.
Annunci online

  Controcorrente [ " Se pur circondato non è ancora preso" ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


http://www.sat24.com/eu
Geert Wilders
ELISABETH SABADITSCH
Pro-Koeln
SIOE
Vlaams Belang
INTERNATIONAL FREE PRESS SOCETY
VIGILANT FREEDOM
CENTER FOR SECURITY POLICY
ACT ! FOR AMERICA
Wafa Sultan
http://www.englishdefenceleague.org/
Apostate of islam
Adriana Bolchini
Pietro Luigi Crasti
FORMER MUSLIMS UNITED
OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE
Fondazione Lepanto
ON.SOUAD SBAI
ON.FIAMMA NIRENSTEIN
ON.RICCARDO DE CORATO
ON.MARCO ZACCHERA
ControCorrente2
ControCorrente3
ControCorrente4
PressAgencyFreeLand
Movimiento Estudiantil Venezuela
Stop Ahmadinejad
FORT
Mefisto
Giornalaio
antibassolino
ArtisticaMente
Barbara di Salvo
Don Fortunato Di Noto
Edizioni Lindau: www.lindau.it
IL BERRETTO A SONAGLI
Tomari
Terror haza
Un posto nel mondo
KRITIKON
FOTOGRAMMA
ORSA MAGGIORE
Libera Cuba
Sarcastycon


CERCANO CASA
liberacuba
SANE
Non porgiamo l'altra guancia
300705
USCIRE DALL'ISLAM
A DESTRA
Against Terror
AURORA86
ANTIKOMUNISTA
australia
AUTOCERTIFICAZIONI
ANGELO ROSSI EMANUELE
America
Aqua
Autorità per le Garanzie.
ANTI-NO-GLOBAL
BBC-NEWS
BIETTI DAL 1870
BARLETTA LIBERALE
CONTROCORRENTE-2
CONTROCORRENTE-SATIRA
COSTITUZIONE ITALIANA E CORTE COSTITUZIONALE
COX & FORKUM
CAMERA DEI DEPUTATI
CALIMERO
CREONTE
Capperi
Censurarossa
Conservatori Italiani
CARLO MENEGANTE
Congressional Medal of Honor
DANIEL PIPES
DAW
D-DAY-NORMANDY
D-DAY-NORMANDY
D-DAY-NORMANDY
DEMOCRAZIA LIBERALE
DONNA IRAKENA
ENCUENTRO
EDICOLA GLOBALE
EROE DI PACE
EBRAISMO
Esperimento
FORZE LIBANESI
FORATTINI
FOX-NEWS
FREE IRAN -NEWS
FOIBE
FREE THOUGHTS
Grende
GIOVANNA GIACOMAZZI
Gaetano Saglimbeni
GOOGLE NEWS
GOOGLE
GODADO
GOVERNO ITALIANO
Gino
HURRICANE
il veliero
IO ESISTO
ITALIA SVEGLIATI
ITALIANS
IRANIANI
ITALIANI LIBERI
IL VELINO
Ideazione blog
Il Principe
IRAN-VA-JAHAN
IRAQ LIBERO
IRAQI VOICES
IRAK-PROVISIONAL -AUTHORITY
IL GIULIVO
IRANIAN
Krillix
KUWAIT ERA L'INFERNO
LIBERTA' DI PENSIERO
LIBERALI
L'asse CATTOLICO-COMUNISTA -ISLAMICO E LA CANCELLAZIONE DELL'OCCIDENTE IN EUROPA
LISISTRATA
LIBERO
Libertà per il Popolo Cubano
La Radice
Lilit
Libertà per il Popolo Tibetano
L'ISLAM CONTRO L'ITALIA
LIBERALI PER ISRAELE
LE COSE DA DIRE
LISISTRATA
LA ZANZARA DISPETTOSA
Liberi-Insieme
LAGER
Mai dire Blog

MIOCUGGINO
MICHAEL YON
MESSINA FORTIFICATA
MEDEA
MUSEIONLINE
MOVIMENTIAMOCI
Maralai
Marci
MONTAGNARD
NET FOR CUBA
Nilus
NESSIE
NON SOLO PAROLE
ORSA MAGGIORE
ORPHEUS
OLOKAUSTOS
Oggi
Puravita
PIANETA GULAG
PIER LUIGI BAGLIONI
PERICLES
PENSIERO LIBERO
Per Non Dimenticare le Vittime del Terrorismo
PULSE-24
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
PAGINE BIANCHE
politically-scorrect
QUOTIDIANI INTERNAZIONALI
REPRESSIONE A CUBA
Respublica
SCLERETTA
STORIA
ShockAndAwe
Sorvegliato Speciale
SUPPORT OUR TROOPS
STOP FGM
SUSSIDIARIO
SENATO
SANTA SEDE
SHOCKANDAWE
SALVARE L'ITALIA PRIMA CHE SCOMPAIA
SOLIDARIETA' ALLE DONNE IRANIANE
TREDICI MAGGIO
TRADUTTORE
Tea
TRE TIGRI
Tania Rocha
UN ITALIANO A CUBA
Unione per le Libertà
Una voce che urla nel deserto
UNIONE EUROPEA
Unione per le Libertà a Cuba
VIRUS IL GIORNALE ON LINE
VIRGILIO
VOCI DELL'IRAQ LIBERO
Victims of Saddam's Regime
Web Cam Times Square di New York
WEB CAM MOSCA
Web Cam Muro del Pianto Gerusalemme
Web Cam Mare delle Antille
Web-The Statue of Liberty
WEBCAM -TORONTO
YAHOO
YONI
1972


TORONTO WEB CAM
FAITHFREEDOM

POLIZIA DI STATO
CARABINIERI
GUARDIA DI FINANZA
Earth Cam Ground Zero
Sindacato Autonomo Polizia

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


30 novembre 2005

Rainews 24 un covo di squadristi rossi

 
Il marine di Rainews 24 smentisce e accusa la tv italiana di averlo citato fuori dal contesto
Risulta da questo articolo del Denver Post, segnalatomi da Fabio.



L'ex soldato Jeff Englehart riferisce :credo che alcuni civili siano stati uccisi dal fosforo bianco in Irak ma  io non ho mai visto nessuno  bruciato da esso. (Alberino/Craig F. Walker)


byCamillo




permalink | inviato da il 30/11/2005 alle 22:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


30 novembre 2005

Per i comunisti amici di Fidel Castro




permalink | inviato da il 30/11/2005 alle 19:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


30 novembre 2005

«Mentre parlavo, ho sentito una luce scendere su di me»



Ahmadinejad: «All'Onu ero protetto da un'aureola»


Un sito iraniano diffonde la confessione del presidente:
«Mentre parlavo, ho  sentito una luce scendere su di me»
Ci mancavano le visioni, per fare di Ahmadinejad il leader rivoluzionarioperfetto. E adesso, pare, ci sono anche quelle. Apparse, al presidenteiraniano, nientemeno che al palazzo di Vetro, mentre parlava all'Assemblea generale dell'Onu in settembre, quando - così è andato a confidarsi Ahmadinejad col suo leader spirituale, l'eminente ayatollah Javadi Amoli -un'aureola luminosa è discesa sul suo capo.
«(Il mio consigliere) mi ha detto: quando hai esordito con le parole " nel nome di Dio " ho visto che una luce t'ha avvolto fino alla fine del discorso. E anch'io l'ho sentito.Ho sentito che l'atmosfera è cambiata, e che per tutti i 27-28 minuti del mio discorso nessuno dei leader ha battuto ciglio». Uno scherzo, un'impostura malefica di uno dei 100mila blogger iraniani che sono le vere radio libere dell'Iran? Tutt'altro. Perché la confessione, e successivo Dvd,starring il presidente, è stata diffusa da uno dei website più visti dell'Iran, Baztab.com , uno dei portali semistatali che producono la nebulosa delle notizie ufficiali del regime. L'agenzia porta dritto a Mohsen Rezaei,l'ex comandante delle Guardie della Rivoluzione, dalle cui file ilpresidente ha pescato a piene mani per riempire di ex compagni pasdaran le poltrone nei ministeri. Difficile che un simile sito lo canzoni, in un Paese dove comunque, come nota l'ex giornalista iraniano ora immigrato a Parigi Hossein Bastani, nessun'agenzia di stampa s'arrischierebbe a pubblicare notizie sgradite al presidente, e dove «diffondere bugie sul suo conto ha conseguenze serie».
Dunque, l'Ahmadinejad che appare nel sito in questione, è piuttosto infervorato.
«Non sto esagerando quando dico che i leader non battevano ciglio. Io li guardavo. Erano attoniti, come se una mano li avesse tenuti incollati agli scranni. Una forza ha aperto i loro occhi e le loro orecchie al messaggio della Repubblica islamica». Tocca all'ayatollah Amoli gettaracqua sul fuoco dei suoi fervori visionari, ricordandogli che i servitori dello Stato devono «mantenere le promesse e astenersi dal traviare (!) ilpopolo».E però, l'Ahmadinejad mistico ha scatenato il gioco delle interpretazioni aTeheran. Chi ha distribuito il video, se l'incontro tra il presidente e l'ayatollah Amoli era privato? Akbar Alami, deputato progressista: «Spero non i suoi seguaci, per rendere ogni critica al presidente un tabù per la gente
semplice».
Dice il giornalista Bastani: il governo è consapevole d'aver ottenuto il potere coi voti dei più poveri, dei meno istruiti, e «
promuove queste dicerie» appunto per guadagnare agli occhi dello stesso popolino «uno status carismatico, dogmatico, santo». Però lui avanza una seconda ipotesi,più pericolosa: «Che a forza di diffondere queste voci, abbiano finito per crederci loro stessi». C'è, infine, una terza tesi, sostenuta dall'influente deputato oltranzista Ahmad Tavakoli. Ma quale propaganda, il video è un sabotaggio dei nemici di Ahmadinejad: «Un'invenzione per poterlo insultare».
Pio, Ahmadinejad lo è davvero. Amato dal popolo, anche. Un esempio cui ispirarsi, anzi. Tanto che - scrive il Financial Times - la sua giacca a vento di cotone beige aperta sulla camicia, la stessa per stringere le maninel suk o e parlare all'Onu, è diventata l'ultima moda nei negozi (popolari)di Teheran, 20 dollari il pezzo: hanno esaurito le scorte,
«le giacche del presidente» le devono importare dalla Cina. Però, è proprio l' appeal di Ahmadinejad, la sua religiosità popolare, a far storcere il naso al clero più colto. Non piace la sua devozione al Dodicesimo imam (scomparso nel 941,e che secondo una certa tradizione sciita tornerà per portare un'era di giustizia islamica), che ha citato perfino alle Nazioni Unite. Perché, va bene un leader che diventa un'icona fashion . Ma può questo clero non preoccuparsi di un presidente che - tra evidenti incertezze diplomatiche -va all'Onu e si crede unto da un'aureola?

Mara Gergolet


LIBERALI PER ISRAELE




permalink | inviato da il 30/11/2005 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


30 novembre 2005

Per i suoi amici dell'unione Massimo D'Alema è:

Per i suoi amici dell'unione Bertinotti,Diliberto,Cossutta,
Pecoraro Scanio, i no-global di Agnoletto, dai centri sociali di Casarini, dai disubbidienti di Francesco Caruso, dagli incappucciati di Paolo Rivetta
Massimo D'Alema è:






permalink | inviato da il 30/11/2005 alle 14:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 novembre 2005

Si è svegliato il meticcio.

ISLAM: PISANU, MATRIMONI MISTI PRESENTANO ASPETTI INCONCILIABILI
Roma, 30 nov. - (Adnkronos) - E' ''molto delicata e complessa'' la questione dei matrimoni misti. ''Chi segue il lavoro delle nostre ambasciate del mondo islamico sa che c'e' una moltitudine di drammatici contenziosi aperti in seno a famiglie formate da genitori di islamici e cristiani a causa delle diversita' inconciliabili delle norme sulla patria potesta' sui figli''. Ecco perche', a giudizio del ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, ''certamente prima di imboccare la strada del matrimonio misto bisogna acquisire la consapevolezza piena delle diversita' per alcuni aspetti inconciliabili con le quali si dovranno fare i conti nel corso della vita coniugale''.




permalink | inviato da il 30/11/2005 alle 14:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


30 novembre 2005

Pentimento tardivo



Pentimento tardivo
Il ravvedimento di D’Alema: «Fidel viola i diritti umani ed è un ostacolo per il suo Paese»


Sarà la necessità di presentarsi davanti al corpo elettorale con un nuovo vestito, ma nella sinistra si registrano dei capitomboli degli degli acrobati dei migliori circhi internazionali. Cuba dovrà affrontare una grave crisi se non realizza riforme democratiche profonde, ha dichiarato il presidente dei Democratici di sinistra Massimo D’Alema al quotidiano paraguaiano Abc, aggiungendo che il presidente cubano Fidel Castro «è un conservatore».
In una intervista al termine della visita di una delegazione del Parlamento europeo da lui presieduta, D’Alema ha mostrato ottimismo per la possibilità che l’Unione europea ed il Mercosur sudamericano possano raggiungere un accordo in giugno nel vertice previsto a Vienna. Ad una domanda sulla figura di Castro, D’Alema ha risposto senza esitazioni: «Non siamo d’accordo con Castro per le violazioni dei diritti umani che commette. Si reprimono i dissidenti. Vi sono cose inaccettabili... Ma la Ue non appoggia neppure l’embargo imposto dagli Usa. Siamo molto critici della dittatura di Fidel Castro, ma anche dell’atteggiamento dei vicini Usa».
Cuba - ha aggiunto - «affronterà una crisi molto grave se non fa riforme democratiche profonde. Conosco Fidel Castro da 30 anni, da quando ero leader dei giovani comunisti italiani. Lo ammiravo. Era un rivoluzionario. Ma ora è un conservatore. E’ un ostacolo per il suo paese. Cuba ha bisogno di democrazia, di cambiamento di leadership. Ho cercato di parlare con lui di riforme tre o quattro anni fa, ma non c'è stato nulla da fare».
Il leader diessino ha evocato anche la figura del presidente venezuelano Hugo Chavez: «E' un presidente eletto, ha consenso popolare come ha mostrato il referendum che ha vinto. Ma il suo governo commette anche violazioni dei diritti umani, fa populismo ed è accusato di episodi violenti. Il governo applica misure che non consideriamo accettabili, ma è un paese che dobbiamo aiutare, che dobbiamo incoraggiare affinchè si trasformi in una democrazia piena».
Nei mesi scorsi i deputati europei Marco Pannella ed Emma Bonino hanno presentato un’interrogazione al Consiglio e alla Commissione europea per chiedere quali sviluppi ha avuto la «politica di dialogo» avviata dall’Ue con la sospensione delle sanzioni che erano state adottate il 5 di giugno del 2003. Dopo il riavvicinamento dell'Ue al governo di Castro, questo ha liberato soltanto 14 dei 75 dissidenti imprigionati nell’aprile del 2003, mentre diverse migliaia di persone sono ancora detenute per reati d'opinione e di coscienza. Il 20 maggio del 2005 si è celebrata all'Avana, dopo più di 40 anni di regime, una prima riunione di dissidenti, l’«Assemblea per promuovere la società civile a Cuba», tollerata dalle autorità.
In quella occasione l'economista indipendente Martha Beatriz Roque ha invitato il governo cubano «a liberare tutti i prigionieri politici» e «a espellere i terroristi stranieri» rifugiatisi nell'isola, un'allusione alla più volte denunciata presenza a Cuba di esponenti del movimento indipendentista basco Eta ricercati in Spagna per atti di terrorismo.




permalink | inviato da il 30/11/2005 alle 13:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


30 novembre 2005

Ciampi contro i contestatori della linea ferroviaria ad alta velocita' Torino-Lione

TORINO-LIONE: CIAMPI, NON TAGLIAMOCI FUORI DA GRANDI RETI EUROPEE
'SALVAGUARDIA DELLE MONTAGNE NON SIGNIFICA ISOLAMENTO'
Roma, 30 nov. (Adnkronos) - ''Salvaguardare le nostre montagne non significa certo isolamento. Non possiamo permetterci di essere tagliati fuori dalle grandi reti europee''. Il presidente delle Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, interviene sulle polemiche sorte per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocita' Torino-Lione. Senza citare peraltro direttamente la questione ma con parole che forniscono un chiaro riferimento alla vicenda, il capo dello Stato esorta a ''usare i progressi delle tecnologie e delle conoscenze scientifiche per garantire la tutela dell'ambiente''.




permalink | inviato da il 30/11/2005 alle 11:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


30 novembre 2005

E la chiamano unione.


La precarietà del Centrosinistra, ecco l’Unione

Giuseppe Marseglia.
 "L'Iraq divide. L'Iran divide. La pillola Ru486 divide. La Chiesa divide. I matrimoni gay dividono. Le adozioni gay dividono. E' per questo che tutto l'insieme andrà sotto il nome di Unione".

Venezia: una parte dei DS vuole espellere, o se va bene solo sospendere, un'altra parte dei DS, perché fece propaganda per Massimo Cacciari, candidato a Sindaco dalla Margherita, invece che per Felice Casson, come chiedeva il partito.

Milano: una parte dei DS, più una parte della Margherita, più altri pezzi di alleati, guardano in cagnesco un'altra parte dei DS, più un'altra della Margherita, per aver fatto saltare la candidatura di Umberto Veronesi a Sindaco della città.

Torino: i responsabili regionali dei DS, più i responsabili regionali della Margherita, si contrappongono agli amministratori comunali dei DS e della Margherita, oltre a quelli regionali di Rifondazione, Verdi e dipietrini, sull'alta velocità in Val di Susa.

Bologna: una parte dei DS, della Cgil e della Margherita, più Rifondazione, Verdi e dipietrini, osteggiano un'altra parte dei DS e della Margherita per come Sergio Cofferati gestisce il Comune.

Palermo: Margherita più una parte dei DS, contestano ad un'altra parte dei DS più Rifondazione, Verdi, orlandisti, dipietrini e cossuttiani. (a candidatura di Rita Borsellino alla Regione Siciliana.

Roma: una parte dei DS, più una parte della Margherita, contesta a un'altra parte dei DS e alla seconda parte della Margherita l'opportunità che Romano Prodi possa presentarsi ovunque come capolista.
 
Napoli: Ciriaco De Mita contesta all'associazione femminile Emily di essere a caccia di incarichi.
 
Benevento: Clemente Mastella contesta ai radicali il diritto stesso di mettere piede nel centrosinistra.

Parma: la Margherita contesta una parte dei DS colpevoli secondo loro dell'ostracismo nei confronti di Massimo Passera. Mentre l'altra parte dei DS, guarda in cagnesco la Margherita colpevole secondo loro di una eventuale ricattabilità se Passera dovesse andare in Regione.

L'Iraq divide.
L'Iran divide.
La pillola Ru486 divide.
La Chiesa divide.
I matrimoni gay dividono.
Le adozioni gay dividono.

E' per questo che tutto l'insieme andrà sotto il nome di Unione.
Il Governo Berlusconi ha dato stabilità, restando per la prima volta nella storia della Repubblica in carica per tutti i cinque anni. Il Premier Berlusconi stesso è riuscito a tenere unita la Casa delle Libertà anche quando le divergenze erano profonde riuscendo con un'abilità politica fuori dal comune a riportare l'intera coalizione a votare compatti sulle riforme.
Le classi dirigenti di questo Paese se mettiamo in fila le Commissioni Bozzi, Iotti, De Mita e D'Alema ci hanno provato per decenni, a fare qualcosa nel campo minato delle riformi senza mai riuscirvi. Silvio Berlusconi ci è riuscito.

Giuseppe Marseglia




permalink | inviato da il 30/11/2005 alle 0:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


29 novembre 2005

Ariel Sharon cerca di sfuggire alla realtà

Ariel Sharon cerca di sfuggire alla realtà

di Daniel Pipes

Il 21 novembre scorso Ariel Sharon ha ribaltato la politica di Israele, annunciando la sua uscita da quel Partito del Likud che lui stesso aveva contribuito a fondare 32 anni or sono.
La settimana dopo un'alta percentuale di voti ha segnato un clamoroso successo per Kadima (In Avanti), il nuovo partito fondato da Sharon. Ad esempio, tre sondaggi condotti dall'IMRA hanno visto vincitore Kadima, che ha ottenuto tra i 32 e i 34 seggi sui complessivi 120 della Knesset, seguito dal Partito Laburista con 26 seggi e infine il Likud con appena 13 seggi. Nessun altro partito ha ottenuto almeno 10 seggi.
Ma quanto durerà il nuovo partito e che impatto avrà?
Il modo migliore per valutare l'impatto che sortirà Kadima è quello di vagliare i trascorsi storici dei comparabili partiti nella politica israeliana. Fortunatamente, Bernard Susser e Giora Goldberg forniscono un'analisi a riguardo in un articolo accurato, dal titolo mordace "Partiti che cercano di sfuggire alla realtà nella politica israeliana" e pubblicato al momento giusto nell'ultimo numero di Israel Affairs, la rivista diretta da Efraim Karsh.
Gli autori osservano che "nel corso degli ultimi quarant'anni, i partiti politici che sfuggono alla realtà sono un qualcosa di pressoché permanente nella vita politica israeliana". Definire Kadima un partito d'evasione potrebbe suonare come qualcosa di oltraggioso, ma il nuovo partito di Sharon ben si adatta all'uso che Susser e Goldberg fanno di questo termine. A dire il vero, i due autori operano una distinzione tra due diversi tipi di partiti d'evasione: quelli di tipo "anomico" e quelli "new-start". La prima tipologia, se considerata in questo contesto desta poco interesse, essendo i partiti in essa inclusi rivolti a "un elettorato allo sbando e politicamente alienato, che investe poco nel sistema politico" e che ha incluso nel corso degli anni particolari partiti movimentati ma poco memorabili come quelli di Shmuel Flatto-Sharon, Pnina Rosenblum e Rabbi Yitchak Kadourie, per non parlare del surreale Partito della Foglia verde (vale a dire la marijuana) presentatosi alle scorse elezioni.

Al contrario, i partiti "new-start" svolgono un ruolo molto più ampio e annoverano Dash, Centre, Yisrael Acheret, Shinui e Ha'olam Hazeh. (In modo sconcertante, Susser e Goldberg includono altresì Shas in questa categoria.) Differenze superficiali a parte, queste organizzazioni condividono molteplici elementi in comune nella loro composizione e nel loro destino.
Iniziamo con quelli che manifestano "un impellente bisogno di superare il dedalo di difficoltà [che circondano Israele] con risposte piacevolmente secche e decisive" e che nascono a causa di un elettorato israeliano demoralizzato dal fatto che "le complicate questioni non riescono a trovare una soluzione". Di conseguenza, essi non sono "il prodotto di lunghe e lente gestazioni politiche. Essi hanno ottime probabilità di irrompere nella scena politica in modo improvviso e clamoroso".
Riguardo alle prospettive, i partiti "new-start" hanno molte cose in comune:
Essi tendono a non perseguire alcuna ideologia. È difficile utilizzare delle categorie convenzionali come destra e sinistra, falchi e colombe, socialisti e capitalisti, establishment o meno per descriverli. Le loro risposte ai dilemmi politici tendono ad essere strabilianti, semplici e pregne di morale. Essi promettono risultati veloci e successi plateali. Essi mostrano di avere un livello basso di ambiguità politiche (…) I partiti d'evasione in genere asseriranno di appartenere al "centro" politico anche se la leadership del partito è più vicina all'uno o all'altro polo ideologico.

Così facendo essi tendono a spezzare la stessa lancia a favore dell'elettorato: "Sostenendo di rappresentare un certo fondamentale consenso nazionale, di essere la voce di una maggioranza silente, essi cercano in ogni modo di fare appello a un elettorato estremamente vasto e variegato". Essi esercitano altresì una simile sorta di attrazione: "Sono particolarmente abili ad alimentare e a sostenere di rappresentare le frustrazioni di un elettorato esasperato (…) i partiti che cercano di sfuggire alla realtà tendono ad anteporre le questioni personali a quelle di interesse comune. Essi mettono in luce le loro impeccabili credenziali e le capacità da leadership piuttosto che le loro vedute della situazione mondiale di cui si fanno paladini.
Il che significa che la leadership e la struttura condividono altresì certe caratteristiche:
La leadership di questi partiti d'evasione è solitamente composta da un sorprendente miscuglio di individui che presentano poca coerenza ideologica. Essi tendono ad attirare elettori, a volte in modo abbastanza confuso, da ogni angolo dello spettro ideologico (…) essi sono dei partiti con una leadership nazionale ma privi di organizzazioni di base ovvero senza una rappresentanza sviluppata a livello locale.
E allora: "L'aspettativa di vita dei partiti che cercano di sfuggire alla realtà tende ad essere abbastanza breve. Essi solitamente non durano più di una o due tornate elettorali prima di dissolversi".

Il modello presentato da Susser e Goldberg non si adatta alla perfezione al partito di Sharon, poiché i partiti da loro definiti "new-start" sono fondati da outsider politici provenienti dal settore finanziario, da quello della carta stampata o dal mondo accademico, i quali cavalcando l'onda si sono buttati nell'arena politica – non proprio come ha fatto un Primo ministro in carica. Ma perfino a questo riguardo esiste quasi un precedente, quello di David Ben-Gurion e del suo Partito Rafi, fondato quando lo statista non era al potere e che ebbe breve vita. L'esempio calza a pennello. Come nel caso di altri partiti "new-start", essi hanno cercato in modo pressante e con arroganza di superare la profonda divisione esistente tra destra e sinistra nella politica israeliana per offrire qualcosa di nuovo e artificiale.
In ciò risiede la loro natura tendente a sfuggire alla realtà e la ragione in base alla quale io pronostico che Kadima, il nuovo partito fondato da Sharon, cadrà tanto rapidamente come è sorto e si lascerà alle spalle un misero retaggio.




permalink | inviato da il 29/11/2005 alle 23:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 novembre 2005

Le pagliacciate della politica e quelle del giornalismo

Le pagliacciate della politica e quelle del giornalismo

I comunisti hanno fallito nel mondo
ma in Italia, per il giornalista Biagi,
possono andare al governo con Prodi
 
di Gaetano Saglimbeni
 
         E’ tornato al lavoro, il giornalista Enzo Biagi, dopo un mese trascorso in ospedale, ed il suo primo pensiero è stato per i poveri comunisti italiani che Silvio Berlusconi continua a considerare un pericolo per il nostro Paese. “Cavaliere, che cosa le hanno fatto i comunisti?”, ha scritto nella sua rubrica “Strettamente personale”, sul Corriere della Sera. “Lei oggi ha 69 anni, non è nato da una famiglia benestante, da chansonnier in crociera è diventato uno degli uomini più ricchi del mondo: le ripeto, cosa le hanno fatto i Longo, gli Amendola, i Pajetta, i Berlinguer, i Natta, i Cossutta, Walter Veltroni o Massimo D’Alema che, come prima cosa, insediandosi a Palazzo Chigi, venne a trovare i dipendenti delle sue televisioni a Cologno Monzese?…”.
 
        Il mio illustre collega Biagi, occorre ricordarlo, è sponsor ufficiale del prof. Prodi, candidato delle sinistre-Ulivo per la presidenza del Consiglio, e le  severissime argomentazioni del leader di Forza Italia sui comunisti non possono non angustiarlo. Da giornalista, oltre che da cittadino, sa benissimo che, senza i voti dell’estrema sinistra di Bertinotti e compagni, il suo grande amico e corregionale Prodi non avrebbe la minima possibilità di spuntarla su Berlusconi nelle elezioni del 2006. E dunque, la grande preoccupazione del grande vecchio del giornalismo italiano, da oggi al momento in cui si voterà, sarà di spiegare ai lettori del Corriere della Sera che i comunisti sono stati e sono “brava gente”, per cercare di convincere gli italiani ad accettarli nel governo del professore.
 
        Non sarà facile, chiaramente: per ragioni che non dovrei essere io a ricordare al mio illustre collega Biagi. La prima è quella che gli italiani, come tutti i popoli del mondo, conoscono benissimo: il comunismo è crollato miseramente sul piano economico, prima che su quello ideologico-politico. L’ottantaseienne Biagi lo ha scritto centinaia di volte, sui giornali ed in tanti libri, che la tragica realtà dei Paesi dell’Est non era rappresentata soltanto dagli 80 milioni di morti ammazzati ai tempi di Stalin, dalle repressioni, dalle deportazioni in massa, dagli orrori dei “gulag” di Breznev. Nella ex Unione sovietica, descritta dalla propaganda di regime come uno dei tanti “paradisi in terra del comunismo”, c’era anche tanta miseria, nerissima, con gli ottanta rubli di stipendi e salari (uguali per tutti) che costringevano operai e ingegneri, bidelli e professori, ferrovieri, dirigenti d’azienda, magistrati, piloti di aerei e  controllori della metropolitana a vivere in ristrettezze economiche e condizioni sociali da Terzo o Quarto mondo, che anch’io, come inviato del settimanale Gente, ho più volte descritto nella loro terribile e angosciante crudezza.
 
        I comunisti di casa nostra, dice il grande Biagi, non hanno “niente a che vedere con gli 80 milioni di morti di Stalin”. Certo, niente a che vedere. Ma io non ho mai sentito dalla bocca dei Togliatti, dei Pajetta o dei Cossutta una sola parola di condanna per i crimini firmati da Stalin, da Breznev o da altri, per le rivolte di Ungheria e Cecoslovacchia soffocate nel sangue dai carri armati sovietici; e sulle pagine del l’Unità, organo ufficiale del Partito comunista italiano, per anni diretto da Massimo D’Alema e Walter Veltroni, non ho mai letto una sola parola di condanna per quelle repressioni e quegli eccidi, tanto meno per la miseria in cui erano costretti a vivere milioni di lavoratori nei “paradisi del comunismo”, ma soltanto articoli di esaltazione del sistema comunista che assicurava una “vita di grande dignità” a tutti ed al quale (a sentire i D’Alema  ed i Veltroni) anche l’Italia avrebbe dovuto ispirarsi per dare benessere e felicità a tutti noi. Credevano in quello che dicevano, i D’Alema ed i Veltroni, o fingevano di crederci per ragioni di bottega, prendendo per i fondelli il popolo italiano? I casi sono due: o raccontavano balle allora, i nostri  illustri colleghi politici, o le raccontano oggi. “Tertium non datur”, dicevano i latini; ed una terza ipotesi, nel caso in ispecie, non mi pare possa esserci.
 
         Vero è che il D’Alema presidente del Consiglio è andato in visita a Mediaset, promettendo che nessuno avrebbe messo in pericolo un solo posto di lavoro; ma nel suo partito c’era chi manovrava attivamente ed autorevolmente per mandare Retequattro sul satellite, ciò che avrebbe fatto sparire d’un colpo non uno ma alcune migliaia dei posti di lavoro creati dall’imprenditore Silvio Berlusconi. E sono in molti gli italiani a pensare che, se i comunisti italiani fossero stati in quegli anni al potere, imprenditori alla Berlusconi in Italia non ne sarebbero nati: anche perché tre reti della Tv di Stato, ad un regime comunista di tipo sovietico, nord-vietnamita, cambogiano, laotiano, cubano o cinese, bastavano e avanzavano.
 
        E adesso? Non vanno molto bene le cose, per le sinistre-Ulivo, ed il giornalista-sponsor Biagi lo sa. Per almeno due motivi. Primo, perché dopo tante menzogne, raccontate per quattro anni e mezzo sull’Italia allo sbando (per colpa di Berlusconi, naturalmente, non per l’euro di Prodi imposto al governo delle sinistre con un cambio-capestro o per il debito pubblico più alto d’Europa che Berlusconi ha avuto in eredità dai governi di centrosinistra), i nodi per mistificatori e catastrofisti sono venuti al pettine, ed anche il centro-studi di politica economica di una importante università come quella di Siena, in una delle Regioni più “rosse” d’Italia, ha ritenuto di dover scrivere (in un “rapporto” firmato da Maurizio Cotta, Francesco Marangoni e Luca Verzichelli) che “nei primi quattro anni di vita del governo Berlusconi si è potuto registrare l’attuazione dell’80 per cento delle promesse più importanti presenti nel programma, mentre Prodi, nei due anni e mezzo del suo governo, si è fermato ad un modesto 35 per cento dei provvedimenti promessi”.
 
         Ed il secondo motivo, non meno importante del primo, è che in una coalizione come quella delle sinistre-Ulivo è sempre più difficile, se non proprio impossibile, mettere d’accordo moderati (Margherita e Udeur) e comunisti (post, ex o comunque etichettati, dai “pentiti” D’Alema, Veltroni e Fassino ai Cossutta e Diliberto che si dicono orgogliosi, ancora e sempre, di essere comunisti,  al Bertinotti di Rifondazione comunista che rappresenta l’estrema sinistra. Il grande Biagi finge di non capire il significato della parola “rifondazione” piazzata nel logo di un partito politico (ma non ha un buon dizionario della lingua italiana da consultare?) e cerca in tutti i modi di rassicurare l’elettorato. I comunisti? “E’ tutta brava gente”, dice. Con la speranza che aiutino concretamente il suo amico Prodi a riconquistare la poltrona perduta.
 
        Nessun dubbio, da parte mia, che si tratti di “brava gente”, ma i guai per il candidato delle sinistre-Ulivo restano, eccome! Al congresso di Venezia, dinanzi ad un imbarazzatissimo Prodi seduto in prima fila, Fausto Bertinotti ha dichiarato ufficialmente che un vero comunista quale lui vorrà essere ricordato, cito testualmente dal Corriere della Sera, “non può non porsi l’obiettivo della abolizione della proprietà privata, causa da sempre di tutti i guai del mondo”. Seriamente preoccupati il professore e (più di lui) il diessino Fassino, per i riflessi negativi che l’affermazione del leader di Rifondazione comunista potrebbe avere (ed avrà certamente) in campagna elettorale, hanno convinto Bertinotti a non parlarne più, per adesso, di abolire la proprietà privata, compresa la casa che abitiamo; ma nei progetti del leader dell’estrema sinistra, da attuare immediatamente in caso di vittoria nelle politiche del 2006, c’è il rialzo delle tasse abbassate da Berlusconi e, in aggiunta, la istituzione di una super-patrimoniale per redditi medio-alti (non soltanto per i ricchi), che dovrebbe assicurare il ”salario garantito” a tutti, compresi i disoccupati per vocazione, quelli che non hanno mai cercato un lavoro e non intendono cercarlo. E su questo, come il professore neo compagno Prodi sa benissimo, quelli di Rifondazione comunista non sono per nulla disposti a mollare. Commento, tra l’amaro e lo sdegnato, dell’alleato ex democristiano Mastella (Udeur): “Cosa pretende, Bertinotti, che l’italiano che lavora, con uno stipendio medio, mantenga con la propria famiglia anche un disoccupato a vita?”.
 
        Come intenda e possa conciliare il candidato delle sinistre-Ulivo gli interessi elettorali degli ex democristiani dell’Udeur e della Margherita con quelli dei comunisti e dell’estrema sinistra, nessuno lo sa. Del programma-oggetto-misterioso, il professore continua a non parlare, non sapendo chiaramente, in presenza di distanze così abissali, cosa scriverci per mettere tutti d’accordo, almeno in campagna elettorale. Assai eloquente la chiusura del suo discorso al congresso della Margherita, disertato dal “prodiano di ferro” Arturo Parisi per contrasti insanabili con Rutelli. “Il mio appello, che è anche un programma, è stiamo uniti, stiamo uniti, stiamo uniti”, le testuali parole del leader Prodi. Ed è quello dello stare uniti, soltanto quello, il tasto che riesce a battere il professore per adesso, sapendo benissimo che basta un “no” di Bertinotti a far fallire la coalizione. Ma basterà il collante del comune odio per Berlusconi a tenere insieme uomini e partiti, gruppi e gruppuscoli che in politica sono agli antipodi?
 
        Pensa di tenerli insieme il professore, da oggi al giorno del voto, con promesse di ministeri, sottosegretariati, presidenze di commissioni, consulenze d’oro a “tuttologi” esperti” in tutto ed in niente. Ma le prime indiscrezioni trapelate dall’entourage del candidato presidente, lungi dal sanare i contrasti, li hanno ulteriormente aggravati. Sulla promessa per l’assegnazione a Bertinotti della presidenza della Camera che oggi è di Casini (Udc), sono insorti con parole durissime il solito Mastella dell’Udeur e De Mita, Franco Marini, Nicola Mancino della Margherita. “Quella poltrona è la terza carica istituzionale dello Stato e affidarla al un leader che ha nel logo del suo partito la rifondazione del comunismo ci coprirebbe tutti di ridicolo: nel mondo, non soltanto in Italia”, la furente risposta del Mancino ex presidente del Senato.
 
         Una tragi-comica pagliacciata, certo. “Assegnare una importantissima carica istituzionale al segretario di Rifondazione comunista, nella democratica Italia, sarebbe come affidare i propri bambini ad un insegnante elementare pedofilo”, il divertito commento (riservato ai più stretti collaboratori) del premier Berlusconi. Come finirà? Penso che un consiglio, dall’alto della sua saggezza di decano dei giornalisti italiani, lo sponsor Biagi debba darlo al suo amico Romano Prodi: quello di non esporsi e non esporre l’Italia al ridicolo. Capisco che non sarà facile, allo stato in cui si è già arrivati. Perché il Bertinotti non chiede soltanto “visibilità” nelle istituzioni e al governo per sé ed i suoi compagni di partito: pretende che al tavolo delle trattative, dove si parlerà di programma ma soprattutto della spartizione di incarichi e prebende, siano presenti i movimenti di piazza che hanno fatto eleggere alla presidenza della Regione Puglia il Nichi Vendola primo governatore di Rifondazione comunista.
 
         Tutti insieme, nella definizione del programma e dei destini di tutti noi: i no-global di Agnolotto, i centri sociali di Casarini, i disubbidienti di Francesco Caruso, gli incappucciati di Paolo Rivetta, e gli spacca-vetrine, gli specialisti in “espropri proletari per il comunismo” e incendi di auto (quelle dei lavoratori che debbono lasciarle in strada, non dei ricchi che possono tenerle in garage), i pacifisti anti-americani che sfilano nei cortei dando del “criminale” a Bush e inneggiando al Saddam Hussein che l’Iran tornato alla democrazia dopo 35 anni di feroce dittatura vuole condannare a morte.
 
        Una pittoresca, rissosa e tumultuosa “armata Brancaleone”, che non può non inquietare e allarmare le persone serie, ma della quale il professore neo compagno Prodi sa di non poter fare a meno. Ed il rischio, per l’Italia, è di passare dalle pagliacciate di piazza a quelle di palazzo: sarebbe davvero un disastro per la immagine del nostro Paese, oltre che per le nostre libertà e le prospettive di vita democratica nostra e dei nostri figli.
 
        Non dice nulla, tutto questo, al giornalista-sponsor Enzo Biagi? Una Italia nelle mani di ex e post-comunisti, pentiti e non pentiti, ma soprattutto di coloro che continuano a dirsi orgogliosi di essere  ancora e sempre comunisti e di chi sogna addirittura di poterlo rifondare in Italia, il comunismo crollato miseramente nella ex Unione sovietica, spalleggiati dai movimenti di piazza di cui tutti conosciamo le gesta eroiche, per averle viste attraverso i teleschermi. E tutto questo per la bella faccia (e la gloria) del professore neo compagno Prodi che sogna di tornare sulla poltrona dalla quale fu cacciato sette anni fa dalle stesse sinistre che lo avevano eletto?
 
         Al mio illustre collega Biagi, sponsor ufficiale di una operazione politica così sconcertante e pericolosa per il popolo italiano, vorrei ricordare quello che è avvenuto nelle recenti elezioni in Germania. Perduta la maggioranza dei voti, anche per i guai provocati dall’euro di Prodi al popolo tedesco come a quello italiano, il cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder avrebbe potuto benissimo mantenere la poltrona con i voti e la collaborazione dei comunisti. Li ha decisamente rifiutati, quei voti, lasciando la poltrona alla cristiano-democratica Angela Merkel. “La mia lealtà e dignità politica, ed il rispetto che devo ai miei elettori ed al popolo tedesco”, ha dichiarato con molta chiarezza ed onestà il cancelliere uscente, “non mi consentono di portare i comunisti al governo”.
 
        Una lezione di dignità e onestà politica che l’italiano Prodi non ha ritenuto e non ritiene di dover prendere in considerazione. Lui, per riconquistare la poltrona perduta, anche all’estrema sinistra ed ai movimenti di piazza, non soltanto ai comunisti, è pronto a consegnare l’Italia. Diversa la statura (e non soltanto fisica) dei due leader; diversissima la concezione che hanno della politica. In Germania, per l’onestà politica dell’ex cancelliere socialdemocratico Schroeder (al quale, chiaramente, vanno le simpatie degli italiani seri, di destra, di centro e di sinistra), la “brava gente” comunista è rimasta fuori dal governo. Perché il giornalista Biagi non lo ricorda al suo amico Prodi quello che è successo nella democratica Germania, dove la politica (bisogna dirlo ad onore dei tedeschi) ha ancora una sua dignità?  
                                                      
            Gaetano Saglimbeni
 
www.gaetanosaglimbenitaormina.it   




permalink | inviato da il 29/11/2005 alle 21:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


29 novembre 2005

Cuba, di male in peggio!



Cuba, di male in peggio!

di Riccardo Rossi Ferrini   
Con una voce che va sempre più estinguendosi, ma usando le abituali frasi a effetto contro tutti e tutto, il comandante Fidel Castro, nei giorni scorsi, ha dimostrato una volta di più, quanto sia ormai incurabile la sua incontinenza verbale. Il massimo leader, in occasione di un omaggio offertogli dall'Università dell'Avana per commemorare i 60 anni di studi da avvocato, ha parlato per sei ore. Il servilismo obbligatorio ha tenuto così bloccata una platea assolutamente impossibilitata e incapace di reagire. La cerimonia si è trasformata in un allarmante presagio per i cubani, perchè Castro ha approfittato dell'occasione per annunciare una serie di misure restrittive che non lasciano dubbi sul tenebroso futuro dei poveri isolani, in fatto di controlli e limitazioni.
Il dittatore ha centrato il suo discorso sulla corruzione che minaccia il sistema, con specifico riferimento al generalizzato sforzo di sottrarre beni dell'apparato produttivo statale in favore di un mercato nero che cerca di bilanciare il razionamento. Guarda caso però, il comandante in capo non ha sfiorato neppure i grandi guadagni che stanno facendo compagnie spagnole, canadesi, francesi e messicane che facendo lavorare la gente come schiavi mal pagati e vendendo in dollari, ottengono enormi vantaggi, una parte dei quali finiscono nelle casse del sistema e di alcuni suoi alti funzionari.
L'annunciata repressione è stata diretta contro quelli che stanno fuori da questo giro, ossia la maggioranza della gente, nella quale cercano di spravvivere piccole imprese a conduzione privata, se non semplicemente familiari che cercano di alzare la testa. Non si tratta di far crescere i conti nelle banche, ma più semplicemente di poter arrivare a comprare un frigorifero che funzioni o qualche mezzo di locomozione che non sia una bicicletta cinese.
E allora, agli zoppi grucciate, con l'annuncio di aumenti delle tariffe elettriche a chi consumi più di 100 kw/ora. Perchè? Per bilanciare l'aumento delle pensioni e dei salari come del costo del petrolio. Castro non ha detto che buona parte di questo petrolio lo riceve anche gratuitamente dal suo amico Ugo Chavez, comandante del Venezuela, ma i cubani forse non lo sanno. I cubani sanno che c'è la lotta quotidiana per vivere, anche se Castro ha annunciato che toglierà il libretto di razionamento e che si arriverà ad avere un'assegnazione mensile di alimenti con una passibile rivalutazione della moneta. Quale? Il dollaro cubano? Ovvero il nulla.
Ma la guerra dichiarata ai nuovi ricchi, sembra essere solo un'ulteriore forma per cercare di arginare la sempre maggiore debolezza e il fallimento di un sistema che Castro sente scricchiolare da tempo.
"E' una battaglia di vita o di morte" - ha detto il dittatore - diretta a colmare le differenze sociali". "I nuovi ricchi, ovvero piccoli proprietari di ristoranti, pensioni, case particolari nate nel post-crisi del '90, guadagnano cinquanta volte più di un medico specialista". Ed ecco anche l'annuncio di licenziamenti massivi contro impiegati sospetti di aver abbandonato il titolo di guardiani della rivoluzione.
Insomma, facciamola finita di girare intorno a un dito: il discorso è sempre lo stesso: chi non sta con me, è contro di me. Ed è per questo che gli osservatori più attenti hanno, al di là del deterioramento fisico del capo, capito bene che questo discorso del comandante è suonato come un epitaffio. C'è solo da vedere quanto dovranno soffrire ancora i cubani, quanto affonderà ancora questa meravigliosa isola caraibica.
Ma perchè nessuno sembra accorgersi di quello che succede a Cuba? Anche l'Italia, sempre attentissima alle disgrazie altrui, che fa? Dove sono i Pecoraro Scanio, i Fassino, i Bertinotti? Certo è più facile parlare di Iraq o della legge Moratti...




permalink | inviato da il 29/11/2005 alle 14:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 novembre 2005

Un modello per l'Italia di Prodi?La Cina comunista .

PECHINO (Reuters) - E' aumentato il bilancio delle vittime dell'esplosione in una miniera cinese di carbone nel nordest della Cina: l'incidente ha provocato la morte di 134 minatori e ne ha intrappolati sottoterra una quindicina, ha scritto l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua, precisando che al momento dello scoppio nell'impianto erano al lavoro 221 persone.
L'esplosione è avvenuta domenica sera nella miniera Dongfeng, gestita da una divisione del gruppo minerario Heilongjiang Longmei Mining, nella provincia di Heilongjiang, la cui capitale Harbin è stata colpita per cinque giorni dalla fuoriuscita di sostanze tossiche che hanno inquinato il fiume da cui la città trae l'acqua potabile, il Songhua.L'incidente è avvenuto a pochi giorni dall'appello lanciato dai leader cinesi per prevenire le sciagure ambientali e sul lavoro.Gli investigatori ritengono che a causare l'esplosione sia stata una deflagrazione di polvere di carbone, che ha mandato in avaria l'impianto di ventilazione del pozzo.Il settore estrattivo cinese ha un record mondiale di vittime . Solo nella prima metà di quest'anno sono stati 2.700 i morti in incidenti in miniera.Senza menzionare nessun caso specifico, il presidente Hu Jintao e il premier Wen Jiabao hanno chiesto la scorsa settimana di aumentare la vigilanza per prevenire le sciagure con vittime.



Due minatori cinesi di fronte alla "moderna" miniera di carbone colpita da un'eplosione a Qitaihe, nella provincia cinese di Heilongjiang. REUTERS/Jason Lee




permalink | inviato da il 29/11/2005 alle 12:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


28 novembre 2005

Perchè la mamma di questo bambino è così

Sinistra per Israele una pattumiera di nazicomunistiislamici



Perchè la mamma di questo bambino è così stronza?



Perchè la mamma di questo bambino è così stronza?




Gli amici della sinistra per Israele



Gli amici della sinistra per Israele

Gli amici della sinistra per Israele



Gli amici della sinistra per Israele



Gli amici della sinistra per Israele



Gli amici della sinistra per Israele







permalink | inviato da il 28/11/2005 alle 22:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


28 novembre 2005

Solo l’8 per cento dei cittadini dichiara di aver fiducia nella magistratura... 2

Al centro Pannunzio di Torino
TORTORA CITTADINO DELL'ITALIA PERBENE

Giovanna Giacomazzi

 Il Centro Pannunzio di Torino ha organizzato una conferenza intitolata "Enzo Tortora, cittadino dell'Italia perbene e vittima della malagiustizia". E' già la seconda volta quest'autunno che si organizza in Piemonte una conferenza in memoria del presentatore televisivo morto per un brutto male che molti imputano ad un brutto caso di cattiva giustizia. A settembre i radicali piemontesi ne avevano già organizzata una a Mondovi per celebrare la dedica di una strada al suo nome in quella città.
A Torino è stata Anna Ricotti, vicedirettore del Centro Pannunzio, ad aprire la conferenza con una
panoramica della vita professionale del popolare presentatore, prima, durante e dopo l'incidente
che lo ha visto protagonista. Sono poi intervenuti la senatrice Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora, l'avvocato Gian Domenico Chiazza, segretario della Fondazione "Tortora" di Roma, l'avvocato Raffaele della Valle, difensore di Enzo Tortora, e Bruno Mellano, segretario dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta.
La testimonianza di Francesca Scopelliti è stata davvero commovente e piena di spirito civico.
Gli avvocati hanno denunciato i tre vizi che hanno fatto il caso Tortora.

Primo: la mala gestione dei pentiti, "diciassette bugie dette da diciassette pentiti hanno costituito per i magistrati una verità" che ha portato una condanna in primo grado di 10 anni.

Secondo: il nulla di fatto del segreto istruttorio dal momento che "gli atti giudiziari vengono depositati nell'edicola".

Terzo: il processo che viene celebrato in tribunale solo dopo e come conferma della gogna mediatica, dove avviene il massacro della dignità di una persona.
Sempre secondo gli avvocati, non solo imagistrati non devono rispondere agli errori che commettono e per le vite che distruggono, ma quelli che hanno processatoTortora hanno anche fatto carriera. Affermano diaver toccato con mano quanto siano intoccabili i magistrati, e che purtroppo i vizi sopraccitati non sono ancora stati corretti dalla riforma della magistratura.




permalink | inviato da il 28/11/2005 alle 22:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 novembre 2005

NO A TRASFERIMENTO PROGRAMMI NUCLEARI IN RUSSIA




IRAN: TEHERAN, NO A TRASFERIMENTO PROGRAMMI NUCLEARI IN RUSSIA

Teheran, 28 nov. (Adnkronos) - Il governo iraniano ha oggi ribadito la volonta' di proseguire sul proprio territorio i programmi nucleari, respingendo la proposta, formulata da Mosca e appoggiata da Stati Uniti e Ue, di trasferirli in Russia. ''Gli alti esponenti del Paese intendono avere l'intero ciclo di produzione di combustibile nucleare sul proprio territorio'', ha ripetuto a chiare lettere Hossein Entezami, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, citato dall'agenzia stampa Irna. ''Quando parliamo di intero ciclo di produzione in Iran - ha aggiunto il portavoce - intendiamo che tutte le fasi del processo di arricchimento siano condotte in questo Paese''.




permalink | inviato da il 28/11/2005 alle 22:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 novembre 2005

Solo l’8 per cento dei cittadini dichiara di aver fiducia nella magistratura...

Sentenza Assoluzione Terroristi,
Fi e Lega: "Sconcerto" 

 "La sentenza del Tribunale di Milano  
 desta sconcerto e preoccupazione". Così
 il coordinatore di Fi Bondi ha commen-
 tato l'assoluzione dei tre islamici   
 dall'accusa di terrorismo.             
 Il ministro per le Riforme Calderoli ha
 affermato: "Sono sconcertato dell'esito
 della sentenza che ha assolto i tre im-
 putati dall'accusa di terrorismo inter-
 nazionale derubricando il reato in as-
 sociazione per delinquere semplice". E
 ha aggiunto: "Il rito ambrosiano ha   
 colpito ancora".                      
Stando così le cose non ci si può lagnare
se in Italia si verifica il terribile risultato
che solo l’8 per cento dei cittadini dichiara
di aver fiducia nella propria magistratura...




permalink | inviato da il 28/11/2005 alle 21:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


28 novembre 2005

Contro l'indulto scrivevamo.

L'Italia  patria dei buoni coglioni , per quello che possano ancora servire.

Indulto, indulto, tutti parlano d’indulto, dal vecchio Papa Re  e la sua protesi  Radio Maria con il grillo parlante Federico che dice: non c’importa quale reato abbiano commesso ma questi mascalzoni, ladri, strozzini, papponi o mafiosi devono uscire fuori del carcere per continuare  e  fare quello che facevano prima, a delinquere.

Tutti uniti dalla sinistra agli ex democratici cristiani con i suoi   parrocchiani che peccano di notte per poi pentirsi di giorno, ai radicali ormai alla frutta  ma forse sono al caffè o all'amaro del cervo, con il dolce in fondo, le condoglianze del presidente Ciampi alla famiglia del giovane delinquente ucciso durante una rapina.

Cose da pazzi.Pur di prendere qualche consenso elettorale  o  forse per non andare all'inferno o farsi mandare all'inferno .Tutti d’accordo, indulto, indulto, per i “poveri” carcerati.

 Senza tenere conto di chi ha avuto da quei carcerati, giustamente ristretti in carcere, del male. Dai morti ammazzati ai ricattati, derubati, sfruttati, a quelle persone che hanno subito nelle loro carni le peggiori umiliazioni e quanto altro di male l’essere umano possa concepire nella sua mente.Tutto questo è uno schiaffo alle persone oneste e osservanti delle leggi, alle persone che hanno creduto nello stato democratico e civile, delegittimando le forze dell’ordine che tanto fanno per garantire la nostra sicurezza.Come potete per onestà verso se stessi verso le proprie mogli, madri e figli dire: adesso tutte quelle persone che non pentite di quello che hanno  fatto, le scarceriamo  le rimettiamo in giro a fare quello che di male facevano prima.Tutto questo è incredibile, è senza senso, è malvagio, è folle.

Vergognatevi se ancora esiste un poco di dignità, di senso dello stato e di rispetto delle leggi   nelle vostre persone.




permalink | inviato da il 28/11/2005 alle 14:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


28 novembre 2005

Alla stupida legge sulle quote rosa

Alla stupida legge sulle quote  rosa (quote da parco nazionale d’ Abruzzo) da inserire nelle liste elettorali, domani potranno proporre  una percentuale anche i gay, gli ermafroditi, ecc. anche se sono in gran parte già rappresentati nelle liste così dette "maschili".




permalink | inviato da il 28/11/2005 alle 12:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


28 novembre 2005

Terrorismo, ecco i dati che l’Unione non vuol leggere

Terrorismo, ecco i dati che l’Unione non vuol leggere

Claudia Passa

Di fronte all'evidenza non avrebbe dovuto essercene bisogno. Ma visto che l'opposizione non ha rinunciato a far brutta figura definendo «falso» il dato sui 200 terroristi islamici arrestati durante il governo Berlusconi, Palazzo Chigi ha sbugiardato l'«Operazione Menzogna» dell'Unione. Ricordando - come anticipato ieri dal Giornale - che le cifre fornite dal premier erano quelle «rese pubbliche, fin dall'agosto scorso, dal rapporto del Viminale sullo stato della sicurezza».«L'azione di contrasto nel quadriennio appena trascorso - si legge nel rapporto - ha portato all'arresto di 203 persone per lo più accusate di appartenere a cellule terroristiche operanti in Italia per il supporto logistico ad elementi o a gruppi radicali provenienti dai paesi d'origine, nonché per il reclutamento dei volontari da inviare verso le aree di conflitto interetnico quali l'Irak o la Cecenia». Questi dati «non sono confutabili - sottolinea Palazzo Chigi -, né mai sono stati confutati.Il presidente Berlusconi ha dunque parlato di oltre 200 persone arrestate in base a gravissimi indizi acquisiti dalle forze dell'ordine attraverso una straordinaria, seria e approfondita attività di investigazione». Il rapporto del Viminale «conferma - prosegue la nota - che per quanto riguarda le Brigate rosse sono stati assicurati alla giustizia, nel quadriennio 2001-2005 non solo gli assassini di Biagi e D'Antona, ma anche altri loro 17 complici». E ulteriori conferme arrivano anche sul fronte dell'impegno rivendicato dal premier nella caccia ai latitanti:
«Tra il primo luglio 2001 e il 24 novembre 2005 - sottolinea Palazzo Chigi - sono stati assicurati alla giustizia 806 latitanti pericolosi. Tra questi, 91 appartenenti alla mafia, 138 alla 'ndrangheta, 203 alla camorra, 43 alla criminalità organizzata pugliese. Di costoro, ben 21 figuravano nell'elenco dei 30 latitanti di maggiore pericolosità».
È lapidario Paolo Bonaiuti, portavoce del premier: «Non si era ancora vista tanta malafede e una così indegna gazzarra - afferma -. Per contestare Berlusconi,la sinistra nega perfino l'esistenza di dati e cifre ufficiali». Ma l'opposizione riesce a fare di meglio. Preso dall'entusiasmo, il verde Paolo Cento arriva ad invertire l'ordine degli addendi, accusando il Viminale di «confermare i dati propagandistici usati da Berlusconi». In realtà i dati esistono da agosto, e nessuno finora li aveva mai messi in dubbio. «Questa cifra - insiste Peppino Caldarola (Ds) - non risulta in alcuna relazione al Parlamento sullo stato dell'ordine pubblico».
Eppure per evitare l'ennesimo boomerang sarebbe bastato poco:visitare il sito del Viminale, ad esempio. «O quello di Forza Italia dove si dà conto dell'attività di governo», aggiunge Lucio Malan (Fi). «I dati sul terrorismo - dice Renato Schifani (Fi) - fanno male a chi vive di allarmismi e disinformazione»; «evidentemente la sinistra - incalza il ministro Roberto Calderoli -, talmente variegata da andare dal contrasto al terrorismo al suo sostegno, non può che irritarsi nel vedere, almeno in parte, un po' di “compagni che sbagliano” finire nelle patrie galere»;per il sottosegretario all'Interno Michele Saponara «la campagna elettorale non giustifica che l'opposizione denigri l'importantissimo lavoro delle forze dell'ordine»; il ministro Mario Landolfi sottolinea «i successi nella lotta contro criminalità e terrorismo».
Gli strali più infuocati la Cdl li ha riservati a Enzo Bianco, presidente del Comitato di controllo sui Servizi segreti, che s'era detto «imbarazzato» dalle dichiarazioni «fuori da ogni decenza» rilasciate dal premier.
Enzo Fragalà (An) invita l'ex ministro dell'Interno «ad evitare di occuparsi di cose serie»;per Giorgio Lainati (Fi) «se Bianco avesse un'alta statura politica si sarebbe già dimesso dal Copaco», cosa che lo invita a fare Fabrizio Cicchitto (Fi), componente del comitato, «se risultasse che Bianco ha sferrato il suo attacco come presidente del Copaco, perché le sue dichiarazioni non sono mai state discusse e non sono condivise da almeno metà dei membri». Esplicito l'affondo del vicepresidente Maurizio Gasparri (An): «Meraviglia che talune affermazioni vengano fatte da chi assieme al sottoscritto ha ascoltato parole chiare nelle recenti audizioni».




permalink | inviato da il 28/11/2005 alle 11:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 novembre 2005

Sinistri per Israele


Dopo aver letto  il bellissimo articolo di Anna Borioni dal titolo "La sinistra e Israele" mi si e' aperto il cuore. "Ma guarda, ho pensato, che la sinistra stia incominciando a capire qualcosa? che  si stiano rendendo conto del danno  incommensurabile fatto alla democrazia?".
L'analisi da standing ovation della Borioni e' stata preceduta dalle dichiarazioni di Piero Fassino da cui emergeva una sorta di atto di dolore per le posizioni costantemente e vergognosamente  filopalestinesi della sinistra. 
Vabbe' uno legge, spera, si illude.   E' umano, no?
Uno si illude che una parte politica italiana, quella di sinistra,  dopo aver dipinto Israele come un mostro per anni, anni e anni, incominci a guardare con altri occhi  a quello che succede da queste parti,  uno si illude che dopo simili importanti dichiarazioni di pentimento, arrivino anche le condanne a raffica per i nostri aggressori, nello specifico attuale per gli hezbollah e il loro  ennesimo, immotivato e inutile  attacco a Israele con bombardamenti sui civili delle citta' e kibbuz del nord.
Uno spera che sentire Nasrallah dichiarare che e' un suo diritto rapire israeliani scandalizzi qualcuno della sinistra ....pentita.
"Abbiamo il diritto di rapire israeliani", cosi' ha detto il criminale. Qualcuno gli ha chiesto "perche'?" Diliberto, suo amico, gli ha chiesto perche'? Qualcuno ha avuto la nausea nel sentire queste parole? Pare di no. 
Uno spera, si illude che arrivino proteste, condanne per questi criminali.
Niente! Silenzio!
Ma  allora a cosa serve fare dei summit per dire  che:
 
" ampi settori della sinistra hanno potuto semplicemente ignorare il progetto di distruzione dello Stato ebraico, continuando ad attribuire alla volontà d’Israele la mancata nascita dello Stato palestinese. Ma così facendo la sinistra ha diseducato se stessa, a favore della costruzione di uno schema ideologico interpretativo del conflitto mediorientale che sembra rinunciare all’analisi della realtà, dando vita a una posizione pregiudiziale su Israele che lo colloca sempre dalla parte del torto. Dalla leadership palestinese non si è preteso in modo chiaro e inequivocabile la fine di ogni atto di terrorismo e della propaganda antisemita, mentre si è consentito che le giuste aspirazioni del popolo palestinese a un proprio Stato e a una vita dignitosa, continuassero a essere strumentalizzate dal folle disegno di eliminazione della nazione ebraica perseguito dal nazionalismo arabo e dal razzismo islamico."

A cosa serve che una persona intelligente, giusta , capace di autocritica dichiari queste verita' se la parte politica di cui fa parte se ne strafrega e perde l'occasione, offerta quasi su un piatto d'argento,  di condannare l'aggressione subita da Israele da parte dei nazisti iraniani che hanno creato in Libano uno stato nello stato come aveva fatto 40 anni prima l'altro nazista, Yasser Arafat!
A che serve che a sinistra vi siano persone coraggiose e intelligenti  se poi  caraggio e intelligenza vanno a cozzare contro l'ignoranza e  la la stupidita' di altri e la' tutto si ferma e l'illusione muore miseramente?

Lasciamo stare l'Italia ormai senza speranza , l'Italia dove si dedicano strade a un nazista palestinese e si sputa sui caduti di Nassyria. L'italia dove un Bertinotti dice che la sinistra non e' antisemita perche' non va contro l'ebreo ma contro l'israeliano.
Lasciamola stare questa Italia strana e squilibrata che dall'entusiasmo ti fa ricadere subito nell'amarezza.

Guardiamo all'Europa invece.
Si l'Europa!
Quasi  quasi andavo in crisi di astinenza.
Era tanto che non leggevo critiche e condanne a Israele, era un sacco di tempo che l'Unione Europea non denunciava colpe israeliane  e io, nella mia ingenuita', pensavo "beh, adesso siamo buoni e bravi, abbiamo dato ai palestinesi la striscia di Gaza, si parla di evacuare anche alcuni insediamenti illegali in Cisgiordania, cioe' le nostre Giudea e Samaria, ormai avranno capito che tra Israele e i palestinesi e' solo Israele che cerca la pace, non ci vuole mica un'intelligenza superiore  per capirlo".

"Che strano, pensavo ancora, non arriva nessuna critica, tutto tace,  significa che siamo stati riabilitati, da israeliani boia siamo  diventati israeliani bravi"  e quasi quasi mi mancava la condanna quotidiana, mi mancava la scarica di adrenalina provocata dalla rabbia che provavo ogni volta che arrivava l'insulto europeo a Israele.
Per la prima volta in 5 anni la comunita' europea ha  fatto passare ben tre mesi senza demonizzare  Israele. Un record!
E invece eccoli qua, erano solo un po' distratti, ecco ecco,  puntuale e' arrivata la notizia che gli inglesi hanno pronto un documento in cui si accusa  Israele di non voler dare ai palestinesi Gerusalemme capitale e di volersi annettere la Citta' .
Sono tanto distratti da non ricordare che Gerusalemme e' gia' annessa a Israele, lo e' stata nel  momento della liberazione dall'occupazione giordana, nel 1967,  nel momento in cui il suono dello shofar e' risuonato di nuovo al Kotel, il Muro del Pianto, dopo duemila anni.  Israele aveva vinto e liberato la sua Capitale.
E adesso gli inglesi si svegliano e dicono che ce la vogliamo annettere! Ma dove erano negli ultimi 40 anni? Pensavano ancora al Mandato britannico?
Mica mi serviva una dose di adrenalina cosi' potente, bastava meno, signori inglesi , caspiterina! Meno male che Gianfranco Fini e Frattini mi hanno evitato lo chock anafilattico opponendosi a questa pensata degli ex-padroni inglesi che non riescono ad abituarsi all'idea di non essere piu' padroni di niente!

Speriamo che l'altra Italia, quella giusta, quella  che ama Israele e che sfila in corteo per dire che Israele c'e' e ci sara' sempre, abbia la forza di opporsi alla perfida Albione che non poteva scegliere momento peggiore per rinverdire la sua antipatia verso Israele.

Non esiste un solo caso al mondo in cui  una Nazione sovrana regali la propria capitale o parte di essa a un altro stato vicino.  Gerusalemme e' stata per 3000 anni capitale politica, spirituale, storica  e geografica di Israele, Gerusalemme non e' mai stata una citta' araba.
I palestinesi si facciano la loro capitale da un altra parte rendendo cosi' felici, superfelici, felicissimi  i 200.000 arabi di Gerusalemme est gia' terrorizzati dal pericolo di finire sotto l'ANP e , da cittadini di una democrazia, diventare carne da macello di una dittatura terrorista.
Signor Straw e compagni, in Egitto i Fratelli Musulmani si sono beccati 29 seggi, al nord di Israele i nazisti Hezbollah pensano a quale cittadino israeliano rapire, come pare sia loro diritto e dovere, in Europa c''e' il maltempo, in Africa le guerre continuano a massacrare  le popolazioni, l'AIDS imperversa, l'influenza aviaria  bussa timidamente alle porte, le citta' europee sono sempre minacciate di terrorismo,  varie calamita' e un' infinita' di problemi internazionali dovrebbero attirare la vostra attenzione e voi non avete di meglio da fare che preparare un documento di condanna perche' Israele non vuole regalare mezza Gerusalemme ai palestinesi? Ma, visto che siete cosi' generosi con le capitali altrui,  perche' non date voi mezza Londra ai pakistani?
L'impressione che uno riceve da questa desolante storia e' che Tony Blair stia frequentando pessime compagnie e abbia strani consiglieri che forse lo hanno convinto che in questo momento delicatissimo per le trattative israelopalestinesi sia opportuno dimostrare agli arabi che lui e' un figo  e che sta dalla loro parte.
 
Mi spiace per lui ma Gerusalemme e' ebraica e israeliana  e lo sara' per  3000 anni ancora, e tutta intera.

Deborah Fait




permalink | inviato da il 28/11/2005 alle 10:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     ottobre   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8  >>   dicembre


 

                                         
 



Non andare in giro dicendo
che il mondo ti deve dare da vivere.
Il mondo non ti deve dare nulla :
era lì prima che tu arrivassi.

 

 

ControCorrente

Movimento d'opinione
che si propone di premiare
dare fiducia a persone
e politici che siano
garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore.
Sono garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore:
 
 
Vota:Berlusconi,Angelilli

 
    
 

     

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Fiamma Nierenstein
 
 

No alla Ue




ORIANA FALLACI



Tribute to Reagan


 

 
 
I comunisti amano
così tanto
i poveri da volerne
creare  altri

Noi cattolici diciamo  
si alla base americana
di  Vicenza

 






 

Vendere la RAI
con tutti i suoi parassiti.

Eliminare l'ente Provincia
che ha poche ragioni per
giustificare la sua esistenza
 e molte per suggerire
 lo scioglimento.


(IM)MORALISTI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

        G.M.

 

Antonio Di Pietro salvò
i comunisti da tangentopoli.


 

 

Le bugie di Veltroni

 

 Le bugie di Prodi



 



 


    

 

 

 

 


 

 

 

 

 

Veronica

 

 

 




 



Immigrati




 

Il comunismo è una
giusta distribuzione
della miseria.


 




L'assemblea parlamentare del
 Consiglio d'Europa
ha approvato il 25 gennaio 2006,
con 99 voti a favore e 42 contrari,
una risoluzione presentata dal deputato
svedese Goran Lindblad a
nome del PPE, che condanna
 i "crimini del comunismo" equiparando
il comunismo stesso al nazismo.
Anzi, considerando che nel rapporto
che accompagnava la proposta
di risoluzione, intitolata "Necessità di
una condanna internazionale dei
crimini del comunismo", si accredita
la cifra di quasi cento milioni di morti
 causati direttamente o
indirettamente dal comunismo,
quest'ultimo risulterebbe addirittura,
almeno come numero di vittime,
 di gran lunga peggiore del nazismo. 
 
 
METTERE FUORI LEGGE
I PARTITI COMUNISTI IN ITALIA,
come sono stati messi fuori legge
il partito fascista in Italia e
il partito nazional socialista in Germania.



 





Se li abbandonate i
bastardi siete voi


islam fuorilegge vìola
 i fondamentali diritti
degli uomini e delle donne.






islam in azione


 

Loading...      (GIF file  396KB)



 
 

 


 

 

VIDEO DONNA FRUSTATA IN SUDAN -

 

 










 


La resistenza non è mai esistita,
è solo frutto della propaganda
dei comunisti.
Indro Montanelli.

 



 
 
 
 
Gadgets powered by Google