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8 marzo 2006
Stranieri alle urne nell’Olanda di Pim Fortuyn
OLANDA-ELEZIONI MUNICIPALI Stranieri alle urne nell’Olanda di Pim Fortuyn Tre milioni di immigrati per la prima volta al voto, due milioni sono musulmani
Ieri si è votato in Olanda per il rinnovo dei 419 Consigli municipali. I riflettori erano puntati sull’Olanda per diversi motivi. Innanzitutto perché queste elezioni erano le prime dopo il referendum che lo scorso 1° giugno ha affossato la Costituzione europea. Ma erano anche la prima occasione per gli olandesi di andare alle urne dopo lo choc dell’omicidio del regista Theo Van Gogh per mano islamica e del precedente assassinio del politico Pim Fortuyn, ucciso da un sedicente “ecologista”. Ma sono anche le prime elezioni amministrative in cui sono andati al voto gli immigrati. Tre milioni, un quarto del corpo elettorale composto da poco meno di 12 milioni di cittadini. Ecco perché le previsioni, malgrado il clima di insicurezza, di paura e di assedio in cui gli olandesi si sono risvegliati negli ultimi anni, erano di una vittoria della sinistra. Una sinistra profondamente rinnovata negli esponenti di punta, a partire dal giovane leader del partito laburista Wouter Bos che ha condotto una campagna all’attacco, facendo proprie le tematiche legate al controllo dell’immigrazione e della sicurezza, che avevano già fatto la fortuna di Pim Fortuyn, Un’altra testimonianza, questo mutamento di rotta della sinistra, del fatto che il clima in Olanda è comunque cambiato. La tranquilla, libertaria e pacifica nazione nordica si è trasformata in una provetta di quella che si annuncia la “società multietnica” di tutta Europa. Casi come quello di Rotterdam sono esemplari: qui un terzo della popolazione non è di origine olandese. «600 mila abitanti, 168 nazioni» recita lo slogan della città portuale. Si calcola che nel 2015 la maggioranza degli abitanti di Rotterdam sarà straniera mentre l’Islam si affermerà come la prima religione. Douglas Murray, autore di Neoconservatism, sul Times di Londra ha raccontato il suo viaggio in Olanda, invitato a parlare di Pim Fortuyn. Il titolo del suo resoconto è molto eloquente: «Gli islamisti stanno soffocando il dibattito nel paese un tempo più libero d’Europa». Appena arrivato all’hotel, Murray si sente chiedere dalla ragazza della reception: «Vuole gentilmente scrivere qui il nome che vuole usare e qui invece il suo vero nome?». Perché è comune che gli ospiti invitati a parlare di Islam usino uno pseudonimo. «Un’ora prima, all’aereoporto di Amsterdam, ero stato accolto da un uomo che teneva in mano un cartello con un numero precedentemente concordato. Non mi era stato detto dove avrei alloggiato o in quale luogo avrei parlato. La segretezza era necessaria: ero venuto in Olanda per parlare di Islam». Insieme a lui, nel giorno del compleanno di Fortuyn, c’erano anche gli studiosi americani Daniel Pipes e Robert Spencer, l’esule ebreo-egiziano Bat Ye’or, autorità riconosciuta nello studio dello status di dhimmi, e il grande apostata musulmano Ibn Warraq. «Alla ragazza ho dovuto confessare che non avevo un nome pronto e che non me ne veniva in mente nessuno di buono. Mi ha consegnato la chiave della mia stanza e mi ha informato che la persona che si trovava nella lobby dell’albergo, un uomo alto con un vestito scuro, era la mia guardia del corpo. Arrivato in camera. Ho disfatto le valigie, mi sono cambiato e sono subito riuscito. La guardia del corpo era davanti alla porta». Secondo Murray la storia dell’Olanda dovrebbe essere considerata con attenzione dai suoi alleati. «L’operazione di riduzione al silenzio avviene a piccoli passi. In Inghilterra, un giornale studentesco che aveva pubblicato la vignette su Maometto è stato chiuso. Una rivista londinese ha tolto le vignette dal suo sito dopo che la polizia aveva informato il suo direttore che non poteva proteggere né lui, né tantomento il suo staff o i suoi uffici, da un eventale attentato». E questo avveniva soltanto quattro giorni prima che la stessa polizia assegnasse 500 agenti per proteggere una “pacifica” manifestazione di protesta dei musulmani a Trafalgar Square. L’Olanda, con una popolazione musulmana sproporzionatamente elevata quasi due milioni su un totale di sedici, secondo Murray è «il canarino nella miniera. La sua società, un tempo molto aperta, si sta chiudendo, e dietro a lei si sta lentamente chiudendo anche l’Europa. Dall’Olanda, sembra come il crepuscolo del liberalismo – non il “liberalismo” che in realtà è libertarianismo, ma il liberalismo che significa libertà. Compresa la libertà d’espressione».
| inviato da il 8/3/2006 alle 14:8 | |
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