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31 gennaio 2006

NIGERIANA FERITA A COLPI D'ASCIA NEL CASERTANO

CRIMINALITA': NIGERIANA FERITA A COLPI D'ASCIA NEL CASERTANO

(ANSA) - CASERTA, 31 GEN - E' stato il tempestivo intervento dei carabinieri di Villa Literno a salvare la vita ad una nigeriana di 23 anni, aggredita a colpi d'ascia da un immigrato di 32 anni Samule Obuo, originario del Sudan, arrestato dai militari. L'uomo, con regolare permesso di soggiorno, residente nel campo profughi di Isola Capo Rizzuto ma domiciliato a Villa Literno è ora accusato di tentato omicidio e porto abusivo di arma impropria. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, tra i due immigrati che vivono nel complesso "Della Corte" sarebbe scoppiata una violenta lite per l'utilizzo di un generatore di energia elettrica. L'uomo, dopo aver impugnato un'ascia, ha tentato di colpire più volte la giovane immigrata che, nel tentativo di difendersi, è stata ferita alle mani. Soccorsa dai militari, la donna è stata trasportata in ospedale dove è stata medicata e giudicata guaribile in pochi giorni.




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31 gennaio 2006

Algeria: terrorismo, morto leader spirituale GSPC fedele a Osama bin Laden

Algeria: terrorismo, morto leader spirituale GSPC

ALGERI - Lo "sheikh" Ahmed Abib Al Baraa, uno dei fondatori e leader spirituale del Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (GSPC), è stato ucciso in uno scontro a fuoco con le forze dell'ordine nella regione costiera di Bejaia, a est di Algeri. La notizia è pubblicata sul sito web del GSPC, nato nel 1998 da una scissione del GIA (Gruppo integralista armato) e fedele a Osama bin Laden. Il GSPC, che attacca essenzialmente i militari e non i civili, è ancora attivo in Algeria anche se il terrorismo degli anni '90 è praticamente debellato.La morte dello "sheikh" (il cui vero nome era Ahmed Zarabib) risalirebbe al 17 gennaio, quando i "moujaheddin del GSPC si sono scontrati con le forze dell'ordine nelle foreste sulle montagne presso la città di Toudja" vicino a Bejaia (a circa 260 km da Algeri). Nato nel 1963 a Boudadou nella regione di Boumerdes (50 km a est di Algeri) era una figura importante del movimento integralista.Secondo il comunicato firmato dal "Comitato d'informazione del GSPC", Ahmed Abib Al Baraa aveva cominciato l'attività di predicatore come imam nelle moschee della città natale prima di aderire alla "jihad", finendo in prigione per alcuni anni. In seguito "ha assunto la responsabilità del comitato legale e della commissione giuridica".




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31 gennaio 2006

La Regione Liguria, come molti ricorderanno, è tornata “rossa” l’anno scorso, dopo cinque anni di centrodestra

Un brutto “affare” per Prodi, Fassino e compagni
alla vigilia di una durissima campagna elettorale
 
Rifondazione comunista in Liguria:”Requisire le case sfitte per darle in affitto a sfrattati e giovani coppie”    
 
   di Gaetano Saglimbeni 
 
 Non siamo alle rivoluzionarie esternazioni di tipo ex sovietico fatte da Bertinotti al congresso di Rifondazione comunista del marzo scorso a Venezia (“Un comunista vero, come io vorrò essere ricordato, non può non porsi come obiettivo l’abolizione della proprietà privata”, le sue testuali parole di allora), ma poco ci manca. A Genova, i suoi compagni di partito, guidati dal “trotzkista” Marco Ferrando, non si sono limitati alle esternazioni verbali: hanno messo anche nero su bianco, proponendo ufficialmente alla Regione Liguria, presieduta dal diessina Burlando, la requisizione di tutte le case sfitte esistenti nelle grandi città e località turistiche per darle in locazione agli sfrattati ed alle giovani coppie desiderose di metter su famiglia. A prezzi stracciati, naturalmente, con un canone che andrebbe per l’80 per cento ai proprietari e per il 20 all’ente che dovrebbe curare la gestione degli appartamenti temporaneamente requisiti. In cambio, i proprietari avrebbero la esenzione dal pagamento dell’Ici, per l’intero periodo dell’affitto forzato.
 
         Un bruttissimo “affare”, per Prodi e compagni, alla vigilia della apertura ufficiale della campagna elettorale per le politiche del 9 aprile. L’anno scorso,  Fassino e Rutelli riuscirono a convincere Bertinotti, dopo il congresso di Venezia, a non parlare più di abolizione della proprietà privata in campagna elettorale. “Se diciamo ai nostri elettori che rischiano di non essere proprietari nemmeno della casa che abitano, possiamo rassegnarci sin da ora a perdere le elezioni”, gli avevano detto, preoccupatissimi, i leader della Quercia e della Margherita, ed il buon Fausto li aveva ascoltati, escludendo quei discorsi “scomodi e pericolosi” dai suoi discorsi di piazza e in tv. Si  è limitato e si limita, da allora, a parlare di tasse, il segretario di Rifondazione comunista: delle aliquote abbassate da Berlusconi che, a suo giudizio, dovrebbero essere  immediatamente rialzate, e della istituzione, in aggiunta, di una super-patrimoniale per i ricchi ed i possessori di redditi medio-alti. Silenzio assoluto, sul resto, per evidenti ragioni di opportunità.
 
         Ma adesso sarà molto più difficile, per Fassino e Rutelli, convincere Bertinotti a far ritirare la proposta dai suoi compagni genovesi. Per la semplice ragione che lì, a fare la voce grossa in Regione, sono gli oppositori interni del  “gentleman rivoluzionario” Fausto, i “duri e puri” di una minoranza che dispone del 41 per cento dei voti ed ha già “strappato” al segretario ben nove candidature in seggi “sicuri”, tra Camera e Senato, per le elezioni del 9 aprile. “La nostra è una proposta di civiltà”, dicono i “trotzkisti” di Genova, “e ci batteremo con ogni mezzo perché venga approvata, prima delle elezioni nazionali”.
 
        La Regione Liguria, come molti ricorderanno, è tornata “rossa” l’anno scorso, dopo cinque anni di centrodestra. Quello che la giunta risponderà lo ha anticipato il presidente Burlando: “Rifondazione solleva un problema vero, quello della casa, ma la Regione non può pensare di requisire appartamenti a privati”. E come lui la pensano la Margherita di Rutelli ed i comunisti italiani di Diliberto, i quali hanno definito l’iniziativa dei “trotzkisti” di Bertinotti una “trovata elettorale”. Che ha creato e creerà non pochi guai alle sinistre. Per Prodi, Fassino e compagni, sarà una bruttissima gatta da pelare, in campagna elettorale. Anche perché c’è il pericolo che la proposta di Genova si estenda ad altre Regioni: a cominciare dalle tre grandi Regioni “rosse” del Meridione, Campania, Puglia e Calabria, dove i “duri e puri” di Rifondazione comunista sono da tempo in fibrillazione.  
 
                            Gaetano Saglimbeni
 
www.gaetanosaglimbenitaormina.it




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31 gennaio 2006

Circo Bertinotti

Circo Bertinotti
di Benedetta Pini

L'onorevole Fausto Bertinotti ha scelto i suoi compagni creando un bel miscuglio eterogeneo che non ha fatto un gran piacere a Mastella, come ha ribadito lui stesso durante il convegno svoltosi a Napoli. Riassumiamo chi ha Rifondazione Comunista tra le proprie fila: Vladimir Luxuria, simbolo di una parte degli omosessuali (non tutti i gay si vestono come una diva degli anni 30); Francesco Caruso, appartenente ai no global; Heidi Giuliani, madre di Carlo, che fu ucciso durante il G8 di Genova mentre stava per accoppare un carabiniere con un estintore; e, pezzo forte della compagine, niente di meno che Ali Rashid, segretario della delegazione palestinese in Italia. Quest'ultimo dovrebbe ottenere il passaporto italiano a tempo di record, invece, di aspettare la lunga procedura che di solito varia da quattro a cinque mesi, tutto per presentarsi alla svelta nella testa delle liste per le politiche. E poi dicono che i comunisti odiano i privilegi. Passiamo in rassegna i personaggi più in vista di questa combriccola.
Vlamidir Luxuria, nel caso in cui fosse eletto, dovrà rinunciare al nome d'arte e presentarsi come Vladimiro Guadagno e ha asserito che rinuncerà ai lustrini e ad abiti sgargianti, ma sarà comunque un «deputato transgender, a metà tra il genere femminile e quello maschile». Niente male come prospettiva di chi potremmo avere al governo nel caso in cui il centro sinistra vincesse le elezioni. Magari lo faranno ministro delle pari opportunità: nessuno come questo individuo mette d'accordo il principio maschile con quello femminile in una totale confusione. Un parlamento trash, non c'è male come primato nel mondo.
Che dire poi di uno come Francesco Caruso, uno fra gli indiscussi leaders del movimento pacifista e noglobal? Un possibile deputato che viene dal mondo degli sprangatori, di quelli per cui l'Occidente è sempre male, uno di quelli che strizza l'occhio al jihadismo islamico perché in esso trova un alleato ideologico. Anche per colpa di individui come questo, l'Italia, qualora il centrosinistra vincesse le elezioni, sarebbe relegata in un angolo, nella parte di quelli che non sanno e non vogliono trovare giuste parole di condanna per il nemico comune che tiene l'intera civiltà occidentale sotto attacco.
Ma Vladimir Luxuria e Francesco Caruso a parte, ciò che mette in ansia, visti anche gli ultimi sviluppi della politica palestinese, è la decisione di accogliere fra le proprie fila un personaggio come Ali Rashid. La cosa che dovrebbe far riflettere Bertinotti è che parecchi elettori del centro sinistra guardano di malocchio questi sui nuovi compagni. Navigando in rete e soprattutto sul sito di Excite Italia Politica si trovano commenti tipo: «Bertinotti, lo sai almeno con questa mossa quanti moderati hai stimolato ad andare a votare per il centrodestra? Ma a te non te ne frega niente, basta avere più consensi possibili, se vince il centro sinistra, vorrai ministeri e soldi se poi dopo 6 mesi Prodi cade chi se ne frega degli italiani».
Ma il problema non è solo il vincere o meno le elezioni, bensì un'eventuale ripercussione che questa candidatura potrebbe avere nei confronti della politica estera italiana, incrinando i rapporti fra Italia e Israele. Ma di questo a Bertinotti e compagni non importa granché: importa del potere, in perfetto stile comunista. E poi un governo così conciato sarebbe di grande aiuto ai pacifinti filoterroristi, quel popolo arcobaleno a cui Rifondazione Comunista renderà conto della sua azione politica.
Il punto è: ma con uno come Rashid in Parlamento ci troveremo nelle istituzioni italiane un distaccamento di Hamas? Dio non voglia ma, per i comunisti, questa sarebbe una grande soddisfazione. Già Liberazione dello scorso 27 gennaio giudica la vittoria di Hamas in Palestina come una «reazione disperata e una replica orgogliosa alle mortificazioni subite»; e sostiene che Hamas è così militarizzata per colpa della pressione militare di Israele. Se questo non è giustificazionismo di un partito terrorista ditemi voi cos'è.
Non a caso Clemente Mastella lancia l'allarme contro questi scomodi alleati comunisti all'interno dell'Unione: al governo con gli amici di Hamas, con gli amici dei radicali islamici terroristi proprio non ci sta, lui. Ma ci potremmo chiedere: perché Mastella sta lì, nell'Unione? Con le sue posizioni così lontane dai comunisti come potrà restare accanto a un povero Prodi impegnato a fare l'equilibrista senza rete per tirare a campare? Ma questi son problemi di Mastella; i guai per tutti gli italiani ci saranno, invece, se lasceremo governare questa coalizione che, inevitabilmente, si lascerà ricattare da queste nuove fila del circo di Bertinotti: uno spettacolo unico fatto di pailettes, pacifismo ideologico e strizzatine d'occhio ai terorristi.

Benedetta Pini




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31 gennaio 2006

Attenzione ai falsi file Office allegati ai messaggi.

Virus Doc

Attenzione ai falsi file Office allegati ai messaggi.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 31-01-2006]

finto documento word

Ho ricevuto numerose segnalazioni di un nuovo attacco informatico basato su un'email in italiano che promette informazioni personali incluse in un documento Office cifrato. Il messaggio sembra provenire da una persona nota al destinatario. Si tratta invece di un virus (più propriamente di un trojan horse) e il mittente è falsificato.

Ecco un esempio di testo del messaggio:

    ciao ,

    ho trovato , per una coincidenza, un file che
    contiene alcune informazioni su di te.
    ho preferito proteggerlo con una password,
    non vorrei che andasse in giro e lo aprisse qualcuno.

    la password per aprire il file zippato è "privato12",

    quando hai unzippato troverai un file Office cryptato.

    aprilo con un doppio click.

    fammi sapere subito,
    scusami ma sono un po' in ansia...

Allegato al messaggio c'è un file ZIP di nome "doc_riservato.zip" o "documentazione.zip" o simili, che l'antivirus non può esaminare perché è uno ZIP protetto da password.

Scompattando il file ZIP con la password fornita nel messaggio (non fatelo), si ottiene un file eseguibile (non un documento Microsoft Office) di nome "doc_22_01_06_enrcypted_archive.exe". Su un PC Windows, questo file ha l'icona di Word pur essendo un eseguibile, come potete vedere nell'immagine all'inizio di questo articolo. Molto, molto ingannevole, vero?

Aggiornamento: inizialmente avevo messo nell'immagine anche un'icona di un vero documento Word, ma come notato nei commenti dei lettori (che ringrazio), questo poteva essere fuorviante, perché l'icona vera era quella delle vecchie versioni di Word. Sembrava insomma che ci fosse una differenza visibile fra icona falsa e icona vera, ma non è così.

Secondo le segnalazioni dei lettori (grazie ladysil), il file è un trojan horse, ossia un "cavallo di Troia", che si spaccia per un file innocuo ma inietta di nascosto in Windows del codice ostile. Secondo McAfee, si tratta di Adclicker-DW, usato per far comparire pubblicità indesiderata nel computer della vittima tramite Internet Explorer.

Per evitare l'infezione è sufficiente non aprire il file. E' consigliabile cancellarlo e vuotare il Cestino. Il virus ha effetto solo su Windows; gli utenti Mac e Linux non sono colpiti.

L'attacco è piuttosto insolito e interessante per la sua sofisticazione, visto che per conquistarsi la fiducia della vittima e abbassarne le difese è scritto in buon italiano, usa frasi "unisex" (valide per destinatari di entrambi i sessi) e inoltre usa un mittente noto alla vittima, insieme all'espediente psicologico della preoccupazione per i dati riservati che sarebbero stati trovati in giro.

Il messaggio può essere identificato abbastanza facilmente perché il campo "A:" del destinatario non contiene l'indirizzo del destinatario, ma la sequenza di caratteri "<.>"




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31 gennaio 2006

Milano : terrorismo , alla sbarra Mohamed l'Egiziano

Milano : terrorismo , alla sbarra Mohamed l'Egiziano

di red

Comincia oggi a Milano il processo che vede imputato Rabei Osman El Sayed, detto Mohamed l'Egiziano, considerato uno degli artefici degli attentati di Madrid dell'11 marzo 2004. Rabei e il palestinese Yahya Mawad Mohamed Rajeh, considerato suo discepolo, entrambi detenuti dall'8 giugno 2004, sono accusati di terrorismo internazionale in base alle affermzioni fatte durante alcune conversazioni telefoniche intercettate dagli inquirenti italiani. I servizi segreti italiani avevano avuto una segnalazione dai colleghi spagnoli ed avevano installato microfoni nella sua abitazione. Due settimane prima dell'arresto, Rabei Osman Sayed aveva confessato al suo giovane amico di esse lui il progettista di Madrid e di non essere stato presente al momento del fatto ma di aver avuto contatti con gli autori materiali dell'attentato prima dell'operazione, il giorno 4 marzo. In un altro momento l'uomo avrebbe detto che il progetto dell'attacco gli era costato molta pazienza ed aveva richiesto un anno e mezzo per essere ideato. Il presunto terrorista - arrestato e detenuto in Italia - era gia' stato tradotto in Spagna per essere interrogato dal magistrato che segue quell'inchiesta, Juan Del Olmo. Rabei ha di recente cambiato avvocato, chiedendone uno appartenente ad Avvocati senza frontiere.Rabei Osman Sayed e' nato a Il Cairo nel 1971 e si e' specializzato in demolizioni durante i tre anni di servizio militare. Giunto in Spagna anni prima di compiere l'attentato, si incontrava con integralisti islamici. Fu quindi posto sotto osservazione da parte della polizia spagnola per ordine del magistrato della Audiencia Nacional, Baltasar Garzón, gia' nel 2002.

Speciale terrorismo con mappa dei gruppi islamici in Italia

www.osservatoriosullalegalita.org




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30 gennaio 2006

Solidarietà per gli amici Carabinieri.

Perugia, carabiniere ucciso durante rapina in banca.E' accaduto oggi pomeriggio in un'agenzia del Monte dei Paschi di Siena a Umbertide

(Infophoto)Perugia, 30 gen. (Adnkronos) - Un carabiniere è stato ucciso oggi pomeriggio a Perugia durante un tentativo di rapina ai danni un'agenzia del Monte dei Paschi di Siena a Umbertide.




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30 gennaio 2006

Jenin Jenin, disinformazione e odio.

Jenin Jenin, disinformazione e odio.

Ricordate la polemica sul film documentario “Jenin Jenin” che accusava Israele di crimini di guerra e la strenua difesa di questa pellicola da parte degli allora assessori Cottafavi, Caldana e Tesauro, che invitarono, a spese dei contribuenti, l’autore, il regista arabo israeliano Muhammad Bakri?
Ebbene è notizia di questi giorni, riportata dalla stampa internazionale (meno da quella italiana) che Bakri ha deposto in tribunale, dove è stato citato per diffamazione, ammettendo che in tutto il film sono presenti errori ed artifici, di aver falsificato alcune scene usando informazioni sbagliate e di averne girate alcune, per esempio quella dove si lascia credere che mezzi delle truppe israeliane siano passate sopra civili palestinesi, costruendole in base ad una personale “scelta artistica”.
Bakri ha anche detto di “non credere che durante le operazioni a Jenin soldati israeliani abbiano ucciso la gente in modo indiscriminato” e clamorosamente ha ammesso che “parte delle spese per il film sono state coperte da Yasser Abed Rabu, allora ministro palestinese per la cultura e l’informazione, nonché membro del comitato esecutivo dell’OLP sotto la direzione di Arafat” ancora in vita.
Il film “Jenin Jenin” è uno degli esempi più eclatanti della disinformazione e della propaganda antisionista ed antiebraica che si siano toccati. Fa parte di un filone che si collega alla propaganda nazista contro gli ebrei, la quale non è nata dal nulla, ma ha attinto dalla scuola del totalitarismo comunista, e da qui è stata assunta come parametro da tutti i regimi autoritari.
Purtroppo, grazie a personaggi come i nostri ex Assessori, questo film è stato proiettato in molte città, spesso davanti ad un pubblico giovane e facilmente influenzabile, che certamente sarà rimasto colpito dalle scene falsificate, elaborando sentimenti negativi verso Israele e, per estensione, verso tutti gli ebrei, visti come persecutori del ‘poveri palestinesi”.
Quando critichiamo la sinistra di atteggiamenti pericolosamente antisionisti ed antisemiti, due facce di una stessa medaglia, lo facciamo a ragione, poiché non basta celebrare, (giustamente), in pompa magna la Giornata della Memoria, qui a Modena come altrove, se poi si organizzano ripetutamente manifestazioni, come la proiezione del film Jenin Jenin, che non è escluso possano provocare pericolosi rigurgiti antiebraici, attraverso la disinformazione e la delegittimazione.
Non è qui in discussione la lecita critica alle azioni non condivise di un Governo eletto democraticamente. Il fatto è che in casi come questi le accuse indebite ed infamanti rivolte all’esercito israeliano si allargano a macchia d’olio all’intero popolo d’Israele ed all’ebraismo tout court, di fatto privando una nazione ed uno Stato del diritto a sopravvivere ed a difendersi dagli attacchi terroristici.
Quando ci apprestiamo a commemorare la Shoà dobbiamo quindi tener ben presente che ciò non serve solo a preservare la memoria di quanto accaduto, ma serve soprattutto ad agire come monito perché non si consenta più ad alcuno di utilizzare strumentalmente quei meccanismi perversi di convincimento e di giustificazione che permisero al regime nazista di perseguitare ed eliminare milioni di ebrei, con il consenso di intere popolazioni senza che si alzassero voci, se non pochissime, in loro difesa"

Andrea Leoni




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30 gennaio 2006

Hamas - Fondamentalismo islamico e terrorismo suicida in Palestina” il libro di Massimo Introvigne

LIBRI: HAMAS FONDAMENTALISMO ISLAMICO E TERRORISMO SUICIDA
IL FENOMENO PALESTINESE DESCRITTO DA MASSIMO INTROVIGNE


Torino, 30 gen. (Adnkronos Cultura) - S’intitola “Hamas - Fondamentalismo islamico e terrorismo suicida in Palestina” il libro di Massimo Introvigne, edito Elledici, che rappresenta l’unico testo aggiornato su Hamas disponibile in Italia. L’inattesa vittoria del movimento di Hamas alle elezioni palestinesi ha cancellato, dal giorno alla notte, scenari e letture sulla situazione del Medio Oriente che, fino a ieri, sembravano inattaccabili. Ma che cosa è, chi è Hamas? L’opinione pubblica conosce questo movimento soprattutto per la lotta senza tregua e per gli attentati terroristici suicidi che ha attuato contro Israele, ma da dove viene veramente Hamas e che cosa vuole? Tale movimento potrebbe essere messo a tacere tramite azioni semplicemente militari, o è ormai così radicato da essere parte integrante di qualunque futuro scenario della Palestina?
Hamas. Fondamentalismo islamico e terrorismo suicida in Palestina di
Introvigne Massimo 
 


Descrizione
Di Hamas, il movimento fondamentalista che dal dicembre 1987 combatte senza tregua contro Israele chiedendo l`instaurazione in Palestina di uno Stato islamico, l`opinione pubblica conosce soprattutto gli attentati terroristici suicidi. Ma da dove viene veramente Hamas? Che cosa vuole? Può essere messo a tacere tramite azioni semplicemente militari, o è invece ormai così radicato da rivelarsi un fattore ineliminabile in qualunque scenario futuro della Palestina?
Massimo Introvigne ne descrive le radici nelle attività svolte in Palestina, fin dalle origini, dai Fratelli Musulmani - l`associazione fondamentalista  internazionale da cui Hamas deriva -, l`ideologia e il difficile rapporto con il nazionalismo palestinese di Arafat. La ricerca (che offre anche per la prima volta una traduzione in lingua italiana dello statuto di Hamas) analizza quindi la scelta del terrorismo suicida e l`addestramento particolare di chi sceglie questa forma di "martirio": una scelta essenzialmente religiosa, che non può essere ridotta a semplici fatti politici od economici, pure non assenti. Il terrorismo suicida, conclude l`autore, è solo uno degli aspetti di Hamas, che trae in realtà la sua forza da un complesso di attività culturali e religiose stabilite in Palestina da decenni, e dal vigore internazionale del fondamentalismo islamico radicale. Sono fattori che rendono difficile ipotizzare un futuro prossimo della Palestina che prescinda da Hamas, e rendono lo studio del movimento fondamentalista obbligatorio per chiunque si interessi alla questione palestinese.




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30 gennaio 2006

Romano Prodi dopo aver ceduto per quattro soldi Aziende di Stato come Cirio, De Rica e Alfa Romeo, ha svenduto anche la nostra moneta

Il candidato delle sinistre passa agli insulti di cortile. “Berlusconi in tv venderà anche tappeti”, dice. Caustica la risposta del premier:
 
“Io ho ancora qualcosa da vendere,
Prodi no, lui ha già ‘svenduto’ tutto:
aziende statali, la lira all’Europa…” 

Le criticatissime operazioni fatte dall’ex presidente dell’Iri risalgono a 25 anni fa. “Il grande economista-manager Romano Prodi”, spiega il presidente del Consiglio, “ ha l’attitudine alle svendite e, dopo aver ceduto per quattro soldi Aziende di Stato come Cirio, De Rica e Alfa Romeo, ha svenduto anche la nostra moneta, da presidente della Commissione europea, facendo accettare dall’Italia (governata allora dalle sinistre) il cambio-capestro di un euro contro 1936,27 lire. Una dissennatezza imperdonabile, che ha dimezzato d’un colpo, con i salari gli stipendi e le pensioni, anche i risparmi di una vita delle famiglie italiane”. 
 
di Gaetano Saglimbeni  
 
    
         La campagna elettorale non è ancora cominciata, almeno ufficialmente, e siamo già agli insulti da cortile: non da trivio, per il momento, ma tutto lascia pensare che, se si andrà avanti di questo passo, presto si arriverà anche a quelli. Per adesso, il professore neo compagno Prodi si è limitato a dare al premier Silvio Berlusconi (che, detto tra parentesi, è l’uomo più ricco d’Italia ed uno dei più ricchi al mondo) l’epiteto di “venditore di tappeti”. Con tutto il rispetto che si deve a questa categoria di lavoratori, non mi sembra che espressioni del genere giovino al prestigio e alla dignità di persone che si candidano alla guida di un Paese.
         
        Certo, la posta in palio è notevole ed il clima della competizione non può non essere incandescente. Ma, come dicevano i latini, “est modus in rebus” e  una certa misura dovrebbe esserci anche negli scontri politici. Perché tanto accanimento, in una competizione elettorale che ufficialmente non è ancora cominciata? “Perché il 9 aprile”, non si stanca di ripetere il premier Berlusconi, “è in gioco il futuro nostro e dei nostri figli. Gli italiani saranno chiamati a scegliere non tra i leader di due coalizioni, ma tra due tipi di governo che sono diametralmente opposti: da un lato, la coalizione del centrodestra, moderata, di chiara intonazione liberale, che i cittadini conoscono già, visto che ha alle spalle cinque anni di governo, con un premier che ha stabilito il record assoluto di permanenza ininterrotta a Palazzo Chigi; e dall’altro, una coalizione delle sinistre-Ulivo che, accanto a leader che hanno già avuto esperienza di governo (non sempre positive), schiera uomini, partiti, gruppi e gruppuscoli che poco hanno avuto ed hanno a che fare con la democrazia”.
 
        Il riferimento del presidente del Consiglio è, chiaramente, al Bertinotti di  Rifondazione comunista, ai Cossutta e Diliberto del Partito dei comunisti italiani  che si dicono orgogliosi di essere ancora e sempre comunisti, ed ai no-global, disubbidienti, centri sociali, pacifisti anti-americani, incappucciati, antagonisti e anarchici insurrezionalisti, i quali costituiscono parte essenziale (anche in termini di voti) della “armata Brancaleone” capitanata dal neo compagno Prodi.
 
        Dicono Rutelli e Mastella, leader di Margherita e Udeur, che saranno loro “i difensori delle istituzioni democratiche nella coalizione”, nel caso di una vittoria delle sinistre-Ulivo; e dimenticano (o fingono di dimenticare) che  sinistre ed estrema sinistra dispongono di tre quarti dei voti della coalizione ed i moderati soltanto di un quarto. E poiché sono i numeri che sostengono le vere democrazie, le decisioni in un eventuale governo del prof. Prodi verrebbero prese a larghissima maggioranza da Ds-Quercia, Rifondazione comunista, Partito dei comunisti italiani, Rosa nel pugno (socialisti e radicali) e Verdi. Chiaro?
 
         E dunque, perché prendere in giro gli elettori? Lo ricordiamo tutti che nel 1998, quando il Prodi presidente del Consiglio si rifiutò di eseguire gli ordini di Bertinotti e compagni, fu cacciato in malo modo, senza neppure i sette giorni che di solito si danno ai servitori da licenziare. Ho sentito il Mastella dire al congresso del suo partito che chi non vuole votare per Rifondazione comunista può difendere la democrazia votando benissimo per lui. Ed è una falsità da imbonitore di piazza (quella sì, compagno Prodi, da “venditore di tappeti”), per la semplicissima ragione che chi dà il voto all’ex democristiano Mastella contribuisce in maniera decisiva a consegnare l’Italia ai comunisti, all’estrema sinistra, ai movimenti di piazza, e l’Udeur (un partito dell’1,5 per cento, bene che vada) sarà soltanto uno dei partitini di contorno, in grado soltanto di chinare la testa dinanzi ai “diktat” delle sinistre.
 
         Un esempio, se vogliamo essere chiari con i lettori e gli elettori. Sarebbe mai in grado l’Udeur di Mastella, con i cinque deputati che gli ha promesso in regalo Prodi alla Camera nel listone dell’Ulivo (e qualche altro, se riuscirà a superare lo sbarramento del 2 per cento), di opporsi al rialzo immediato delle tasse abbassate da Berlusconi ed alla super-patrimoniale per ricchi e redditi medio-alti che sono i primi punti del programma di Bertinotti? E sulle unioni dei gay, difesa della famiglia, fecondazione assistita e diritto alla vita, punti di forza dei radicali di Pannella appoggiati dalle sinistre e dai movimenti di piazza, cosa potrebbero fare Udeur e Margherita se non assistere impotenti alla attuazione della politica zapateriana anche in Italia contro la Chiesa cattolica? Queste cose gli elettori moderati vogliono sapere, non le chiacchiere del signor Mastella neo compagno di viaggio di Rifondazione comunista e no-global.          
 
         Ed il professore neo compagno Prodi? Lui di queste cose non parla. In tv va poco, da quando i sondaggisti gli hanno detto senza mezzi termini che la sua presenza in video fa abbassare l’audience del programma, al contrario di Berlusconi che la fa invece crescere, e di molto. E vorrebbe quindi, il candidato delle sinistre-Ulivo, limitare in tutti i modi gli interventi del presidente del Consiglio, ancor prima che entri in vigore la famigerata “par condicio” inventata dall’ex presidente della Repubblica (anche lui neo compagno) Oscar Luigi Scalfaro.
 
        Non la pensa allo stesso modo, ovviamente, Berlusconi. “Come presidente del Consiglio”, dice, “ho il diritto-dovere di spiegare ai cittadini quello che il governo ha fatto, e lo debbo fare adesso, prima che entri in vigore quella che io chiamo non “par condicio”, cioè pari condizioni ed opportunità per tutti, ma legge-bavaglio per il governo, assolutamente illiberale, fatta apposta per non consentirgli di spiegare quello che ha fatto e lasciare che gli elettori continuino ad essere condizionati dalle menzogne che Prodi, Fassino e compagni raccontano dal giorno in cui ci siamo insediati al governo, su una Italia allo sfascio, sull’orlo del precipizio, che soltanto loro possono salvare, con gli estremisti di Bertinotti ed i no-global, i disubbidienti, gli incappucciati, i pacifisti anti-americani e gli specialisti in espropri proletari”.
 
        Nasce proprio dalla impossibilità di bloccare la presenza del presidente del Consiglio in televisione la decisione del professore neo compagno Prodi di usare il sarcasmo (piuttosto grossolano, bisogna dire, e indegno di un Paese civile) nei suoi confronti. “Mi aspetto di vedere tra un po’ Berlusconi andare a fare delle tele-promozioni: lo vedremo anche vendere tappeti”, proclama il neo acquisto della sinistra “illuminata” Romano Prodi. E la risposta di Berlusconi è inevitabile: più che legittima, a me pare. Una risposta dura, ma in toni ironici molto garbati e civilissimi, ben diversa dagli insulti del suo avversario.
        
        “Chi impedisce al mio amico Prodi”, le testuali parole del presidente del Consiglio, “di andare in televisione anche lui, come e più di me? I sondaggi che ho in mano io dicono che, quando si presenta in video, la gente impazzisce dalla gioia e gli fa guadagnare tantissimi voti. Ha una grande presenza televisiva, il professore, un profilo straordinario, un sorriso conquistatore, una grande chiarezza espositiva, convincente oltre ogni dire. Non posso che temerlo, soprattutto quando parla del suo grande amico Bertinotti, quello che nell’ottobre del 1998  lo cacciò da Palazzo Chigi, a metà legislatura… So che gli italiani accendono ogni giorno dei ceri ai loro santi protettori, perché accelerino i tempi dell’avvento del segretario di Rifondazione comunista al governo della nostra Italia, e quello del no-global Agnoletto, del disubbidiente Caruso, del Casarini leader delle “tute bianche” che restano sempre immacolate, dato che i loro indossatori a tutto pensano tranne che a sporcarle con il lavoro e sperano soltanto di entrare presto nei palazzi del potere, per avere anch’essi il posticino di sottogoverno a vita o la consulenze d’oro, come mi pare avvenga già nelle Regioni, Province e Comuni amministrati da giunte rosse…”.
 
         Poi, rispondendo al Prodi che aspetta di vederlo vendere anche tappeti in tv: “Per mia fortuna, qualcosa da vendere ce l’ho ancora; lui no. Il grande economista-manager Romano Prodi non ha più nulla da vendere, avendo svenduto tutto quello che poteva svendere del patrimonio dello Stato italiano. Ha l’attitudine alla svendita, il professore: come presidente dell’Iri, 25 anni fa, ha ceduto per quattro soldi aziende di Stato come Cirio, De Rica, Alfa Romeo, e stava per svendere per 385 miliardi delle vecchie lire da pagare a rate aziende alimentari della Sme che, dopo l’intervento della cordata Barilla-Ferrero-Fininvest (che è riuscita a far bloccare l’operazione dalle magistratura), sono state vendute per 2 mila miliardi in contanti. E come presidente della Commissione europea, nel 2000, ha svenduto anche la nostra moneta, facendo accettare dall’Italia (governata allora dalle sinistre) il cambio-capestro di un euro contro 1936,27 lire. Una dissennatezza imperdonabile, che ha dimezzato d’un colpo, con salari, stipendi e pensioni, i risparmi di una vita delle famiglie italiane”.
 
         E conclude, il presidente Berlusconi: “La verità è questa e di queste cose spero che il professore si decida a parlare agli elettori, con o senza par condicio, in un libero e civile confronto di idee e programmi. Deve spiegarlo bene agli italiani, il candidato delle sinistre-Ulivo, cosa ha fatto in ventotto anni di attività politica e cosa vuol fare per l’Italia portando al governo comunisti, estrema sinistra e movimenti di piazza. Le campagne elettorali, nei Paesi democratici, si fanno parlando seriamente di cose serie, non cercando di impedire agli avversari di andare in televisione. Tanto meno con gli insulti”.  
 
        Si può, onestamente, non essere d’accordo con il presidente del Consiglio?          
 
          Gaetano Saglimbeni
 
www.gaetanosaglimbenitaormina.it




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29 gennaio 2006

I PASCIA' DI STATO


                      
I "SIGNORI" DELLA CORTE

L’ultimo prospetto economico  disponibile, che risale al 2002, snocciola cifre ancora in lire: al primo presidente della Cassazione (attualmente è Nicola Marvulli, componente anche del Csm) vanno ogni mese circa 30 milioni fra stipendio, indennità integrativa speciale e indennità giudiziaria. Poco meno (26 milioni e ottocentomila circa) ai procuratori generali, mentre i “semplici” magistrati di Cassazione percepiscono, ogni trenta giorni, l’equivalente di 13 milioni e 270 mila lire. Quindicimilioni e settecentomila se sono state riconosciute le “funzioni direttive superiori”. Tutte somme naturalmente “ritoccate” verso l’alto negli ultimi anni e rapportate a quelle dei parlamentari. Passiamo alla magistratura ordinaria del tribunali sparsi lungo la penisola: sempre secondo le rilevazioni del 2002, in corte d’appello ai giudici spettavano circa 11 milioni e mezzo al mese, mentre un magistrato di tribunale dopo tre anni di nomina riceveva circa 7 milioni al mese.
Intanto, per non rischiare di dover intaccare, prima o poi, le sudate risorse personali, i prudentissimi giudici italiani si affidano alle polizze assicurative. Benché non risulti praticamente mai applicata, esiste infatti ancora la norma sulla responsabilità civile dei magistrati (la 177 del 1988), senza contare i “pericoli” connessi alla legge Pinto sulle lungaggini della giustizia. Che fanno allora le toghe? Sanciscono un accordo fra ANM e BNL Broker Assicurazioni che, con soli 138 euro e 60 all’anno, li mette al riparo dalla possibilità di dover risarcire di tasca propria l’eventuale vittima di errori giudiziari. Non si sa mai. Intanto s’impenna anche la spesa pubblica per la magistratura onoraria, che si attesta (dati 2005) sui 135 milioni di euro all’anno. Se verranno accolte le richieste di “stabilizzazione” della categoria per almeno 4.500 unità (sulle circa novemila in servizio), si registrerà un aggravio per la collettività pari a 142 milioni di euro.




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29 gennaio 2006

TORINO: LITIGA CON UN EXTRACOMUNITARIO, ACCOLTELLATO

TORINO: LITIGA CON UN EXTRACOMUNITARIO, ACCOLTELLATO
ARRESTATO UN MAROCCHINO SENZA PERMESSO DI SOGGIORNO
Torino. (Adnkronos) - E' stato accoltellato in seguito ad una lite con un extracomunitario, a Torino. E' successo alle 22.30 di ieri ad un torinese di 39 anni, che ha avuto un diverbio per futili motivi con un marocchino di 32, iniziato all'interno di una vineria e poi proseguito fuori, dove l'extracomunitario ha inferto 3 colpi di arma da taglio all'italiano.




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29 gennaio 2006

LE MANI IN PASTA NEL GRANO TOSSICO






LE MANI IN PASTA NEL GRANO TOSSICO

I retroscena dell'inchiesta. L'Espresso rivela: "Una parte importante della semola è finita nelle paste più famose di Italia, come la Barilla e la Giovanni Rana".
La lettera è stata pubblicata da 'la Repubblica' il 19 gennaio. Nicoletta Degli Angeli da Castelfranco Veneto scrive: "Perché nessuno parla più del signor Casillo e delle 58 mila tonnellate di grano contenente ocratossina?
È un affare di poco conto sapere che questo grano cancerogeno, di riffa o di raffa, finirà nella nostra pancia? Perché i pastifici non hanno pubblicato i nomi dei prodotti contenenti il grano contaminato?".

All'appello della signora Degli Angeli non è giunta risposta.
Le ultime cronache ci informavano solo che "il grano cancerogeno è stato trasformato in semola, venduto e consumato".
Già.
Ma da chi?
E con quali rischi per la salute?
L'allarme, che coinvolge l'alimento base della nostra dieta, è rimasto sospeso.

Per rispondere alle domande della signora Degli Angeli, 'L'espresso' ha seguito la rotta del grano contaminato fino ai pastifici e ha scoperto che la semola derivata dal grano canadese è finita in aziende pugliesi come Riscossa, Pedone o Granoro.
Ma una parte importante della semola derivante da quel frumento è finita nelle paste più famose di Italia, come la Barilla e la Giovanni Rana.
Già nel novembre scorso è stata ceduta ai pastifici e in buona parte è stata trasformata in pasta e immessa sul mercato.
Secondo le aziende, non ci sono rischi per la salute e le analisi degli investigatori sembrano confermarlo. Resta il fatto che i consumatori sono stati lasciati al buio.

Sette piani di nave

Tutto inizia il 23 settembre 2005, quando la nave Loch Alyin, proveniente da Port Royal in Canada, attracca al porto di Bari. Nelle sue sette stive (la nave è alta come un palazzo) porta 58 mila tonnellate di grano duro. Il grosso del carico, circa 44 mila tonnellate, è di Francesco Casillo.
Il resto si divide tra la multinazionale Dreyfuss e due aziende minori: Candeal e Agriviesti.
Il grano di Casillo è di qualità molto scadente.
Le categorie doganali riconosciute sono quattro, in ordine decrescente. Il grano di Casillo appartiene per metà alla quarta categoria, per il resto addirittura alla quinta, che non è nemmeno classificata, tanto che per il gip Michele Nardi "appare persino incerta la sua importabilità".
Un bastimento di quelle dimensioni non passa inosservato specie se è acquistato a un prezzo insolitamente basso da Francesco Casillo, discendente di una dinastia di mugnai un po' chiacchierata.
Suo fratello Pasquale è finito sotto processo per le truffe sui contributi europei e i pentiti di camorra hanno raccontato i presunti rapporti di Pasquale stesso con i boss.

Pm all'assalto
Appena la nave attracca, una gola profonda segnala alla Procura di Trani il carico sospetto.
Entra in scena il pubblico ministero Antonio Savasta.
Quarant'anni, accento pugliese e fede romanista, Savasta è famoso per le sue inchieste in difesa dei consumatori.
Grazie a lui centinaia di clienti male informati agli sportelli hanno ottenuto i risarcimenti per lo scandalo della Banca 121.
In quell'inchiesta Savasta era arrivato a iscrivere sul registro degli indagati l'ex governatore Antonio Fazio, poi archiviato.
Il fascicolo sul grano plana sul suo tavolo, Savasta sequestra tutto e ordina le analisi.
Casillo si oppone, presenta certificati dei laboratori della Camera di commercio da cui risulta che quel grano è buono, non contiene ocratossina.
Questa sostanza velenosa è presente nelle muffe che si formano sui cereali e in altri alimenti.
Causa danni all'apparato urinario e ai reni ed è pericolosa per le donne in gravidanza.
Tre anni fa la normativa europea l'ha bandita al di sopra della soglia di 5 ppb. Casillo, grazie ad analisi false, ottiene il dissequestro e vende una parte del carico.
Solo dopo due mesi si scopre l'inghippo. I tecnici dei laboratori hanno dichiarato l'assenza di ocratossine anche se non era vero. "Casillo ci ha detto di fare così", confessano i due.
Le porte del carcere diventano girevoli: escono i tecnici, entra Casillo. I pm lo interrogano e gli mostrano le analisi: su 42 campioni, sette sono positivi con valori che arrivano anche a 15 ppb, tre volte il limite di legge.
Lui si difende sventolando una perizia firmata da due professoroni. Savasta intanto rintraccia i certificati canadesi del porto di imbarco e scopre che già alla partenza il grano conteneva ocratossine, anche se in quantità inferiori ai limiti.
Analisi che dovrebbero consigliare prudenza. Casillo, invece, sparge il prodotto dissequestrato in tutta Italia vendendolo come grano canadese nazionalizzato.

Mulino nero
Il grano incriminato quasi sempre non è finito direttamente ai pastifici. Nella maggior parte dei casi sono stati i mulini a comprare il carico della Loch Alyn e a semolarlo, insieme ad altre qualità nazionali, per poi vendere il tutto ai pastifici.
Secondo le informative della Finanza, che 'L'espresso' ha potuto visionare, un ruolo chiave è stato giocato per esempio dal Molino Loiudice di Altamura.
In questo antico impianto considerato tra i migliori della Puglia, è finita una parte del grano della Dreyfus: 7 mila tonnellate stivate separatamente dalle 44 mila di Casillo.
Il grano Dreyfus, di qualità migliore di quello di Casillo ma comunque in parte contaminato, secondo le Fiamme Gialle, è stato semolato a novembre insieme ad altre qualità e poi venduto al pastificio Rana e ad altre aziende della Puglia, come la Granoro e la Riscossa.
Il pastificio Rana di San Giovanni Lupatoto, Verona, secondo la Finanza ha acquistato 669 tonnellate di semola.
Che fine hanno fatto?
'L'espresso' ha contattato la società di Giovanni Rana ma ha ricevuto in risposta un cortese "no comment".

Per Barilla è tutto ok
Barilla è il nome più importante citato dalle Fiamme Gialle. La società di Parma è uno dei maggiori clienti del Molino Casillo e ha comprato semola contenente il grano della Loch Alyn anche dal Molino Loiudice.
Secondo la Finanza, la Barilla ha acquistato 1.290 tonnellate di semola contenente anche grano canadese della Loch Alyn.
Fonti vicine al colosso alimentare fanno sapere che la società ha rintracciato i lotti ma le analisi hanno sgombrato il campo dalle paure.
Il 90 per cento dei pacchi di pasta esaminati è risultato immune da ocratossine.
Mentre nel restante 10 per cento il contenuto è rimasto al di sotto dei limiti di legge.

Il 70 per cento del grano Barilla è semolato nei mulini della ditta.
Solo il 30 per cento proviene dai mulini esterni, come Loiudice (che fornisce il 2 per cento) o Casillo, che è il principale fornitore italiano.
La Barilla inoltre segue un rigoroso programma di controlli interni in tutte le fasi della produzione.
E in questo caso ha effettuato altre 500 analisi commissionate appositamente a laboratori esterni.
Solo dopo avere accertato che tutti i pacchi di pasta non presentavano rischi, Barilla li ha lasciati sugli scaffali.

Granoro trasparente
Anche il pastificio Mastromauro, che produce la pasta Granoro, ha eseguito una campagna di controlli straordinari.
Giovane e grintosa, la direttrice commerciale, Marina Mastromauro, non si tira indietro: "Nella nostra pasta non c'è ombra di ocratossina. Noto solo che è ridicolo che tutti oggi facciano finta di non avere mai comprato grano da Casillo. Inoltre, il presidente della Provincia, Vincenzo Divella, titolare dell'omonimo pastificio, invece di tutelare tutti i produttori in un momento così difficile è intervenuto sulla 'Gazzetta del Mezzogiorno' per difendere la sua azienda e vantarsi di non importare il grano canadese ma solo quello australiano".
Peccato che proprio Divella figuri nella lista degli acquirenti del grano canadese sequestrata dal magistrato al porto di Bari.
Divella ha comprato il carico della nave Dobrush, arrivata a Bari il 31 maggio del 2005 da Port Royal (lo stesso porto canadese della Loch Alyn). "Confermo di non aver mai importato grano canadese ma posso averlo comprato anch'io dalla nave. È uno dei migliori", corregge il tiro il presidente con 'L'espresso', aggiungendo subito: "Comunque non ho comprato mai grano canadese di qualità 4 né da Casillo né da altri".

Certo per tutti i pastai italiani oggi Casillo è una presenza ingombrante. L'inchiesta di Trani non riguarda un parvenu ma il re del settore.
Le sue aziende sono in vetta alle classifiche europee e l'Università delle scienze gastronomiche di Slow Food portava i suoi studenti a fare lo stage al Molino Casillo.
Bastava dare un'occhiata al sito il giorno dell'arresto, prima che fosse oscurato, per scoprire che tra i clienti vantati c'erano anche Agnesi, Amato, Barilla, Buitoni, Divella, De Cecco, Del Verde, Rana e tanti altri.
Per avere un'idea delle dimensioni basti dire che con le 44 mila tonnellate di Casillo si possono produrre 250 milioni di pacchi di pasta contenenti, in una percentuale del venti per cento, la semola del grano 'incriminato'.

Un solo colpevole
In questa vicenda, finora, l'unico industriale indagato è Casillo. Gli inquirenti ci tengono a sottolineare che nessuno degli acquirenti, mulini e pastai, sapeva di comprare un grano a rischio.
Per il gip Nardi solo Casillo "acquista il prodotto con un ingente risparmio pari a 34 euro a tonnellata, a cifre quindi molto inferiori rispetto ai prezzi quotati". I suoi acquirenti invece comprano "a prezzi di mercato e in alcuni casi anche per valori superiori, vedi la vendita al Mulino Tandoi".
Filippo Tandoi precisa: "Abbiamo acquistato un modestissima quantità di canadese categoria 4 non essendo informati del sequestro cui lo stesso era stato sottoposto. Il prezzo era in linea con le quotazioni e le nostre analisi sulla semola hanno evidenziato che le micotossine erano di gran lunga al di sotto dei valori minimi".

È la stessa tecnica di produzione della pasta a eliminare il rischio.
Nella fase della molitura si perde la parte esterna del grano e l'ocratossina si dimezza.
Un secondo abbattimento deriva poi dalla miscelazione della semola canadese con quella italiana.
Per queste ragioni, nessun campione di pasta finora ha superato i 5 ppb di ocratossina.
Il pm Savasta però non si accontenta e ora ha intenzione di trasformarsi in pastaio.
Proprio così : la Procura incaricherà un perito di fabbricare la pasta a partire dalla sola semola di grano canadese contaminato per verificare quanta ocratossina rimane alla fine del procedimento.
Intanto il ministero della Salute ha attivato il sistema di allerta europea, ha chiesto un parere sulla pericolosità del grano all'Istituto superiore di sanità e ha inviato alle regioni la lista dei pastifici e dei mulini che hanno trattato il grano di Casillo e i suoi derivati.
Ora si attende che Puglia, Basilicata, Emilia Romagna, Campania, Veneto, Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione del Nas dei carabinieri, rintraccino quelle partite e verifichino la contaminazione dei prodotti.

Controlli pericolosi
Se al momento i consumatori possono stare relativamente tranquilli, l'inchiesta di Trani ha però portato alla luce un incredibile buco nei controlli. I magistrati hanno accertato che le analisi sulle importazioni a Bari si svolgono solo sul 5 per cento degli arrivi di ogni settimana (a Ravenna si arriva al nove).
Raggiunta quella soglia, le altre navi passano indisturbate. Non solo: i campioni non sono sempre prelevati dai funzionari del ministero ma consegnati dall'equipaggio.
"Nel caso di Bari, la cosa più sconcertante", per il giudice Nardi, "è che il controllo di tipo sanitario non risulta essere stato effettuato e la prima nave è stata svincolata senza che pervenissero neppure le analisi parziali. Con questo presupposto veniva emessa autorizzazione sanitaria per l'intera settimana".
Il dirigente sanitario dell'ufficio marittimo di Bari, Antonio Delzotti, è stato arrestato lunedì scorso e ora è ai domiciliari.
Ma il problema è di sistema. In tutta la Puglia non esisteva nemmeno l'apparecchio per trovare l'ocratossina.

Una carenza drammatica se si tiene conto che ogni anno importiamo un milione e mezzo di tonnellate di grano duro, pari al 30 per cento del fabbisogno. "Il prossimo anno", spiega Fabrizio Vitali di Italmopa, "si arriverà al 50 per cento".

La colpa è dell'Europa. Prima ha favorito la coltivazione nei terreni meno adatti provocando un peggioramento della qualità.
Poi è corsa ai ripari introducendo il regime del di-saccoppiamento. I fondi quest'anno arriveranno comunque agli agricoltori italiani a prescindere dalla reale coltivazione del terreno.
Ma il danno ormai è fatto e il nostro frumento non è più buono come una volta.
"Nel 1992 il nostro grano", spiega Vitali, "conteneva il 14 per cento di proteine. Oggi siamo scesi al 12 e per evitare di produrre una pasta che si incolla i pastai ricorrono al canadese".

Comunque per Vitali: "non bisogna esagerare con gli allarmi. Il grano importato è sicuro".
A leggere l'ordinanza del giudice Nardi però sorge qualche dubbio: "Casillo si difende sostenendo che l'ocratossina è dappertutto e non fa male e poi la sua ditta importa grano da tutto il mondo compreso l'Iraq e in particolare il Kurdistan. Già", chiosa il gip, "proprio quella regione irrorata dai gas nervini sganciati da Saddam per decimare le popolazioni ribelli!".




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29 gennaio 2006

Oddio adesso ci sara' la guerra, dicono.

Non capisco la sorpresa e la  preoccupazione del mondo per la schiacciante vittoria di Hamas alle elezioni palestinesi.
Cosa e' cambiato? Niente.
 
Oddio adesso ci sara' la guerra, dicono.
- Perche' finora avevamo la pace? rispondo.
Ma quelli vogliono distruggere Israele, dicono spudoratamente.
- Anche l'OLP voleva distruggere Israele e vuole ancora farlo ma non vi dava fastidio. Rispondo.
Ma quelli sono estremisti. Dicono .
- Perche' gli altri cosa sono, moderati? Rispondo.
 
Israele ha reagito con  calma  alla vittoria di Hamas, nessuna meraviglia, nessuna paura, nessuna grande preoccupazione. I politici osservano e stanno all'erta e l'uomo della strada dice sarcastico " nu, ma hadash? " che letteralmente significa "allora, qualcosa di nuovo?" ma che vuol dire anche molte altre cose " non cambiera' niente, hamas e' come quelli che l'hanno preceduta, continuera' la guerra".
Certo, i parenti delle vittime di Hamas hanno sentito un brivido giu' per la schiena ma in Israele ci sono migliaia di vittime dell'OLP, della Jihad, dei Tanzim, delle Brigate Al Aqsa, tutti figli di Arafat, l'amato, il santo, l'uomo di pace dell'Europa.
 
Lo statuto di hamas dichiara che il suo obiettivo è di  sollevare la bandiera di Allah sopra ogni pollice di terra della Palestina eliminando lo stato di Israele (entita' sionista) fino all'ultimo centimetro di terra.
Lo statuto dell'OLP  recita : " La nostra lotta e' la completa liberazione della Palestina e lo sradicamento fino all'ultimo centimetro di terra della presenza sionista".
Dove sta la differenza? Solo nel fatto che  l'OLP e' fatta da fantici laici e Hamas da fanatici religiosi ma il loro fine e' comune: l'eliminazione di Israele.
Ancora dallo statuto di hamas, riferito a se stesso: “Allah è il suo obiettivo, il profeta il suo modello, il Corano la sua costituzione, la jihad il suo cammino e la morte in nome di Allah il più dolce dei suoi desideri” e da questa aberrante convinzione nascono i terroristi suicidi: morire ammazzando gli ebrei.
Niente di piu' dolce e santo per far contento Allah.
L'OLP ha invece sempre pensato, laicamente,  che ammazzare senza suicidarsi fosse molto piu' dolce e soddisfacente quindi per 40 anni si e' dedicata  con entusiasmo agli assassini  senza affidarsi piu' di  tanto ai kamikaze  e bisogna dire che ha comunque ottenuto  un grande successo sia in Israele che in giro per il mondo.
Morti ammazzati a migliaia sotto l'occhio comprensivo e affettuoso del mondo che dava la colpa a Israele.
L'Occidente innamorato ha costretto Israele a trattare inutilmente con gli assassini, ha dato irresponsabilmente il premio Nobel al loro capoccia e il risultato e' che siamo qua, al punto di partenza. 
E adesso cosa fara' Hamas?
Ha bisogno dei soldi del mondo se no nel giro di una settimana, dice Wolfensohn, sara' bancarotta e la storia ci insegna che i palestinesi sono capaci di tutto pur di  non rinunciare ad essere mantenuti dalla comunita' internazionale, fanno le capriole, mentono, fingono, si ammazzano tra loro, tutto pur di apparire agnellini occupati dall'orco Israele.
Si puo' quindi facilmente immaginare che fingeranno pragmatismo, cercheranno di tenersi il ministro dell'economia di Abu Mazen, metteranno in naftalina cappucci bianchi e candelotti esplosivi per qualche settimana fino a quando avranno imbrogliato abbastanza gli allocchi e ricominceranno a ricevere milioni di euro e di dollari che hamas usera' si per arricchirsi, fare qualche asilo e qualche campeggio per accattivarsi altre simpatie  ma soprattutto per armarsi e continuare le stragi.
Puo' passare una settimana come un mese o un anno ma niente cambiera'.
Gli arabi non hanno fretta, loro confidano in Allah e nelle pance delle loro donne.
Carne da candelotti ci sara' sempre. 
L'unica amara soddisfazione in questa tragedia che ci perseguita da ormai piu' di un secolo  e' la prova  che i palestinesi non vogliono la pace e nemmeno uno Stato, vogliono guerra, odio e morti .
La stupidita' e' la cosa che mi sconvolge di piu', la stupidita' di questo popolo che da 60 anni rifiuta sistematicamente  di avere uno Stato per odio , un odio senza limiti, un odio che li rende incapaci di pensare, di preoccuparsi per i loro figli, anzi che in nome di quest'odio li sacrificano, che vivono senza futuro, senza dignita', senza lavoro, senza la vergogna di essere mantenuti come puttane.
Eppure questa gente infida continua ad avere la simpatia del mondo intero e anche di fronte a questa ennesima prova di idiozia e di voglia di guerra c'e' chi, piu' puttana di loro, dice che la colpa e' di Israele. 
 
Deborah Fait




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29 gennaio 2006

PRESIDENTE TRIBUNALE ROMA, IO CANDIDATO?

 MAGISTRATURA NON POLITICIZZATA?
ELEZIONI: PRESIDENTE TRIBUNALE ROMA, IO CANDIDATO? SCIOLGO RISERVA TRA 15 GIORNI
'MA DEVO ESSERE SICURO DI VOTI, DEVO GARANTIRE CREDIBILITA' DEL MIO INCARICO'
 
Roma (Adnkronos) - C'e' anche il presidente del Tribunale di Roma Luigi Scotti tra i possibili candidati dell'Unione alle prossime elezioni politiche. ''Tra una quindicina di giorni sciolgo la riserva'', conferma il diretto interessato al termine della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario in Corte d'Appello a Roma, indicato come 'papabile' tra i candidati al Senato in Campania, a Napoli, la sua citta'. ''A Roma -spiega Scotti- non mi sarei presentato mai, considero estremamente inopportuna una candidatura dove si e' esercitata la funzione giurisdizionale''.




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29 gennaio 2006

La giustizia è al servizio dei cittadini?

Magistratura:la giustizia è al servizio dei cittadini, o della corporazione?

Il prestigio della magistratura declina, avverte Sua Eccellenza Marvulli,primo presidente di Cassazione, inaugurando l'anno giudiziario. Acuta osservazione. Colpa, dice il coperto d'ermellino, delle leggi varate inquesta legislatura e colpa anche del protagonismo di molti magistrati.
Sembra un colpo al cerchio ed uno alla botte, invece non è niente. E' il niente.
Le leggi varate in questa legislatura, riguardanti il mondo della giustizia,hanno tanti difetti, il più grande dei quali è il non essere state in grado di far funzionare la giustizia stessa. Ma nessuna di queste leggi, nessuna,ha neanche lontanamente potuto aggravare il coma profondo della giustizia.
Quindi Marvulli non faccia il politico furbacchione, e impari a far diconto. Questi sono i dati: il 50% dei delitti denunciati resta per sempre senza alcun colpevole, la giustizia fallisce, in partenza, nella metà dei casi; le indagini preliminari, in barba a quel che dicono le leggi, durano mediamente 485 giorni; un processo penale di primo grado 35 mesi; il secondo grado se ne porta via 65; per una sentenza di primo grado, in sede civile,servono dai 300 ai 1.500 giorni. I magistrati italiani sono i più numerosi d'Europa, al tempo stesso i nostri processi sono i più lunghi d'Europa.
S'impari a far di conto, e si giunga alle conseguenze.
La geremiade annuale delle toghe è insopportabile. Questi signori, che sono degli stipendiati dallo Stato, fanno più vacanze dei bambini alle scuole elementari. Se si pensa di far fare loro un concorsino, una provetta a questionario, giusto per vedere se ricordano ancora alcuni fondamentali, si ribellano adducendo violata la loro autonomia. Ma da che? Se il Parlamento
vara una legge, giustissima e semmai troppo blanda, che tende a divaricare il ruolo d'accusatore da quello di giudice, sostengono che così viene meno la "cultura della giurisdizione", la cui sola esistenza è in contrasto con il processo accusatorio. Ma loro se ne impipano, loro hanno la casta da difendere, il diritto al trasferimento, la voglia di far carriera senza cambiare sede, l'immobilismo inefficiente da glorificare.
Oggi si replica, in tutte le Corti d'Appello. Ma mancheranno i magistrati,perché loro protestano e non vanno alla cerimonia. Pensate che vadano a lavorare, per protesta? Ma va là, vanno al circolo sportivo finanziato dallo Stato, a tenersi in forma. Poi arriva Marvulli e dice: il nostro prestigio è in declino. Gli sfugge che, per esprimere il concetto, sarebbe più adeguato il participio passato.
La maggioranza ha delle colpe? Certo che sì: cinque anni di continuo
conflitto con la casta togata, senza essere riusciti ad affermare il solo principio civile che si conosca: la giustizia è al servizio dei cittadini,non della corporazione. Cinque anni a metter pezze in questo o quel procedimento, mancando della capacità di collocare tutto in un più vasto e serio disegno riformatore. Ed il guaio è che questa maggioranza può essere sostituita solo da leccatoghe, anche culturalmente subalterni ai declinanti ermellini. Fin quando questo è il bipolarismo, becchiamoci anche l'inutile cerimonia.

Davide Giacalone




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28 gennaio 2006

ROMA: URGE SANGUE 0 RH NEGATIVO PER BIMBO RICOVERATO AL 'BAMBIN GESU''

ROMA: URGE SANGUE 0 RH NEGATIVO PER BIMBO RICOVERATO AL 'BAMBIN GESU''
INVITO A CONTATTARE L'OSPEDALE PER CHIUNQUE POSSA AIUTARLO

 Ricoverato all'ospedale 'Bambin Gesu'' di Roma, un piccolo paziente il cui gruppo sanguigno appartiene alla categoria piu' rara, 0 Rh negativo, ha bisogno di una trasfusione urgente. A dare la notizia e' l'ospedale stesso, che invita chiunque potesse offrire il suo aiuto a contattare lo 06.68591 chiedendo del dottor Di Carlo del 'centro trasfusionale'.




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28 gennaio 2006

Hamas vince...tutto previsto



Hamas vince...tutto previsto
 Hamas vince...tutto previsto......veramente avevamo previsto l'uccisione di Abu Mazen da parte di Hamas dopo essere riuscito a strappare i territori a Israele proponendosi come "colomba democratica" palestinese.Strappati i territori a Israele in maniera "democratica" con l'uccisione di Mazen sarebbe cambiata la guida dei palestinesi  e quindi i patti precedentemente raggiunti con Israele  e America  sarebbero saltati automaticamente.Con la nuova guida politica si sarebbe ritornati al punto di partenza annullati gli accordi tutto come prima anzi peggio di prima.Il piano però è stato portato a termine, in maniera  come dire "geniale", non è stato ucciso fisicamente Abu  Mazen( per non fare perdere l'etichetta di democraticità alle elezioni come volevano i paesi occidentali e per non perdere i finanziamenti )ma politicamente facendogli perdere  le elezioni dimostrando così che l'erede di Arafat  non era la colomba democratica palestinese ma solo un utile idiota che doveva portare a termine il piano per la eliminazione dello stato di Israele.

PAFL




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28 gennaio 2006

Ricordo male o ..........

Ricordo male o ..........
Ricordo male o Sharon ha deciso di costruire il muro difensivo e di ritirarsi unilateralmente da Gaza perché considereva Arafat e la leadership palestinese alla stessa stregua di gruppi terroristici con cui era impossibile trattare? Ricordo male o Arafat ha cancellato l’accordo di Camp David e scatenato un’intifada di attentati terroristici che ha portato al suo isolamento internazionale? Ricordo male o Israele e Usa non hanno più trattato con Arafat dopo che il duce palestinese ha rifiutato l’accordo di pace?
Se, come credo, non ricordo male, vorrei sapere quale sia la differenza tra i bei tempi che furono di Arafat e la tragedia odierna con Hamas alla guida dell’autorità palestinese? Forse la differenza è che questi di Hamas sono così cattivi da essere incapaci di prendere in giro i creduloni gauchiste europei?
C.Rocca




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28 gennaio 2006

Dal Senato via libera a modifica reati opinione

Calderoli: ''Oggi è un gran giorno''
Dal Senato via libera a modifica reati opinione
Il gruppo della Lega a Palazzo Madama: ''Dopo 60 anni il diritto di esprimere dissenso da parte di un qualunque cittadino viene finalmente tutelato''

Roma (Adnkronos) - L'aula di palazzo Madama ha approvato il ddl relativo alle modifiche del codice penale in materia di reati di opinione. Il Senato non ha effettuato modiche al testo giunto dalla Camera, per cui il provvedimento ha avuto il via libera definitivo.
''La libertà di opinione e di pensiero sono alla base di una democrazia e quindi oggi, giorno in cui si sono approvate definitivamente le modifiche dei reati d'opinione, che io stesso avevo proposto, è un grande giorno'' ha commentato Roberto Calderoli, ministro per le Riforme. ''Finalmente - ha proseguito il senatore della Lega - si sono abrogate le norme liberticide del codice Rocco. In due giorni, due grandi obiettivi fortemente sostenuti dalla Lega Nord a difesa dell'incolumità del cittadino e della sua libertà di pensiero''.
''Dopo 60 anni il diritto di esprimere dissenso da parte di un qualunque cittadino viene finalmente tutelato'' afferma una nota del gruppo della Lega al Senato. ''La modifica del codice penale per quanto riguarda i reati di opinione ripristina - spiegano i senatori del Carroccio - dopo decenni la vera libertà che in un Paese civile deve essere garantita per tutti e non soltanto per chi ha i privilegi di una immunità parlamentare''.
''E' una vittoria della Lega che permetterà - spiega la nota - a molti militanti e simpatizzanti di poter trasformare i loro problemi penali in semplici problemi amministrativi''.




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Non andare in giro dicendo
che il mondo ti deve dare da vivere.
Il mondo non ti deve dare nulla :
era lì prima che tu arrivassi.

 

 

ControCorrente

Movimento d'opinione
che si propone di premiare
dare fiducia a persone
e politici che siano
garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore.
Sono garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore:
 
 
Vota:Berlusconi,Angelilli

 
    
 

     

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Fiamma Nierenstein
 
 

No alla Ue




ORIANA FALLACI



Tribute to Reagan


 

 
 
I comunisti amano
così tanto
i poveri da volerne
creare  altri

Noi cattolici diciamo  
si alla base americana
di  Vicenza

 






 

Vendere la RAI
con tutti i suoi parassiti.

Eliminare l'ente Provincia
che ha poche ragioni per
giustificare la sua esistenza
 e molte per suggerire
 lo scioglimento.


(IM)MORALISTI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

        G.M.

 

Antonio Di Pietro salvò
i comunisti da tangentopoli.


 

 

Le bugie di Veltroni

 

 Le bugie di Prodi



 



 


    

 

 

 

 


 

 

 

 

 

Veronica

 

 

 




 



Immigrati




 

Il comunismo è una
giusta distribuzione
della miseria.


 




L'assemblea parlamentare del
 Consiglio d'Europa
ha approvato il 25 gennaio 2006,
con 99 voti a favore e 42 contrari,
una risoluzione presentata dal deputato
svedese Goran Lindblad a
nome del PPE, che condanna
 i "crimini del comunismo" equiparando
il comunismo stesso al nazismo.
Anzi, considerando che nel rapporto
che accompagnava la proposta
di risoluzione, intitolata "Necessità di
una condanna internazionale dei
crimini del comunismo", si accredita
la cifra di quasi cento milioni di morti
 causati direttamente o
indirettamente dal comunismo,
quest'ultimo risulterebbe addirittura,
almeno come numero di vittime,
 di gran lunga peggiore del nazismo. 
 
 
METTERE FUORI LEGGE
I PARTITI COMUNISTI IN ITALIA,
come sono stati messi fuori legge
il partito fascista in Italia e
il partito nazional socialista in Germania.



 





Se li abbandonate i
bastardi siete voi


islam fuorilegge vìola
 i fondamentali diritti
degli uomini e delle donne.






islam in azione


 

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VIDEO DONNA FRUSTATA IN SUDAN -

 

 










 


La resistenza non è mai esistita,
è solo frutto della propaganda
dei comunisti.
Indro Montanelli.

 



 
 
 
 
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