.
Annunci online

  Controcorrente [ " Se pur circondato non è ancora preso" ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


http://www.sat24.com/eu
Geert Wilders
ELISABETH SABADITSCH
Pro-Koeln
SIOE
Vlaams Belang
INTERNATIONAL FREE PRESS SOCETY
VIGILANT FREEDOM
CENTER FOR SECURITY POLICY
ACT ! FOR AMERICA
Wafa Sultan
http://www.englishdefenceleague.org/
Apostate of islam
Adriana Bolchini
Pietro Luigi Crasti
FORMER MUSLIMS UNITED
OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE
Fondazione Lepanto
ON.SOUAD SBAI
ON.FIAMMA NIRENSTEIN
ON.RICCARDO DE CORATO
ON.MARCO ZACCHERA
ControCorrente2
ControCorrente3
ControCorrente4
PressAgencyFreeLand
Movimiento Estudiantil Venezuela
Stop Ahmadinejad
FORT
Mefisto
Giornalaio
antibassolino
ArtisticaMente
Barbara di Salvo
Don Fortunato Di Noto
Edizioni Lindau: www.lindau.it
IL BERRETTO A SONAGLI
Tomari
Terror haza
Un posto nel mondo
KRITIKON
FOTOGRAMMA
ORSA MAGGIORE
Libera Cuba
Sarcastycon


CERCANO CASA
liberacuba
SANE
Non porgiamo l'altra guancia
300705
USCIRE DALL'ISLAM
A DESTRA
Against Terror
AURORA86
ANTIKOMUNISTA
australia
AUTOCERTIFICAZIONI
ANGELO ROSSI EMANUELE
America
Aqua
Autorità per le Garanzie.
ANTI-NO-GLOBAL
BBC-NEWS
BIETTI DAL 1870
BARLETTA LIBERALE
CONTROCORRENTE-2
CONTROCORRENTE-SATIRA
COSTITUZIONE ITALIANA E CORTE COSTITUZIONALE
COX & FORKUM
CAMERA DEI DEPUTATI
CALIMERO
CREONTE
Capperi
Censurarossa
Conservatori Italiani
CARLO MENEGANTE
Congressional Medal of Honor
DANIEL PIPES
DAW
D-DAY-NORMANDY
D-DAY-NORMANDY
D-DAY-NORMANDY
DEMOCRAZIA LIBERALE
DONNA IRAKENA
ENCUENTRO
EDICOLA GLOBALE
EROE DI PACE
EBRAISMO
Esperimento
FORZE LIBANESI
FORATTINI
FOX-NEWS
FREE IRAN -NEWS
FOIBE
FREE THOUGHTS
Grende
GIOVANNA GIACOMAZZI
Gaetano Saglimbeni
GOOGLE NEWS
GOOGLE
GODADO
GOVERNO ITALIANO
Gino
HURRICANE
il veliero
IO ESISTO
ITALIA SVEGLIATI
ITALIANS
IRANIANI
ITALIANI LIBERI
IL VELINO
Ideazione blog
Il Principe
IRAN-VA-JAHAN
IRAQ LIBERO
IRAQI VOICES
IRAK-PROVISIONAL -AUTHORITY
IL GIULIVO
IRANIAN
Krillix
KUWAIT ERA L'INFERNO
LIBERTA' DI PENSIERO
LIBERALI
L'asse CATTOLICO-COMUNISTA -ISLAMICO E LA CANCELLAZIONE DELL'OCCIDENTE IN EUROPA
LISISTRATA
LIBERO
Libertà per il Popolo Cubano
La Radice
Lilit
Libertà per il Popolo Tibetano
L'ISLAM CONTRO L'ITALIA
LIBERALI PER ISRAELE
LE COSE DA DIRE
LISISTRATA
LA ZANZARA DISPETTOSA
Liberi-Insieme
LAGER
Mai dire Blog

MIOCUGGINO
MICHAEL YON
MESSINA FORTIFICATA
MEDEA
MUSEIONLINE
MOVIMENTIAMOCI
Maralai
Marci
MONTAGNARD
NET FOR CUBA
Nilus
NESSIE
NON SOLO PAROLE
ORSA MAGGIORE
ORPHEUS
OLOKAUSTOS
Oggi
Puravita
PIANETA GULAG
PIER LUIGI BAGLIONI
PERICLES
PENSIERO LIBERO
Per Non Dimenticare le Vittime del Terrorismo
PULSE-24
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
PAGINE BIANCHE
politically-scorrect
QUOTIDIANI INTERNAZIONALI
REPRESSIONE A CUBA
Respublica
SCLERETTA
STORIA
ShockAndAwe
Sorvegliato Speciale
SUPPORT OUR TROOPS
STOP FGM
SUSSIDIARIO
SENATO
SANTA SEDE
SHOCKANDAWE
SALVARE L'ITALIA PRIMA CHE SCOMPAIA
SOLIDARIETA' ALLE DONNE IRANIANE
TREDICI MAGGIO
TRADUTTORE
Tea
TRE TIGRI
Tania Rocha
UN ITALIANO A CUBA
Unione per le Libertà
Una voce che urla nel deserto
UNIONE EUROPEA
Unione per le Libertà a Cuba
VIRUS IL GIORNALE ON LINE
VIRGILIO
VOCI DELL'IRAQ LIBERO
Victims of Saddam's Regime
Web Cam Times Square di New York
WEB CAM MOSCA
Web Cam Muro del Pianto Gerusalemme
Web Cam Mare delle Antille
Web-The Statue of Liberty
WEBCAM -TORONTO
YAHOO
YONI
1972


TORONTO WEB CAM
FAITHFREEDOM

POLIZIA DI STATO
CARABINIERI
GUARDIA DI FINANZA
Earth Cam Ground Zero
Sindacato Autonomo Polizia

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


31 ottobre 2007

RETE INTERNAZIONALE DELLE RELIGIOSE CONTRO IL TRAFFICO DI PERSONE

 

Apppello della Rete internazionale delle religiose contro il traffico di persone

Ai clienti e sfruttatori, “diciamo di porre fine alla compera di esseri umani”


ROMA, mercoledì, 31 ottobre 2007 (ZENIT.org).- Dal 15 al 20 ottobre scorso si è svolto a Roma, nella sede delle Suore di Maria SS Bambina, un Seminario internazionale a cui hanno partecipato 33 religiose di 25 congregazioni che operano da tempo nel campo del traffico di esseri umani in 26 Paesi.

Questo primo Seminario di formazione sul tema “Costruire una rete: il ruolo profetico delle religiose nella lotta contro la tratta delle persone” è stato sponsorizzato dall’Unione Italiana delle Superiori Maggiori (USMI) e dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede, e cade nel 200.mo anniversario dall’abolizione della schiavitù.

* * *


DICHIARAZIONE PUBBLICA
Emessa dalla
RETE INTERNAZIONALE DELLE RELIGIOSE
CONTRO IL TRAFFICO DI PERSONE
(INRATIP)

Istituto Suore di Maria SS Bambina, Roma, 19 Ottobre 2007



Introduzione

Religiose cattoliche provenienti da 26 Paesi e da tutti i contenenti si sono riunite a Roma per la prima conferenza internazionale sul traffico di esseri umani. Le statistiche indicano che nel mondo ci sono 800 congregazioni con oltre 1 milione di Religiose cattoliche nel mondo. Le delegate alla conferenza s’impegnano ad usare le loro risorse personali ed il loro impegno storico per quanti vivono in situazioni di povertà ed estirpare il traffico di esseri umani specie sfruttamento sessuale – una moderna forma di schiavitù. Segue la loro dichiarazione indirizzata a tutto il mondo.

Definizione

Traffico di esseri umani significa reclutamento, trasporto, trasferimento, accoglienza o accettazione di persone attraverso l’uso di inganno, forza, coercizione, frode, menzogna o abuso di potere a pagamento per ottenere il consenso del controllo su una persona per motivo di sfruttamento. Il traffico di minori richiede soltanto il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’accoglienza o l’accettazione di un minore a scopo di sfruttamento. Sfruttamento tra le altre cose significa: sfruttamento sessuale, servizi domestici, lavoro forzato o rimozione di organi (Protocollo di Palermo 2002).

Alle vittime

A voi, vittime della tratta, specialmente donne e bambini – vi siamo vicini non vi lasciamo soli. Lotteremo con voi per liberarvi dalla vostra schiavitù. Resteremo in solidarietà con voi affrontando i trafficanti. Noi sfidiamo i sistemi ingiusti e coloro che vi sfruttano. Non disperate.

Ai trafficanti

Noi, religiose da tutto il mondo, diciamo a voi trafficanti: Ponete fine allo sfruttamento! Pensate ai bambini, alle donne e agli uomini che state distruggendo con la vostra violenza fisica e psicologica. Violando i loro fondamentali diritti umani voi danneggiate, negate e distruggete la loro identità, il loro nome e la loro condizione. Condanniamo simili atti come pure i mezzi subdoli che usate per sfruttarli.

Ai clienti e sfruttatori

Diciamo a voi, che sfruttate le donne, i bambini e gli uomini per commerci sessuali o lavoro forzato, di porre fine alla compera di esseri umani, perché senza la vostra richiesta il male del traffico di esseri umani non esisterebbe. Vi chiediamo di considerare che le donne, i bambini e gli uomini hanno gli stessi, uguali diritti e la stessa dignità e che con la vostra richiesta causate danni irreparabili, perdendo la vostra stessa dignità.

Al governo

Riconosciamo che molti governi hanno leggi contro il traffico e chiediamo una maggiore applicazione di tali leggi. Facciamo appello ai governi di tutto il mondo di tener presente le istanze delle disuguaglianze economiche, della povertà e della corruzione che conduce alla distruzione di tante vite. La tortura fisica, affettiva, spirituale e psicologica di milioni di persone, nascoste sulle strade, nei ghetti, hotels e case di tolleranza in tutto il mondo, significa attività criminale. Ci appelliamo ai governi perché creino ed emanino un piano d’azione e di leggi rigorose per criminalizzare gli sfruttatori. Un buon governo esige che i trafficanti non approfittino dell’altrui vulnerabilità.

A tutte le autorità religiose

Appezziamo tutte le autorità religiose che ci hanno sostenuto nella lotta contro il traffico di persone. Facciamo appello alle autorità religiose perché si impegnino ad escludere pratiche religiose e costumi discriminatori contro donne e ragazze e che contribuiscono all’attitudine della disuguaglianza di genere, sostenendo la crescita del traffico umano nel nostro mondo d’oggi.

Esortiamo tutte le autorità religiose a denunciare l’ingiustizia e la violenza contro le donne, i minori e gli uomini che sono sfruttati sessualmente o per la vendita di organi. Noi vi incoraggiamo ad usare ininterrottamente la vostra responsabilità pastorale per difendere e promuovere la dignità umana delle persone sfruttate da queste forme di schiavitù.

Agli uomini di buona volontà

Sollecitiamo tutti gli uomini e donne di buona volontà ad aprire il loro cuore alle vittime e ad agire per sradicare le cause del traffico umano – povertà, disuguaglianza di genere, discriminazione, avarizia e corruzione. Ogni minimo atto compiuto per restituire la dignità ad una persona, accresce la propria dignità. La nostra speranza si posa su una visione dell’umanità che onora il principio che nessuna donna, bambino o uomo è un oggetto di vendita. Confidando nell’amore di Dio, v’invitiamo ad unirvi alla nostra preghiera e alla nostra azione per estirpare questo male sociale e morale.


© Innovative Media, Inc.




permalink | inviato da Controcorrente il 31/10/2007 alle 16:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


31 ottobre 2007

Sondaggio: dopo Prodi voto subito. E Angius ridimensiona il Pd

 Sondaggio: dopo Prodi voto subito. E Angius ridimensiona il Pd

Roma, 31 ott (Velino) - Walter Veltroni è convinto che il Pd potrebbe vincere le elezioni, se le Camere saranno sciolte nella prossima Primavera. Lo ha detto, forse per infondere fiducia, ai gruppi parlamentari della maggioranza, azzardando persino una percentuale di voti potenziali per il partito erede della Dc e del Pci vicina al 40 per cento. Ha tuttavia aggiunto che il voto anticipato “sarebbe iresponsabile”. Anche Veltroni infatti conosce i sondaggi reali dei diversi istituti demoscopici e anche quelli di Nicola Piepoli che ha cominciato a elaborarli per lui. E i dati reali segnalano percentuali di gradimento per il Pd, nonostante l’esposizione mediatica delle ultime settimane e la gran cassa che ne ha accompagnato la nascita, attorno al 28 per cento, meno della somma dei voti ottenuti da Dc e Margherita alle ultime elezioni (quando raggiunsero il 31 per cento circa). Poco, troppo poco per puntare al voto anticipato. Che potrebbe però diventare uno sbocco obbligato se la maggioranza parlamentare non troverà un punto di equilibrio che le consenta di superare la crisi che attraversa. Del resto, è ormai chiaro l’orientamento dell’opinione phbblica, che guarda alle elezioni anticipate come a una soluzione obbligata se Prodi dovesse gettare la spugna o fosse costretto a farlo. Un nuovo sondaggio, questa volta commissionato da Repubblica all’istituto Demos-Eurisko, ha registrato un’opzione netta, nell’eventualità di una caduta di Prodi, a favore dello scioglimento del Parlamento. Il 57 per cento degli italiani si dichiara favorevole al ricorso alle urne, solo il 16 per cento vorrebbe un governo di larghe intese e una percentuale ancora inferiore di italiani, il 13 per cento, guarda con favore a un nuovo governo di centro sinistra. Questi dati variano se scorporati in funzione delle scelte di schieramento degli intervistati, ma è significativo che anche tra gli elettori del centrosinstra il quarantadue per cento (scende al 40 tra gfli elettori del Pd) chieda di andare al voto e solo il 31 per cento indichi come soluzione percorribile quella del governo di larghe intese.

Il sondaggio di Repubblica rileva anche dati su quali siano le preferenze degli elettori del Pd rispetto a eventuali nuove alleanze. L'Italia dei Valori di Di Pietro è “scelta” come alleato da sette elettori del Pd su dieci. Seguono le forze della Sinistra (Rifondazione Comunista, i Verdi, il Pdci) che un elettore del Pd su due vede come possibili partner. L'elettorato del Pd, dunque, si presenta aperto rispetto alle formazioni che compongono l'attuale maggioranza di governo: l'unica eccezione, in questo senso, sembra riguardare l'Udeur. Appena il 29 per cento confermerebbe l'intesa con il partito del Guardasigilli, cui viene preferita l'alleanza con l'Udc di Casini. Ben il 46 per cento degli intervistati si dice pronto, infatti, a rivedere la maggioranza uscita dal voto del 2006, superando, al centro, l'attuale perimetro dell'Unione. Solo una piccola componente, invece, immagina intese ancora più "larghe": l'8 per cento "aprirebbe a Forza Italia e appena il 3 per cento alla Lega Nord. Va sottolineato, allo stesso tempo, come una componente non trascurabile, fra i "democratici", ribadisca la vocazione "maggioritaria" del partito: il 38 per cento, infatti, sarebbe disponibile a sostenere una competizione elettorale solitaria, senza concludere alleanze "preventive".

I più “conservatori” sembrano essere gli elettori della sinistra radicale che si pronunciano per la conferma dell'attuale alleanza di governo, anche se preferiscopno sostitutire “al centro" l’Udeur con l’Udc. Anche fra coloro che destinano il proprio voto agli "altri partiti" del centro-sinistra, le preferenze rispondono ad una logica di riedizione dell'attuale maggioranza, sebbene anche in questo segmento la difficile "coabitazione" con l'Udeur sembri richiamare le tensioni di questi giorni. Di sondaggi si occupa oggi anche il vicepresidente del Senato Gavino Angius, promotore della Costituente socialista. Interpellato dai giornalisti a Palazzo Madama, Angius replica alle cifre snocciolate ieri sera alla Camera dal leader del Pd Walter Veltroni, sull’alto consenso di cui godrebbe il nuovo partito se si andasse a votare immediatamente. “Il Pd nel mese di ottobre - sottolinea il vicepresidente del Senato - è sceso dal punto massimo del 25,1 per cento al 24,6 per cento e la distanza che lo divide dalla Cdl è di 10,1 punti. È quanto risulta dalle rilevazioni di una importantissima e molto seria società di sondaggi”. Nel corso del suo incontro con i parlamentari ulivisti, Veltroni aveva infatti affermato che un sondaggio da lui commissionato prima della Costituente assegnerebbe al Pd il 37,5 per cento. Veltroni aveva anche aggiunto che il centrodestra, tutto insieme, raggiungerebbe il 42,2 per cento, ma non ha compreso la Lega (secondo i suoi dati al cinque per cento) nella Cdl. Il dato fornito da Angius è in linea con quello riferito dal direttore di Nexus, Fabrizio Masia, al quotidiano online Affaritaliani.it. Secondo Masia il 37,5 vantato da Veltroni “come elettorato potenziale, è un numero credibile. Invece come elettori effettivi è decisamente sovrastimato rispetto all’attuale. Per noi il Pd si attesta attorno al 25-26 per cento. Il primo partito è FI, al 28 per cento. Mentre la distanza tra le due coalizioni è di 9-10 punti a favore del centrodestra”.




permalink | inviato da Controcorrente il 31/10/2007 alle 16:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 ottobre 2007

Llaman a impedir reforma constitucional con 'miles de focos de protesta'

 


FUERZA Solidaria

www.fuerzasolidaria.org

Video - ¿Cómo impedir la reforma?

Caracas, 30 de octubre.- Tenemos el agrado de informar al público que hemos colocado en nuestra página web un video titulado ¿Cómo impedir la reforma?, donde se explica de forma sencilla y pedagógica la propuesta de "la candelita"; es decir, miles de focos de protesta, el mismo día y a la misma hora, en todo el territorio nacional, antes del 2 de diciembre, para impedir que se lleve a cabo el referéndum consultivo.

El video de 9 minutos de duración puede descargarse en el siguiente enlace:

http://www.fuerzasolidaria.org/WebFS/Multimedia/ComoImpedirLaReformaOct2007.wmv

El video también puede verse en You Tube pero con menor resolución en el enlace:

http://www.youtube.com/watch?v=E_tFMu6_p1Y

Dada la importancia del tema y dado que faltan pocas semanas para el 2 de diciembre, agradecemos retransmitir al máximo este mensaje.

Nota: El video también está disponible en CD-DVD. Los interesados en obtener una copia o en colaborar en la distribución, pueden contactarnos escribiendo a info@fuerzasolidaria.org 

Terra Actualidad - EFE

http://actualidad.terra.es/nacional/articulo/llaman_impedir_reforma_constitucional_focos_1973172.htmLlaman


Llaman a impedir reforma constitucional con 'miles de focos de protesta'


El grupo opositor Fuerza Solidaria difundió hoy un vídeo en el que su presidente, Alejandro Peña Esclusa, llama a los venezolanos a impedir con 'miles de focos de protesta' la celebración de un referendo para reformar la Constitución.


Peña dice en el vídeo, difundido a través de correos electrónicos y disponible en la página web del grupo (www.fuerzasolidaria.org), que esa forma de protesta, llamada 'la candelita', copia la que atribuyó al ahora presidente de Bolivia, Evo Morales, contra uno de sus antecesores, Gonzalo Sánchez de Losada.

Peña explica en el vídeo denominado '¿Cómo impedir la reforma?' que 'la candelita' consiste en la irrupción de 'miles de focos de protesta, el mismo día y a la misma hora, en todo el territorio nacional, antes del 2 de diciembre'.

Ese día probablemente se celebrará el referendo popular que decidirá con votos si los electores aceptan o no los cambios constitucionales propuestos por el presidente Hugo Chávez y la unicameral Asamblea Nacional, controlada por oficialistas.

Peña Esclusa destaca que 'la candelita' es 'equivalente a un proceso electoral' y que 'no se trata de confrontar' a organismos de seguridad ni a grupos afines a Chávez.

Explica que se trata de una forma 'pacífica y democrática' de protesta a la que le augura que provocará 'una crisis de tal magnitud que el gobierno se verá obligado a retirar' las propuestas de reforma.

Fuerza Solidaria se define en su página web como una asociación civil que promueve 'el mejoramiento material, económico, moral y espiritual de los venezolanos', y advierte que eso no se alcanzará 'dentro de un modelo castro-comunista'.

Además de este grupo opositor, otros asimismo radicalizados llamaron el pasado miércoles a la ciudadanía antigubernamental a 'movilizarse' desde el próximo sábado para 'impedir que se consume el asesinato de la actual Constitución', aunque no dijeron cómo.

El llamamiento lo hicieron ese día dirigentes de los grupos y partidos Acción Democrática (AD), Alianza Bravo Pueblo (ABP), Bandera Roja (BR), Comando de la Resistencia (CR) y Alianza Popular (AP), que representan a sectores minoritarios de la sociedad.

'No queda otra alternativa que la movilización popular porque se trata de impedir que se consume el asesinato de la Constitución', dijo Henry Ramos, secretario general de AD.

'A este régimen solo se frena si se le hace frente. Se trata de salvar la democracia', añadió el dirigente 'adeco'.

En esta iniciativa no participaron los dos partidos de oposición que más votos obtuvieron en las elecciones presidenciales de diciembre de 2006, Un Nuevo Tiempo (UNT) y Primero Justicia (PJ), ni tampoco el socialcristiano Copei que, no obstante, también alertan que las reformas llevarán al país al 'autoritarismo comunista'.

Los cambios en la Constitución que se aprobó en referendo en 1999, asimismo a instancias de Chávez y poco después de asumir su primer mandato, apuntan a la instauración en Venezuela de un sistema político, social, económico y territorial que el gobernante llama 'socialismo del siglo XXI'.

El gobierno justifica el carácter 'socialista' de la Constitución diciendo que la oferta electoral de Chávez en las presidenciales de diciembre pasado se basó en ese presupuesto y por lo tanto responde a la voluntad del pueblo, que le votó mayoritariamente.

Terra Actualidad - EFE




permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2007 alle 23:32 | Versione per la stampa


30 ottobre 2007

Veltroni: "Comunismo come nazismo" e dimentica i "gulag" dell'ex Urss

 

In uno scottante libro-documento di Cristina Comencini
si ritorna a parlare (finalmente!) degli orrori del comunismo
Walter Veltroni, ex direttore dell'Unità:
"Pol Pot come Auschwitz", ha spiegato,
dimenticando gli 80 milioni di morti
nei “gulag” della ex Unione sovietica 


Sul piano degli orrori, degli atti di barbarie contro l’umanità, a sentire il neo
segretario del Partito democratico, comunismo e nazismo si equivalgono.
Ma perché ricordare, del comunismo, soltanto i 2 milioni di morti ammazzati
in Cambogia? Il sindaco di Roma si prepara ad andare ancora in Germania,
con gli studenti delle scuole romane, per visitare i luoghi degli eccidi nazisti.
Andrà anche in Siberia per rendere omaggio alle vittime del comunismo, che
i comunisti di casa nostra hanno fatto e fanno di tutto per far dimenticare?

di Gaetano Saglimbeni
 
         "La vita", ha detto il segretario del nuovo Partito democratico, intervenuto a Roma alla presentazione di un libro di Cristina Comencini sugli orrori del comunismo, "merita di essere archiviata sotto diverse specie, in ragione delle motivazioni che hanno spinto a fare l'una o l'altra cosa. Perché il significato di entrambe è lo stesso, e cioè la riduzione della libertà, la soppressione della possibilità di vivere la propria vita, manifestando le proprie idee ed avendo la propria religione. Nessuno di noi ha il diritto di rimuovere ciò che è stato, nessuno di noi può attribuire al tempo la possibilità di rimuovere le tracce morali di ciò che è stato, anche quei vertici impensabili del male che hanno finito per macchiare il mondo intero". 
           Non avendo avuto la fortuna di poter ascoltare dal vivo le dotte e nobili parole pronunciate dal mio illustre collega in giornalismo Walter Veltroni, ex direttore dell’Unità, e profondamente convinto come sono che, se anche le avessi ascoltate, non sarei mai riuscito a comprenderne il senso, ho riportato testualmente quelle che ha riportato tra virgolette il Corriere della Sera in un lungo articolo a firma del collega Fabrizio Caccia. Cosa ne penso? E’ il solito aulico lessico del politico Walter che dice e non dice, mescolando abilmente retorica e balle, ricordi ed omissioni, con una parlata a mitraglia che fa certamente effetto sull’uditorio, ma raramente consente di capire qualcosa (e probabilmente interessa poco, a lui, che la gente capisca: la politica vive anche, se non soprattutto, di emozioni ed illusioni, ed il comunista per tutte le stagioni Walter Veltroni certamente un mago dell’illusionismo, se è riuscito a resistere sulla scena politica per 35 anni.
           Belle parole, certo, nobilissime (per chi le ha capite), quelle pronunciate dal neo segretario del Pd nella grande sala della galleria Alberto Sordi, a Roma. Ma perché ricordare soltanto i 2 milioni di morti ammazzati in Cambogia, le atrocità del sanguinario leader dei Khmer rossi Pol Pot,  dimenticare gli 80 milioni di morti che insanguinarono i campi di sterminio nella ex Unione sovietica di Stalin e Breznev, nel “paradiso in terra” che i D'Alema ed i Veltroni esaltavano allora, come direttori, dalle pagine dell'organo ufficiale del Pci fondato da Antonio Gramsci? Gli orrori in Europa, come tutti sappiamo, non sono stati soltanto quelli della Germania nazista (6 milioni di morti); ed è dovere di politici e giornalisti ricordare anche il resto, non far finta che null’altro sia avvenuto e che il comunismo debba essere ricordato solo per gli eccidi di massa avvenuti in Cambogia dopo la tragica guerra del Vietnam. 
       L'ex direttore dell'Unità e segretario dei Ds-Quercia ex Pci Walter Veltroni, oggi sindaco di Roma e segretario del nuovo Partito democratico, si prepara ad andare anche quest'anno in pellegrinaggio ad Auschwitz, con gli studenti delle scuole romane per il "Progetto della memoria” (viaggio e soggiorno in Germania pagati dai cittadini della Capitale, ovviamente, con le loro tasse). La speranza è che, prima della scadenza del suo mandato di sindaco, il buonista Walter si ricordi di accompagnare gli stessi ragazzi nella Siberia dei "gulag degli orrori" che il dissidente Aleksandr Solgenitsin, scampato a quei campi di sterminio, descrisse nei libri che gli valsero il premio Nobel per la letteratura.
         Capisco l'imbarazzo del Veltroni ex direttore dell'Unità, sulle cui pagine il Solgenitsin premiato con il Nobel a Stoccolma fu a suo tempo bollato come "pazzo", come uno che raccontava balle contro il comunismo, contro i “grandi benefattori dell'umanità” Stalin e Breznev che nella Unione sovietica avevano realizzato il "paradiso in terra" da indicare come modello ai proletari di tutto il mondo (Italia compresa). Ma la verità va raccontata per intero ai ragazzi di oggi. Anche la tragica verità che i vecchi comunisti di casa nostra (piazzati adesso al governo e nelle istituzioni della Italia democratica da Romano Prodi e dagli ”utili idioti” ex democristiani) fecero e fanno di tutto, purtroppo, per nascondere e far dimenticare. No, caro Veltroni, i crimini contro l’umanità non possono e non debbono essere dimenticati.
                                                                Gaetano Saglimbeni
www.gaetanosaglimbenitaormina.it
e-mail:gaetano.saglimbeni@alice.it    

Strasburgo, 25 gennaio 2006 - Il Consiglio d'Europa ha approvato una risoluzione di condanna dei crimini del comunismo.

                                                            

Strasburgo, 25 gennaio 2006 -
Con 99 sì e 42 no, l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha approvato una risoluzione di condanna dei crimini del comunismo.


La votazione è avvenuta al termine di un acceso dibattito. In una successiva votazione l'assemblea ha bocciato una proposta di raccomandazione al comitato dei ministri per l'organizzazione, tra l'altro, di una conferenza internazionale sui crimini commessi dai regimi comunisti totalitari.
La risoluzione di condanna aveva bisogno della maggioranza semplice, la raccomandazione ai ministri di una maggioranza pari ai due terzi: sulla raccomandazione ci sono stati 85 si e 50 no. L'assemblea ha approvato e fatto propria la risoluzione presentata dallo svedese Lindblad (Ppe) a nome della Commissione politica dopo aver bocciato una richiesta di rinvio del voto sulla condanna avanzata dal Pse.
La risoluzione è intitolata 'Necessità di una condanna internazionele dei crimini dei regimi comunisti totalitari' e parte dalla constatazione che la grande opinione pubblica è molto poco a conoscenza di tali crimini relativi al secolo scorso e che finora, al contrario di quanto è avvenuto per i crimini del nazismo, nessuna istituzione internazionale ha preso chiaramente una posizione di condanna nei confronti delle atrocità dei regimi comunisti.
A 15 anni dalla caduta del muro di Berlino - dice la risoluzione di condanna - si offre l'occasione per colmare questa lacuna alla luce del fatto che ancora oggi 'una certa nostalgia del comunismo' sembra essere presente in alcuni Paesi, per cui c'è il rischio 'che in alcuni di questi Paesi i comunisti riprendano il potere'.

 

La risoluzione fatta propria dalla assemblea invita quindi i partiti comunisti o post-comunisti degli stati membri del Consiglio d'Europa che non l'hanno ancora fatto a 'riesaminare la storia del comunismo e il loro proprio passato, a prendere chiaramente le distanze dai crimini commessi dai regimi comunisti totalitari ed a condannarli senza ambiguità'.
Quindi le cifre, tragiche, dei crimini del comunismo: secondo una valutazione per difetto - dice la risoluzione - il numero delle persone uccise dai regimi comunisti è questo: Unione Sovietica, 20 milioni di vittime; Cina, 65 milioni; Vietnam, 1 milione; Corea del Nord, 2 milioni; Cambogia, 2 milioni; Europa Orientale, 1 milione; America Latina, 150 mila; Africa, 1,7 milioni; Afghanistan, 1,5 milioni.
Il totale, secondo la risoluzione di condanna, sfiora i 100 milioni di vittime tra esecuzioni individuali e collettive, decessi nei campi di concentramento, vittime della fame e delle deportazioni.


 




permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2007 alle 22:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


30 ottobre 2007

«Sconfessata la Forleo, Daki condannato»

 

«Sconfessata la Forleo, Daki condannato»

Il marocchino Mohamed Daki è stato condannato dalla seconda Corte d'Assise d'Appello a 4 anni di reclusione per terrorismo internazionale mentre i tunisini Maher Boujahia e Ali Toumi hanno avuto 6 anni. In primo grado i tre erano stati assolti dal gup Clementina Forleo in base all'ormai nota e controversa distinzione fra terrorismo e guerriglia, distinzione che era stata ripresa e ampliata dai giudici della Corte d'Assise d'Appello. Poi l'assoluzione era stata annullata dalla Cassazione.




permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2007 alle 20:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 ottobre 2007

Serata con Valentina Colombo.QUANDO SI DISCUTE DEL RISCHIO CHE L'EUROPA SI TRASFORMI IN EURABIA

 

Serata con Valentina Colombo
ASSOCIAZIONE
ITALIA-ISRAELE
BOLOGNA

QUANDO SI DISCUTE DEL RISCHIO CHE L'EUROPA SI TRASFORMI IN EURABIA,SI CITA SPESSO LA NECESSITA' DI DIALOGARE CON GLI ISLAMICI MODERATI.
MA ESISTONO QUESTI MODERATI?
SAPPIAMO CHI SONO REALMENTE?
QUALE PESO HANNO NELLE RISPETTIVE SOCIETA'?
NE PARLEREMO CON:

VALENTINA COLOMBO
(IN ALLAM)
DOCENTE DI
STORIA E LETTERATURA ARABA
ALL'UNIVERSITA'DI LUCCA

IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DI DUE LIBRI DI CUI E'CURATRICE.

(BASTA-TESTIMONIANZE DI INTELLETTUALI ARABI CONTRO L'STREMISMO
NON HO PECCATO ABBASTANZA-POESIE DI DONNE MUSSULMANE CONTRO IL PATRIARCATO)

MERCOLEDI-21 NOVEMBRE-ORE21
SALA DI CITTA'-COMUNE DI SAN LAZZARO-
VIA EMILIA 78




permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2007 alle 13:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 ottobre 2007

L'Inps butta dalla finestra centinaia e centinaia di milioni di euro, che nel calcolo pluriennale diventano miliardi di euro

 SCANDALO PENSIONI"
 
di OSCAR GIANNINO

Che cosa si può e si deve provare, scoprendo che l'Inps butta dalla finestra centinaia e centinaia di milioni di euro, che nel calcolo pluriennale diventano miliardi di euro? Un misto di schifo e vergogna. Sono le parole giuste, non sono forzate. Perché bisogna pensare a quanto tempo è che ci trasciniamo dietro le polemiche previdenziali. È da 15 anni almeno, che ci rompiamo la testa sul dilemma delle pensioni. Una società che fa pochi figli e in cui -per fortuna - si campa più a lungo, deve fare i conti con meno lavoratori sul totale della popolazione rispetto agli attivi. La Prima Repubblica non aveva la forza per affermare che il sistema retributivo non era più compatibile con queste prospettive demografiche: dove per sistema retributivo s'in tende il modello per il quale si andava in pensione avendo come parametro solo una percentuale molto elevata delle ultime retribuzioni, e con minimi............
http://www.mauriziolupi.it/immagini/File/gianpen.pdf






permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2007 alle 13:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 ottobre 2007

Comunismo

  

Birmania le foto orribili della vergogna

 



“Carissimi, le parole vengono meno. Queste foto di un monaco assassinato sono state prese in segreto in un obitorio.
Pensate quanti molti altri hanno subito lo stesso destino.
Vi prego, diffondete queste fotografie a più gente possibile, perché il mondo sappia che c’è bisogno di molto più che a semplice condanna di questi bastardi [della giunta comunista ] ”.

Sono le foto della vergogna:

Vergogna della giunta, che proprio oggi diffonde alle telecamere di tutto il mondo il suo goffo tentativo di “riconciliarsi” con i monaci buddisti, costringendoli ad accettare doni. Ma siccome le autorità dei monasteri hanno proibito ai loro bonzi di farlo, i militari hanno inscenato una farsa, con falsi monaci, per una falsa riconciliazione. La giunta cerca di far “comprendere” alle autorità buddiste la “necessità” della repressione. Ma queste foto accusano ogni buona intenzione ed esigono domanda di perdono e un cambiamento radicale nel Paese. Secondo fonti diplomatiche, questa nuova repressione del governo militare del Myanmar – che si definisce socialista e laico, ma cerca l’appoggio dei monaci per continuare il suo dominio – è costata a vita a centinaia di persone e l’arresto di oltre 6 mila.

Vergogna per noi, che al di là di qualche sussulto di scandalo verso le violenze dei militari, abbiamo pensato che in fondo si tratta solo della soppressione di alcune manifestazioni, quando invece si tratta di un sistema che uccide, ammazza, schiavizza una popolazione di quasi 50 milioni di persone.
   
Vergogna per l’Onu e la comunità internazionale, che non trova strumenti efficaci per garantire la democrazia a un popolo che l’ha scelta da tempo. Il problema è che si tratta con la giunta solo con il minuetto diplomatico, mentre occorre dare voce alla società civile mondiale per affrontare quella che è un’emergenza umanitaria. Occorre che la Croce Rossa internazionale possa andare in Myanmar a visitare le prigioni; che l’Ufficio Onu del lavoro visiti gli schiavi dei lavori forzati; che le Ong possano svolgere un lavoro a favore della popolazione impoverita dal dominio e dal commercio della giunta con Cina, India e Thailandia.
Da Asianews
Non ho messo il link, ma direttamente le foto del monaco ucciso in modo così brutale, perchè chi le guarda riceva un pugno allo stomaco, ancor prima di leggere la vergogna che esse rappresentano.
Un pugno che vuole essere una sveglia.
In questo mondo dove ormai nulla é più reale, dove si parla di sofferenze inumane, come dell'ultima partita della squadra del cuore, giustificandole o sottovalutandole a seconda dell'ideologia politica, un mondo che dimentica che una dittatura di qualsiasi natura vive e prospera grazie al sangue di milioni d'innocenti.
Chi appoggia la giunta birmana ha 'armato' la mano del boia che ha massacrato quel povero monaco.  
Orpheus

http://orpheus.ilcannocchiale.it/




permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2007 alle 10:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 ottobre 2007

Forleo: ''Per me pericoli non da piazza ma da esponenti delle istituzioni''

   Il giudice di Milano ha formalizzato con una lettera al prefetto di Milano e al procuratore generale la sua rinuncia alla scorta che le era stata potenziata dopo le recenti minacce. E sottolinea: ''Continuo a ricevere lettere minatorie". Poi, con una battuta di De Magistris, dice: ''Spero di poter lavorare come sempre e più di sempre''


Milano, 29 ott. (Adnkronos/Ign) - Il giudice di Milano Clementina Forleo (nella foto) ha formalizzato oggi con una lettera al prefetto di Milano e al procuratore generale la sua rinuncia alla scorta che le era stata potenziata dopo le recenti minacce ricevute per posta con tanto di proiettile. La sua scelta, speiga, è motivata da ''protratte condotte omissive e attive di taluni esponenti dell'arma''.

Secondo il magistrato proprio il comportamento di alcuni soggetti la portano a ritenere non più idonea la sua tutela di fronte ''a pericoli che ritengo di poter correre non risultandomi attacchi dalla piazza ma da esponenti istituzionali''.

Utilizzando una battuta già fatta dal magistrato De Magistris, il giudice di Milano ha dichiarato: ''Spero di poter lavorare come sempre e più di sempre''. Concedendosi una seconda battura la Forleo ha detto di non considerare ''la misura di protezione un taxi gratuito'', soprattutto se questo viene assegnato mentre si registrano quei ''tentativi di delegittimazione'' che provengono da esponenti istituzionali, così come ha denunciato anche recentemente a Brindisi.

Il giudice Forleo afferma di subire minacce esattamente come in passato, quando si occupava delle inchieste sulle scalate bancarie e quando, poco prima dell'estate, aveva ricevuto lettere minatorie nei suoi confronti e nei confronti di suo marito presso l'azienda di famiglia. "Continuo a ricevere lettere minatorie", dichiara.

Sulle "pressioni ricevute da ambienti istituzionali", subite in particolare nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata Unipol-Bnl, il giudice preferisce non parlare. "Allo stato - precisa Clementina Forleo - ne ho riferito solo a miei familiari e a persone del mio entourage perché non mi sento tutelata. E' un problema di sicurezza".




permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2007 alle 10:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 ottobre 2007

REGIONE LOMBARDIA.NOMADI: PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE FERRETTO (AN): NON SOLO DIRITTI

 

IL CONSIGLIO            REGIONE LOMBARDIA

COMUNICATO STAMPA

NOMADI: PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE

FERRETTO (AN): NON SOLO DIRITTI 

Silvia Ferretto Clementi, consigliere regionale di AN della Lombardia, ha illustrato oggi in una conferenza stampa il suo progetto di legge per regolamentare la presenza dei nomadi sul territorio lombardo.
Questo progetto – spiega Silvia Ferretto – presentato da AN anche in Piemonte e in Veneto, si propone di colmare le gravi lacune della normativa attualmente in vigore (l.r. n. 77 del 22/12/1989) nella quale vengono stabiliti solo i diritti di queste popolazioni, non facendo in alcun modo riferimento ai loro doveri. 
Fra le novità previste dalla proposta:
- periodo massimo di permanenza in un campo: 6 mesi a meno che non siano presenti minori in età scolare. In questo caso il permesso potrà essere prorogato fino alla conclusione del ciclo scolastico, a condizione che il minore frequenti regolarmente almeno il 90% delle lezioni;
- un’intensificazione dei controlli da parte delle ASL dei quali dovrà essere fatto un report semestrale alla Regione;
- numero di nomadi massimo per ogni comune: 1 per mille della popolazione residente (es. Comune di Milano: 1.300.000 abitanti = massimo 1.300 nomadi);
- ogni famiglia nomade deve versare un contributo a totale copertura delle spese di gestione (luce, gas, tassa rifiuti) ed impegnarsi a tenere pulita la propria area di sosta;
- chi ha precedenti penali non potrà avere accesso al campo;
- se si danneggiano le attrezzature dei campi sosta, non si pagano i contributi o in generale si viola il regolamento dei campi o la normativa regionale o nazionale: espulsione immediata dal campo;
- la Regione contribuirà con propri finanziamenti alla realizzazione dei campi, solamente se i Comuni assolveranno agli obblighi previsti.
Per contrastare la criminalità e dare una maggiore sicurezza – continua l’esponente regionale di AN - è indispensabile spezzare il circolo vizioso dell’ignoranza, dell’illegalità e dello sfruttamento in cui i bambini nomadi vengono cresciuti.
È dovere delle istituzioni – conclude Silvia Ferretto - offrire a chiunque una possibilità, ma anche, nell’interesse di tutti, vigilare affinchè la chance concessa non si trasformi in un pericoloso  boomerang. Per questo è fondamentale che a finanziamenti e concessioni corrispondano comportamenti che dimostrino una reale volontà di integrazione e di rispetto della legalità. 

Un’iniziativa che ha già visto il sostegno da parte dell’Assessore del Comune di Milano alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali, Mariolina Moioli, la quale ha espresso il “più vivo apprezzamento per l’iniziativa del Consigliere Regionale di AN,  Silvia Ferretto Clementi sulla proposta di legge sui nomadi, in quanto punto di partenza per prevenire il fenomeno dei flussi migratori ormai inarrestabile”.
“Un fenomeno” - prosegue l’assessore Moioli – “che sta creando non pochi problemi ai cittadini milanesi e verso il quale il Governo nazionale ha dimostrato di non avere una politica di gestione”.
“Il Comune di Milano” - conclude l’assessore Moioli – “ha intrapreso iniziative in questo senso, ma il continuo arrivo dei ROM dalla Romania, affiancato da una totale latitanza del Governo, vanifica l’intervento delle amministrazioni locali e delle forze dell’ordine.”

Milano, 29 ottobre 2007





permalink | inviato da Controcorrente il 29/10/2007 alle 11:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 ottobre 2007

Unipol, pressioni sul gip Forleo per "tener fuori" D’Alema

 Unipol, pressioni sul gip Forleo per "tener fuori" D’Alema

di Stefano Zurlo

In primavera le fu consigliato di non depositare in cancelleria il testo delle intercettazioni che coinvolgono il ministro degli Esteri diessino
Milano - Pressioni per non depositare le intercettazioni di D’Alema nell’inchiesta Unipol. Ecco l’ultimo capitolo, ancora inedito, delle «intimidazioni» di cui Clementina Forleo aveva parlato in tv ad Annozero. Un soggetto istituzionale, nella primavera di quest’anno, la contattò e le suggerì un passo preciso: non depositare in cancelleria i testi delle conversazioni in cui il presidente dei Ds parlava col numero uno di Unipol Giovanni Consorte della scalata di Unipol al Bnl. Il gip milanese, naturalmente, respinse la proposta e mise a disposizione della parti processuali quei testi; nei prossimi giorni, secondo quanto risulta al Giornale, il gip porterà a conoscenza dell’autorità giudiziaria anche questa storia.
Il 24 ottobre la Forleo aveva presentato un primo corposo esposto al Nucleo operativo dei carabinieri di Milano. Il giudice, esasperato dal clima di tensione creatosi intorno a lei dal 2005, aveva ricostruito una serie di episodi inquietanti ambientati nella sua terra d’origine, Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi: telefonate mute a casa dei genitori, un incidente che aveva distrutto le coltivazioni della proprietà di famiglia estesa per quasi 90 ettari, altri fatti preoccupanti. Soprattutto, la Forleo se l’era presa con l’inerzia dei Pm brindisini e della polizia giudiziaria della città pugliese che, a distanza di oltre due anni, non erano ancora riusciti a scoprire chi fossero i suoi nemici.
In coda, il magistrato aveva aggiunto poche, esplosive righe aprendo un altro, delicatissimo fronte: «Mi riservo, perché non ho al momento raccolto adeguata documentazione, di esporre prossimamente alcuni episodi che potrei definire intimidatori o comunque di pressing del mio operato giurisdizionale, ad opera di soggetti aventi un ruolo istituzionale: episodi verosimilmente connessi all’indagine concernente la scalata Unipol a Bnl».
A chi si riferiva la Forleo? Il magistrato aveva confidato ad alcune persone, anche colleghi, il tentativo di ammorbidimento da parte del «soggetto istituzionale» e ora il Giornale è in grado di specificare: qualcuno, probabilmente un uomo di legge, tentò nei mesi scorsi di far finire su un binario morto quelle telefonate che riguardavano, oltre a D’Alema, altri due big dei Ds: Piero Fassino e Nicola Latorre.
In effetti, il gip aveva davanti a sé una possibile via di fuga: di quelle conversazioni non esistevano i brogliacci ma solo audiocassette mai trascritte. Clementina Forleo tirò dritta per la sua strada: nominò un perito che sbobinò tutte quelle chiamate - relative a tre parlamentari dei Ds e ad altrettanti di Forza Italia - e infine quei dialoghi sono diventati pubblici. Compreso il brano in cui il numero uno di Unipol Giovanni Consorte dice a D’Alema a proposito della scalata a Bnl: «Massimo, noi ce la mettiamo tutta». E il ministro degli Esteri replica: «Facci sognare, vai».
Ora la Forleo sta scrivendo questa nuova denuncia, sempre in un clima di tensione. Sabato, a Pescara al termine della cerimonia in cui le è stato conferito il premio Borsellino, si è rifiutata di salire sull’auto blindata dei carabinieri e ha comunicato all’Arma la sua decisione: «Non voglio più la scorta, tanto non mi tutelate». Ieri, di ritorno a Milano, la Forleo ha trovato ad attenderla all’aeroporto di Linate i militari. E ancora una volta non ha accettato il passaggio. A casa c’è andata con suo marito.




permalink | inviato da Controcorrente il 29/10/2007 alle 10:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


28 ottobre 2007

Parisi e Bindi contro Veltroni.

 

Per il ministro Arturo Parisi (ex Margherita) è cominciata
malissimo l’avventura del nuovo Partito democratico  
 “E’ fallito nel pomeriggio quello che Veltroni
aveva promesso la mattina”,dice.
Ed anche Rosy Bindi alza il tiro
Molti gli estimatori del neo segretario, ma non sono pochi i detrattori, per i
quali l’attuale sindaco di Roma è un politico che “ama tanto le chiacchiere ma
conclude poco”, ricordando il totale fallimento della sua esperienza come
segretario dei Ds-Quercia nel 2001, quando la Casa delle libertà di Berlusconi
stravinse alle politiche. Una balla, per i suoi detrattori, il sondaggio sbandierato
dall’ex direttore dell’Unità, secondo il quale il Pd sarebbe oggi tra il 29 per
cento ed il 38,2: mai sentita una “forbice” così ampia e assurda sulla bocca di
un tecnico, neppure tra i più sprovveduti, a livello di dilettanti. “Walter è uno
che ama spararle grosse, pensando di parlare ad allocchi”, dicono gli avversari.  
 
di Gaetano Saglimbeni
 
                  
               "Stamane avevo voluto illudermi che il Partito democratico di Veltroni potesse rappresentare una nuova stagione dell'Ulivo. Son bastate poche ore perché a quella che mi era sembrata una fioritura seguisse una gelata: il tempo esatto intercorso tra le belle parole e le prime decisioni del partito, prese a conclusione della assemblea". Lo ha dichiarato alle agenzie di stampa Arturo Parisi, leader della ex Margherita e ministro per la Difesa, per il quale “il Veltroni del pomeriggio è stato ed è molto diverso da quello della mattina, quello delle decisioni molto diverso da quello delle premesse".
            Per il ministro Parisi, insomma, è cominciata male l’avventura del nuovo partito. E non soltanto per lui: anche Rosy Bindi ha già alzato il tiro contro il vincitore delle primarie. Sono in molti a ritenere il Veltroni attuale sindaco di Roma un segretario di partito poco affidabile e ricordano il suo fallimento assoluto come segretario dei Ds-Quercia ex Pci, nel 2001, quando stravinse il centrodestra di Berlusconi. “Troppe chiacchiere, troppe promesse, con parole che dicono tutto ed il contrario di tutto, destinate purtroppo a far crollare ogni illusione”, il duro commento di chi ha preferito abbandonare il vecchio partito per “non finire intruppato in un partito ex comunista fondato sulle balle”. La prima delle quali è certamente quella del sondaggio che il neo segretario ha commissionato ad una società demoscopica di sua fiducia, la quale avrebbe ipotizzato un successo per il Partito democratico (pensate un po’) tra il 29 per cento ed il 38,2. Una “forbice” così ampia e assurda non si era mai sentita sulla bocca di un tecnico, neppure tra i più sprovveduti, a livello dilettantistico: roba da far ridere pure i vecchi militanti comunisti abituati a credere a tutto quello che esce dalle bocche dei capi, anche alle fandonia più smaccate. 
          Le grandi menti della sinistra “illuminata” non finiscono di stupirci, con le loro balle. Non molto diverse, chiaramente, da quelle che il politico-giornalista Walter Veltroni scriveva sul comunismo quando era direttore dell’Unità, organo ufficiale del Partito comunista italiano. Ci spiegava, allora, il “buonista” Walter che i grandi benefattori dell’umanità Stalin e Breznev avevano realizzato nella Unione sovietica qualcosa che sembrava impossibile potesse essere realizzato dai comuni mortali: una sorta di ”paradiso in terra”, con gente appagata e felice, pronta a lottare con i proletari di tutto il mondo per fare splendere il “sol dell’avvenire” anche nei Paesi (Stati Uniti d’America in testa) oppressi dal bieco capitalismo. E lo additava alla nostra Italia come modello da seguire, quel sistema, il direttore dell’Unità Walter Veltroni.
       Sappiamo tutti come è finita, poi. Il comunismo è fallito miseramente nella Unione sovietica come in tutti i Paesi dell’Est che oggi fanno parte della Unione europea. Ed è fallito, bisogna ricordare, sul piano economico prima che su quello ideologico-politico, come tutti i sistemi fondati sulle balle, sulle mistificazioni propagandistiche, sulle falsità che sono il fondamento di tutte le dittature. Ce lo dice la storia quello che il comunismo ha prodotto, nella ex Unione sovietica e nel Paesi dell’Est, al posto del “paradiso in terra” sbandierato dalla grancassa propagandistica: l’inferno dei “gulag ”, gli orrori delle repressioni, gli eccidi di massa, milioni di morti ammazzati e tanta miseria, uno squallore di vita che colpiva indistintamente ricchi e poveri, con la sola eccezione dei super-fortunati che facevano parte della ricchissima “nomenklatura” al potere.
          Il mio illustre collega (in giornalismo) Walter Veltroni ha scritto tanti libri di successo: perché non ne scrive uno sul comunismo, su quello che scriveva allora sul "paradiso in terra" della Unione sovietica. Gli italiani avrebbero così la possibilità di capire se il Walter che oggi si proclama “kennediano” ed è acclamato dagli ex comunisti ed ex democristiani di casa nostra come una sorta di "salvatore della Patria" raccontava balle allora o le racconta adesso.
                                                                  Gaetano Saglimbeni
 
www.gaetanosaglimbenitaormina.it
e-mail:gaetano.saglimbeni@alice.it   
 




permalink | inviato da Controcorrente il 28/10/2007 alle 8:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


28 ottobre 2007

Tutti gli scheletri del Signornò dell'ambiente

 

               
Tutti gli scheletri del Signornò dell'ambiente

di Paolo Togni

Dicevano i romani che piscis olet a capite. il pesce puzza dalla testa. I romani ci capivano, e quindi, se tra tutti i ministeri di questo scassatissimo governo il peggiore è il ministero dell'ambiente, qualche responsabilità la avrà pure il suo titolare. Non che qualcuno gliele voglia negare: è stato l'unico ministro a meritarsi una copertina su un settimanale a grande tiratura, quando Panorama ne ha pubblicato l'immagine con la didascalia: "Quest'uomo ci costa 40 miliardi di euro". Polemica politica? Avversione al governo? No, se dall'articolo emerge che il giudizio espresso in copertina deriva dalla revisione, in forte ribasso, delle dichiarazioni del ministro delle infrastrutture (36 miliardi) e dell'amministratore delegato dell'ENEL (40 miliardi l'anno, almeno per i prossimi dieci anni). Tiriamo le somme: si tratta di 76 miliardi di euro solo nel periodo luglio 2007 - luglio 2008: quasi il fatturato della mafia, e solo per problemi connessi alle infrastrutture, di trasporto ed energetiche.

Ma. al di là di questi danni, che hanno trovato espressione in termini immediatamente economici, resta ancora da calcolare il danno prodotto all'erario per la mancata attivazione della normativa per il recupero del danno ambientale, introdotta nell'ordinamento italiano dal precedente governo con il Decreto Legislativo n° 152/2006, in recepimento della relativa Direttiva Comunitaria. Da questa partita, si stimava che dovessero venire allo Stato risorse per almeno 10 miliardi di euro all'anno: ed ecco che il conto si alza a 85-90 miliardi: ed ecco che i danni prodotti da Pecoraro raggiungono il fatturato della mafia.

E lo supererebbero, anche, se si riuscisse a valutare il danno che Pecoraro ha prodotto al sistema produttivo italiano attraverso l'infinito, anche se selettivo, rallentamento dell'azione amministrativa: autorizzazioni, concessioni ed ogni genere di provvedimento vengono rilasciati con occhiuti ritardi quasi generalizzati, di modo che i soggetti economici interessati si trovano in costante, grave difficoltà, considerato anche che ben pochi settori imprenditoriali non vanno soggetti alla normativa ambientale.

Sta di fatto, poi, che l’attuale ministro porta la grave responsabilità di aver posto l'amministrazione dell'ambiente nell'impossibilità di operare. Ciò ha due motivi: da un lato, pur se negli ultimi tempi una certa ragionevole applicazione dello spoil system viene considerata ammissibile, Pecoraro Scanio ha proceduto ad una vera e propria "pulizia etnica", eliminando dalle funzioni attive decine e decine di dirigenti, funzionari ed impiegati ritenuti legati al governo precedente o all'opposizione, così determinando l'espulsione dalle loro funzioni di persone dotate di esperienza e memoria storica per l’attività svolta nel passato, con pesanti conseguenze negative per l complesso delle attività del ministero.

L’altra causa all’origine della situazione ricordata è la sostituzione di personale qualificato ed esperto, praticamente in tutte le posizioni di responsabilità, con i favoriti del ministro, privi dei requisiti e dell'esperienza necessari ad amministrare la cosa pubblica. La combinazione di questi due fattori ha determinato infatti uno stato comatoso del ministero, nel quale anche le attività più semplici stentano ad andare a compimento; a riprova di quanto affermato sta l'alta percentuale di provvedimenti preparati dagli uffici del ministro che non arrivano ad efficacia per illegittimità formali o per motivi sostanziali, trovando negli organi di controllo o al primo impatto con la giurisdizione ostacoli insuperabili.

Non potrebbe essere diversamente, del resto, dato che se sono vere le notizie riportate dal quotidiano “La Repubblica” questo modus operandi ha portato il ministro ad avere 344 consulenti esterni, per lo più inesperti e sprovveduti in campo amministrativo, a molti dei quali ha assegnato funzioni vitali del dicastero.

Ad ulteriore prova di quanto affermato sta la tragicomica vicenda della revisione della normativa ambientale contenuta nel Decreto Legislativo n° 152 del 2006, che faceva parte del programma elettorale dell'attuale maggioranza ed è poi stata inserita nel programma di governo; il ministro Pecoraro Scanio è riuscito a perdere la facoltà di operare utilizzando la delega parlamentare contenuta nella Legge 308 del 2004, per aver trasmesso al Parlamento il testo da esaminare in ritardo rispetto al termine perentorio previsto: un errore per il quale qualunque praticante di studio di avvocato verrebbe rotolato per le scale dal titolare. Tale circostanza prova ancora, e con grande evidenza, come il ministro abbia organizzato uffici assolutamente inefficienti, ragionevolmente a causa della impreparazione di coloro che vi sono stati preposti. E' vero che è in corso un tentativo truffaldino per arrivare comunque ad approvare un testo, con la complicità dei presidenti delle Camere: ma se ci sono ancora dei giudici a Roma tale tentativo non andrà lontano.

Ma non basta: la gestione dell’attuale ministro sta screditando l’amministrazione anche in rapporto agli altri dicasteri, come dimostra il fatto che è all’esame della Conferenza Stato Regioni una proposta di “Norme tecniche per le costruzioni” con la quale si stabilisce la facoltà di realizzare piloni di ponti ed altre opere all’interno dell’alveo dei fiumi, senza che l’amministrazione dell’ambiente abbia obiettato alcunché, probabilmente perché il fatto è sfuggito ai superpagati collaboratori del ministro.

Del resto, la massima confusione regna anche nel sistema degli organi di alta consulenza del ministro, come dimostra il fatto che di commissioni per l'autorizzazione integrata ambientale (IPPC o AIA) ce ne sono state anche due contemporaneamente, mentre le importantissime Commissioni VIA (Valutazione Impatto Ambientale) e VIA speciale, davanti alle quali si perfeziona il processo autorizzativo per le grandi opere infrastruttureli, non esistono più dal 26 luglio scorso. In quella data, infatti, un provvedimento attualmente oggetto di gravame presso il TAR Lazio ha revocato in maniera assai probabilmente illegittima tutti i commissari in essere, senza che alcuno  provvedesse alla loro sostituzione.

Va comunque ricordato che l'attuale non esistenza delle commissioni VIA segue ad una singolare situazione per la quale, almeno dal marzo scorso, i pareri emessi dalle Commissioni non vengono trasfusi nei decreti necessari a concretizzarne l'efficacia; regola questa che ammette qualche eccezione, forse per alcuni progetti di personale, immediato interesse del ministro.
Ora sembra che finalmente una parte della Commissione che raggruppa VIA, VAS e IPPC sia stata nominata: dall'elenco appare un buon numero di verdi sostanzialmente incompetenti, qualche buon professionista e alcuni vecchi attrezzi per i quali l'immortalità nell'incarico va in parallelo con la disponibilità a servire chi comandi.
Per quanto ne sappiamo, queste nomine non pagano debiti alle magistrature amministrative, come vedremo in altro punto. Dalle notizie in mio possesso, dei sessanta membri previsti ne sarebbero stati nominati solo quaranta, e non i venti da nominare "sentito il ministro delle infrastrutture".
L'insediamento di questo pezzo di commissione è previsto, è peraltro inutile e illegittimo: infatti la Corte dei Conti, nel registrare il regolamento della comissione, ha dichiarato illegittimi, e quindi stralciato, due commi delle norme transitorie. In uno di essi si prevedeva che l'insediamento fosse valido con la nomina di almeno 31 membri; ora, se la Corte l'ha voluto eliminare, significa che un insediamento valido si avrà solo con la nomina del plenum. E del resto, il regolamento all'articolo 6 prevede che la commissione deliberi in plenaria, quindi alla presenza dei sessanta membri. Pertanto, anche se l'insediamento fosse valido (e non lo è!) la commissione non potrebbe operare legittimamente: al periodo dal 26 luglio in qua si aggiungeranno ancora (almeno) settimane in cui nessuna infrastruttura significativa potrà essere autorizzata, con tanti saluti alle necessità del sistema Italia, del quale evidentemente a Pecoraro non importa nulla.

Del resto, se consideriamo che, su impulso del ministro trasmesso dal presidente della Commissione, nei sette mesi di attività del 2007 sono stati respinti progetti tendenti a realizzare circa 4.000 MWe, pari a quasi il 10% del fabbisogno nazionale annuo di energia elettrica, con i conseguenti rischi di black out nel prossimo inverno, forse dobbiamo concludere che è proprio così.

Allora? Allora, un'altra pagliacciata illegittima e illegale, come molte altre. Per citare solo un esempio, ricorderò ancora il problema della disciplina delle bonifiche: c'è una norma vigente, ma si applica quella abrogata.
Tornando alle nomine, resta da sottolineare una vicenda. Per due volte il Consiglio di Stato ha respinto bozze di regolamento degli organi di consulenza del ministero dell'ambiente; alla fine, sulla relazione della consigliere De Nictolis, l'ha approvato. Che questa De Nictolis sia la stessa che, insieme all'altro consigliere Sergio Santoro, è poi stata chiamata a far parte della "Commissione di valutazione degli investimenti e di supporto alla programmazione e gestione degli interventi ambientali del ministero", nella quale i compensi sono proporzionali alla lunghezza del titolo?

Certo, nel dire questo non trovermo d'accordo l'avvocato Viglione, i favoriti del ministro e la consigliere De Nictolis, ma se quest'inverno avremo freddo e buio, potremo ringraziare il ministro Pecoraro che non ha autorizzato rigassificatori, centrali e depositi di gas; quando imprecheremo sulla Salerno-Reggio o sulla Firenze-Bologna per le insufficienze della rete autostradale, potremo ringraziare il ministro Pecoraro che non ne ha autorizzato l'aggiornamento; e quando la burocrazia tinta di verde ci farà perdere tempo e soldi, lo sapete chi potremo ringraziare? Il ministro Pecoraro, che ha complicato gli adempimenti invece di semplificarli. Oltre, naturalmente, a Prodi che l'ha nominato.




permalink | inviato da Controcorrente il 28/10/2007 alle 8:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 ottobre 2007

La pace non si paga.

 Nessuno lo ha mai sentito parlare di cultura, scienza o sport probabilmente perche' non sa cosa dire, ha chiesto ripetutamente a Ehud Olmert  di essere mandato come emissario di pace in Siria, passa il suo tempo in giro per i paesi arabi a fare promesse a nome di Israele, naturalmente senza alcun mandato.
Sto parlando di Gahleb Majadele, sfortunato regalo a Israele del partito laburista, dopo quello devastante di Amir Perez.
Majadele diventato non si sa come ministro della cultura, scienza e sport, ministero di cui dovrebbe occuparsi ma  che dimentica di avere, troppo impegnato a viaggiare( anche a spese mie!) in lungo e in largo per i paesi arabi nemici.
E' arabo e nessuno lo tocca, chi lo fa rischia di essere tacciato di razzismo!
Col solito ritornello che noi siamo democratici e che lui, parte della minoranza araba, puo' fare cio' che vuole, Majadele e' arrivato a promettere, a nome di non si sa chi ma purtroppo come ministro di Israele,  la svendita del nostro Paese.
Ricordo che, sempre in  nome della nostra democrazia, non si  poteva toccare nemmeno Azmi Bishara,  ex deputato arabo della Knesset , che andava in giro a diffamare Israele, abbracciava siriani e hezbollah dicendo che facevano bene a fare di Israele l'obiettivo dei loro missili. Qualche suo "antidemocraticissimo" collega protestava, lo definiva "traditore" , chiedeva gli fosse proibito di viaggiare in paesi nemici, ma tutto si fermava di fronte alle urla dei deputati arabi che in piedi e istericamente urlavano "fascist" al malcapitato.
Il messaggio era il solito "e' arabo, puo' fare quello che vuole, chi si oppone e' razzista e fascista".
E cosi'  Bishara veniva  accolto da tutte le sinistre europee come il Messia, come colui che avrebbe portato Israele a cessare di essere Israele, sogno non segreto dei comunisti.
Poi un giorno ecco che Bishara sparisce, dove e' dove non e', alla fine veniamo a sapere che era scappato perche' qualcuno si era finalmente accorto che l'uomo stava facendo la spia per gli arabi e aveva passato a hezbollah, suoi amici fraterni, un sacco e una sporta di informazioni a danno di Israele, e lo faceva oltre che per odio anche per soldi.
Oggi l'intoccabile ex deputato arabo, il guru antisemita delle sinistre mondiali e' in qualche paese arabo e si guarda bene dal tornare in Israele dove sarebbe arrestato e processato per spionaggio e tradimento.
Non so come mai, forse alla luce dell'episodio di Bishara, forse perche' vivendo in Israele ho avuto modo di capire come si comportano gli arabi israeliani e anche come sono naif gli ebrei israeliani, ho l'impressione, molto spiacevole davvero,  che questo Majadele, ministro della Knesset per grazia ricevuta, ci fara' dei brutti scherzi.
A parte il fatto non secondario che il Ministero della cultura, scienza e sport e' senza un  ministro efficiente, il signor Majadele e' andato recentemente in Kuwait a dire che "Israele e' pronto a restituire il Golan come prezzo da pagare per avere la pace".
Dunque questo "arabo che non si tocca" crede di essere anche ministro degli esteri? crede di essere anche Primo Ministro? Quale tipo di aberrazione mentale puo' indurre uno a parlare in questo modo?
Esaminiamo la frase di Majadele : "Israele e' pronta a restituire il Golan".
Chi glielo ha detto? Israele non ha intenzione di suicidarsi e sarebbe un vero e proprio suicidio  regalare  il Golan alla Siria di cui  e' stato parte per soli 20 anni, dal 1947 al 1967 a causa della  politica britannica filoaraba dell'epoca che diede a Israele meno del 10% del territorio promesso nel 1922 dalla Societa' delle Nazioni.
Pero' il punto piu' aberrante sta nella seconda parte della frase "come prezzo da pagare per avere la pace" e qui siamo al delirio, siamo alla depravazione dell'animo umano.
Perche' Israele deve pagare un prezzo per la pace? Israele e' stata la vittima delle aggressioni arabe, Israele e' stata attaccata dalla Siria con tre guerre, nel 48 per essere distrutta subito, nel 1967 per ritentare l'impresa fallita e nel 1973 ultimo tentativo , perso anche quello,  per arrivare all'annichilimento del Paese.
La Siria quindi e' l'aggressore, Israele la vittima dell'odio arabo. L'aggressore ha perso tre guerre e la vittima le ha vinte a costo di tanti morti e dovremmo ancora pagare per avere la pace con chi ci ha sempre aggrediti?
Ma siamo pazzi?
Il Golan, storicamente ebraico,  e' israeliano dal 1967, da territorio brullo e' diventato un paradiso terrestre di campi, vigneti, vita pastorale, migrazione di uccelli, un Eden della natura e un motivo di grande orgoglio per gli israeliani.
Ripeto la domanda: perche' deve essere Israele a pagare per avere la pace dal momento che sono stati sempre  gli arabi ad attaccare e a rifiutare il dialogo?
Ha "pagato il prezzo" dopo aver vinto l'aggressione egiziana, ridando all'Egitto il Sinai, ha dato ai palestinesi la striscia di Gaza portando via quasi 9000 persone sradicandole  dalle loro case, facendo distruggere tutto il loro lavoro quando i palestinesi hanno bruciato  le serre.
Ha pagato abbondantemente e senza risultati il prezzo di esistere perche' regalare terra agli arabi non serve a niente, ne hanno tanta da gettare, ne hanno a iosa. A loro la terra non interessa , come non gli interessa  la Palestina se no l'avrebbero gia' fatta da anni. A loro interessa rimpicciolire il nostro territorio per poterci attaccare meglio e arrivare finalmente ad attuare il sogno della Lega Araba, di Arafat e di quella parte di Occidente antisemita.
Per andare a Annapolis a parlare di pace Israele dovrebbe impegnarsi a pagare ancora una volta un prezzo altissimo : dare ai palestinesi terre mai state loro, cioe' Giudea e Samaria, Gerusalemme, parti del Neghev, alla Siria il Golan e , naturalmente, far entrare in Israele milioni di arabi per completare l'opera di distruzione.
Benissimo, seguiamo il consiglio di Ahmadinejad e andiamo a prepararci un posticino accogliente in Alaska non dopo aver augurato stessa sorte ad altri paesi dove si posi piede islamico.

Vorrei dire a mister Majadele e a quelli che la pensano come lui che Israele non ha nessun prezzo da pagare:
- Su questa Terra gli ebrei hanno diritti storici
- Su questa terra non esisteva nessuna nazione
- Israele e' stata fondata con i voti delle Nazioni Unite, quindi nel modo piu' legale in assoluto  a differenza  di altri paesi dell'area nati grazie alla fantasia  di potenze come Francia e Inghilterra che con righello e matita, tra un cognac e un sigaro, hanno segnato i confini del Medio Oriente.
- Israele ha ribadito i suoi diritti vincendo con pochi uomini e pochissime armi la prima guerra di Indipendenza scatenata dagli arabi , 6 ore dopo L'annuncio di Ben Gurion agli ebrei:
"Noi, membri del Consiglio del Popolo, rappresentanti della Comunità Ebraica in Eretz Israele e del Movimento Sionista, siamo qui riuniti nel giorno della fine del Mandato Britannico su Eretz Israel e, in virtù del nostro diritto naturale e storico e della risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dichiariamo la fondazione di uno Stato ebraico in Eretz Israel, che avrà il nome di Stato d'Israele."

Israele non ha nessun prezzo da pagare.
Gli arabi devono pagare per la loro violenza, per aver  impedito agli ebrei di vivere in pace nel loro paese, per le guerre e per tutta la nostra gioventu' che hanno violentato e ucciso. 
Dovrebbero  chiedere scusa per il male fatto, per i morti, per le guerre, per non voler accettare la presenza  degli ebrei nel loro legittimo stato.
Gli arabi dovrebbero abbassare la testa, vincere odio, violenza e superbia e chiedere perdono per averci reso la vita impossibile, per aver portato a morire 23.000 giovani israeliani che avrebbero voluto dare solo carezze e amore.

Israele e' qui a testa alta, non ha niente da restituire e nessun prezzo da pagare ma solo il diritto di esistere in santa pace  e tanto  rispetto da ricevere!

Deborah Fait




permalink | inviato da Controcorrente il 28/10/2007 alle 8:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


27 ottobre 2007

Montezemolo: "Se l'Italia è ultima nella Unione europea, la colpa è del governo Prodi

 Un nuovo pesantissiomo attacco al premier Prodi
dal presidente della Confindustria e della Fiat 
Montezemolo: "Se l'Italia è ultima
nella Unione europea, la colpa è
soltanto del governo delle sinistre,
incapace di prendere decisioni serie
e urgenti nell'interesse del Paese"
La risposta (in pratica, una "non risposta") è stata data dal presidente del Consiglio
nell'aula della prima assemblea del nuovo Partito democratico. "Quelle pronunciate dal presidente degli industriali italiani sono frasi senza senso e non meritano assolutamente alcuna risposta", le sue testuali parole". Seriamente imbarazzati i leader della ex Margherita e della ex Quercia, i quali temono che la situazione, con le stizzite risposte di Prodi alle critiche del presidente della Confindustria, possa precipitare ancora di più, mentre sono in corso le difficilissime votazioni sulla Finanziaria che hanno già riservato al governo non poche sorprese e preoccupazioni serie. Silenzio assoluto del segretario del Pd Veltroni  
www.gaetanosaglimbenitaormina.it
e-mail: gaetano.saglimbeni@alice.it




permalink | inviato da Controcorrente il 27/10/2007 alle 20:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 ottobre 2007

Parlamento argentino debatirá represión a estudiantes y el Caso Peña Esclusa

 

 
 
 

Parlamento argentino debatirá represión a estudiantes y el Caso Peña Esclusa

25 Oct 2007

El diputado argentino Anibal Leguizamón introdujo hoy, en el Parlamento argentino, un Proyecto de Declaración para la condena de la represión contra la manifestación de estudiantes del pasado martes y contra la actitud del Gobierno de Venezuela de "perseguir al disidente Alejandro Peña Esclusa".

Proyecto de declaración - La Cámara de Diputados de la Nación

DECLARA:

Expresar su condena a la represión de la manifestación de universitarios venezolanos realizada en Caracas el 23 de octubre de 2007 y su solidaridad con el político y periodista Alejandro Peña Esclusa a quien se le ha prohibido salir de su país.

Asimismo, exhorta al gobierno de la República Bolivariana de Venezuela a cesar la persecución de los disidentes y respetar de modo irrestricto los derechos humanos y libertades fundamentales de todos sus habitantes, esencial para la plena vigencia de las instituciones democráticas.

ANIBAL E. LEGUIZAMÓN
Diputado Nacional

Señor Presidente:

La prensa mundial da cuenta que el 22 de octubre p.pdo. estudiantes y profesores de la Universidad Central de Venezuela manifestaron en Caracas contra el controvertido proyecto de reforma constitucional propugnado por el gobierno, que fueron agredidos por turbas protegidas por fuerzas policiales que, además, reprimieron con violencia a los manifestantes.

Paralelamente, Alejandro Peña Esclusa, político y periodista venezolano, quien fuera candidato a la presidencia de la República, se ha visto impedido salir de su país y viajar a la República de El Salvador, donde estaba invitado a dar conferencias. De ello han dado cuenta tanto diversos medios del exterior como, en nuestro país, el diario La Nueva Provincia, de Bahía Blanca, Provincia de Buenos Aires, del que es corresponsal. Ver

http://www.elsalvador.com/mwedh/nota/nota_completa.asp?idCat=6342&idArt=1769171
http://www.dcomercio.com.br/noticias_online/922656.htm
http://www.lanueva.com/edicion_impresa/nota/nc/24/10/2007/7ao004.html

En la represión a la manifestación se ha conculcado el derecho de reunión de los miles de universitarios participantes, consagrado en los arts. XXI de la Declaración Americana de los Derechos y Deberes del Hombre; 20.1 de la Declaración Universal de Derechos Humanos; 15 de la Convención Americana sobre Derechos Humanos y 21 del Pacto Internacional de Derechos Civiles y Políticos.

La utilización de turbas prohijadas por el gobierno para perseguir manifestantes opositores, presupone una práctica totalitaria que quiebra las bases mínimas de convivencia democrática en cualquier sociedad.

Respecto de Peña Esclusa, dicha situación persecutoria, importa una grave violación del derecho a salir del propio país tutelado en los artículos 13.1 de la Declaración Universal de Derechos Humanos; 22.2 de la Convención Americana sobre Derechos Humanos y 12.2 del Pacto Internacional de Derechos Civiles y Políticos.

El libre ejercicio de estos derechos resulta esencial para la convivencia en una sociedad libre y democrática, habiendo sido históricamente los regímenes totalitarios y tiránicos quienes habitualmente los han conculcado.

Resulta significativo que invocándose la construcción del “socialismo del siglo XXI”, como objetivo de la reforma constitucional venezolana, tanto las nuevas instituciones propuestas como las conductas estatales de persecución a los disidentes se alejan de las prácticas generalmente aceptadas por las naciones civilizadas en este siglo y nos retrotraen a procesos políticos totalitarios como la génesis de la Constitución soviética de 1936, durante las noches más oscuras del pasado siglo XX.

La República Argentina, en el ámbito regional, ya en la Declaración Presidencial de las Leñas el 27 de junio de 1992 sostuvo que la plena vigencia de las instituciones democráticas es condición indispensable para la existencia y el desarrollo del MERCOSUR, principio que se ratificó en el Protocolo de Ushuaia sobre Compromiso Democrático en el MERCOSUR del 25 de julio de 1998, y se enriqueció con la Declaración Presidencial de Puerto Iguazú del 8 de julio de 2004 que destacó la alta prioridad que se asigna a la protección, promoción y garantía de los derechos humanos y las libertades fundamentales de todas las personas que habitan el MERCOSUR y el Protocolo de Asunción sobre Compromiso con la Promoción y Protección de los Derechos Humanos del Mercosur, del 19 de junio de 2005, que precisó que La plena vigencia de las instituciones democráticas y el respeto de los derechos humanos y de las libertades fundamentales son condiciones esenciales para la vigencia y evolución del proceso de integración.

Si bien, curiosamente, la República Bolivariana de Venezuela no ratificó expresamente el Protocolo de Ushuaia, el mismo, según su artículo 8, es parte integrante del Tratado de Asunción.

Por ello es que propongo que esta H. Cámara exprese su condena a la represión de la manifestación universitaria y su solidaridad con Alejandro Peña Esclusa ante la persecución que sufre y que exhorte al gobierno de la República Bolivariana de Venezuela a cesar la persecución de los disidentes y respetar de modo irrestricto los derechos humanos y libertades fundamentales de todos sus habitantes, esencial para la plena vigencia de las instituciones democráticas.

ANIBAL E. LEGUIZAMÓN
Diputado Nacional




permalink | inviato da Controcorrente il 27/10/2007 alle 20:18 | Versione per la stampa


26 ottobre 2007

Aumentano il numero dei furti via web

 

FISCO/ CONTRIBUENTI.IT: ALLARME HACKERS  PER I PAGAMENTI ON LINE
Carlomagno: "Una manna caduta dal cielo per i pirati informatici"

ROMA - Sono oltre 2500 i furti on line avvenuti per i pagamenti telematici. Questa è la stima diffusa oggi da Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani, effettuata da "Lo Sportello del Contribuente" analizzando i dati del primo semestre del 2007.
Dallo  studio condotto da "Lo Sportello del Contribuente" è emerso che il numero dei reati a scopo di lucro via web è cresciuto in modo esponenziale e che la tecnica più usata è quella del "phishing".
Tutti i titolari di partita IVA hanno l'obbligo, da quest'anno, di effettuare i versamenti fiscali e previdenziali esclusivamente per via telematica.
La norma, finalizzata ad una più efficiente gestione di tali versamenti in modo che i relativi dati siano immediatamente disponibili all'amministrazione finanziaria, si sta rivelando un vero business per gli hackers.
Grazie all'obbligo del pagamento delle tasse on line mediante modello F24, milioni di contribuenti, senza alcuna preparazione tecnica, sono costretti ad immettere in internet le loro coordinate bancarie e quindi il loro denaro, per la gioia degli oltre 500.000 hackers.
 "L' Amministrazione finanziaria - afferma  Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it - Associazione Contribuenti italiani - sta esponendo i contribuenti ad un gravissimo rischio. Effettuare i pagamenti avvalendosi dei soli servizi di home banking, allo stato attuale delle cose, è come spalancare le porte di casa ai ladri."
Contribuenti.it chiede all'Agenzia delle entrate, all'l'INPS e all'INAIL di stipulare apposita polizza assicurativa fidejussioria a favore dei contribuenti italiani per risarcire i possibili danni causati dall'obbligo telematico.
In ogni caso Contribuenti.it invita i cittadini che dovessero aver subito un furto o raggiro a segnalare la frode al servizio 117 della Guardia di Finanza ed a interessare in proposito l'Autorità giudiziaria.
Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani




permalink | inviato da Controcorrente il 26/10/2007 alle 20:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


26 ottobre 2007

FERRETTO (AN): ANCHE LA REGIONE PUBBLICIZZI ELENCHI E CANONI

 IL CONSIGLIO                                                                                                              REGIONE LOMBARDIA

COMUNICATO STAMPA

ALLOGGI ALER

FERRETTO (AN): ANCHE LA REGIONE PUBBLICIZZI ELENCHI E CANONI

Martedì prossimo, 30 ottobre, in Consiglio Regionale, contestualmente alla discussione del Progetto di Legge sulla revisione dei canoni d’affitto degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, sarà discusso e votato anche un Ordine del Giorno presentato da Silvia Ferretto Clementi, consigliere regionale lombardo di AN, con il quale si chiede alla Giunta di trasmettere alla Commissione competente gli elenchi degli alloggi ALER di pregio, con relativi canoni d’affitto nonché di quelli affittati a partiti o associazioni, con relativi canoni d’affitto.
È evidente – spiega Silvia Ferretto – che, dopo quanto emerso e continua ad emergere circa i canoni totalmente al di fuori dei prezzi di mercato praticati dalle varie amministrazioni pubbliche, è necessario che la Regione, in modo del tutto trasparente, faccia chiarezza su quanto di sua competenza.
L’operazione si rende ancor più indispensabile se si considera che nella maggior parte dei casi emersi, ad usufruire di certi canoni irrisori, ingiustificati, ingiustificabili ed al di fuori di qualsiasi logica di mercato, non sono certo persone indigenti, ma tutt’altro e spesso anche partiti o associazioni (per i quali sarebbe interessante verificare anche se sono in regola con i pagamenti). Per questo ritengo doveroso che la V Commissione, che si occupa di casa, venga al più presto messa a conoscenza di questi elenchi ed informazioni.
Dati che - prosegue l’esponente regionale di AN – sarebbe a mio parere opportuno, venissero anche pubblicati sul sito internet della regione, al fine di permettere a chiunque di prenderne visione, nell’ottica di una totale trasparenza.
Dei 170.000 alloggi di edilizia residenziale presenti nella nostra regione, più di 150.000 sono di proprietà delle ALER. Un enorme patrimonio – conclude Ferretto - del quale il cittadino ha il diritto di pretendere un resoconto da parte delle amministrazioni pubbliche.

Milano, 26 ottobre 2007





permalink | inviato da Controcorrente il 26/10/2007 alle 15:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 ottobre 2007

Dimettersi? Why not?

 

Il governo di sinistra ed estrema sinistra sepolto al Senato
da una valanga di voti contrari dei partiti della maggioranza 
Patetito appello-ultimatum di Prodi
agli alleati, ma i dissidenti hanno
continuato impassibili a votare "no" 
 



























  Dimettersi? Why not? Queste due paroline inglesi (perché no?) contrassegnano, come
   tutti sappiamo, l’inchiesta del magistrato Luigi De Magistris contro Clemente Mastella, ministro per la Giustizia, e Romano Prodi, presidente del Consiglio (nella foto del sito web "Il Giulivo"). E le dimissioni del governo, dopo le clamorose bocciature in serie degli  emendamenti ai decreti fiscali collegati alla Finanziaria, sembrano ormai inevitabili:l'appello-ultimatum di Prodi agli alleati è caduto nel vuoto ed i voti contrari dei dissidenti sono proseguiti fino a tarda notte. "E' un governo allo sbando", dice l'ex premier Silvio Berlusconi, leader di Forza e della Casa delle libertà. "Adesso Prodi deve soltanto andare al Quirinale e presentare le dimissioni che gli italiani attendono da troppo tempo, per poter tornare a votare e stabilire, liberamente e democraticamente, se i comunisti della estrema sinistra debbano o no restare al governo delle libera e democratica Italia”.   

www.gaetanosaglimbenitaormina.it
e-mail:gaetano.saglimbeni@alice.it




permalink | inviato da Controcorrente il 26/10/2007 alle 10:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 ottobre 2007

Un pezzo di merda chiamato artista

 

ma è giusto che certe barbarie vengano divulgate?


Il mondo è impazzito completamente… non esiste più il concetto che designa perfettamente le cose. I concetti sono sfumati, confusi, per giustificare la follia e la sete di sangue che alcuni individui serbano e manifestano con elegante disinvoltura. Così un bel giorno si è chiamata “arte” lo scempio diffuso da tale Guillermo Habacuc Vargas… non ricordatevi il nome, non è bene che si ricordi tale individuo…il nome è solo per designare la diffusione di una malattia mentale, espressa da un individuo, seguita purtroppo da molti. Perché si può puntare il dito contro l’assassino altrettanto quanto i suoi complici:e si può essere complici di un assassino anche tacendo semplicemente il delitto di cui si è stati testimoni.
Questo tizio, proveniente dalla Costa Rica e che da piccolo voleva fare l’artista,dato che non aveva strumenti né tantomeno capacità per dimostrare di essere un vero talento, che idea geniale ha?
Esporre nell’angoletto di una specie di museo un cane affamato,
vietando a tutti i visitatori di dargli da mangiare e da bere, per farlo morire a poco a poco…
perché la morte ed i maltrattamenti sono una sublime forma d’arte a cui si possa assistere.
Non credete?
C’è certamente un significato anche in questa esposizione
Un significato che giustifica ( io direi fa finta di giustificare) la banalità del male… un cane innocente, indifeso, e con sentimenti paragonabili a quelli di un essere umano, può essere sacrificato senza alcun problema per rappresentare la sofferenza di un popolo.
La sofferenza, la penuria dei bisogni primari dovrebbero insegnarci ad essere più sensibili verso ogni forma di vita che ci circonda: invece no, in alcuni individui rendono insensibili, disumanizzano, rendono inutili, nocivi.
Il cane che muore di fame, ignaro del perché di questa assurda privazione, rappresenta la Costa Rica nella manifestazione artistica dal titolo "Bienal Centroamericana Honduras 2008”.
Un sito si sta impegnando per boicottare le esposizioni di questo "artista"
decisamente malato di mente e non farlo partecipare a nessun altro evento:

http://www.petitiononline.com/13031953/petition-sign.html

A voi costa solo un click e segnare il vostro nome, niente di più semplice.
Non è possibile farsi promotori di diritti umani ledendo i diritti di altri esseri viventi.
L’arte non può diventare la scusa per manifestare i propri istinti crudeli nei confronti dei deboli e degli indifesi. Nel blog che sponsorizza la sua arte i commenti per fortuna si sono fatti sentire, ma visto che gli insulti erano parecchi hanno deciso di chiudere la libertà di manifestare la propria rabbia( se volete vedere lo scempio andare su questa pagina

http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc )

Il cagnolino si chiamava Natividad…Habacuc ha pagato dei ragazzini per catturarlo.
Si è esibito a questa manifestazione lasciandolo morire di fame… lo scopo era proprio farlo morire di fame, sotto l’occhio di tutti.
Durante la macabra esibizione delle persone hanno chiesto la liberazione del povero animalen ma l’”artista” ovviamente ha rifiutato.
Il messaggio sopra il cane morente? Una scritta fatta di crocchette che riportava la frase:"Sei quello che leggi" vale a dire tu leggi delle crocchette quindi "sei nient'altro che semplici crocchette".
Un messaggio decisamente irrazionale e senza senso per cui si è lasciato morire un cane privandolo delle cure necessarie.
Del resto, si giustificano i collaboratori dell'assassino, ormai il cane era ammalato d’inedia quindi anche in una condizione normale non avrebbe accettato né cibo né acqua. E anche questo era il messaggio:
i poveri cani o muoiono o si lasciano morire.
Sfido io se non c'è nessuno che lo porti in una clinica e gli fornisca flebo facendo il possibile per salvarlo.
Ho visto il sito di questa persona… è anche un "musicista".
Produce musica infernale, in realtà suona solo il chiasso, non si tratta nemmeno di heavy metal, è un genere paragonabile a pentole che cadono per terra.
Nel sito pubblica immagini inquietanti, come bamboline dal viso deformato,
e lui ed il suo gruppo si vestono da sadomasochisti.
Avrei voluto scrivergli che se ama tanto la morte tanto vale provarla su se stesso non condannare gli altri, ma sarebbe stato inutile.
Le persone folli non ascoltano che la propria follia, ciò che mi fa restare basita è che gli assassini abbiano sempre la libertà di esprimersi e di nuocere al prossimo finché essi stessi non crepano.
Firmate la petizione per favore,

http://www.petitiononline.com/13031953/petition-sign.html

seppelliamo nel silenzio qualsiasi forma di espressione di questi soggetti capaci solo di far del male,ma non seppelliamo nel silenzio le tracce della loro violenza così da poterle fermare una volta per tutte.

Ulteriori info su dove lanciare le vostre proteste

Dove si terrà l'esibizione:

Centro Nacional de la Cultura
Antigua Fábrica Nacional de Licores.
Avenida 3, calle 15/17. San José, Costa Rica.
Teléfono: (506) 257 7202 / 257 9370
Fax: (506) 257 8702

Email Address: info@madc.ac.cr

Inoltre vi do l'indirizzo di un'altra galleria d'arte che espone le opere di questo assassino e ha anche il coraggio di venderle. Se volete fare in modo che questa galleria lo cancelli dalle liste dei suoi artisti scrivete anche a :

info@jacobkarpio-galeria.com

Se volete scrivere usate questo form in inglese:

I am writing regarding the horrifying actions of Guillermo Habacuc Vargas,who paid local children to catch a dog on the street and then confined,starved and publicly displayed the dog as an "art" exhibit until the innocent animal died of starvation.I along with many people world wide am outraged that Guillermo habacuc Vargas has been selected to represent Costa Rica in "Bienal Centroamericana Honduras 2008",This man is by no definition of the word an artist he is a criminally insane sadist and enjoys inflicting prolonged suffering upon his innocent victims.he is a danger to all of society as it is well documented that those with the capacity to intentionally cause harm to an animal have the same capacity to harm humans.To state that this animal would have died eventually of natural causes is unjustifiable and beyond logical,rational thinking.To allow Guillermo habacuc Vargas to represent Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 will in no way benefit Costa Rica,the world is watching and the actions of this so called artist has brought much negative assumptions as to the humanity of the people of Costa Rica and the fact that the many witnesses of this animals suffering did nothing and that the organizers of this event allowed this rather than taking action to see that Guillermo Vargas be criminally charged with animal abuse is sending the world a message that Costa Rica consists of a cruel,uncivilized society that has no regard for life but enjoys viewing and contributing to the loss of life.Each and every person who knew of and witnessed the suffering of this innocent dog is equally as guilty of causing it's uncalled for death.
And to let this crime go unpunished and instead be awarded by Guillermo Vargas representing Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 is unacceptable and shameful not only to Costa Rica but to all participants of this event.I urge you,do not condone the heinous actions of Guillermo Vargas by allowing him to participation in Bienal Centroamericana Honduras 2008.He should be jailed and prosecuted to the fullest extent of law for this animals death,not representing Costa Rica as an artist for he is not an artist and to refer to him as such is an insult to all true artists.

Sincerely,
IL TUO NOME

(dal Blog di AIUTACI.AD.AIUTARLI)
Io mi rifiuto di pensare che un essere umano, dotato di intelligenza, possa arrivare a tanto in nome dell'"ARTE".....MA COME SI PUO' DEFINIRE TALE IL FAR MORIRE DI FAME E SETE UNA POVERA CREATURA????
Questo povero cane è stato destinato ad una morte crudele, ignobile e nello stesso tempo devo sapere che chi ha ucciso in macchina sotto effetto di alcol quettro ragazzi sarà per 6 anni "in ferie" in un residence a scontare la pena.....DOV'E' LA GIUSTIZIA? PERCHE' NON INVERTIAMO LE COSE?
Io vorrei tornare alla legge del taglione......non deve esistere pietà nei confronti di chi sbaglia SAPENDO DI SBAGLIARE E VOI CHE PASSATE DA QUI' NON FATE FINTA DI NON VEDERE, DI NON LEGGERE.....E' VERGOGNOSO GIRARE LO SGUARDO DALL'ALTRA PARTE

FACCIAMO GIRARE IL PIU' POSSIBILE!!!!




permalink | inviato da Controcorrente il 25/10/2007 alle 22:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

sfoglia     settembre   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6  >>   novembre


 

                                         
 



Non andare in giro dicendo
che il mondo ti deve dare da vivere.
Il mondo non ti deve dare nulla :
era lì prima che tu arrivassi.

 

 

ControCorrente

Movimento d'opinione
che si propone di premiare
dare fiducia a persone
e politici che siano
garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore.
Sono garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore:
 
 
Vota:Berlusconi,Angelilli

 
    
 

     

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Fiamma Nierenstein
 
 

No alla Ue




ORIANA FALLACI



Tribute to Reagan


 

 
 
I comunisti amano
così tanto
i poveri da volerne
creare  altri

Noi cattolici diciamo  
si alla base americana
di  Vicenza

 






 

Vendere la RAI
con tutti i suoi parassiti.

Eliminare l'ente Provincia
che ha poche ragioni per
giustificare la sua esistenza
 e molte per suggerire
 lo scioglimento.


(IM)MORALISTI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

        G.M.

 

Antonio Di Pietro salvò
i comunisti da tangentopoli.


 

 

Le bugie di Veltroni

 

 Le bugie di Prodi



 



 


    

 

 

 

 


 

 

 

 

 

Veronica

 

 

 




 



Immigrati




 

Il comunismo è una
giusta distribuzione
della miseria.


 




L'assemblea parlamentare del
 Consiglio d'Europa
ha approvato il 25 gennaio 2006,
con 99 voti a favore e 42 contrari,
una risoluzione presentata dal deputato
svedese Goran Lindblad a
nome del PPE, che condanna
 i "crimini del comunismo" equiparando
il comunismo stesso al nazismo.
Anzi, considerando che nel rapporto
che accompagnava la proposta
di risoluzione, intitolata "Necessità di
una condanna internazionale dei
crimini del comunismo", si accredita
la cifra di quasi cento milioni di morti
 causati direttamente o
indirettamente dal comunismo,
quest'ultimo risulterebbe addirittura,
almeno come numero di vittime,
 di gran lunga peggiore del nazismo. 
 
 
METTERE FUORI LEGGE
I PARTITI COMUNISTI IN ITALIA,
come sono stati messi fuori legge
il partito fascista in Italia e
il partito nazional socialista in Germania.



 





Se li abbandonate i
bastardi siete voi


islam fuorilegge vìola
 i fondamentali diritti
degli uomini e delle donne.






islam in azione


 

Loading...      (GIF file  396KB)



 
 

 


 

 

VIDEO DONNA FRUSTATA IN SUDAN -

 

 










 


La resistenza non è mai esistita,
è solo frutto della propaganda
dei comunisti.
Indro Montanelli.

 



 
 
 
 
Gadgets powered by Google