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30 giugno 2005

Per i sinistrimilitontidipietranimanipuletanifascicomunistigirotontileccaculici


Stefania Ariosto solo oggi ricorda e ammette forse mi sono sbagliata ......per i
sinistrimilitontidipietranimanipuletanifascicomunistigirotontileccaculici e   feccia varia .....


Sme: 'Retromarcia' Di Stefania Ariosto Su Giudice Priore
Mercoledì 29 Giugno 2005, 18:54
(Adnkronos) - Nell'aula infuocata della cittadella giudiziaria milanese, l'esame dell'imputata procede a tratti a fatica. Stefania Ariosto non si sottrae alle domande anche se ogni tanto sembra provocare chi la interroga ricordando che, come imputata, puo' anche mentire. Tuttavia non racconta cose diverse. Solo, quasi a sorpresa, quel che ha dichiarato dal 1995 fino al 2001, nelle aule di giustizia, su Priore sembra franare. ''Perche' ritratta solo ora?'', le viene chiesto. La risposta non e' chiara, ed e' solo dopo una domanda del suo difensore che Stefania Ariosto afferma che ''quando ho fatto quelle dichiarazioni ero convinta che fosse tutto vero''. Il processo proseguira' il 5 ottobre prossimo.






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30 giugno 2005

I soliti comunisti

Brasile: Corruzione, Nuove Accuse Jefferson a Partito Lula

San Paolo, 30 giu. - (Adnkronos) - Il deputato Roberto Jefferson, il ''grande accusatore'' del partito dei Lavoratori, ha aggiunto oggi un altro tassello allo scandalo corruzione che si e' abbattuto sulla coalizione del presidente Luiz Inacio Lula da Silva. Jefferson ha dichiarato che fondi di un'impresa statale sono stati deviati al PT. Le rivelazioni sono state date in un'intervista esclusiva al quotidiano ''Folha de Sao Paulo''. Jefferson ha spiegato che fu un alto dirigente della statale Furnas Centrales Eletricas a raccontargli che almeno 3 milioni di reali (1,3 milioni di dollari) venivano girati ogni mese al partito dei Lavoratori.




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30 giugno 2005

G8. Bush al The Times: "Gli Stati Uniti chiederanno un aiuto piu' importante per combattere la poverta' in Africa

G8. Bush al The Times: "Gli Stati Uniti chiederanno un aiuto piu' importante per combattere la poverta' in Africa

 

                            



Londra, 30 giugno 2005

Gli Stati Uniti chiederanno un aiuto più importante per combattere la povertà in Africa al vertice del G8 che si svolgerà dal 6 all'8 luglio prossimi a Gleneagles, in Scozia. Lo ha dichiarato il presidente americano George W. Bush in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano britannico The Times. "Ci impegneremo di più, il nostro contributo è già significativo e lo sarà ancor di più", afferma Bush riguardo agli aiuti internazionali nell'intervista, in cui affronta anche la questione del cambiamento climatico e dell'effetto serra. Secondo il presidente, le relazioni di Washington con l'Africa sono assimilabili a una "partnership", vale a dire una cosa "diversa dal rapporto stabilito con un erogatore di fondi". "Gli americani vogliono occuparsi della povertà e della fame, delle malattie. Ma non vogliono che il loro denaro sia sperperato da governi che non concentrano la loro azione sulla salute, l'istruzione, i mercati e la lotta contro la corruzione", spiega Bush. "In tutta buona fede, non posso dire 'continuiamo ad essere generosi' se non posso garantire che i fondi saranno spesi correttamente", aggiunge. Quanto all'effetto serra, il presidente si dice perfettamente consapevole dell'importanza del problema, "un problema a lungo termine di cui dobbiamo occuparci". Ma - avverte - i Paesi devono innanzitutto "comprendere completamente la natura del problema". E, a suo avviso, gli Stati Uniti "mostrano la strada" trovando alternative ai combustibili fossili.




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30 giugno 2005

Immigrati una risorsa per il paese-SEQUESTRANO RAGAZZA, IN MANETTE COPPIA DI RUMENI

FIRENZE: SEQUESTRANO RAGAZZA, IN MANETTE COPPIA DI RUMENI
LA VITTIMA E' UNA LORO CONNAZIONALE, VOLEVANO FARLA PROSTITUIRE
Volevano costringere una loro connazionale a prostituirsi, ma la vittima, una rumena di 29 anni, li ha fatti arrestare dalla polizia. E' accaduto la notte scorsa a Firenze. In manette sono finiti due rumeni, un uomo di 34 anni e la sua compagna di 23, accusati di sequestro di persona, percosse, lesioni personali, induzione alla prostituzione e resistenza a pubblico ufficiale.




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30 giugno 2005

Immigrati una risorsa per il paese-Il pirla egiziano

Catania, egiziano minaccia di uccidersi insieme alla famiglia
 Si è barricato in casa con la moglie e i nove figli e minaccia di uccidere i suoi familiari e di togliersi poi la vita se non sarà ritirato il provvedimento di sfratto notificatogli in questi giorni. Protagonista un cittadino egiziano residente a Bronte, comune in provincia di Catania, dove gestisce un negozio in contrada Murazzo-Rotto al confine con il territorio di Randazzo. Questa mattina l'egiziano si è barricato nel locale portando con se la moglie e i figli, di età compresa tra i 2 e i 21 anni, per protestare contro lo sfratto disposto dal giudice. Secondo l'extracomunitario, sarebbero stati commessi errori nella valutazione del pagamento del canone di locazione. Nel negozio vi sono bottiglie di benzina e sono stati sistemati diversi cappi da forca.
Per farlo desistere dai suoi propositi sono intervenuti i carabinieri di Bronte e le assistenti sociali del comune. L'uomo, che ha fatto entrare nel locale alcuni giornalisti, sta proseguendo la sua protesta.




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30 giugno 2005

WebStrike contro i brevetti software

WebStrike contro i brevetti software

No Banana Union, No Software Patents


Un invito a opporsi alla direttiva europea sotituendo l'home page del proprio sito.
La Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII) fa sul serio e a poco più di una settimana dal voto sulla direttiva europea riguardante i brevetti software incita a serrare le fila e a dare il proprio contributo alla causa partecipando a un WebStrike.

In pratica tutti i possessori di un sito web o blog sono invitati a "chiudere temporaneamente i battenti" e a sostituire la propria home page con un index.html creato apposta dalla FFII per informare sulla pericolosità di un'eventuale approvazione della direttiva sui brevetti. Il WebStrike dovrebbe durare fino al 6 luglio, giorno in cui presumibilmente il parlamento Europeo sarà chiamato a votare sulla direttiva.

Chi non volesse adottare metodi così drastici come la chiusura del propio sito web potrà comunque dimostrare la propria opposizione alla direttiva inserendo una text box informativa o un banner.

L'index.html della FFII, la text box e il banner sono scaricabili all'indirizzo: http://patinfo.ffii.org/material/webdemo-2005/




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30 giugno 2005

I GIUDICI SCIOPERINO CONTRO LO SCANDALO DEL PATTEGGIAMENTO

I GIUDICI SCIOPERINO CONTRO LO SCANDALO DEL PATTEGGIAMENTO

Vincenzo Vitale
 Domanda: perché per il 14 luglio l'Associazione nazionale magistrati ha indetto lo sciopero? La ragione è semplice: perché la riforma dell'ordinamento giudiziario che il Parlamento si appresta a varare sortirà effetti sgraditi ai magistrati, il più importante dei quali è la riduzione del ruolo politico della corporazione.
 
Tale risultato viene promosso attraverso due previsioni normative che certamente avrebbero potuto essere più radicalI ed innovative, ma che comunque appaiono accettabili.
Da un lato, stabilire che dopo 5 anni di carriera, i magistrati debbano scegliere se svolgere attività inquirente quali pubblici ministeri o, alcontrario, attività giudicante quali giudici, ottiene lo scopo di sganciare la magistratura giudicante da quella requirente. In altre parole,chi sceglierà di fare il pm non potrà più passare a giudicare gli imputati e viceversa: non siamo alla divisione delle carriera, ma è già un primo passo. Se il nostro deve essere un processo "di parti", queste parti debbono rimanere equidistanti dal giudice: altrimenti è solo uno scherzo.

Dall'altro lato, prevedere che la progressione sia disposta non solo per automatismi, ma soprattutto attraverso il riconoscimento del merito personale reintroduce questo concetto in un mondo dominato dalla tecnocrazia. Chi è il magistrato più meritevole? A sentire certi sapienti dell'ultim'ora il giudice più meritevole sarebbe quello capace di concludere il maggior numero di processi nel medesimo tempo. Si ripete infatti che il primo problema della giustizia italiana è la durata dei processi. Lo nego: la durata dei processi è un problema reale, ma non il più importante.

Quello davvero importante è invece che dal processo sembra insensibilmente espulsa l'esigenza e l'idea stessa di giustizia.
Valga un solo esempio: quello del patteggiamento. Si tratta di un istituto sintomatico di quanto affermo. Allorché l'imputato patteggia la pena che il giudice gli infligge, nessuno sa se costui sia colpevole o innocente, anche perché nulla e nessuno gli impone di dichiarare alcunché in proposito. Gli si infligge una pena contenuta, e questo è tutto. Dove sta la ragione ? Dove il torto ? Nessuno può dirlo.

Si badi. Il patteggiamento c'è anche negli Usa: ma qui l'imputato deve dichiararsi colpevole per poter patteggiare ed almeno questa dichiarazione funge da prova diverità. In Italia, invece, tutto accade secondo un automatismo cieco e sordo,dove alle ragioni della giustizia, di cui non importa nulla a nessuno, si sostituiscono quelle della pura efficienza, cioè, appunto, della tecnocrazia. Allora, perché i magistrati non scioperano per queste ragioni piuttosto che per interessi legati alle minori comodità che loro deriveranno dalla nuova legge? Il magistrato meritevole infatti non è quello più efficiente,ma quello che più ha a cuore le ragioni della giustizia.
Propongo allora -pur essendo "vox clamans in deserto "- alla magistratura di scioperare per questa giustizia, per questa verità.


[ Libero ]




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30 giugno 2005

IRA-OSTAGGI AMERICANI A TEHERAN, AHMADINEJAD PARTECIPO' A SEQUESTRO

IRAN: EX OSTAGGI AMERICANI A TEHERAN, AHMADINEJAD PARTECIPO' A SEQUESTRO
LO SCRIVE IL WASHINGTON TIMES

Alcuni degli ex ostaggi americani tenuti prigionieri nel 1979 nell'ambasciata a Teheran per 444 giorni da un gruppo di militanti iraniani hanno affermato ieri di aver chiaramente riconosciuto il presidente eletto iraniano, Mahmoud Ahmadinejad come una delle persone che svolse un ruolo centrale nel sequestro, interrogando gli ostaggi e chiedendo per loro un trattamento piu' duro. Lo scrive il Washington Times.

Iran senza foglie di fico

Da un editoriale di Ha’aretz

L’elezione la scorsa settimana del conservatore Mahmoud Ahmadinejad a presidente dell’Iran è uno sviluppo importante a livello regionale. Le sue posizioni possono incrementare ulteriormente l’ostilità dell’Iran verso Israele, ma creano anche un’opportunità per accrescere la pressione sul regime iraniano perché modifichi i suoi comportamenti.
La caduta dello Scià nel 1979 fu un “disastro strategico” per Israele che perse un importante alleato regionale, e che da allora ha dovuto fare i conti con le minacce di un regime estremista che nega a Israele il diritto di esistere. Israele considera l’Iran una grave minaccia per la propria sicurezza a causa della sua intransigente ostilità, del suo sostegno alle organizzazioni terroristiche Hezbollah e palestinesi, soprattutto per la sua volontà di dotarsi di armi nucleari e missili a lungo raggio.
Per anni Israele cercato con fatica di convincere la comunità internazionale della gravità della minaccia iraniana, finché non sono emersi i particolari del programma nucleare segreto iraniano e venne scoperta la rete di contrabbando di armi nucleari dal Pakistan. Queste novità spinsero gli Stati Uniti a dichiarare che non permetteranno all’Iran di ottenere armi nucleari, e i paesi chiave europei – Francia, Germania, Gran Bretagna – ad avviare negoziati con Teheran allo scopo di contenere le sue attività nucleari.
Tali colloqui hanno prodotto un parziale successo: l’Iran ha accettato di sospendere l’arricchimento dell’uranio, ma insite sul suo “diritto” di riprendere questa attività. Il primo ministro israeliano Ariel Sharon preme sui governi occidentali perché portino la questione davanti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu affinché si possano imporre sanzioni all’Iran.
All’interno dell’occidente c’è una controversia su come comportarsi con L’Iran. Durante la presidenza dell’uscente Mohammed Khatami, la posizione che invocava il dialogo “per rafforzare i moderati” poteva avere qualche validità. Ma Khatami si è rivelato privo di vera influenza e ha deluso coloro che si aspettavano un cambiamento dall’interno del regime. Piuttosto egli ha garantito una comoda copertura ai veri detentori del potere, guidati dal leader spirituale Ali Khamenei: di fatto Khatami ha contribuito ad mitigare la loro immagine di estremisti, e ha favorito la loro accettazione come legittimi interlocutori.
L’elezione di Ahmadinejad renderà più acuto il dilemma nelle capitali d’Europa. Ahmadinejad non può essere presentato come un moderato che ha bisogno d’essere incoraggiato e rafforzato. Immediatamente dopo essere stato eletto, ha promesso di continuare il programma nucleare iraniano, ha espresso disprezzo per gli Stati Uniti, ha detto che l’esistenza di Israele è “illegale”. Queste posizioni possono anche avere risvolti concreti: per esempio, un accelerazione del programma nucleare e un incoraggiamento a Hezbollah perché non rinunci alle armi.
Israele spera, giustamente, che tali dichiarazioni contribuiscano a smascherare il vero volto del regime iraniano, aiutando in questo modo a raccogliere appoggi internazionale contro di esso. Sarà più facile radunare sostegni contro gli estremisti al potere a Teheran senza la foglia di fico del moderato Khatami.
Gli europei dicono che bisogna aspettare e vedere come si comporterà Ahmadinejad, e che sanzioni troppo dure spingerebbero l’Iran ad assumere comportamenti irresponsabili. Inoltre, sarebbe difficile imporre sanzioni a un così grande esportatore di petrolio in un momento in cui i prezzi del petrolio sono così alti a livello globale. Ma Israele deve portare avanti il suo impegno diplomatico per naturalizzare le minacce iraniane. Ed è comunque importante che non si metta in prima linea, lasciando piuttosto la scena alle grandi potenze.




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30 giugno 2005

Immigrati una risorsa per il paese-Cittadini cingalesi responsabili del reato di associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina

MILANO: TRAFFICO CLANDESTINI, 22 ARRESTI POLIZIA MALPENSA
SGOMINATA ORGANIZZAZIONE CON BASE IN ITALIA
La Polizia di Stato di Malpensa ha eseguito 22 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di cittadini cingalesi responsabili del reato di associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina. La Polizia di Frontiera ha cosi' sgominato un'organizzazione con base in Italia ma operante a livello internazionale con ramificazioni in Francia, Germania, Inghilterra, Repubblica Ceca e Svizzera.




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30 giugno 2005

IMMIGRATI: RAGUSA, IN ARRIVO CARRETTA DEL MARE CON CIRCA 200 CLANDESTINI

IMMIGRATI: RAGUSA, IN ARRIVO CARRETTA DEL MARE CON CIRCA 200 CLANDESTINI
La Guardia di Finanza ha intercettato in acque internazionali una carretta del mare che, dopo ore e ore di navigazione, ora si trova al largo della costa ragusana, e in particolare nella zona di Pozzallo. Da quanto si e' appreso a bordo ci sarebbero circa 200 clandestini. L'imbarcazione era stata avvistata in acque internazionali al largo di Malta.




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30 giugno 2005

ESTATE: PAURA DI PARTIRE PER 2 MLN DI ITALIANI

ESTATE: PAURA DI PARTIRE PER 2 MLN DI ITALIANI CON ATTACCHI PANICO
Non c'è solo la crisi economica a frenare la voglia di viaggi e vacanze in vista del primo grande esodo estivo. Due milioni di italiani, con un rapporto di tre donne per ogni uomo, che soffrono di attacchi di panico, hanno paura di mettersi in viaggio. E temono soprattutto l'aereo, ma anche il treno e l'auto. Sull'aereo infatti l'attacco di panico è piu' temuto, facilitato anche dalla cattiva qualità dell'aria, con una forte presenza di anidride carbonica che si conferma l'imputata principale degli attacchi, come ha ricordato oggi, in una conferenza stampa a Roma, il neurologo Rosario Sorrentino dell'Unità italiana attacchi di panico della Clinica Paideia di Roma.




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29 giugno 2005

Una bella News NATA 'SUPERBEBE'' DI 6,3 CHILI

USA: NATA 'SUPERBEBE'' DI 6,3 CHILI
DELANEY E' VENUTA ALLA LUCE CON 3 SETTIMANE DI ANTICIPO
Washington, 29 giu.  Parto super negli Stati Uniti: una donna di Milwaukee, nel Winsconsin, ha dato alla luce una bambina del peso di 6,3 chilogrammi, nata con tre settimane di anticipo rispetto alla data prevista. Secondo quanto riferito dai media americani, Delaney Jessica Buzzel - questo il nome della 'superneonata' - sta bene e, ad appena una settimana di vita, pesa gia' quanto un bimbo di quattro o cinque mesi. Ma anche i fratellini di Delaney non furono da meno: al momento del parto pesavano cinque e 5,5 chili.




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29 giugno 2005

Il ministro del Lavoro dell'Arabia Saudita, Ghazi al-Qosaibi.Un uomo "molto serio"praticamente un buffone

A. SAUDITA: MINISTRO, SOLO DONNE POSSONO VENDERE INTIMO FEMMINILE
NEGOZI DOVRANNO LICENZIARE IL PERSONALE MASCHILE
 Solo le donne possono vendere biancheria intima femminile. Lo ha deciso il ministro del Lavoro dell'Arabia Saudita, Ghazi al-Qosaibi, decretando la rimozione di tutto il personale maschile dai negozi che trattano articoli di intimo femminile. La singolare misura prevede inoltre che i punti vendita 'unisex' si mettano in regola entro un anno, mentre i negozi specializzati in intimo femminile avranno due anni di tempo per licenziare gli uomini ed assumere solo donne.




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29 giugno 2005

Stupri nel parco, cortocircuiti mentali e test psico-attitudinali per legge

 Sul dramma della quindicenne stuprata dagli immigrati nel parco
le grottesche baggianate degli “illuminati” intellettuali di sinistra
 
Biagi con il procuratore di Bologna:
”Sì, la responsabilità è di Berlusconi”  
 
di Gaetano Saglimbeni
 
 
        Sulle “sparate” anti-Berlusconi del procuratore capo di Bologna, per il quale gli stupri di ragazze nei parchi ad opera di immigrati clandestini sarebbero da inquadrare in una certa “cultura della illegalità” diffusa dalle incaute dichiarazioni del presidente del Consiglio sul lavoro sommerso, si è trovato d’accordo (e la cosa non mi sorprende affatto) il grande vecchio del giornalismo italiano Enzo Biagi.
 
          Nella sua rubrica domenicale “Strettamente personale”, sul  Corriere della Sera, dopo aver criticato (legittimamente, bisogna dire) le proposte del ministro leghista della Giustizia sulla “castrazione chimica o chirurgica per gli stupratori recidivi”, ha scritto: “Al di là delle discutibili idee del ministro, vero è che tira un’aria preoccupante e non è un caso che abbia sentito il bisogno di intervenire il procuratore capo di Bologna, Enrico Di Nicola, denunciando come non sia un ‘bene’ per l’Italia che il 40 per cento dell’economia sia costituito da ricchezza sommersa. Subissato dalle critiche della Casa delle libertà e dallo sconcerto del guardasigilli Roberto Castelli, il procuratore non voleva dire altro che il clima di illegalità che pervade tanti settori della nostra vita non aiuta di certo e, caso mai, convince molti a sentirsi impunibili”. Ed ha concluso: “Io sto, tanto per chiarire, dalla parte di Di Nicola”.       
 
          Non c’era alcun bisogno che lo chiarisse, il grande Biagi: nel momento in cui il procuratore capo di Bologna sparava ad alzo zero contro Berlusconi (anche per lo stupro di immigrati clandestini in un parco pubblico, sissignori), nessuno pensava che l’editorialista sommo del Corriere  potesse non trovarsi d’accordo con lui. Si dà il caso, però, che quello che Silvio Berlusconi ha spiegato con molta chiarezza ai giornalisti sull’economia sommersa non sia stato compreso né dall’uno (il magistrato) né dall’altro (l’editorialista). Ed è davvero strano, un caso che inquieta e comincia a preoccupare, che il grande vecchio del giornalismo italiano abbia scritto ancora una volta nella sua rubrica tutto il contrario di quello che sullo stesso giornale avevano scritto pochi giorni prima i giornalisti che seguono abitualmente il presidente del Consiglio.
 
          Era già successo, come tutti ricordiamo, in occasione del recente comizio del premier a Bolzano, dove il dito medio all’insù mostrato da Berlusconi al pubblico per illustrare una barzelletta (riferito dai cronisti per quello che era, e cioè il gesto auto-ironico di un politico che ama spesso ridere di se stesso), era diventato per l’editorialista Biagi un turpe e incivile gesto di sfida a quelli che contestavano nella piazza il premier. Questa la sua fantasiosissima interpretazione della scena vista da Milano attraverso la televisione. E rispose poi stizzito, il giornalista, ai dirigenti di Forza Italia che, trattandosi di una palese falsità, chiesero la doverosa rettifica a norma di legge. 
 
           Questa volta non è un gesto turpe che viene attribuito al presidente del Consiglio, ma una presunta e molto ipotetica sua responsabilità per le incaute dichiarazioni sul sommerso che, a sentire il criticatissimo procuratore capo di Bologna ed il suo illustre difensore Biagi, avrebbero addirittura provocato lo stupro di una quindicenne che passeggiava al parco mano nella mano con il fidanzato, ad opera di due immigrati clandestini che a turno hanno tenuto immobilizzato il fidanzato con un coltello alla gola mentre l’altro violentava la ragazza. Quale legame o semplice nesso logico possa esserci tra un discorso sulla economia sommersa e lo stupro di una ragazze da parte di immigrati clandestini in un parco non siamo riusciti e non riusciremo mai a capirlo, noi comuni mortali non “illuminati” dalle nobilissime folgorazioni intellettuali delle sinistre (alle quali sia Di Nicola che Biagio si onorano di appartenere). L’unica cosa che possiamo fare, nel nostro piccolo, è raccontare i fatti come si sono svolti, per filo e per segno.
 
          Bisogna subito chiarire, anzitutto, che cosa ha detto realmente il presidente del Consiglio parlando della economia sommersa. La tattica delle sinistre, si sa, è sempre la stessa: inventano una qualsiasi assurdità mettendola in bocca a Berlusconi (che so, il sole spunta ad occidente anziché ad oriente, per dire la prima baggianata che capita), la propagandano bene attraverso i giornali di parte, per poi dire “avete visto com’è stupido il Berlusconi a dire queste cavolate” oppure, se lui chiede la rettifica, “ha fatto marcia indietro, avete visto, sostenendo che hanno capito male i giornalisti”.
 
         Nel caso in ispecie, non è assolutamente vero che il presidente del Consiglio abbia definito un “bene”  (solo un idiota o un folle poteva dirlo) il fatto che il 40 per cento della economia italiana sia costituito da ricchezza sommersa prodotta con lavoro nero, come sostengono il procuratore capo di Bologna e l’editorialista Biagi (che ovviamente non erano presenti, né l’uno né l’altro, all’incontro del premier con i giornalisti). Il discorso di Berlusconi era ben altro e di tutt’altro significato (che, per fortuna, non è sfuggito ai giornalisti presenti alla conferenza stampa).
 
          Rispondendo alla domanda di un giornalista sulla non facile situazione della “Italia dell’euro”, il presidente del Consiglio ha spiegato che il Paese non è per nulla allo sfascio, come i politici delle sinistre-Ulivo vorrebbero far credere ripetendo da quattro anni gli stessi slogan disfattisti, perché la nostra economia è solida, anche se i dati ufficiali possono evidenziarne lo stato reale solo in parte. E’ venuto fuori così il discorso sul sommerso.
 
          “Se consideriamo”, le sue testuali parole, riportate l’indomani da tutti i giornali, “che il sommerso rappresenta il 40 per cento della nostra economia, comprendiamo benissimo che il nostro prodotto interno lordo reale (non quello ufficiale, purtroppo) non ha nulla da invidiare a quello dei Paesi più sviluppati”. E dunque, ha aggiunto, “ il nostro impegno deve essere (ed è da quattro anni) quello di fare emergere sempre più il sommerso. Per tre motivi: primo, perché chi lavora possa godere di tutti i benefici previsti dalle leggi in fatto di previdenza e assistenza; secondo, perché tutti siano chiamati a pagare le tasse in base a quello che producono; terzo, perché i dati relativi al lavoro oggi in nero possano finalmente entrare nella elaborazione delle statistiche che riguardano la economia del nostro Paese”.
 
          Cosa significa, questo discorso? Che il presidente del Consiglio difende il sommerso e considera un “bene” per l’Italia che “il 40 per cento dell’economia sia costituito da ricchezza sommersa”? Strano davvero che soltanto due persone in Italia, il procuratore capo di Bologna ed il grande vecchio del giornalismo italiano Enzo Biagi, abbiano capito questo. Il premier Berlusconi ha detto in realtà tutto il contrario ed i giornalisti seri (quelli che scrivono per giornali seri) hanno riferito esattamente quello che lui ha spiegato con molta chiarezza. Si è pure detto orgoglioso, il presidente del Consiglio, di quello che il suo governo ha fatto in quattro anni, chiarendo che, se la disoccupazione in Italia è scesa al minimo degli ultimi tredici anni, il merito è anche, se non soprattutto, della legge Biagi che sta facendo emergere il lavoro sommerso”. Fin troppo chiaro, mi pare, per chi ha voglia di capire (e di  riferire sui giornali informazioni esatte).
 
          “Subissato dalle critiche della Casa delle libertà e dallo sconcerto del guardasigilli Roberto Castelli, il procuratore capo di Bologna”, ha scritto Biagi. Ma non soltanto da loro, bisogna dire. L’editorialista del Corriere, evidentemente, non legge quello che il suo giornale scrive. Se lo avesse letto, l’indomani della sorprendente dichiarazione del magistrato che indagava sugli stupratori di Bologna, avrebbe saputo delle dure e severissime critiche che al dottor Di Nicola ha rivolto una diessina “doc” emiliana, Claudia Mancina, docente universitaria di Etica dei diritti e parlamentare della Quercia dal 1992 al 2001. Ha definito “frasi decisamente senza senso e assolutamente fuori luogo”, quelle pronunciate dal procuratore capo di Bologna, la ex parlamentare comunista, parlando di un “vero e proprio cortocircuito mentale” che si sarebbe stabilito pericolosamente in chi le ha pronunciate ed invitando il capo degli inquirenti della sua città a preoccuparsi piuttosto di indagare e rafforzare l’impegno per “arginare la violenza”, anziché perdere tempo a pronunciare “discorsi ideologico-politici senza costrutto, che non centrano nulla né con gli stupri delle ragazze nel parco né con la professione del magistrato”.
 
        Critiche non meno severe, e giudizi non meno pesanti, di quelli che sulle paradossali dichiarazioni del procuratore capo di Bologna ha pronunciato il ministro della Giustizia. La ex parlamentare comunista bolognese parla senza mezzi termini di “cortocircuito mentale” che avrebbe provocato quell’assurdo discorso del magistrato, ed il guardasigilli Castelli richiama l’attenzione dei politici sulla necessità di sottoporre i magistrati a “test psico-attitudinali” quando si tratta di decidere gli avanzamenti di carriera, come previsto dalla nuova legge sulla riforma della giustizia che è stata già approvata dal Senato e attende adesso il voto definitivo della Camera. Non mi pare che ci siano differenze sostanziali tra il giudizio della diessina ex comunista Mancina e quello del ministro leghista Roberto Castelli.
 
          La stessa intervistatrice del procuratore Di Natale, Cristina Marrone del Corriere della Sera, ha ritenuto di non potersi sottrarre ad una domanda doverosa in questi casi per un giornalista serio. “Ma cosa c’entrano le dichiarazioni del premier Berlusconi sul sommerso con la violenza sessuale di due immigrati clandestini ad una ragazza in un parco pubblico sotto gli occhi del fidanzato minacciato con un coltello alla gola?”, ha chiesto al dottor Di Nicola. Risposta del procuratore: “Coloro che commettono attività delinquenziali così traumatiche vedono, purtroppo, che certi valori mancano alla classe dirigente. Fino a quando sarà così, non avremo certo degli esempi da seguire; nessuno a cui ispirarci per vivere in una civile convivenza. Senza una cultura della legalità, non possiamo pretenderlo”.  Fin troppo chiaro il concetto, o no? 
 
          Rabbiosa e sdegnata la risposta di Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia: “Ma cosa c’entrano, signor procuratore capo,  queste considerazioni simil-filosofiche con le funzioni di un magistrato che deve occuparsi solo ed esclusivamente di far prendere e condannare i delinquenti? Come non essere d’accordo con il ministro Castelli? Dice il guardasigilli: ‘Ben venga la nuova legge sulla riforma della giustizia, ben vengano i test psico-attitudinali ai quali sottoporre periodicamente quelli che hanno il non facile compito di amministrare la giustizia. Ed io aggiungo che, se un procuratore capo sostiene che gli immigrati clandestini stuprano perché il premier del Paese che li ospita ha fatto dichiarazioni sulla economia sommersa, è davvero preoccupante: dobbiamo renderli obbligatori subito, quei test”. 
 
         Certo, è difficile per tutti noi capire quel che è passato  per la testa del procuratore capo di Bologna nel fare quelle dichiarazioni: il suo ragionamento, dice bene la ex parlamentare comunista Claudia Mancina, è davvero da “cortocircuito mentale”. Immaginiamo due immigrati clandestini che sbarcano in Italia, ascoltano in televisione il presidente Berlusconi che discute con i giornalisti di economia sommersa, o leggono le sue dichiarazioni sui giornali, e dicono esultanti: ”Ma se qui c’è il sommerso, se il capo del governo parla così, siamo a cavallo: vuol dire che non c’è la cultura della legalità, non c’è una cultura istituzionale, e per noi è una pacchia”. E dunque, tutti al parco, alla ricerca di ragazzine da stuprare, sotto gli occhi dei fidanzati.
 
        Siamo al grottesco? No, alla follia pura, come il lettore avrà certamente capito. Altro che “cortocircuito mentale”: questa è materia da clinica psichiatrica. Ed i test psico-attitudinali non bastano. Anche per i giornalisti (alla cui categoria mi onoro di appartenere) bisognerebbe fare qualcosa. L’odio per Berlusconi, che annebbia le “illuminate” menti di tanti miei illustri colleghi, non può giustificare in nessun modo le balle che raccontano ai lettori.
 
        “Senza senso e assolutamente fuori luogo”, per dirla con la ex parlamentare comunista Claudia Mancina, a me sembra anche la difesa d’ufficio che del procuratore suo corregionale (e amico, suppongo) fa o tenta di fare il giornalista Enzo Biagi. La verità è che, scrivendo certe cose in difesa di un amico, gli si può fare più male che bene. Ed il mio illustre collega avrebbe certamente fatto meglio a stare zitto. Meglio dimenticare e tentare di far dimenticare presto le sconsiderate baggianate di un magistrato in prima linea nella lotta alla violenza (come sta cercando di fare il Consiglio superiore della magistratura per non adottare contro di lui i provvedimenti drastici che sono stati invocati da più parti, in seno allo stesso Csm). Penso proprio che il grande Biagi abbia perduto una buona occasione per star zitto. 
 
                                               Gaetano Saglimbeni
 
sito web:
www.gaetanosaglimbenitaormina.it      
 
            
          




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29 giugno 2005

Usa: crescita economica oltre le previsioni

Usa: crescita economica oltre le previsioni

PAFL-Il dipartimento al Commercio degli Stati Uniti ha rivisto al rialzo la crescita del Prodotto interno lordo nel primo trimestre. Il dato definitivo e' +3,8%, contro il +3,5% della stima precedente, e supera le previsioni degli analisti che puntavano su un +3,7%




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29 giugno 2005

"Il boia Ahmadinejad eletto presidente"

Iran, il BOIA del carcere di Evin diventato presidente vuole l'atomica

Ma i quotidiani non raccontano chi è Ahmadinejad

A pagina 1 di Informazione Corretta del 2005-06-27, la redazione firma
un articolo dal titolo «Ma i quotidiani non raccontano chi è
Ahmadinejad»

I quotidiani di lunedì 27 giugno 2005 dedicano ampio spazio alle prime
dichiarazioni del neo-eletto presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.
Quasi tutti riportano estesamente e senza critiche le sue
dichiarazioni, senza curarsi di fornire informazioni sulla sua
precedente carriera politica.
Così fanno Andrea Nicastro sul CORRIERE DELLA SERA, Giuseppre Zaccaria
sulla STAMPA Vanna Vannuccini su REPUBBLICA e Marina Mastroluca su
L'UNITA'.
Nicastro, nell'articolo "Il mio Iran non ha bisogno dell'America"
scrive che l'Iran immaginato da Ahmadinejad sembra essere quello degli
anni ottanta, all'apice del khomeinismo, Zaccaria, nell'articolo
"L'Iran ha diritto di sviluppare tecnologie militari" sottolinea
l'aumento della tensione internazionale provocato dall'elezione di un
leader ultrafondamentalista, Vannuccini, nel suo pezzo "Iran,
l'affondo di Ahmadinejad sul nucleare andremo avanti" descrive lo
sconforto dei riformisti e la strategia vincente dei conservatori per
riconquistare una completa egemonia.
Manca tuttavia,in ognuno di questi articoli, un ritratto del
neopresidente che scavi dietro le dichiarazioni ufficiali e la
propaganda di regime.
Marina Mastroluca nell'articolo "Il falco Ahmadinejad: gli Usa non ci
servono", non fa di meglio, anzi. Si limita in sostanza a riportare le
dichiarazioni dell'ex sindaco di Teheran, talora quasi con
l'attitudine di un divulgatore solidale. Come nella chiusura:
"Ahmadinejad invita l'Europa a rispettare gli impegni presi con
Teheran. Fa un gesto di apertura, ma avverte: "La fiducia deve essere
reciproca", dalla quale sembra che nulla possa essere replicato al
severo, ma giusto, avvertimento del pasdaran (non, per esempio, che è
il suo paese a rifiutare di sospendere definitivamente l'arricchimento
di uranio, procedura utile alla costruzione di ordigni atomici).

Due gli articoli che si segnalano positivamente. Sul GIORNO l'articolo
di Lorenzo Bianchi "Ahmadinejad si veste da colomba" contrappone
efficacemente il tentativo del leader fondamentalista di presentarsi
come moderato alla sostanza delle sue dichiarazioni.
Sul GIORNALE l'articolo "L'Iran non ha bisogno degli Stati Uniti", di
Gian Micalessin, presenta un quadro non edulcorato del pericoloso
estremismo di Ahmadinejad, e, scavando nel suo passato, a fa capire
perché un titolo di Yedioth Aharonoth "Il boia eletto presidente"
potrebbe essere il più preciso che si potesse immaginare sulle sue
fortune elettorali.

Ecco il testo di Micalessin:

Il falco s'è vestito da colomba. Mahmoud Ahmadinejad, l'ex ardito dei pasdaran che da agosto siederà sulla poltrona di presidente, si fa largo
distribuendo sorrisi e saluti tra la folla di giornalisti. Ad
attenderlo sono in più di 500 assiepati nell'angusta sala di Parke
Shahr. Li ha voluti qui, pressati in questa succursale meridionale del
Consiglio Comunale, prigionieri della sua tana di Teheran Sud, in
mezzo al proprio ambiente e al proprio popolo. Lontano dai fasti dei
ricchi e indifferenti quartieri settentrionali. Qui il falco ha
costruito il proprio nido e la propria vittoria.
Qui ieri ha raccontato il suo programma. Lui, il signore dei nuovi "mostazafin", l'alfiere dei nuovi diseredati, ha il loro volto e il loro aspetto.Uno stazzonato e informe vestito grigiastro, una camicia d'un bianco incerto, un volto affilato incorniciato da una rada barbetta di musulmana ordinanza.
 È il primo presidente senza turbante e rischia d'esser il più integralista. Baztab - lo spregiudicato,ma assai ben informato sito internet controllato dall'ex capo dei Pasdaran Mohsen Rezai - lo accusa di aver guidato, a metà degli anni 80, i manipoli di pasdaran responsabili di centinaia d'esecuzioni
sommarie nel carcere d'Evin. Lui, oggi, vuole dimostrare di non essere
quel tipo d'uomo. La sua parola d'ordine dentro questa sala assediata
da telecamere, macchine fotografiche e registratori arrivati da tutto
ilmondo è solo una: moderazione. «In politica interna dovremmo essere
capaci di mettere un freno a tutti gli estremismi - spiega il neo
eletto presidente considerato il capo fila dell'ala più radicale in
seno ai conservatori -, i principali interessi nazionali sono la pace,
la giustizia, l'indipendenza e la convivenza pacifica con tutti le
nazioni del mondo». Il lupo insomma sembra diventato agnello. Lo
ascoltano, stupefatti, i giornalisti. Lo guarda un po' sorpreso da
dietro il barbone e gli spessi occhiali scuri anche il suo braccio
destro Mehdi Chamran. Ma basta nominare l'America, basta chiedere a
Ahmadinejad di quei rapporti interrotti da 27 anni con Washington e il
futuro presidente ridiventa il lupacchiotto di sempre. «L'Iran
credetemi - sibila sghignazzando - non ha proprio bisogno
degli Stati Uniti. Il nostro Paese ha una politica trasparente basata
sul rispetto reciproco,ma non può aprirsi a chi continua a
contrapporgli sospetto e ostilità». L'altro argomento su cui
Ahmadinejad non riesce proprio a trovare una via d'uscita in linea con
i richiami alla moderazione è il nucleare. I conservatori integralisti
sono i più fermi sostenitori della necessità di procedere senza
esitazioni sulla strada dell'energia atomica e lui sa di non poter
fare mezzo passo indietro. Lo ha già detto e ripetuto nei giorni
precedenti il ballottaggio e ieri lo conferma. «Noi proseguiremo le
trattative, ma terremo sempre presenti i nostri interessi nazionali.
All'Europa chiediamo fiducia reciproca e passi concreti per
dimostrarla. Nessuno può impedirci di usare l'energia atomica per
scopi pacifici». La costruzione della centrale atomica di Busher e i
lavori per la sua attivazione entro la fine 2006, insomma, andranno
avanti in ogni caso. «La pacifica tecnologia iraniana è il risultato
dei successi scientifici raggiunti dalla nostra gioventù, abbiamo un
disperato bisogno di questa tecnologia per soddisfare il nostro
fabbisogno energetico e garantire la ricerca medica e scientifica. Non
possiamo fermarci».
L'unica concessione alla moderazione è, insomma, quell'aggettivo «pacifico»
costantemente appiccicato al termine energia nucleare. Interrogato
sugli altri argomenti chiave di questo primo esame Ahmadinejad non va
molto meglio. Quando gli si chiede di spiegare meglio le sue intenzioni nel campo dei diritti umani il neo eletto presidente disserta amabilmente di islam,libertà e aperture politiche, ma si guarda bene dal rettificare le sue
posizioni. Non ripete, come qualche settimana fa, che la libertà ha
raggiunto già limiti intollerabili, ma non promette neppure di
salvaguardare le libertà sociali realizzatesi negli ultimi anni.
«Questo governo - si limita a dire - sarà amichevole e
compassionevole: un governo giusto, corretto e al servizio di tutti i
cittadini,qualsiasi siano le loro opinioni».




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29 giugno 2005

REATO INGRESSO CLANDESTINI

IMMIGRATI: AN RILANCIA INTRODUZIONE REATO INGRESSO CLANDESTINI
AUMENTARE NUMERO CPT E ISTITUIRE ANAGRAFE TRIBUTARIA EXTRACOMUNITARI

PressAgencyFreeLand
Alleanza nazionale rilancia sul piatto delle politiche per l'immigrazione e ripropone l'introduzione del reato di immigrazione clandestina. L'iniziativa fa parte di un pacchetto di proposte che comprende anche l'incremento del numero dei Cpt, l'istituzione dell'anagrafe tributaria per gli extracomunitari, l'introduzione del permesso di soggiorno per apprendistato per un massimo di 12 mesi, la terziarizzazione delle pratiche burocratiche a comuni, poste o privati. Le proposte sono state presente oggi in una conferenza stampa a Montecitorio alla quale hanno partecipato il capogruppo alla Camera Ignazio La Russa, il responsabile di An per le Politiche dell'immigrazione Giampaolo Landi di Chiavenna ed il vicepresidente dei deputati, Alessio Butti.




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29 giugno 2005

''Correzione deficit entro 2007

Ue all'Italia: ''Correzione deficit entro 2007''
Almunia: ''Prenderemo in considerazione solo le misure strutturali''. Siniscalco: ''Proposta ragionevole''. Maroni: ''Avrei preferito tempi più lunghi''

Il Commissario agli affari economici, Joaquin Almunia (foto dal sito dell'Unione europea)La situazione di deficit eccessivo dell'Italia ''sia corretta entro la fine del 2007 al più tardi, attraverso misure strutturali''. E' quanto prevede la raccomandazione sui conti pubblici italiani approvata dalla Commissione europea. In sostanza, l'Italia avrà due anni di tempo per riportare il proprio deficit sotto la soglia del 3% del rapporto con il Pil e ''questo implica di puntare a una riduzione cumulativa del deficit strutturale di almeno l'1,6% in questo periodo", e cioè entro il 2007. La Commissione chiede poi all'Italia di ''attuare con rigore il bilancio 2005 per evitare qualsiasi ulteriore deterioramento e contenere il deficit di poco sopra il 4% del pil''. Nel testo si legge inoltre che il ritmo di riduzione del debito pubblico italiano è ancora insoddisfacente e il rapporto di 106%-107% debito/pil ''è chiaramente al di sopra del valore di riferimento del Trattato e non è sceso in modo soddisfacente negli anni recenti, né lo farà nel prossimo futuro tenendo conto dell'attuale livello di surplus primario''.

Nel corso della conferenza stampa tenuta a Bruxelles il commissario agli affari economici, Joaquin Almunia, confermando che al nostro Paese viene chiesta ''una correzione del deficit per il 2006 e 2007'', ha detto che ''il 12 novembre è la scadenza entro cui l'Italia dovrà adottare le misure per correggere il proprio deficit''. Se il Consiglio Ecofin del 12 luglio approverà la raccomandazione della Commissione Ue sui conti pubblici italiani, l'Italia avrà dunque quattro mesi di tempo, a partire da quella data, per adottare le misure di aggiustamento del disavanzo del 2006, come previsto dal vecchio di Patto di stabilità (con la riforma i mesi diventano sei). All'Italia toccherà presentare le misure entro quattro mesi in quanto la riforma del Patto di stabilità non è ancora entrata in vigore in tutte le sue parti. Ad ogni modo il caso italiano è senza dubbio il ''primo test'' del nuovo patto riformato, ha osservato Almunia.

Il commissario ha tenuto poi a sottolineare che il concedere all'Italia più tempo per riportare il deficit sotto la soglia del 3% del Pil non riduce la credibilità del Patto di stabilità ma al contrario la aumenterà, ''purché l'Italia rispetti la data limite (del 2007, ndr)''. Ed ha aggiunto: ''Non voglio regole che uccidano l'economia, il nuovo Patto deve servire a creare migliori condizioni per la crescita''.

Almunia ha detto di non temere per la campagna elettorale in Italia anche se non esclude che potrà avere impatto sulla gestione dei conti pubblici. ''Non temo le elezioni - ha affermato il commissario - né farò alcuna dichiarazione sul voto'' in Italia. ''Ma è chiaro - ha proseguito - che il processo elettorale interferisce. In che modo? E' possibile che prima delle elezioni sia più complicato adottare misure difficili, ma è anche possibile che dopo le elezioni un nuovo governo, quale che sia, con le spalle rafforzate dal voto elettorale possa fare quel che il governo anteriore non ha fatto''. In ogni caso, ha sottolineato, ''non so cosa deciderà il governo italiano per il 2006, ma noi prendiamo in considerazione solo le misure strutturali''. Il che significa, nessuna una tantum.

Giudica ''equilibrato'' l'esito delle raccomandazioni il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco. ''Se il Consiglio Ecofin approverà, come confidiamo, questa raccomandazione, sarà un risultato ragionevole per tutti'' ha commentato il titolare del dicastero di Via XX settembre. ''La Commissione - osserva Siniscalco - propone una correzione del deficit che tiene adeguatamente conto delle condizioni economiche nel definire tempi e profilo di convergenza entro i valori di riferimento. E che permette al governo di disegnare una legge finanziaria mirata innanzitutto alla crescita in un quadro di stabilità''.

''Avrei preferito tempi più lunghi per il rientro del deficit sotto il 3% - ha commentato all'ADNKRONOS il ministro del Welfare, Roberto Maroni -. Sarebbe stato meglio se Bruxelles avesse tenuto in considerazione la durata del ciclo economico negativo piuttosto che un arco di tempo, in qualche modo rigido, come i due anni indicati. Ma non è stato così''. Nel complesso, prosegue il ministro del Welfare, quella della Commissione ''è comunque una decisione positiva che permetterà, come ha affermato anche il ministro Siniscalco, di predisporre una Finanziaria mirata alla crescita''.




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29 giugno 2005

Non siamo razzisti -Però non è possibile ogni giorno chiudere gli occhi davanti all’illegalità.

Il diessino: spiagge, via gli ambulanti abusivi
Forte dei Marmi, in rivolta il presidente degli stabilimenti. Sabato manifestazione di protesta
FORTE DEI MARMI (LUCCA) - Spiagge chiuse a venditori ambulanti e massaggiatori, a zingari e profughi, a cartomanti ed esperti in tatuaggi. E controlli giorno e notte con squadre miste di vigilanti italiani ed extracomunitari regolari. Si inizierà sabato prossimo in Versilia, durante una manifestazione di protesta, con un nastro che sarà srotolato sull’arenile e simbolicamente renderà il litorale off limits ai «vu’ cumprà». Per poi passare, se occorre, a chiusure reali. «Perché Forte dei Marmi - dice Umberto Buratti, presidente dell’associazione che raggruppa cento stabilimenti balneari - non ce la fa più a sopportare il peso dei clandestini e se non si comincia a fare qualcosa si rischia la rivolta».
Una rivolta anomala, quella della località più mondana della Versilia, dove Lega ed estrema destra c’entrano poco, anzi niente. Buratti, 45 anni, non è solo il presidente dei proprietari dei bagni, ma è consigliere comunale dei Ds, partito del quale è stato anche segretario comunale. «Non siamo razzisti - spiega - tutti i miei colleghi hanno stima per gli extracomunitari regolari che fanno il loro dovere e ben vengano al Forte. Però non è possibile ogni giorno chiudere gli occhi davanti all’illegalità. Non solo gli extracomunitari fuori legge disturbano continuamente chi riposa e dunque danneggiano i proprietari dei bagni, ma vendono borse e orologi contraffatti, commettono reati. E allora come dice Sergio Cofferati, la solidarietà non può essere una giustificazione per i comportamenti illegali». Buratti racconta di essere tempestato ogni giorno da telefonate di proprietari di bagni che chiedono controlli e sono i parafulmini delle proteste dei clienti. «C’è anche un problema di ordine pubblico. Forte dei Marmi continua a essere un’oasi tranquilla, ma qualcosa sta cambiando. Sono aumentati furti e scippi e la notte alcuni bagni hanno deciso di assoldare vigilanti in proprio per controllare la spiaggia».
Un’iniziativa che non è piaciuta a Silvana Coveri, leader dell’omonimo gruppo di moda e habituée di Forte dei Marmi: «A me l’aria che si respira da qualche tempo al Forte non piace. L’altra sera un paio di giovanotti volevano impedirmi l’accesso in spiaggia per motivi di sicurezza, mi hanno detto. Mi sono arrabbiata non poco. Gli extracomunitari? Il problema non è loro, ma di chi compra la merce. Si facciano le multe a chi acquista e allora vedrete che il problema non ci sarà più». Il sindaco Roberto Bertola, Forza Italia, ironizza: «Mi fa piacere che i proprietari dei bagni si siano svegliati. Noi tentammo di far rispettare la legge anni fa e fummo accusati di essere i nemici degli extracomunitari. Alcuni gestori hanno protetto clandestini e venditori ambulanti, offrivano loro cabine da utilizzare come magazzini per la loro merce. Ora si arrabbiano. Il problema esiste ed è anche di ordine pubblico. Da tre mesi è stato aperto un nuovo commissariato di polizia, abbiamo chiesto di potenziare la stazione dei carabinieri, vogliamo più vigili e guardia di finanza. E soprattutto pretendiamo che si inizi a fare multe a chi acquista falsi, come prevede la legge. Senza che bagnini e gestori ci mettano i bastoni tra le ruote». La protesta di sabato inizierà al mattino nello stabilimento di proprietà comunale tra il Bagno Piero e il Bagno America, ritrovo mattutino degli extracomunitari. Sarà anche presentato il progetto della squadra di vigilanti mista con ragazzi extracomunitari regolari e italiani.
Marco Gasperetti




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29 giugno 2005

La vittoria dell'integralista Ahmadinejad può essere un campanello d'allarme per il mondo

La vittoria dell'integralista Ahmadinejad può essere un campanello d'allarme per il mondo. Ma il neo presidente iraniano ha ottenuto solo 18 milioni di voti sui 40 dell'elettorato del Paese. C'è, quindi, una riserva di indecisi nei confronti della svolta fondamentalista islamica che potrebbe trasformarsi in opposizione interna. Ue e Usa sono preoccupate mentre resta l'incognita israeliana sulla situazione iraniana

La vittoria al ballottaggio per le presidenziali dell'ultraconservatore Ahmadinejad, dipinta come una sorpresa dalla stampa occidentale, era ampiamente prevista in Iran. Il suo avversario Rafsanjani, protagonista di episodi di corruzione e violente repressioni, è molto impopolare tra gli iraniani che vogliono le riforme democratiche. Il movimento riformista non è morto, ma ora rifiuta le vie istituzionali e sceglie la ‘disobbedienza civile' proclamata dalla Nobel Shirin Ebadi




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Non andare in giro dicendo
che il mondo ti deve dare da vivere.
Il mondo non ti deve dare nulla :
era lì prima che tu arrivassi.

 

 

ControCorrente

Movimento d'opinione
che si propone di premiare
dare fiducia a persone
e politici che siano
garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore.
Sono garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore:
 
 
Vota:Berlusconi,Angelilli

 
    
 

     

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Fiamma Nierenstein
 
 

No alla Ue




ORIANA FALLACI



Tribute to Reagan


 

 
 
I comunisti amano
così tanto
i poveri da volerne
creare  altri

Noi cattolici diciamo  
si alla base americana
di  Vicenza

 






 

Vendere la RAI
con tutti i suoi parassiti.

Eliminare l'ente Provincia
che ha poche ragioni per
giustificare la sua esistenza
 e molte per suggerire
 lo scioglimento.


(IM)MORALISTI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

        G.M.

 

Antonio Di Pietro salvò
i comunisti da tangentopoli.


 

 

Le bugie di Veltroni

 

 Le bugie di Prodi



 



 


    

 

 

 

 


 

 

 

 

 

Veronica

 

 

 




 



Immigrati




 

Il comunismo è una
giusta distribuzione
della miseria.


 




L'assemblea parlamentare del
 Consiglio d'Europa
ha approvato il 25 gennaio 2006,
con 99 voti a favore e 42 contrari,
una risoluzione presentata dal deputato
svedese Goran Lindblad a
nome del PPE, che condanna
 i "crimini del comunismo" equiparando
il comunismo stesso al nazismo.
Anzi, considerando che nel rapporto
che accompagnava la proposta
di risoluzione, intitolata "Necessità di
una condanna internazionale dei
crimini del comunismo", si accredita
la cifra di quasi cento milioni di morti
 causati direttamente o
indirettamente dal comunismo,
quest'ultimo risulterebbe addirittura,
almeno come numero di vittime,
 di gran lunga peggiore del nazismo. 
 
 
METTERE FUORI LEGGE
I PARTITI COMUNISTI IN ITALIA,
come sono stati messi fuori legge
il partito fascista in Italia e
il partito nazional socialista in Germania.



 





Se li abbandonate i
bastardi siete voi


islam fuorilegge vìola
 i fondamentali diritti
degli uomini e delle donne.






islam in azione


 

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VIDEO DONNA FRUSTATA IN SUDAN -

 

 










 


La resistenza non è mai esistita,
è solo frutto della propaganda
dei comunisti.
Indro Montanelli.

 



 
 
 
 
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