppure come espediente narrativo e che, comunque, chiederemo di vagliare a chi di dovere. Resta il fatto che persone vicine a un ministro della Repubblica hanno deliberatamente tentato di gettare fango sulla campagna elettorale, lasciando addirittura intendere una regia occulta del centrodestra dietro un gravissimo fatto di cronaca nera. Si tratta di un modo ripugnante di concepire la lotta politica, tanto piu' grave se si pensa all'evidente assurdita' delle tesi sostenute".

Nel frattempo il parlamentare del Pd, Renzo Lusetti, interviene in merito alle dichiarazioni del portavoce di An, Andrea Ronchi, sull'emergenza sicurezza a Roma dopo lo stupro commesso ieri notte ai danni di una donna bosniaca sono un "caso vergognoso di sciacallaggio a orologeria con l'evidente intenzione di influenzare il regolare svolgimento del voto per il ballottaggio" in corso nella capitale.  "Mentre la magistratura e' al lavoro per chiarire i lati oscuri nella dinamica con cui e' stata resa nota con 3 giorni di ritardo l'aggressione della Storta, la destra si avventa su un grave episodio di cronaca, cercando di strumentalizzarlo nel bel mezzo delle operazioni di voto. Chiediamo l'immediato intervento delle autorita' di garanzia -conclude Lusetti- per impedire che il vergognoso sciacallaggio a orologeria di An trovi spazio con la conseguenza di rompere il silenzio elettorale previsto dalle leggi".

a cui subito replica Andrea Augello, senatore del Popolo della Liberta' e coordinatore della campagna elettorale del candidato sindaco di Roma del Pdl Gianni Alemanno: "Se Lusetti cerca degli sciacalli, dia un' occhiata agli uffici stampa dei ministri del suo partito".  "Lo sciacallo e' un animale notturno - continua Augello - che traffica con carcasse e rifiuti, proprio come quei gentiluomini che in questi giorni si sono divertiti a inventare oscuri mandanti politici per i fatti della stazione La Storta. Quanto ai nuovi fatti di violenza che si registrano oggi a Roma, e' ridicolo pensare che esprimere una censura sia una speculazione elettorale: i romani non hanno alcun bisogno di nuovi episodi di violenza o di commenti politici per comprendere la grave emergenza che attraversa la citta'".

Articolo segnalato da MAUROMAURO

http://www.caffenero.ilcannocchiale.it/




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28 aprile 2008

Malpensa, accordo tra Sea e Lufthansa

 Malpensa, accordo tra Sea e Lufthansa

di Redazione

Dall’inizio del 2009 la controllata italiana della Lufthansa, Air Dolomiti, impiegherà sei nuovi aerei su tratte europee dallo scalo lombardo di Malpensa. Bossi: "E' la prima risposta del nuovo governo". La Moratti: "Si apre una fase nuova"
Milano - Dall’inizio del 2009 la controllata italiana della compagnia aerea Lufthansa, Air Dolomiti, impiegherà sei nuovi aerei su tratte europee dallo scalo lombardo di Malpensa, all’interno di un accordo tra il vettore tedesco e Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi. Lo hanno reso noto oggi le due società in una nota. "La compagnia aerea Lufthansa e Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi, hanno firmato una lettera d’intesa per la definizione delle condizioni generali del futuro sviluppo dell’aeroporto di Malpensa".
Sei nuovi aerei In un primo tempo saranno per questo posizionati sei nuovi aeromobili dall’inizio del 2009 presso l’aeroporto di Milano Malpensa. Gli aerei saranno operati dalla controllata italiana di Lufthansa, Air Dolomiti, e saranno impiegati su tratte europee. "L’accordo con Lufthansa conferma la volontà di Sea di operare in stretta collaborazione con coloro che credono nello sviluppo di Malpensa. La partnership costituirà tra l’altro uno degli elementi fondanti del nostro prossimo piano industriale", ha precisato il presidente e amministratore delegato di Sea Giuseppe Bonomi. L’aeroporto di Malpensa ha subìto questa primavera un forte ridimensionamento nel numero dei voli operati da Alitalia da e per questo scalo. L’accordo "è il frutto di un lavoro di mesi", ha detto ancora Bonomi a margine dell’assemblea degli azionisti della società che gestisce gli aeroporti milanesi.
Parlando dell’intesa, che al momento "è ancora riservata", Bonomi ha spiegato che "è un passo importante, perchè Lufthansa è un grande vettore mondiale, e soprattutto dietro c’è una grande alleanza come Star Alliance", il gruppo di aviolinee che fa riferimento al vettore tedesco ed opera in concorrenza con Skyteam, l’alleanza che fa riferimento ad Air France. Bonomi ha poi aggiunto che "l’accordo dimostra quello che abbiamo sostenuto da tempo, ossia che Alitalia per Malpensa rappresenta il passato", mentre "il futuro è con chi crede nello sviluppo dell’aeroporto".

Soddisfazione di Bossi Partnership tra Sea e Lufthansa? "È la dimostrazione che i miei uomini lavorano sempre e che Malpensa attira operatori", ha commentato Umberto Bossi. "Diciamo - ha aggiunto il leader della Lega Nord - che questa è la prima risposta del nuovo governo".
La Moratti: "Concrete prospettive di sviluppo" "L’alleanza con Lufthansa, alla quale ha lavorato in questi mesi il presidente della Sea Giuseppe Bonomi, dà concretezza alle prospettive di sviluppo di Malpensa". Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, commenta così la notizia, sottolineando come da oggi Malpensa possa "guardare con fiducia al proprio futuro, indipendentemente dal destino di Alitalia. Attraverso la partnership con Lufthansa si apre infatti una fase nuova che confermerà nei prossimi anni il ruolo di Malpensa tra i grandi hub europei. Il sistema delle imprese presenti nel Nord Italia e i milioni di passeggeri che usano ogni anno il nostro aeroporto per raggiungere le principali destinazioni internazionali avranno così la certezza di poter contare su uno scalo efficiente, moderno e ben inserito nel network mondiale".
In questo modo - prosegue Letizia Moratti - "Sea dimostra con i fatti di poter trovare partners di grande livello. Resta l’amarezza per quanto ha fatto il governo Prodi che, accettando le condizioni capestro imposte da Air France, si apprestava a svendere l’intero sistema del trasporto aereo italiano. Il mio prossimo obiettivo sarà quello di impegnare il governo nella liberalizzazione degli accordi bilaterali, per consentire a Sea di sviluppare le nuove alleanze con vettori internazionali potendo disporre dei diritti di traffico necessari a servire il grande mercato del Nord Italia".  
 




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28 aprile 2008

L'indegno governo Prodi-Veltroni-Rutelli......!Allarme Ue: "Italia a crescita piatta"

 


Allarme Ue: "Italia a crescita piatta"

di Andrea Indini

Riviste al ribasso le previsioni di crescita dell’economia italiana: nel 2008 pil allo 0,5%, un punto percentuale in meno rispetto alle previsioni d’autunno. Inflazione al 3%: "A rischio le famiglie a basso reddito"

Bruxelles - La Commissione Ue ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita dell’Italia. Il motore economico del Bel Paese continua a rallentare e nel corso dell’anno toccherà il fondo con una crescita dello 0,5 per cento per risalire nel 2009 allo 0,8 per cento. Una crescita "chiaramente al di sotto del potenziale". A lanciare l'allarme è la Commissione europea nelle previsioni economiche di primavera che ritoccano al ribasso di due decimi di punto percentuale la stima dello scorso 21 febbraio su una crescita del pil per il 2008 dello 0,7 per cento.

Verso crescita zero Si intitola marcata frenata in corso il capitolo sull’Italia delle previsioni di primavera pubblicate oggi dalla Commissione europea. Descrivendo una crescita "ben al di sotto" di quella di Eurolandia, Bruxelles evidenzia come "il persistente divario negativo di crescita con la media della zona euro si accrescerà ulteriormente nonostante l’esposizione relativamente modesta del settore bancario italiano alla crisi dei mutui subprime". Tra i problemi dell’economia italiana, la Commissione evidenzia "la persistente sfida per la produttività", con la produttività del lavoro destinata ad aumentare solo dello 0,2% nel 2008 e nel 2009. La stima di Bruxelles si presenta, dunque, più bassa rispetto allo 0,6% previsto da Palazzo Chigi nella Relazione unificata di marzo, rispetto allo 0,7% delle previsioni intermedie di Bruxelles e, chiaramente, inferiore anche all’1,4% contenuto nelle previsioni d’autunno. In particolare la Commissione Ue parla di una "leggera ripresa" nei primi tre mesi di quest’anno, seguita però da una "crescita piatta" nei mesi successivi. "Il gap negativo con la media euro si allargherà ulteriormente - rincara la relazione di Bruxelles - nonostante la modesta esposizione del sistema bancario italiano alle turbolenze finanziarie".

Deficit deteriorato Nel 2008 il deficit italiano si attesterà al 2,3% del pil, previsione più bassa rispetto a quella fornita dal governo a marzo (2,4%) con la Relazione Unificata, ma più alta rispetto all’1,9% con cui si è chiuso il 2007. La stima è immutata rispetto alle previsioni Ue di autunno: per il 2007 Bruxelles conferma l’ultimo dato certificato da Eurostat, nei giorni scorsi: deficit-pil all’1,9%, un livello che consente alla Commissione Ue, il sette maggio, di proporre all’Ecofin l’abrogazione della procedura per deficit eccessivo aperta a carico dell’Italia nel 2005. Sul 2008, si avverte nel documento, "la conseguenza di sostanziali modifiche delle imposte sul reddito delle società introdotto dalla Finanziaria 2008 è soggetta a considerevole incertezza". Bruxelles ricorda che il governo il 12 marzo ha rivisto al rialzo la previsione sul deficit al 2,4% del Pil, rispetto al 2,2% indicato nel programma di stabilità aggiornato dello scorso anno. "Partendo dalla base favorevole di un deficit 2007 migliore delle attese, questa previsione riflette una crescita del pil più bassa, allo 0,6% secondo le indicazioni del governo - si legge nel testo - inoltre include alcuni scivolamenti nel bilancio, incluse alcune misure discrezionali approvate dal Parlamento lo scorso febbraio". Considerando le misure di bilancio che sono state adottate fino alla preparazione delle previsioni, si prosegue nel documento, "la Commissione anticipa un rialzo del deficit al 2,3% del pil nel 2008".

Inflazione rimbalza al 3% Nel 2008 l’inflazione italiana toccherà il 3%, per poi tornare al 2,2% nel 2009. I tecnici di Bruxelles ricordano che nel 2007 il dato si è attestato al 2%, "in calo rispetto al 2,2% dei due anni precedenti". «L’aumento dei prezzi del petrolio e degli alimentari - si legge nel capitolo dedicato all’Italia - ha fatto salire l’inflazione anno su anno nell’ultima parte dell’anno. Assumendo prezzi del petrolio e delle materie prime stabili nel periodo di previsione, l’inflazione dovrebbe progressivamente scendere dal 3,3% dei primi due trimestri del 2008 per raggiungere il 2,5% alla fine dell’anno, per via di un effetto base minore". Anche il commissario agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia è parso preoccupato per le "attuali pressioni inflazionarie": "E' necessario che ci atteniamo a sane politiche macro-economiche e che evitiamo attentamente di avviare una spirale inflazionistica che colpirebbe in modo particolare le famiglie con bassi redditi".




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28 aprile 2008

Rifiuti: De Gennaro, a Napoli Ancora 69 Giorni Poi La Catastrofe

 

        

Rifiuti: De Gennaro, a Napoli Ancora 69 Giorni Poi La Catastrofe
 
(ASCA) - Roma, 28 apr - ''Dal 5 luglio non ci sara' piu' posto per i rifiuti se non partiranno nuovi impianti. L'unica speranza per evitare la catastrofe e' costruire nuove strutture. Presto arrivera' il grande caldo e la 'monnezza' diventera' emergenza sanitaria col rischio di infezioni''. Sono le previsione del quotidiano ''La Repubblica'' che all'emergenza rifiuti in Campania oggi dedica un intero 'dossier'. ''Il commissario Gianni De Gennaro - scrive - ha fatto due conti e ha concluso che 'dal 5 luglio le potenzialita' di smaltimento delle 7.200 tonnellate prodotte giornalmente in Campania saranno inadeguate rispetto al fabbisogno'''. ''Da oggi al 5 luglio - prosegue il giornale - mancano 69 giorni. Soltanto 69 giorni per evitare una nuova crisi urbana che potrebbe non risparmiare a Napoli e alla Campania patologie infettive degne di altri secoli. 69 giorni sono un tempo troppo ridotto per eliminare un sistema che, dall'emergenza, ricava profitti, finanziamenti, occupazione, utili politici. E intorno a questi interessi che presto il neo-presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si scontrera' con il presidente delle Regione Antonio Bassolino''. ''Tra 69 giorni, l'immondizia seppellira' di nuovo le strade dell'area metropolitana tra Napoli e Caserta, i duecento comuni del territorio gia' piu' inquinato d'Europa. I numeri non lasciano spazio alla fiducia in un miracolo. Il 5 luglio saranno sature le discariche e i 'siti provvisori' che fino ad oggi hanno consentito di ospitare, piu' o meno, 700 mila tonnellate di immondizia spazzate via dalle strade. Come saranno in via di esaurimento (a fine luglio) i contratti che hanno permesso di spedire in Germania (piu' o meno) 200 mila tonnellate di rifiuti. Non e' il fantasma di una crisi prossima ventura. E' l'annuncio concretissimo di un'altra crisi, peggiore dell'ultima perche' potrebbe consumarsi a temperature che oscillano tra i 32 e i 36 gradi''.




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27 aprile 2008

I soldati del Faraone !

 Questa sera, in Israele, domani nella diaspora, ha fine la settimana di Pesach ed esplode la festa di Mimouna, tradizionale e gioiosa celebrazione di origine ebreo-marocchina che segna la fine del divieto di mangiare hametz e l'inizio della primavera.
Si aprono le porte di casa, si mettono a disposizione di chiunque tavolate di dolciumi, ogni tipo di delicatezze, leccornie e tanta allegria, musica e balli.
La sera del Seder quasi tutti in Israele hanno lasciato due posti liberi alle tavole imbandite, uno per il profeta Elia e uno per i nostri soldati rapiti e scomparsi nel buio tunnel della barbarie araba. Alla fine della cena e della Hagada', la storia della Liberazione dalla schiavitu', il grido che, per disperazione, abbiamo ripetuto per 2000 anni, e che oggi continua per tradizione ( e forse per scaramanzia)
"L'anno prossimo a Gerusalemme".
Finita la schiavitu', liberta', liberta' per il popolo ebraico, i soldati del Faraone ci inseguono ma le onde del Mar Rosso si chiudono su di loro.
Liberi!
Non avevamo altro che un sogno, il sogno di Israele.
Liberi!
Oggi abbiamo Israele e ce lo vogliono togliere.
Liberi!
Oggi abbiamo un esercito glorioso che ci difende.
Liberi!
Oggi abbiamo ancora tanto odio da combattere.

Ma come fanno a odiare tanto? Non esiste una sola parte del mondo in cui non si urlino insulti contro Israele.
Carter , il peggior presidente nocciolina americano, quello che ci accusa di apartheid e che guadagna fior di soldoni col libro antisemita che ha scritto, e' andato da Meshal, capo dei terroristi di hamas.
E' andato, contro il parere di tutti, perche' lui, l'angioletto, vuole che facciamo la pace ed e' ritornato esultante perche' il capomafia palestinese, residente a Damasco, gli ha risposto:
" Ma certo, se Iraele si ritira entro i confini pre 67, rinuncia a Giudea, Samaria, Gerusalemme, Golan e magari anche a qualcosaltro, tipo difesa e sicurezza, io che sono un capomafia generoso concedo allo stato sionista 10 anni di TREGUA".
Mannaggia, com'e' buono lei, mister Meshal.
E fra 10 anni, quando praticamente Israele sara' relegato dentro pochi kilometri quadrati, e voi vi sarete armati fino ai denti, magari anche con armi nucleari, cosa faremo? Ci mettiamo a giocare a moscacieca cosi' ci gettate in mare con minor fatica?
Bastasse nocciolina Carter ! Lui e' solo uno dei tanti nostri odiatori.
Abbiamo anche un'ebrea, premio nobel per la letteratura, Nadine Gordimer, sudafricana, comunista, candidata al Premio Israele...perche' Israele premia persino i propri nemici se no come farebbe ad essere cosi' naive e autolesionista....una ottantaquattrenne che odia Israele e che e' sprofondata nel dilemma: vado , non vado, accetto o non accetto il premio prestigioso da quel paesaccio schifoso ?
Un'altra ebrea antisemita americana( gli ebrei antisemiti non mancano mai, si autofecondano), Susan Sontag, aveva ricevuto il premio Israele nel 2001 e all'epoca la comunistissima Gordimer l'aveva invitata a non andare a ritirarlo in spregio al paese fascista che osa difendersi dai loro adorati palestinesi.
La Sontag, invece aveva ceduto alla propria superbia , ed era andata a Gerusalemme, ahi ahi ahi, Gerusalemme Capitale di Israele ahi ahi ahi che tradimento per i suoi protetti, a ritirare premio e onori.
Io glieli avrei sventolati sotto il naso e poi le avrei detto "Ci abbiamo ripensato, Sontag, ci odi troppo per meritarti questo. Pussa via!".
Sarebbe stata una scenetta con i fiocchi, di quelle che ti rappacificano col mondo intero.
Nadine Gordimer, ebrea, comunista, antisemita ha detto in un'intervista di aver ricevuto centinaia di email che la invitano a non andare a Gerusalemme e a rifiutare sprezzantemente il premio.
Primi fra tutti Hilary e Steven Rose, la britannica coppia maledetta e malefica, leader del boicottaggio culturale contro Israele, che addirittura la implorano di non farsi complice della politica razzista israeliana..
Nadine Gordimer ci deve pensare, superfluo dire che spererei per lei la stessa scenetta sognata per la Sonntag.

Ma come fanno a odiare tanto e con tanta costanza, senza mai perdere un colpo?
Come fanno?? Non si stancano?
In Italia qualche decerebrato criminale ha di nuovo contestato la Brigata Ebraica, durante le celebrazioni del 25 aprile.
Sbeffeggiato il ricordo dei 5000 ebrei sionisti venuti a liberare l'Italia dal nazifascismo e insultata la loro bandiera.
Partigiani ebrei insultati e minacciati da un paio di comunisti senza anima, cervello, cuore e anche senza vergogna.
Direte, ma dai, solo pochi idioti ideologizizzati.
Si ma sempre pochi di troppo.
E cosa succede a Torino, alla viglia dell'inaugurazione della Fiera del Libro, ospite d'onore Israele?
Ehhh, a Torino si affilano le unghie, i soliti decerebrati criminali si preparano a boicottare Israele e la cultura israeliana, si preparano con manifestazioni di odio, picchetti con bandiere palestinesi, cartelloni in cui si fa sempre il paragone sionismo = nazismo.
Maledetti maledetti maledetti.
L'odio che hanno, anziche' soffocarli, li rigenera, La lista e' lunga ma non completa e credo che aumentera' perche' l'odio gli da forza, l'odio li fa vivere, l'odio contro l'ebreo sotto ogni forma, sia di uomo singolo che di Nazione:
Action, ASP
Associazione Svizzera Palestina, Associazione Casa della Pace (Roma),
Associazione di amicizia Italia- palestina (Firenze), Associazione di
amicizia Sardegna-Palestina, Associazione Ghassan Kanafani -- LUCCA,
Associazione I Mediterranei (Milano), Associazione Michele Mancino
(Roma), Associazione politico-culturale L?altra Lombardia - SU LA TESTA,
Associazione Wael Zwaiter, Associazione Zaatar -- GENOVA, Carc, Cecina
Social Forum, Centro di Iniziativa Popolare (Roma), Centro occupato
autogestito Transiti (Milano), Centro popolare occupato La Fucina (Sesto
S. Giovanni), Centro Sociale Vittoria (Milano), Che fare? Redazione di
Salerno, Circolo Arci Agorà (Pisa), Collettivo 20 luglio (Scienze
Politiche Università di Palermo), Collettivo internazionalista di
Napoli, Collettivo Orientale di Napoli, Comitato Ricordare la Nakba
(Torino), Comitato di solidarietà con il popolo palestinese (Torino),
Comitato di solidarietà internazionalista Dino Frisullo, Comitato di
sostegno alla resistenza palestinese (Versilia), Comitato Palestina
Bologna, Comitato Palestina nel cuore (Roma), Comitato promotore per il
boicottaggio (Torino), Comunità Araba (Napoli), Comunità palestinese di
Roma e del Lazio, Confederazione Cobas, Comitato di solidarietà con
l'intifada -- Palermo, Coordinamento per l'unità dei comunisti,
Coordinamento toscano di solidarietà con la Palestina, Corrispondenze
metropolitane, (Roma), Forum Palestina, Gruppo di sostegno al popolo
palestinese (Massa e Carrara), Infopal (redazione), International
Solidarity Movement (Italia), Libreria Gramigna (Catania), Lotta e unità
per l'organizzazione proletaria, Militanz CdP (Napoli), Nuovi partigiani
della Pace (Torino), Partito Comunista dei Lavoratori, Partito dei
Comunisti italiani, Progetto "La Sicilia con la Palestina", redazione de
"L'Ernesto", redazione di "Resistenze.org", redazione di Salento "Che
fare?", Rete dei Comunisti, rete nazionale Disarmiamoli!, rete No War --
Roma e Lazio, Salaam, ragazzi dell'Olivo (Trieste), Spazio Antagonista
Newroz (Pisa) Unione Democratica Arabo Palestinese (Italia), ...

Impressionante, decisamente.
I soldatacci del Faraone ci inseguono ancora per sterminarci ma noi siamo qui ormai!
Noi siamo in Israele, liberi, dinamici e, nonostante le tragedie che ci colpiscono e il continuo stato di guerra, siamo anche pieni di gioia di vivere.
Siamo liberi in Israele, abbiamo creato una Nazione dal niente, abbiamo creato una Casa per il Popolo Ebraico, una Casa bellissima, piena di verde e di fiori, di cervelli, di cultura, di Sapere, di giovani meravigliosi e felici.
Liberi in Israele e prima o poi le acque del Mar Rosso si chiuderanno ancora una volta sui nostri odiatori.
La storia insegna, comunisti dei miei stivali: tutti quelli che hanno voluto il nostro male si sono estinti miseramente e noi siamo ancora qui.
Liberi in Israele, pronti a festeggiare i primi 60 anni del nostro Paese, i primi 60 anni dell'era moderna, con 5000 anni di storia negli occhi dei nostri figli che , forti del nostro passato, guardano al futuro, con vigore, forza d'animo e speranza.

Pesach, la Festa della Liberta', e' finita.
Si mangi, si balli, e si canti!
E chi ci odia si soffochi col suo stesso veleno.



Deborah Fait




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27 aprile 2008

ROMA: 40ENNE BOSNIACA VIOLENTATA

 ROMA: 40ENNE BOSNIACA VIOLENTATA ALL'INTERNO DI UNA BARACCA
SOTTO LA LINEA FERROVIARIA A TOR SAPIENZA- ARRESTATO L'AGGRESSORE
Roma, 27 apr.- (Adnkronos) - Nella serata di ieri i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato un cittadino straniero di 30 anni, responsabile di violenza sessuale ai danni di una donna di 40 anni di origine bosniaca. L'aggressione e' avvenuta in via Petiti a Tor Sapienza, sotto il ponte della linea ferroviaria dell'alta velocita', ove la donna viveva in una piccola baracca.


                             




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26 aprile 2008

Prg.Veltroni-Rutelli.Roma: Case popolari su discariche?

   

Roma. Case popolari su discariche?
Pare, che "Il piano case popolari", progettato dalla ex Giunta del Sindaco di Roma Veltroni , piano da ereditare e gestire da Rutelli qualora venisse eletto a suo successore, ne preveda l'ubicazione in prossimità di discariche non solo ma, da quanto si vocifera, pare, trattasi di discariche tossiche.
Come tutti ben sappiamo, le case popolari non si possono scegliere, ma, se ne hai bisogno, sei costretto ad accettarle nel posto in cui sono ubicate.
Pare, che all'inchiesta su questa ennesima "performance" del "Modello Roma" di Veltroni, cui dovrebbe subentrare la Giunta Rutelli, stia lavorando un giornalista della carta stampata. Un organo di stampa non simpatizzante per lo schieramento del Popolo delle libertà , quindi, un giornale che certamente non sponsorizza Alemanno .
Si preannuncia l'ennesimo "Coup de theatre" sulle Amministrazioni di centrosinistra che hanno sostenuto Veltroni e che ora sostengono l'elezione di Rutelli?
    
Giuliana D ' Olcese (,-)




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26 aprile 2008

Sabrina Ferilli:"Con un par de zinne così posso sparà le cazzate che me pare!"

 *il Sindaco degli Anelli - il Nettuno del Bernini*
Veronica - la Lega e quota rosa di LiberoReporter

          


Questa nota la dedico a Giulio Anselmi direttore de La Stampa
Mago del messaggio submiminale
L'intervista del 25 Aprile a Veronica Berlusconi
è un esempio di informazione corretta e di democrazia massmediatica
proprio nel mentre Il Riformista tende la trappola "fascista" a Pino Rauti

TGCOM
«Sabrina Ferilli? Roba da bar dello sport.
Ma vi pare che i tribunali italiani, già così oberati debbano occuparsi di queste cose?!» dichiarò Biscardi denunciato dalla Ferilli "offesa" da un servizio su il "Processo del venerdì" in cui, indicata «voltagabbana al puro scopo di farsi pubblicità» diventando madrina della Roma contro la sua fede laziale, chiese a Biscardi 1,5 milioni di euro per danni.
 "Con un par de zinne così posso sparà le cazzate che me pare!"
sembrava dire Ferillona nostra, Madre di tutte le battaglie xenofobe & razziste contro il Popolo delle libertà mentre al Teatro Vittoria andava in onda l'omelia di Veltroni a difesa del 'Modello Roma' suo e di Rutelli e la stoica adepta del soccorso rosso ai votifici magnaccioni del Comune di Roma azzardava:
 "De fronte a Alemanno me sento Schopenahauer!".
Ferillona de' noantri sarà pure Schopenahauer, fatto sta che sotto il sorriso
benedicente del Nettuno di Piazza Navona erano i magici anelli del vento e della pioggia di genuino affetto, di speranza e di allegria che circondavano Alemanno e scuotevano le bandiere del Popolo delle libertà.
Un tripudio di amore e di speranza per il Sindaco di Roma, si spera, circondato dai magici anelli dell'amore del Popolo. Un Sindaco che sa come far rinascere la speranza dell'alternativa, dell'alternaza democratica, l'orgoglio di essere romani, la speranza di uscire dall'umiliante condizione di sudditi sottoposti ad un potere corrotto che soffoca e umilia Roma e i romani. Tutti.
Anche i romani del PD condotti da un leader, Veltroni, riconosciuto dal Popolo delle libertà, la cui leadership, si auspica, non verrà minata dalle solite annose trame dalemiane and Co.
E' ora che politica, stampa e Tv si mettano bene in testa che, per i cittadini, il sindaco è il sindaco. Tutt'altra cosa è un leader nazionale. Quindi stop allo spettacolo squallido e militonto dato dai mezzi di informazione che parteggiano per questo o per quello, CorRoma in testa, gran votificio-stampa di Veltroni e Rutelli. Ha ragione Veronica Berlusconi quando dice a La Stampa «Credo che il PD dovrebbe evitare guerre interne, non aiutano a capire cosa pensa l'Italia come non l'hanno capito i giornali.
La crisi economica è veramente seria - continua, e della Lega dice - La Lega esprime esigenze concrete, basta snobismo e puzza sotto al naso verso i suoi esponenti. Cominciamo dal federalismo fiscale. E lasciamo in un cassetto il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina».
Questi ed altri concetti espressi dalla signora Berlusconi (intervista esemplare che va letta per intero) appaiono tanto normali e di buon senso comune che il 16 Aprile un'altra normale cittadina li ha esternati in un articolo scritto per il numero di Maggio di LiberoReporter.
 Li ha espressi Quota rosa di LiberoReporter, una che di sindaci giusti o fasulli ne ha visti tanti.

   Giuliana D'Olcese




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26 aprile 2008

Campidoglio, veleni tra Rutelli e Alemanno



Campidoglio, veleni tra Rutelli e Alemanno
Il candidato sindaco del Pd lancia sospetti sulle violenza alla studentessa di colore. L'uomo del Pdl si indigna: "Per paura di perdere hanno toccato il fondo"

di Luca Telese

Roma - Nell’ultima giornata di campagna elettorale prima della tregua, nel giorno delle conclusioni e dell’ultimo duello tra Gianni Alemanno e Francesco Rutelli, (ieri «sera» a Matrix, senza esclusione di colpi) il «veleno del sospetto» è entrato nella campagna elettorale per il comune di Roma. Come in un film di Alfred Hitchcock in versione all’amatriciana, nel centrosinistra prende corpo la tesi di un «piccolo-grande-complotto» costruito per favorire il candidato del centrodestra, con l’ipotesi di uno stupro elettorale architettato (o utilizzato) ad arte per drammatizzare il problema immigrazione, per tirare al volata alla destra.
Certo, se questo sospetto fosse rimasto solo un rumor ufficioso, un semplice gossip al cianuro, nulla di nuovo né di sorprendente, data la posta in palio e la durezza della cosiddetta «dirty politics», la politica dei colpi bassi in cui sono specializzati gli americani. Ma il salto di qualità che drammatizza il confronto e rende la battaglia degli ultimi giorni spietata avviene proprio all’inizio della giornata, negli studi di Unomattina, dove Francesco Rutelli, rispondendo a una domanda del conduttore Duilio Giammaria, decide di dar credito alle voci che si rincorrono di ora in ora: «Alcune di queste vicende degli ultimi giorni - dice pesando le parole con tono grave - sono state anche un po’ sospette». Il riferimento è al gravissimo fatto di cronaca dei giorni scorsi, lo stupro di una studentessa a due passi dalla stazione di La Storta. Le «vicende sospette» a cui allude il candidato del centrosinistra sono la tempistica della denuncia alla polizia da parte dell’uomo che ha salvato la ragazza. E ovviamente anche il fatto che quest’ultimo - Bruno Musci - sia un simpatizzante del suo avversario.
Che un candidato consideri credibile un simile teorema, ovviamente, è una notizia. Ma subito dopo, quando Gianmaria continua a interrogarlo, Rutelli corregge il tiro: «Non tocca a me parlarne. Indagheranno le forze dell’ordine, indagherà la magistratura». Apriti cielo. Malgrado la calibratura avvveduta dello stop and go, il sasso è lanciato nello stagno, e Alemanno non può ignorare la gravità dell’insinuazione. Così risponde con non meno durezza di Rutelli dal palco di uno dei tanti comizi dell’ultima giornata: «Si lascia intendere chissà che cosa - replica sconcertato il candidato del centrodestra - intorno allo stupro della ragazza del Lesotho nei pressi della stazione La Storta». Alemanno non lascia mezze misure o zone d’ombra nella sua replica: «È una cosa talmente fantascientifica che non so se fa più ridere o piangere. Come si fa a strumentalizzare il dolore?».
Mentre improvvisa un comizio a piazza di Villa Carpegna, durante una festa per il candidato a presidente del XVIII municipio Daniele Giannini, Alemanno si indigna: «Stavolta si è toccato il fondo. Sono preoccupato di come Rutelli sta affrontando quest’ultimo scorcio di campagna elettorale». Più tardi, in un comizio a La Storta, l’ex ministro va giù ancora più duro: «Lasciano intendere che è stata la destra a organizzare lo stupro della studentessa del Lesotho. Sono dei cialtroni e dobbiamo rimandarli a casa». Poi una nuova fiammata. Lo staff di Alemanno segnala al candidato che su Repubblica.it si mette in dubbio persino la sua partecipazione al duello da Mentana. Fino a sera la polemica ha lasciato in dubbio la stessa partecipazione del candidato Pdl a Matrix. Prima del confronto tv Alemanno ha precisato: «Parteciperò a questo faccia a faccia nonostante il clima incivile e indegno per un confronto politico in cui si è fatta piombare la città». I veleni sono stati alimentati anche dalle notizie di agenzia sulle indagini in corso. La Procura, scrive l’Ansa, ha interrogato per quattro ore proprio Masci, l’uomo che aveva denunciato l’aggressione della studentessa. E siccome Masci è un simpatizzante del centrodestra il cronista dell’agenzia spiega: «A Piazzale Clodio è stata disposta la secretazione dei verbali». Poi, nella chiusura, una frase sibillina: «Non è escluso che durante l’atto istruttorio siano state fatte domande a Masci sui suoi rapporti con Gianni Alemanno alle luce del suo sostegno al piano di sicurezza del candidato».
Non è escluso? Leggendo questa perifrasi il portavoce di Alemanno, Simone Turbolente fa un salto sulla sedia. Dal comitato elettorale si decide che bisogna rispondere con le denunce contro chiunque insinui collegamenti fra Alemanno e quel delitto. Ma manca un giorno al voto, e il Sospetto continua ad avvelenare la vigilia dello scrutinio.
(www.lucatelese.it) 


  




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Non andare in giro dicendo
che il mondo ti deve dare da vivere.
Il mondo non ti deve dare nulla :
era lì prima che tu arrivassi.

 

 

ControCorrente

Movimento d'opinione
che si propone di premiare
dare fiducia a persone
e politici che siano
garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore.
Sono garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore:
 
 
Vota:Berlusconi,Angelilli

 
    
 

     

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Fiamma Nierenstein
 
 

No alla Ue




ORIANA FALLACI



Tribute to Reagan


 

 
 
I comunisti amano
così tanto
i poveri da volerne
creare  altri

Noi cattolici diciamo  
si alla base americana
di  Vicenza

 






 

Vendere la RAI
con tutti i suoi parassiti.

Eliminare l'ente Provincia
che ha poche ragioni per
giustificare la sua esistenza
 e molte per suggerire
 lo scioglimento.


(IM)MORALISTI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

        G.M.

 

Antonio Di Pietro salvò
i comunisti da tangentopoli.


 

 

Le bugie di Veltroni

 

 Le bugie di Prodi



 



 


    

 

 

 

 


 

 

 

 

 

Veronica

 

 

 




 



Immigrati




 

Il comunismo è una
giusta distribuzione
della miseria.


 




L'assemblea parlamentare del
 Consiglio d'Europa
ha approvato il 25 gennaio 2006,
con 99 voti a favore e 42 contrari,
una risoluzione presentata dal deputato
svedese Goran Lindblad a
nome del PPE, che condanna
 i "crimini del comunismo" equiparando
il comunismo stesso al nazismo.
Anzi, considerando che nel rapporto
che accompagnava la proposta
di risoluzione, intitolata "Necessità di
una condanna internazionale dei
crimini del comunismo", si accredita
la cifra di quasi cento milioni di morti
 causati direttamente o
indirettamente dal comunismo,
quest'ultimo risulterebbe addirittura,
almeno come numero di vittime,
 di gran lunga peggiore del nazismo. 
 
 
METTERE FUORI LEGGE
I PARTITI COMUNISTI IN ITALIA,
come sono stati messi fuori legge
il partito fascista in Italia e
il partito nazional socialista in Germania.



 





Se li abbandonate i
bastardi siete voi


islam fuorilegge vìola
 i fondamentali diritti
degli uomini e delle donne.






islam in azione


 

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VIDEO DONNA FRUSTATA IN SUDAN -

 

 










 


La resistenza non è mai esistita,
è solo frutto della propaganda
dei comunisti.
Indro Montanelli.

 



 
 
 
 
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