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22 settembre 2011

Chi non compila entro il 30 settembre un modulo in cui dichiara il proprio scaglione di reddito, gli verrà automaticamente applicato il ticket più alto per farmaci e visite

 

MODULO PER IL TICKET SANITARIO. Chi non compila entro il 30 settembre un modulo in cui dichiara il proprio scaglione di reddito, gli verrà automaticamente applicato il ticket più alto per farmaci e visite.Bisogna rivolgersi ai Caf! Questa notizia passa sotto silenzio ed è poco pubblicizzata, sarà forse perché ci sono le solite persone pronte ad arricchirsi a danno delle persone meno informate? COPIAMO E INCOLLIAMO SUL NOSTRO PROFILO... DIFFONDIAMO LA NOTIZA




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22 settembre 2011

"CHE DIFFERENZA PASSA TRA IL CRISTIANESIMO E IL COMUNISMO ?"

 

"CHE DIFFERENZA PASSA TRA IL CRISTIANESIMO E IL COMUNISMO ?"

"IL PRIMO PREDICA LA POVERTA', IL SECONDO LA REALIZZA "

                       




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22 settembre 2011

Gli anarchici istigano gli immigrati alla rivolta

 


Caos al Cie di Torino scappano in 22, agenti feriti

di Redazione

Dopo la rivolta al centro di accoglienza di Lampedusa, disordini e tafferugli anche al Cie di Torino. Nella notte un gruppo di anarchici-antagonisti ha lanciato delle palline da tennis con dentro pizzini che incitavano gli immigrati alla rivolta. Poco dopo si è scatenata la rivolta. Lancio di oggetti, feriti alcuni agenti, 22 fuggono dal centro Per l'Istat è boom di immigrati
Torino - Un'altra rivolta di immigrati. Questa volta a Torino. Infatti al Cie del capoluogo piemontese nella notte oltre una ventina dii stranieri sono riusciti a fuggire. Dieci di loro sono stati arrestati. Si registrano feriti e contusi tra le forze dell’ ordine (tre agenti e quattro carabinieri, secondo fonte della Questura). Sembra che a scatenare la violenta protesta sia stata una manifestazione di appartenenti all’area anarco-antagonista che, attorno a mezzanotte, hanno iniziato a lanciare numerose palline da tennis all’interno del Centro di corso Brunelleschi e anche alcuni petardi. Nelle palline c’erano fogliettini che incitavano alla rivolta citando anche gli scontri avvenuti nel pomeriggio di ieri a Lampedusa. Poco dopo, all’interno della struttura è iniziata una violenta protesta in 4 delle 6 aree in cui gli immigrati sono ospitati: danneggiati i cancelli di ingresso e le porte dei moduli abitativi, il tutto accompagnato da un fitto lancio di oggetti metallici e calcinacci all’indirizzo del personale di vigilanza.
Fuggiti 22 stranieri Durante i disordini diversi stranieri sono riusciti a scavalcare le mura della struttura. Gli uomini della polizia e i carabinieri sono riusciti a rintracciare e arrestare dieci persone di varie nazionalità, fra cui Tunisia, Marocco, Algeria e Egitto per i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Altri 22 stranieri però sono riusciti a far perdere le loro tracce. Tra gli arrestati un clandestino algerino di 24 anni e un altro egiziano di 32 anni che, assieme ad altri, con una spranga di ferro lunga 78 centimetri, ha colpito alcuni agenti. Gli arrestati provengono da diverse nazionalità, fra cui Tunisia, Marocco, Algeria ed Egitto. le accuse nei loro confronti sono di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.
Lampedusa, arrestati 4 extracomunitari Insomma, dopo la rivolta al centro di accoglienza di Lampedusa, i tumulti degli immigrati non si placano. E proprio a Lampedusa, la polizia di Stato di Agrigento ha fermato quattro extracomunitari che avrebbero partecipato alla rivolta di due giorni fa al Cie di Lampedusa, culminata con l’incendio di una vasta area della struttura. Oltre a loro, la polizia ha fermato anche altri sette uomini, quattro ritenuti scafisti, ed altri tre migranti irregolari già espulsi in precedenza. Ad emettere i provvedimenti è stato il procuratore ggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo. Gli extracomunitari arrestati sono stati trasferiti nel carcere agrigentino di Petrusa 




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2 aprile 2011

Di Pietro



dalla rete




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29 marzo 2011

Saviano vergognati!

 Gli studenti del Liceo Armando Diaz di Caserta con una petizione all'Ispettorato scolastico in una nota chiedono che venga pubblicato a livello Nazionale che il Sig. Roberto Saviano non ha mai frequentato come da lui sempre affermato il Liceo Armando Diaz di Caserta.




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27 marzo 2011

Islam, una religione anticostituzionale e illegale in Italia


                                   NoIslam

Prato.La Lega Nord di Prato replica all’assessore provinciale dell’Idv Loredana Ferrara che, su alcuni quotidiani locali (cartacei e digitali), aveva intimato al Carroccio di rispettare la Costituzione sulla libertà di culto.

«L’assessore provinciale dell’Idv, Loredana Ferrara, ci intima di rispettare la Costituzione Italiana, ma noi già lo facciamo. Ferrara cita l’articolo 19 della nostra Costituzione che, riportiamo testualmente, afferma “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”.

E fin qui ci siamo perché la Lega Nord, infatti, non vuole vietare i culti fondati sull’amore per il prossimo. All’articolo 8 della Costituzione, però, entra in scena il vincolo che rende anticostituzionale l’Islam. Anche qui, riportiamo fedelmente: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze” e non risultano esserci convenzioni tra Stato italiano e Islam, che rendono le moschee italiane illegali per anticostituzionalità normativa.

La legge coranica contrasta con l’ordinamento giuridico italiano in più punti e questo rende l’Islam anticostituzionale. Alcuni esempi sono: la riconosciuta superiorità dell’uomo sulla donna e del musulmano sugli ‘infedeli’ (a casa nostra si chiama ‘razzismo’), non solo sancita dal Corano, ma anche dalla Dichiarazione Islamica dei Diritti dell’uomo (la nostra Costituzione all’articolo 3 ammette che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”); la poligamia con gli uomini, superiori alle donne, che possono avere fino a 4 mogli (all’articolo 29 della Costituzione si legge chiaramente “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabili dalla legge a garanzia dell’unità familiare” e all’articolo 86 del Codice Civile si legge chiaramente che “Non può contrarre matrimonio chi è vincolato da un matrimonio precedente”); la libertà subordinata (nella Dichiarazione Islamica dei Diritti dell’Uomo la libertà personale viene subordinata alla Shari’a, mentre per l’articolo 13 comma 1 della nostra Costituzione “La libertà personale è inviolabile”); la pena di morte per apostati, adulteri ed omosessuali (articolo 27 al comma 4 della Costituzione italiana: “Non è ammessa la pena di morte”).

Pertanto, se c’è qualcuno che non rispetta la Costituzione, questo è il mondo islamico. E basta accusarci sempre di xenofobia. L’Idv a volte fa discorsi da bar, anzi, da centro sociale, che quando non sa che dire dà sempre di ‘fascisti e xenofobi’ alle persone per zittirle. Pensate a fare una politica costruttiva invece di denigrare sempre i vostri avversari».

Lega Nord Toscana – Segreteria Provinciale di Prato




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25 marzo 2011

State buoni ebrei, fatevi ammazzare, tanto, siete abituati.

 
Cosa scrivo? Cosa dovrei scrivere? E' da ieri che mi siedo al computer per mettere giu' qualche idea, ne ho troppe che si accavallano,  sempre piu' arrabbiata e depressa.
Giro per casa, guardo la Tv, ascolto le notizie dell'attentato,  mi risiedo al pc ma poi non riesco a toccare la tastiera.
Cosa si puo' scrivere dopo aver rivisto le barelle, il sangue, la gente terrorizzata  e ferita?
Cosa si puo' scrivere guardando le immagini degli ospedali dove sono stati portati i feriti , compresa la donna morta, una cittadina britannica, Mary Jane Gardner, dove cittadini israeliani cercano di riprendersi dallo schock mentre gli curano le ferite. Dove una ragazzina quattordicenne e' in coma e lotta per la vita perche' una scheggia le e' entrata nel cervello.
Io non ho piu' parole.
Le parole le hanno i soliti mascalzoni: uscite dai territori e avrete la pace, dicono pieni di fiele, in pieno furore ideologico. Senza pieta', solo tanto odio.
Se usciamo dai territori avremo la pace? Ah si? Ma per davvero?
E prima del 67 avevamo la pace? Non avevamo i territori perche' la Giudea e Samaria se le era prese la Giordania con il benestare dell'Inghilterra.
Avevamo la pace  senza i territori? No, avevamo terrorismo e guerre perche' l'unico sogno degli arabi palestinesi era ed e' cancellare Israele dalla mappa geografica, sogno e obiettivo condivisi da tutti i paesi arabi e islamici, Hitlerjad di Teheran in testa.
"Noi non vogliamo la pace ma la distruzione di Israele", diceva Arafat.
"Noi non vogliamo la pace ma la distruzione di Israele" ripete hamas "Israele e' un cancro da eliminare" proclama Hitlerjad.

Cosa si puo' scrivere dopo aver letto sui giornali italiani  che la bomba e' esplosa a Gerusalemme non solo perche' siamo dei colonialisti e i palestinesi combattono per la liberta'  ma anche perche' Israele giorni fa  aveva colpito Gaza, senza dire che, prima, Gaza aveva colpito Israele con 56 colpi di mortaio in una sola giornata e senza nessuna provocazione!
E lo sapete da dove sparano? Da in mezzo alle case cosi' quando Israele risponde, convinto di colpire  una rampa di missili, alla fine muore anche qualche civile, se bambini meglio, per i terroristi. E il mondo allora si sveglia e urla contro di noi senza preoccuparsi di pensare e di capire che "loro" sparano in mezzo alle nostre citta', alla cieca, solo per colpire e ammazzare la gente comune non i soldati.
Nessuno si chiede, cosi' per curiosita', come mai ogni volta che l'esercito risponde per colpire esattamente le rampe da dove partono i missili, c'e' sempre qualche palestinese non terrorista che muore quasi fosse uno che andava a spasso da quelle parti.   
Oggi due missili Grad sono caduti non lontano dalla mia citta', tra Ashdod e Yavne, praticamente a 30 km da Tel Aviv.
Sono le prove generali per colpire il cuore di Israele?
Cosa si puo' scrivere? Ditemi voi!
Dopo la strage a Itamar ho letto sui media e su internet che, se i "coloni" uccisi (colona anche la bimbetta di tre mesi e i suoi fratellini sgozzati) non stavano la', nessuno li avrebbe ammazzati e che i "coloni" sono dei criminali perche' costringono i poveri palestinesi a sgozzarli.
Capite? E' stata colpa loro.
I mascalzoni venderebbero le loro madri pur di difendere i terroristi.
La loro morale funziona cosi': i cittadini israeliani che vivono in territori contesi ( territori ebraici per millenni, che per millenni si sono chiamati Giudea e Samaria finche', nel 1947, non gli e' stato cambiato il nome), meritano di essere sgozzati.
I cittadini israeliani che non vivono nei territori contesi meritano di essere ammazzati a causa dei settlers.
Non gli interessa che i cittadini arabi in Israele godano di tutti i diritti.
La differenza di trattamento non li turba. Furore, furore, odio e basta e poi si offendono se gli diamo degli antisemiti.
I sentimenti  di noi israeliani in questi giorni sono di rabbia e  smarrimento perche' ci sembra di rivivere tutto da capo, l'orrore della seconda intifada quando ogni giorno c'erano  attentati nelle citta' israeliane, ogni giorno qualche terrorista riusciva a entrare in case di israeliani dove ammazzava soprattutto donne e bambini.
Il massacro della povera famiglia  Vogel mi ha riportato alla memoria altri massacri di famiglie intere dentro le loro case, non "nei cosiddetti territori palestinesi" ma nel cuore di Israele, nei kibbuzim, nelle citta', in appartamenti, per la strada, nelle scuole!
E dicono che da tre anni non c'erano attentati a Gerusalemme!
Ma come! e gli attentati degli uomini sui bulldozer che correvano per le strade investendo e schiacciando la  gente e fracassando le automobili?
Durante uno di questi attentati una mamma fece appena in tempo a gettare la sua bambina fuori dal finestrino dell'auto prima di essere schiacciata a morte dalla pala del bulldozer.
E il massacro della yeshiva Merkaz harav con otto ragazzi uccisi a fucilate mentre studiavano chini sui libri?
E gli accoltellamenti per le strade di Gerusalemme?
Cosa scrivere dunque? Come raccogliere le idee e ragionare freddamente soprattutto dopo i rari ma sempre disgustosi commenti dei media italiani?
L'articolo del Manifesto e' da mal di stomaco  ma non deve sorprendere: colpa di Israele naturalmente , santificano Hamas dicendo che ultimamente "lavora" di terrorismo solo la Jihad islamica come se fosse un segreto che tutte le organizzazioni sono connesse l'una all'altra e che nessuna si muove senza gli ordini del capo e il capo assoluto a Gaza e' hamas!
E' disumana e disumanizzante  questa malefica simpatia per  le organizzazioni del terrore dei progressisti...o comunisti...come si deve chiamarli...non so piu',... Amano hamas, hezbollah, sono convinti che i Fratelli Musulmani in Egitto siano una specie di  Caritas stile islamico.
La "Primavera araba" dicono estasiati senza capire, accecati dall'amore,  che nessuna rivolta da quelle parti puo' portare a qualcosa di meglio ma sempre a qualcosa di peggio.
Bernard Lewis ha  scritto che la parola democrazia e' sconosciuta al mondo arabo. Lo dice lui mica Deborah Fait  la diffamatrice dei poveri terroristi...pardon...dei combattenti per la liberta'.... la perfida nemica della "pax araba", quella che ci vorrebbe tutti al cimitero.
E' di oggi la notizia che il nuovo Egitto , il "democratico nuovo Egitto", nelle mani dei militari e della Fratellanza musulmana,  dopo aver fatto cadere nella polvere il dittatore Mubarak, ha sospeso i voli per Israele. Non solo ma la Egyptair ha disegnato una nuova cartina del Medio Oriente dove Israele e' scomparso, diviso tra Egitto, Giordania, Libano e "Palestina".
Un  caro amico ha scritto alla Egyptair per chiedere spiegazioni. Vi riporto esattamente la domanda e la risposta da arrampicata sugli specchi: 
 
 
Why have you removed Israel from your maps? Are you serious enough to give a public explanation for this?
 
La risposta ufficiale di Egyptair:
 
We would like to clarify that we do not fly to Israel, where on the map on our website we place only the names of the destinations we fly to. Flights to Tel Aviv are operated by Air Sinai , which is a separate company
 
La controdomanda, inoltrata poco fa:
 
To Egyptair: this is not a good explanation, since the country borders displayed on your map cut Israel in 3 parts. Every country border in the world is drawn accurately, but not the israeli borders. In your map Egypt "owns" the whole Sinai, Lebanon seems to own Haifa and northern Israel, while Jerusalem and middle Israel is on its own. I guess that's the palestinian state. Can you clarify this?
 

 
Aspettiamo la risposta con ansia.
 

 
Adesso c'e' un problema, signori miei, tutto il mondo arabo e' a ferro e fuoco, guerre civili, rivoltosi contro le dittature in carica per instaurarne, con tutta probabilita', di nuove, morti a centinaia, a migliaia ..., gia' piu' di 15.000 profughi sbarcati  sulle coste italiane ....ma dove sono i pacifisti?
E' questo il problema, amici miei, dove sono spariti?
Ieri a Damasco la polizia ha ammazzato in pochi minuti un centinaio di persone, una parte era in  moschea...e dove sono i pacifisti?
In Yemen i governativi ammazzano tutto quello che si muove....ma dove sono i pacifisti?
Dove cavolo saranno finiti?
Gli hanno dato un sonnifero?
Nooo, non dormono il sonno dei giusti, loro sono sempre attenti ma volete sapere dove sono? Stanno in silenzio ad aspettare che Israele attacchi Gaza per poi mettersi a urlare che siamo nazisti, occupanti, assassini e che la ricca Gaza, si ricca, ricchissima a milioni di dollari esentasse, e' una prigione a cielo aperto dove la gente muore di fame e che noi vogliamo distruggere commettendo genocidio.
Lo dice sempre "restiamo umani" Arrigoni.
I pacifisti di tutto il mondo aspettano, in agguato, come belve feroci, intanto sognano la prossima barca dell'amore per Gaza e si riuniscono nelle universita'  per festeggiare il mese dell'apartheid israeliana, boicottando, calunniando, delegittimando, demonizzando.
Belve feroci sono, come i terroristi, e adesso, a proposito di pacifisti, lasciatemi dire due paroline sul nostro genio letterario Amos Oz, grande scrittore, tanto amato da noi israeliani, conosciuto e giustamente ammirato internazionalmente, tradotto in tutte le lingue del mondo.
Bene, questo nostro Genio, di cui saremmo ancora piu' orgogliosi se, pur essendo sionista, non si lasciasse coinvolgere dalla propaganda antisraeliana in modo cosi' superficiale e stupido, per accontentare i suoi lettori "progressisti", per essere gradito all'estero dove un israeliano che voglia essere bene accolto deve fare autodafe', questo nostro genio dunque  ha mandato a Marwan Barghouti, il galeotto, l'assassino condannato a cinque ergastoli, ex capo dei Tanzim e caporale di Arafat, il suo piu' bel romanzo "Storia d'amore e di tenebra" con una dedica:
«Questa storia», scrive Oz , «è la nostra storia. Spero che tu la legga e ci comprenda meglio, così come noi ci sforziamo di comprendere voi. Nella speranza che ci possiamo incontrare presto, in pace e libertà».
Ma come in pace e liberta'! Ma come e' possibile che l'ideologia faccia rincretinire una grande intelligenza!
Come puo' essere che uno si autolobotomizzi in questo modo solamente per sembrare buono, di larghe vedute e policamente corretto!
Perche' lo ha fatto? Che motivo aveva? E proprio mentre una famiglia di ebrei veniva sgozzata?
Questo non significa essere politicamente corretti ma scorrettamente e scioccamente opportunisti e crudeli.
Voleva fare pubblicita' al suo partito, quello degli intellettuali di sinistra?
Bene ha scelto la persona sbagliata, il momento sbagliato e si e' sputtanato del tutto di fronte al Popolo di Israele. 
Barghouti e' un assassino, uno stragista, uno che ha ammazzato israeliani per odio. 
Come se Eichman in carcere in Israele avesse ricevuto un libro con dedica da Yosef Agnon o come se Umberto Eco ne mandasse uno a Salvatore Riina.
Barghouti!
Ma ve lo ricordate chi erano i Tanzim? Erano le bande della morte di Arafat, hanno ammazzato piu' ebrei che hanno potuto, erano quelli che all'inizio della seconda intifada hanno preso due ragazzi israeliani, due giovani ristoratori che erano in una trattoria palestinese per mangiare un piatto di humus , li hanno portati fuori dal locale, messi al muro e fucilati.
Non avevano fatto niente, erano solo due ebrei.
Barghouti era il loro capo.
E Oz gli manda un libro con dedica augurandogli pace e  liberta'?
Anni fa in Italia circolava uno slogan : Visitate l'Italia prima che gli italiani la distruggano.
Dovrebbe essere riferito anche a Israele e a certi suoi intellettuali che, giustamente, Giulio Meotti in un suo bellissimo articolo, definisce "immorali"!
Ritengo gravissimo che Amos Oz abbia mandato a questo criminale il suo piu' bel libro ( ma sarebbe stato scandaloso anche se gli avesse mandato cartolina), lo ritengo grave, desolante e assolutamente immorale.
Immagino Barghouti sorridere soddisfatto alla notizia del massacro di quei tre bambini e dei loro genitori guardando con  disprezzo il libro che parla della storia del Popolo Ebraico da lui tanto odiato.
Dicono che Il presidente Obama abbia appena  telefonato a Netaniahu raccomandandogli una  reazione misurata alle provocazioni sanguinarie dei palestinesi.
State buoni ebrei, fatevi ammazzare. Tanto, siete abituati!

Deborah Fait





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24 marzo 2011

PD:Esplode l'inchiesta sulla corruzione

Bufera enti locali
Esplode l'inchiesta  sulla corruzione

Grosseto, 24 marzo 2011 - Bufera comincia ad essere un eufemismo. Terremoto — con tutto il rispetto per chi questa catastrofe la vive sul serio — giudiziario sembra essere un termine più appropriato. Le «attenzioni» della Procura di Grosseto per i reati contro la pubblica amministrazione continuano a produrre indagini su indagini. È di martedì la notizia dei dieci avvisi di garanzia notificati al sindaco di Scansano, Marzio Flavio Morini (Pd), al fratello Fabio (geometra), a tre dipendenti del servizio gestione del territorio del Comune di Scansano e a cinque imprenditori. Ipotesi di reato concorso in corruzione per la costruzione di centrali fotovoltaiche e lavori pubblici. Ieri, invece, la notizia del deposito, sempre da parte della Procura grossetana, di quattro comunicazioni di chiusura indagini nei confronti del sindaco di Semproniano, Gianni Bellini (Pdl), della moglie, di un imprenditore altoatesino e del tecnico di fiducia di quest’ultimo, lo stesso sindaco di Scansano, Morini. Anche in questo caso l’ipotesi di reato è concorso in corruzione. Fulcro delle contestazioni della Procura, campi fotovoltaici e struttura termale. E varianti urbanistiche, spesso contestate a livello politico dalle opposizioni.
La prima inchiesta, quella di Semproniano, riguarda la costruzione di una struttura termale-alberghiera in località Cellena, nel Comune di Semproniano, su un terreno che in parte era di proprietà del sindaco Bellini e della moglie. Un procedimento urbanistico che è stato avviato a seguito di una variante contestata dall’opposizione, circa sei anni fa. L’opera avrebbe dovuto essere costruita da un’impresa altoatesina, il cui titolare è indagato, insieme al tecnico di fiducia, l’architetto Marzio Flavio Morini, che all’epoca non era ancora sindaco di Scansano. Un’indagine che si conclude in questi giorni e che più di anno fa — a febbraio del 2010 — aveva visto un’accelerata, con il blitz dei carabinieri nel palazzo comunale e in alcune abitazioni private per sequestrare faldoni e computer. Martedì dalla Procura sono partiti gli avvisi di chiusura indagini (che di solito preludono alla richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero). Peraltro, per questa inchiesta, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto ha concesso al pm il sequestro cautelativo di immobili, quote di società e conti correnti dell’imprenditore, per la cifra complessiva di 2.331.000 euro (ingiusto profitto rilevato dalla consistente rivalutazione dei terreni già acquistati dall’imprenditore grazie alla variante urbanistica). Sottoposti a sequestro anche conti correnti e investimenti del sindaco Bellini e della moglie, per un valore di 93.820 (la differenza tra la somma versata al sindaco e alla moglie e il valore effettivo del terreno acquistato dall’imprenditore). A Scansano, invece, al centro della bufera la realizzazione di una centrale fotovoltaica e di alcuni lavori pubblici: la ristrutturazione didue piazze. Per l’installazione di campi fotovoltaici, però, è stato necessario approvare una variante al Piano strutturale per la modifica di aree agricole in produttive (cioè da zone ‘E’ ad zone ‘D’). La variante urbanistica è stata approvata con la deliberazione numero 36 del 20 agosto del 2010. I primi accertamenti da parte della polizia giudiziaria risalgono a ottobre scorso. Alcuni mesi dopo. Martedì, invece, carabinieri, finanzieri coadiuvati, per la parte informatica, dalla polizia postale, hanno eseguito un blitz in piena regola, Con sequestri di documenti, atti, faldoni e personal computer sia nel palazzo comunale, che nelle abitazioni degli indagati. Sono dieci — come riportato nella nota della Procura — le persone al centro dell’indagine per il reato di corruzione. Oltre al sindaco (che è stato raggiunto da due avvisi di garanzia, uno nella sua qualità di sindaco e uno in quanto tecnico) il fratello Fabio, tre tecnici dipendenti dell’amministrazione comunale di Scansano, e altre cinque persone (i titolari delle tre imprese coinvolte e due collaboratori).
Cristina Rufini




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22 marzo 2011

IL VIZIO DELLA SINISTRA: L’INGANNO SISTEMATICO

 
 
IL VIZIO DELLA SINISTRA: L’INGANNO SISTEMATICO  E IL GESTIRE IL POTERE CONTRO LA VOLONTA’ DEI CITTADINI.  




2 angolazioni del costruendo e ormai quasi finito nuovo centro culturale islamico con annesso  moschea a Ravenna

Hanno messo nel loro simbolo il termine democratico, sottratto immeritatamente ai partiti che hanno sempre saputo cos’è e rispettato la democrazia, ma anche se il look dei veterocomunismi ha subito molti restiling,  le radici e le aspirazioni totalitarie restano le stesse: comandare passando sopra i diritti e la volontà dei cittadini, in nome di un non meglio identificato bene comune, che anche questa volta invece è indirizzato a fare il bene esclusivo di una parte della comunità locale, sfruttando la popolazione all’oscuro dei patteggiamenti segreti e dei fini che si è prefissa la giunta ravennate

Ci aveva già provato la giunta Cofferatti a Bologna a far passare per buona una carognata contro la città e i cittadini donando terreno e favori economici a un gruppo islamico legato all’UCOII, ma grazie all’intervento della Lega Nord e in particolare dell’on. Gianluca Pini, erano venuti alla luce gli inghippi e gli inganni, cioè la massa di irregolarità amministrative, con risvolti anche penali, che arrivavano fino a minare la sicurezza nazionale e mettevano a rischio i rapporti diplomatici con un Paese straniero.  Così anche con la mia partecipazione attiva,volta a informare la cittadinanza sulla realtà della moschea, a Bologna  si è riusciti a fermare l’inganno e ad arginare il danno, che soltanto i bolognesi avrebbero finito per pagare, assieme ai danni erariali che ne derivavano.
 
il documento che attesta il permesso di costruire stilato senza rispettare le leggi vigenti.
A Ravenna, la giunta Matteucci, immancabilmente di sinistra, sta tentando di rifare la stessa cosa della giunta Cofferati e cioè, con un atto apparentemente legale, redatto in una forma che sembra rispettare le leggi e la burocrazia, approfitta della fiducia che i suoi concittadini le hanno conferito, contando sul fatto che il burocratese non è una lingua facile per le persone che non sono esperte di politica e di leggi, ha sferrato a tradimento un colpo mortale alle spalle di coloro che invece il primo cittadino e la sua giunta hanno il dovere di rispettare e di difendere.

Anche questa volta però, l’on. Gianluca Pini si è messo di traverso a questo ennesimo complotto e assieme all’avv. Patrizia Zaffagnini, esperta in diritto e soprattutto esperta costituzionalista, hanno portato alla luce l’ennesimo e gravissimo inganno di quello che è un progetto ormai quasi giunto al termine.  Noi offriamo la nostra disponibilità, anche questa volta, per far conoscere ai cittadini di Ravenna, l’atto burocratico che in realtà è un crimine che sta per essere concluso sulla loro pelle, sapendo bene che in gioco non vi è soltanto l’aspetto economico che rappresenta un vero furto ai danni dei ravennati, ma anche una lesione dei diritti dei cittadini in quanto il Centro Islamico e la Moschea rappresentano un vulnus, una porta al fondamentalismo islamico, dovuto alle massicce immigrazioni sul nostro territorio di persone che hanno dimostrato in ogni circostanza possibile che l’integrazione per loro non è un principio accettabile e la moschea rappresenta l’imposizione della legge islamica dentro un territorio che invece possiede una storia, una cultura, un sistema legale, una costituzione, tutte formule incompatibili con la sharia.

Fermare questo nuovo tentativo di trufa ai danni dei cittadini è un doppio dovere: quello di salvaguardare i diritti dei cittadini italiani e immigrati e quello di salvaguardarte l’economia del Paese Italia, poiché il gravame economico sulla comunità è inaccettabile.

Di seguito troverete alcuni accenni e stralci di documentazione sulla questione moschea a Ravenna.

Adriana Bolchini - Lisistrata



MOSCHEA: PERMESSO DI COSTRUIRE ILLEGITTIMO!
Il permesso di costruire n. 8/2010 per la costruzione della moschea e della nuova sede del Centro di Cultura e di Studi Islamici della Romagna, rilasciato dal Comune di Ravenna- Area Pianificazione territoriale Servizio Gestione urbanistica ed edilizia residenziale pubblica in data 14.01.2010 è inequivocabilmente illegittimo. Il responsabile dell’ufficio comunale, rilasciava il permesso a “titolo gratuito “ ai sensi dell’art 17 del DPR 380/2001 e dell’art 30 della LR 31/2002.
Ripeto a titolo gratuito, ovvero senza il pagamento del contributo degli oneri di concessione dovuto per la costruzione di opere edilizie.
Peccato che la costruzione di una moschea non rientra nei casi di esenzione previsti dall’art 17 DPR 380/2001 e art 30 L 31/2002. Infatti  l’edificio del culto musulmano non rientra nei presupposti dell’art 17 DPR 380/2001 poiché non  è realizzato da un ente “istituzionalmente competente”,  vale a dire enti pubblici, ai quali la realizzazione dell’opera sia demandata in via istituzionale  o anche  , come amplia l’art 30 LR 31/2002 , da organizzazioni non lucrative di utilità sociale ( ONLUS).Inoltre la moschea, per usufruire dell’esenzione , non  rientra certamente nella categoria di opera pubblica o di interesse generale per tutta la collettività. Il Centro di Cultura e Studi Islamici della Romagna (CCSIR), proprietario del terreno e di conseguenza richiedente e titolare del permesso di costruire n. 8/2010, è UN’ASSOCIAZIONE CULTURALE NON RICONOSCIUTA, altro che ente “istituzionalmente competente”. Inoltre l’associazione non è iscritta tra le ONLUS e come semplice soggetto privato, difetta dell’eventuale mandato “costruire per conto” di un ente istituzionale.

In ogni caso, anche a voler essere magnanimi e considerare la moschea un edificio “religioso”, l’esenzione dal pagamento degli oneri non poteva essere concesso alla nuova sede dell’associazione islamica !!  far rigettare la domanda proposta, ma andiamo oltre. Da quando un edificio di culto di una religione che in Italia non beneficia nemmeno del Patto di intesa, e che localmente vanta una percentuale di “presunti “ fedeli di circa 150-200 persone, può ritenersi opera pubblica o di interesse generale, o rientrare nella categoria di chiese ed edifici religiosi? Da quando un’ associazione culturale, la cui sede è richiesta nel permesso a costruire n. 8/2010 congiuntamente alla moschea, che ha come scopo solo ed unicamente la diffusione dei precetti della religione islamica può definirsi ente istituzionale?
Un atto pubblico illegittimo che ha permesso una costruzione fuori-legge, dove i costi di urbanizzazione sono sulle spalle di tutta la comunità ravennate, con un danno erariale evidente. Ancora una volta Ravenna ringrazia Sindaco e Giunta di sinistra!!!!





MOSCHEA: 900MILA EURO DI MATTONI, MA QUANTO CI COSTI???
Il Centro di Cultura e di Studi Islamici della Romagna, unico proprietario del terreno e della erigenda moschea e nuova sede del centro stesso, preventiva sulla pagina di Facebook “ donazione per costruire la moschea di Ravenna” una stima della somma necessaria per costruire l’immobile: 900 MILA EURO.
Posto che il Centro di Cultura e di Studi Islamici della Romagna è un’associazione culturale non riconosciuta PRIVA di qualsiasi fondo, per realizzare il faraonico progetto necessita di 900MILA EURO in donazioni, che forse l’esiguo numero di fedeli islamici ravennate potrebbe raggiungere in 20 anni di duro e faticoso  risparmio.
Allora in poco meno di un anno ( i lavori sono iniziati a giugno 2010) come sono stati “donati” e da chi  ben 900 MILA EURO per la costruzione dell’immobile’?
E su 900 mila euro a quanto ammonta il contributo degli oneri di urbanizzazione che l’ufficio di Edilizia Residenziale Pubblica NON ha richiesto all’associazione islamica??
O per ottenere risposte,  come  indicato dalla dirigente Capo Servizio Urbanistica ed edilizia residenziale pubblica in calce al permesso di costruire n. 8/2010, dovremmo rivolgersi al Pretore, figura giudiziaria che non esiste più dal 1998 o chiedere l’applicazione delle sanzioni penali previste dalla L. 317/1967 , abrogata dalla L. 689/1981???
Se i fedeli islamici ravennati , stimati a grandissime linee in 150-200 persone, sono in grado di risparmiare e donare in un anno ben 900 MILA EURO per la costruzione di moschea e della sede della loro associazione non riconosciuta, beh allora dovremmo rivedere tutte le agevolazioni che vengono loro concesse, case ERP, quote ridotte o esenti negli asili, quote ridotte o esenti pasti mensa, agevolazioni o esenzioni sanitarie, agevolazioni sui canoni di affitto di immobili ecc, perché i veri poveri e bisognosi degli aiuti economici dell’ente locale, alla fine siamo noi ravennati!





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20 marzo 2011

L’INGANNO LIBIA : UNO SPORCO AFFARE, UNA VERGOGNA MONDIALE

 
L’INGANNO LIBIA :  UNO SPORCO AFFARE, UNA VERGOGNA MONDIALE
 
 LO SPORCO AFFARE LIBICO chi sono i rivoltosi, quelli che nella realtà non rappresentano il popolo libico, ma stanno facendo un golpe in accordo con i potentati mondiali fra i quali possiamo tranquillamente metterci: Francia, Usa e Inghilterra, l’ordine di importanza sceglietelo pure voi, le cose intanto non cambiano.
Vi offriamo un articolo molto dettagliato grazie alle informazioni che abbiamo ricevuto da una nostra cara amica alleata: la nostra favolosa e sempre all’erta Mata Hari, che vi invitiamo a leggere con molta cura, per evitare di scoprire un giorno, quando ormai sarà troppo tardi, che ci hanno ingannato e continuano ad ingannarci, ricordate bene gli ultimi inganni Europei?  Se non ve li ricordate ve li rammentiamo  noi, citando le nazioni:  Romania, Albania e infine Kosovo-Jugoslavia, ma non è finita qui l’inganno contro i popoli europei continua:
Intanto guardatevi questo video, che pur conoscendo la lingua, viene ampiamente esplicitato nei suoi contenuti dalle immagini e dall'atteggiamento dei nostri "nuovi alleati libici" quelli scelti da Sarkozy,poiché parlano da sole.  



Ed ora scopriamo altre carte truccate dello sporco gioco. Dove si sono "specializzati" i nuovi leaders della protesta libica?
· Mr. Ali Al IssawiA political and education Libyan who was born in the city of Benghazi in 1966. Has a PhD in pivatisation obtained from the Academy of Economic Studies in Bucharest Romania.
· Mr Mahmood Jibril Born in Libya n 1952, obtained a BSc in Economics and Political Science from Cairo University in 1975. Holds a masters’ degree in Political Science from the University of Pittsburgh, Pennsylvania in 1980.

E guardiamo anche come si sono equipaggiati questi poveri ribelli inermi, certamente avranno usato i sassi, si sa è l’arma preferita nelle rivolte arabe, peccato che, proprio come in Palestina, al di là delle telecamere, al coperto dagli occhi e dal giudizio mondiale effettivamente usano le armi pesanti, perché se si dovesse scoprire bene lo sporco gioco dei travestiti da miserabili, il giudizio dei popoli del mondo, sarebbe molto diverso.
AEREO CONQUISTATO DAI POVERI RIBELLI LIBICI
http://ntclibya.org/english/media/dsc_0003
ELICOTTERO CONQUISTATO DAI POVERI RIBELLI LIBICI
http://ntclibya.org/english/media/dsc_0010
NAVE CONQUISTATA DAI POVERI RIBELLI LIBICI
http://ntclibya.org/english/media/_dsc0117
Ed ora la mappa della rivoluzione diffusa dal sito di quei poveri ribelli morti di fame, che però sta a dimostrare chiaramente che le cose sono state studiate bene a tavolino e poi l’affondo di Gheddafi http://ntclibya.org/english/map-of-revolution



Ma non possiamo fermarci qui e allora parliamo un po’ di ENI, che secondo noi e non soltanto secondo noi, è il motivo e la vera motivazione del golpe libico. Infatti sono le ricchezze del sottosuolo di questa terra quelle che hanno indotto i potenti a organizzare questo golpe a livello mondiale e le ricchezze del sottosuolo per la Libia hanno nomi precisi: petrolio e gas libico.  La libertà non c’entra proprio nulla.

LIBIA: UNA GUERRA DEL PETROLIO TRA ENI E BP?Ci sono vari elementi che consiglierebbero di valutare con molta cautela le attuali "notizie" riguardanti la Libia. A differenza dell'Egitto, la Libia non ha masse di disperati urbani, in parte perché il regime ha adottato un sistema paternalistico/assistenziale che evita gravi forme di miseria, ed in parte perché mancano proprio le masse, dato che si sta parlando di un Paese spopolato, in cui anche la cifra ufficiale di quattro milioni di abitanti risulta da stime demografiche piuttosto gonfiate per ciò che concerne le zone desertiche. C'è anche da considerare che i milioni di manifestanti visti al Cairo si avvalevano della benevola neutralità dell'esercito, mentre le poche migliaia (?) di pacifici manifestanti libici, secondo i media si sarebbero trovati addirittura sotto bombardamenti aerei e di razzi: un particolare che risulta alquanto irrealistico, e non perché il regime non sarebbe capace di tanto, ma perché solo una rivolta armata - molto bene armata - potrebbe reggere a lungo ad un tale tipo di trattamento.
Quindi, più che di una rivolta si tratterebbe di un golpe, e con tanto di agganci in settori del regime libico. "Dittatore" è una di quelle parole in grado di mandare completamente in vacanza il senso critico dell'opinione pubblica "occidentale", ed ecco perché la narrazione mediatica di una rivolta popolare spontanea, che però si dimostra capace di occupare un'intera città come Bengasi, non ha suscitato sinora dubbi e perplessità.
Durante il natale del 1989 i media ci narrarono una "rivolta" rumena contro il dittatore Ceausescu con ventimila morti, ma poi si rivelò tutto falso, ovviamente a distanza di mesi, quando la notizia aveva perso centralità. Un altro "dettaglio" di cui tenere conto riguarda il business del petrolio libico, un business di tale entità da aver comportato mezzo secolo di guerra senza esclusione di colpi tra l'ENI da un parte e le multinazionali anglo-americane dall'altra, in particolare la BP.
Persino il colpo di Stato di Gheddafi contro il re Idris, considerato un fantoccio dell'Italia, fu sicuramente favorito dalle multinazionali anglo-americane, anche se in pochi anni l'ENI recuperò in Libia il terreno perduto. Che l'attuale "rivolta" libica possa costituire un ennesimo capitolo di questa guerra del petrolio non è un'ipotesi da scartare, poiché la notizia concreta di queste ore è proprio che l'ENI sta rischiando di perdere la sua principale fonte di petrolio: la Libia, appunto......  Il resto qui: http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=402 del 24.02.2011


Tutto questo ci porta a dichiarare e a trovare conferma che in realtà non si tratta di rivoluzioni dei popoli arabi contro lo strapotere dei loro dittatori, ma di una vera e propria guerra per ridistribuire le influenze politiche, ma soprattutto quelle energetiche nel Mediterraneo, mirando bene ad escludere l’Italia da ogni coinvolgimento nel quale abbiamo interessi e utili, già stabiliti con trattati e investimenti fatti dalle nostre imprese da anni.

Libia: Una guerra volta a tracciare le nuove sfere di influenza energetiche e sottrarre ogni controllo all’Italia.“Il Nord-Africa è in fiamme, un’escalation di rivolte trasformatesi ben presto in guerre civili.
Questa è la guerra del Mediterraneo, volta a tracciare le nuove sfere di influenza energetiche e sottrarre ogni controllo all’Italia.
Sono ormai evidenti le manipolazioni delle campagne di disinformazione e dei falsi giustizialismi, volti a creare le “false rivoluzioni colorate” e così delle nuove false capitali islamiche. Un grande ruolo è ora svolto da Internet e dai social-network che rivelano così un volto molto pericolo, ossia di strumento per la creazione di assembramenti e riunioni di protesta, così come per il coordinamento delle grandi masse. In gioco vi sono gli interessi dei giganti petroliferi degli antichi colonizzatori franco-britannici dell’Africa, che con Total, Chevron, Exxon, Shell e BP hanno tracciato i propri imperi energetici, decidendo ora la destituzione di quei Governi che loro stessi hanno contribuito a creare. L’Italia, con i suoi piccoli giganti, è ora costretta ad arretrare sempre di più, vedendosi quasi costretta a lasciare Tripoli e la lunga serie di cooperazioni economiche sottoscritte con Gheddafi, mentre da sola dovrà affrontare l’ondata dei rifugiati che premono sulle coste di Lampedusa…………………
………….. Le barche cariche di immigrati non costituiscono però il canale principale del traffico della migrazione clandestina, in quanto rappresentano soltanto un atroce diversivo per distogliere l’attenzione dalle vere porte d’ingresso di questo traffico, che sono le banchine dei porti sotto il controllo militare statunitense. Nel porto di Napoli, ad esempio, la U.S. Navy controlla ormai più della metà delle banchine, gestite nel più assoluto segreto militare; tutto ciò per gentile concessione del governo D’Alema nel 1999. Gheddafi ha accettato di enfatizzare il suo ruolo di poliziotto anti-immigrazione perché costituiva un modo per vantare pubblicamente benemerenze nei confronti dell’Italia e della Unione Europea, ma bisogna separare le esagerazioni della propaganda dalle effettive dimensioni di quel ruolo. Le basi militari americane, da sempre, non svolgono soltanto una funzione militare, ma soprattutto di controllo dei traffici illegali, a cominciare dal traffico di eroina dall’Afghanistan.http://www.gexplorer.net/notizie/2011/02/libia-una-guerra-volta-a-tracciare-le-nuove-sfere-di-influenza-energetiche-e-sottrarre-ogni-controllo-all’italia-che-da-sola-dovra-affrontare-londata-dei-rifugiati


E per finire, anche se non finisce qui, vediamo ora i trionfalismi francesi su quella che è una chiarissima guerra dichiarata contro di noi, che ci porterà soltanto ad avere il gravame oneroso e difficilmente gestibile, di un’ondata di migrazione biblica, che contribuirà ad affossare sempre di più la nostra economia, con buona pace dei sinistri nostrani e anche del nostro governo che non hanno capito nulla della politica mondiale.

L'Italie touchée de plein fouet par la crise libyenneDans un communiqué tardif, Berlusconi s'est aligné sur les autres leaders occidentaux pour dénoncer un «usage inacceptable de la violence contre la population civile» et se déclarer «préoccupé par l'aggravation des violences». (Crédits photo: Riccardo De Luca/AP)

Le montant des investissements libyens dans l'économie italienne est estimé à 3,6 milliards d'euros.
Les relations personnelles entre Silvio Berlusconi et Mouammar Kadhafi sont très étroites depuis la signature, en août 2008, d'un accord de paix et de coopération qui a mis fin à plus de soixante ans de contentieux colonial. Aussi, grand a été l'embarras du président du Conseil italien devant l'explosion de violence. Il lui a fallu quarante-huit heures pour en mesurer la gravité. Samedi, comme on lui demandait s'il appellerait le leader libyen à la modération, Berlusconi avait répondu que devant une situation en pleine évolution, il «ne se permettrait pas de déranger qui que ce soit». À Bruxelles, le ministre des Affaires étrangères, Franco Frattini, a invité ce week-end l'Europe à ne pas s'ingérer dans les affaires intérieures de la Djamahiriyya. Mettant en garde contre une partition du pays qui reviendrait à instaurer une « république islamique de Benghazi»………………………….
………………………………  Quelque 23% de son pétrole et 13% de son gaz arrivent de Libye. Les importations de méthane (environ 25 millions de mètres cubes par jour) ont été interrompues ce mardi pour «raisons de sécurité». Le gouvernement se prépare à puiser dans ses réserves en cas de pénurie.
La première, l'Italie a élaboré un plan d'évacuation de ses ressortissants. Quelque 1500 transalpins travaillent dans 180 sociétés italiennes en Libye. Des appareils sont en instance pour les rapatrier dès que les conditions le permettront. Autre grosse inquiétude, sur le front sécuritaire cette fois. L'effondrement du régime libyen fait craindre l'afflux de dizaines de milliers d'immigrés sur les côtes italiennes. Une cellule de crise comprenant six ministres s'est réunie ce mardi soir pour en débattre tandis que l'état d'alerte a été proclamé sur les bases aériennes du Sud. Pour le moment, l'état de la mer dans le canal de Sicile dissuade les candidats au départ.
Fonte Le f**aro http://www.lef**aro.fr/international/2011/02/22/01003-20110222ARTFIG00792-l-italie-touchee-de-plein-fouet-par-la-crise-lybienne.php


Ma si sa la politica di Berlusconi è stata quella di cercare di fare affari con tutto il mondo per dare maggior respiro all’economia mondiale, lottando contro le sinistre opposizioni interne e le sinistre opposizioni straniere, infatti gli accordi di Berlusconi con la Russia, attraverso Putin vennero criticate in particolare dai francesi e da Sarkozy in persona, ed ora ecco svelata la menzogna e l’interesse che nascondevano le critiche al governo Berlusconi:

Gas: Russia, Total si allea con Novatec
Entrera' in capitale produttore gas, operazione da 4 mld dlr
(ANSA) - MOSCA, 3 MAR - Il gruppo francese Total ha firmato un memorandum d'intesa che gli consentira' di entrare nel capitale di Novatec, il piu' grosso produttore di gas russo indipendente: l'operazione, per un valore di 4 miliardi di dollari, prevede che la societa' francese acquisti in aprile il 12% delle azioni della compagnia russa, con un'opzione per un altro 7,4% entro i successivi tre anni, per arrivare complessivamente al 19,4%. Lo riferiscono i media russi.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/03/03/visualizza_new.html_1560790515.html


Ora fra le molteplici domande e preoccupazioni che stanno bombardando la mia mente e scconvolgono la mia coscienza, la mia logica e mi creano nuove paure, una domanda emerge fra tutte:

Ma perché si presentano alle elezioni in Italia e noi li votiamo questa massa di politici presuntuosi, imbecilli ignoranti e incapaci di comprendere la politica che poi andranno ad affrontare, nessuno escluso: quelli di destra, di sinistra e di centro?

Facciamola noi la rivoluzione vera: mandiamoli tutti a casa, con un bel calcio nel di dietro e nemmeno un solo centesimo di pensione, anzi ci debbono restituire i danni che ci hanno provocato, per cui mandiamoli tutti ai lavori forzati per pagarci i danni e permetterci di ricominciare a sperare in un futuro fuori dalla UE e dalle finte alleanze.  

Adriana Bolchini – Lisistrata
 




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18 marzo 2011

Sinistra da vergogna .

 

Togliatti: “È motivo di particolare orgoglio per me l’aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica."

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 Oggi festeggiamo i 150 anni della Nostra Italia ed ho deciso di pubblicare una parte dell' intervento di Togliatti al XVI Congresso del PCUS. L' ho fatto per ricordare a tutti i sinistri nazionalisti per un giorno, cosa diceva riguardo l'Italia uno dei loro gloriosi miti.
Nazionalisti lo si è sempre o non lo si è mai.
Ma d'altra parte come diceva una vecchia canzone "Uno straccio rosso hai per bandiera... perchè non sei degno di servirne una vera.."
Palmiro Togliatti:


“È motivo di particolare orgoglio per me l’aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica.
Io non mi sento legato all’Italia come alla mia Patria, mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo vedere unito attorno a Mosca agli ordini del compagno Stalin.
È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano ”.

Solo vergogna, e nulla più.




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17 marzo 2011

Non esiste un islam moderato.Bosnia: nasce il partito neonazista bosniaco, a maggioranza musulmano

 

Bosnia: nasce il partito neonazista bosniaco, a maggioranza musulmano

 

[Questo post è il primo che rilanciamo dalla rivista online EaST Journal, con cui inauguriamo un importante rapporto di partnership; il pezzo è a firma di Pietro Acquistapace.]


Dal febbraio 2010 anche la Bosnia vede sulla scena politica la comparsa di un movimento politico neonazista, il BPNP (Bosanski Pokret Nacionalnog Ponosa, ossia Movimento dell’Orgoglio Nazionale Bosniaco). I richiami più immediati sono, evidentemente, alla divisione SS Handschar composta in prevalenza da musulmani (non a caso aveva come simbolo una scimitarra, Handzar in croato) e tristemente distintasi nelle operazioni contro i partigiani titini. Da notare che la divisione fu fortemente voluta da Himmler e dal Gran Muftì di Gerusalemme nonostante le resistenze di Ante Pavelic, leader degli ustascia croati, che temeva il pericolo di una futura indipendenza di zone musulmane all’interno dello stato croato.

Nel suo sito, che si apre con la riproduzione di un busto del primo re bosniaco Tvrtko Kotromanic, il BPNP dichiara di avere come nemici “gli ebrei, i rom, i cetnici, i separatisti croati, Tito, i comunisti, gli omosessuali e i neri” e dichiara che la “Bosnia appartiene ai Bosniaci”, negando così il diritto di secessione per i territori serbi e croati, non a caso contestano la definizione di Bosnia e Erzegovina in favore di una più unitaria Bosnia Erzegovina. Proprio l’aspetto ideologico è in ogni caso la parte più interessante di questo movimento politico.

Secondo le stime del Cia World Factbook (l’ultimo censimento è del 1991), relative al 2006, la Bosnia è etnicamente bosniaco-musulmana (bosgnacca) al 48%, ponendo quindi ai neonazisti Bosniaci, e non solo, il problema del rapporto etnia/religione; questi, infatti, includono l’islamismo tra le ideologie “non benvenute” in Bosnia, in compagnia del sionismo, del comunismo e del capitalismo. Il BPNP si trova quindi su un sottile equilibrio, trovandosi nella necessità di enfatizzare, e ricreare, il concetto di “nazionalità bosniaca” per mettere in secondo piano l’appartenenza religiosa, soprattutto nei confronti della stampa occidentale, ma dichiarando poi essi stessi di volersi espandere nelle zone dove la popolazione musulmana è rilevante, come Sarajevo, Zenica, Bihac, Tuzla e Mostar. Detto per inciso la loro idea di “espansione” consiste nell’arrivare a diffondere dei volantini, questo la dice lunga sull’effettiva forza del partito in questione.

Questa esigenza fa sì che la quasi totalità del sito sia dedicata alla storia ed all’ideologia, proprio per dimostrare come l’identità bosniaca si sia sviluppata nel corso di oltre 1000 anni di storia e, come lo stesso Himmler aveva avallato, mantenuta pura attraverso la discendenza dai Goti. Molto interessante notare come venga inoltre dichiarato che membro della “nazione” bosniaca sia ogni “leale” cittadino di Bosnia, al di là di qualunque differenza religiosa.

La nascita di questo partito neonazista, abbastanza isolato dall’estrema destra internazionale proprio per la religione dei suoi membri, è tuttavia significativa delle tendenze in corso nella società bosniaca. Una società da pochi anni uscita dalla guerra e che si trova oggi ad essere uno dei pochi stati europei a maggioranza musulmana col timore, però, della crescita del fondamentalismo islamico di matrice wahabita: anche questa eredità della guerra che vide l’invio di combattenti e armi da Arabia Saudita, Pakistan, Iran e Afghanistan. La presenza di questi fondamentalisti sta creando diverse tensioni nel paese dove, secondo alcuni sondaggi, il 70% della popolazione sarebbe a loro contrario.

13ma Divisione SS Handschar

Di fronte a tutto ciò la Bosnia è semi-paralizzata dalla sua complessità istituzionale che risente ancora fortemente della pesante eredità degli accordi di Dayton. Sia nel caso del BPNP che nella “questione” wahabita le leggi per arginare la deriva antidemocratica esistono, ma sono di difficile attuazione a causa della carenza degli organi preposti, come dichiarato dal procuratore della repubblica Grubesic. Di fronte a tale realtà l’integrazione delle tre comunità bosniache è fondamentale, ma al momento esistono 12 ministri dell’istruzione a fronte di 500 mila bambini. Ogni cantone della federazione ha il suo ministro, ed il potere di decidere fino al 30% del contenuto programma di studi, con il risultato dell’inesistenza di un curriculum di studi unico per gli studenti bosniaci.

Anche il processo di integrazione europeo, attraverso la liberalizzazione dei visti all’interno dell’area Schengen (dal 15 dicembre 2010), sembra procedere a rilento tra i dubbi e i timori dell’Unione Europea, nonostante l’entusiasmo della popolazione, ed ha portato alla creazione di un meccanismo di monitoraggio.

In conclusione la Bosnia appare un paese ricco di contraddizioni, bisognoso di trovare la sua strada e lasciarsi alle spalle le vicende di 15 anni fa. Ma le vecchie tensioni esistono ancora, e si sommano alle nuove, e sono un freno allo sviluppo futuro della federazione. E chiudendo il cerchio sono ricchi di contraddizioni anche i nazisti locali, musulmani contro l’islamismo e alleati dei fondamentalisti islamici nel picchiare i “diversi”, sostenitori del laicismo e che nel sito si appellano all’Art.19 della dichiarazione universale per i diritti umani.




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16 marzo 2011

Scoop: le rivelazioni di Wikileaks sui leader del centrosinistra

 

di Domenico Marigliano

Tra i documenti riservati provenienti dall’ambasciata americana in Italia ci sono moltissimi riferimenti ai leader del centrosinistra italico. Siamo in possesso delle prime rivelazioni in tal senso. Ecco il primo report con i commenti riguardanti i vari personaggi del centrosinistra
Bersani: inetto, più utile a capo di una bocciofila, sa solo rimboccarsi le maniche, un funzionaretto di partito piuttosto grigio, dedito alla pratica della scalata sui tetti
Bindi: più bella che intelligente
Veltroni: diplomato in fiction, specializzato in prefazioni di libri ma anche in sconfitte elettorali
Di Pietro: non riusciamo a comprendere quello che dice, solito farsi fotografare con mafiosi e terroristi, ha una mania perversa per i valori immobiliari, probabile laurea fasulla
Vendola: a favore della pedofilia, gravi difficoltà in geografia, probabile schizofrenia visto che definisce “il suo orecchino una micromutazione della sua corporeità”
Fini: in totale balia della moglie (già attenzionata in strani rapporti con imprenditore Gaucci), del cognato (sua la casa di Montecarlo) e della suocera (casalinga disperata diventata tutto d’un tratto produttrice di programmi Rai). Scarsa fiducia nella sua politica, cambia idea ogni giorno. Forte tendenza al tradimento. Capacità strategiche ridotte, visto che si fa dettare le tattiche da un tal Bocchino
Prodi: un sonnifero umano, i suoi bofonchiamenti allo studio della Cia (si cerca di tradurli nel miglior modo)
D’Alema: trafficante di barche
Attenzionato tra l’altro anche il gruppo Repubblica/Espresso, definito affetto da ossessione antiberlusconiana e dedito al gossip e Travaglio Marco, noto falsario.
Si attendono novità, potrebbero esserci nuove rivelazioni scottanti. Di sicuro se su Berlusconi a sinistra si scagliano in maniera violenta (dove sarebbero le novità?) figuriamoci cosa dovrebbero dire di sè stessi, visto che vengono costantemente asfaltati dal Cavaliere a ogni elezioni.




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12 marzo 2011

LA VERA STORIA DI TRAVAGLIO, PROF DI GIORNALISMO.

 

Marco Travaglio è un professorino del giornalismo.

Dà le pagelle a tutti i colleghi e vigliacco che uno prenda almeno una volta la sufficienza. Si è autonominato
erede di Montanelli, con il quale millanta una lunga frequentazione, quasi fossero padre e figlio, fin da quando lavorava per Il Giornale del quale era, pagato da Berlusconi, vice corrispondente da Torino, cioè nulla.
I miei colleghi più anziani del Giornale non ricordano di averlo mai visto una volta nella redazione centrale e scommettono che Montanelli non sapeva neppure chi fosse. Quando Indro ebbe la sciagurata idea di mollare la sua creatura per fondare La Voce, Travaglio lo seguì, «uno dei tanti, nulla di più», ricordano
oggi i compagni di avventura rimasti sulla strada. A parte questa piccola mitomania, di Travaglio giornalista non si ricorda nulla. Ha avuto più fortuna con le carte giudiziarie trasformate in libri, grazie ai quali ha fatto soldi e raggiunto la fama. Ieri ha stroncato pure Giuliano Ferrara e il suo ritorno in tv da lunedì,ogni sera dopo il Tg1.
Egocentrico e invidioso, Travaglio ha sentenziato che Ferrara non è un giornalista.
La prova? IlFoglio, quotidiano diretto da Ferrara, vende poche copie, molte meno del suo Il Fatto. Sai che ragionamento. È come se il proprietario di un sexy-shop si vantasse di avere più clienti di una galleria d’arte.
Per curiosità, siamo andati a vedere come sono finiti gli scoop di Travaglio campione di giornalismo senza macchia.
Ecco un elenco, probabilmente incompleto, delle sue prodezze. Salvo errori ed omissioni, la situazione
è questa (il voto lo lasciamo a voi lettori).

Nel 2000 è stato condannato in sede civile, dopo essere stato citato in giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo su L’Indipendente, al risarcimento del danno quantificato in 79 milioni di lire.

Il 4 luglio 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a un totale di 85.000 euro (più 31.000 euro di spese processuali) per un errore di omonimia contenuto nel libro La repubblica delle banane
scritto assieme a Peter Gomez e pubblicato nel 2001. In esso, a pagina 537, si descriveva «Fallica Giuseppe detto Pippo, neo deputato Forza Italia in Sicilia», «commerciante palermitano, braccio destro di Gianfranco Miccichè... condannato dal Tribunale di Milano a 15mesi per false fatture di Publitalia. E subito promosso deputato nel collegio di Palermo Settecannoli». L’errore era poi statotrasposto anche su
L'Espresso, il Venerdì di Repubblica e La Rinascita della Sinistra, per cui la condanna in solido,oltreché
su Editori Riuniti, è stata estesa anche al gruppo Editoriale L’Espresso.

Il 5aprile 2005 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme all’allora direttore dell’Unità Furio Colombo, al pagamento di 12.000 euro più 4.000dispese processuali a Fedele Confalonieri
(presidente Mediaset) dopo averne associato il nome ad alcune indagini per ricettazione e riciclaggio, reati per i quali, invece, non era risultato inquisito.

Il 20 febbraio 2008 il Tribunale di Torino in sede civile lo ha condannato a risarcire Fedele Confalonieri,
presidente di Mediaset, con 6.000 euro, a causa dell’articolo «Piazzale Loreto? Magari» pubblicato nella rubrica Uliwood Party su l’Unità il 6 luglio 2006.

Nel giugno 2008 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme al direttore dell’Unità
Antonio Padellaro e a Nuova Iniziativa Editoriale, al pagamentodi 12.000 euro più 6.000 di spese processuali
per aver descritto la giornalista del Tg1 Susanna Petruni come personaggio servile verso il potere e parziale nei suoi resoconti politici: «La pubblicazione – si leggeva nella sentenza - difetta del requisito della continenza espressiva epertanto ha contenuto diffamatorio».

Nel gennaio 2010 la Corte d’Appello penale di Roma lo ha condannato a 1.000 euro di multa per il reato di diffamazione aggravato dall’uso del mezzo della stampa, ai danni di Cesare Previti. Il reato, secondo
il giudice monocratico, sarebbe stato commesso mediante l’articolo «Patto scellerato tra mafia e ForzaItalia» pubblicato sull’Espresso il 3 ottobre 2002. La sentenza d’appello riforma la condanna dell’ottobre 2008 in primo grado inflitta al giornalista ad 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa. In sede civile, a causa del predetto reato, Travaglio era stato condannato in primo grado, in solido con l’allora direttore della rivista
Daniela Hamaui, al pagamento di 20.000 euro a titolo di risarcimento del danno in favore della vittima del reato Cesare Previti.  Pochi giorni fa,inattesa della sentenza di Cassazione,il reato è caduto in prescrizione
Grazie ad una inspiegabile lentezza dei giudici a scrivere le motivazioni.

Il 28 aprile 2009 è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di Romaper il reato di diffamazione ai danni dell’allora direttore di Raiuno,Fabrizio Del Noce, perpetrato mediante un articolo pubblicato su l’Unità dell’11 maggio 2007.

Il 21 ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione (Terza sezione civile,sentenza 22190) al risarcimento di 5.000 euro nei confronti del giudice Filippo Verde che era stato definito «più volte inquisito e
condannato» nel libro Il manuale del perfetto inquisito, affermazioni giudicate diffamatorie dalla Corte in quanto riferite «in maniera incompleta e sostanzialmente alterata» visto il «mancato riferimento alla sentenza di prescrizione o, comunque, la mancata puntualizzazione del carattere non definitivo della sentenza di condanna, suscitando nel lettore l’idea che la condanna fosse definitiva (se non addirittura l’idea di una pluralità di condanne)».

Il 18 giugno 2010 è stato condannato dal Tribunale di Torino – VII sezione civile - a risarcire 16.000 euro al presidente del Senato Renato Schifani (che aveva chiesto un risarcimento di 1.750.000 euro) per
diffamazione, avendo evocato la metafora del lombrico e della muffa a Che tempo che fa il 15 maggio 2008.

L’11 ottobre 2010 Travaglio è stato condannato per diffamazione dal Tribunale di Marsala, per aver dato del figlioccio di un boss all’assessore regionale siciliano David Costa, arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente assolto in forma definitiva. Travaglio è stato condannato a pagare 15.000 euro.

Dal 2004 è stato oggetto di un procedimento penale per il reato di diffamazione aggravata dal mezzo della stampa, a seguito degli articoli «M’illumino d’incenso» e «Zitti e Vespa», pubblicati sul quotidiano l’Unità nei giorni 12 marzo e 6 maggio di quello stesso anno. Il procedimento ai danni del giornalista si è concluso nel 2008 dopo che la persona offesa, il giornalista Antonio Socci, ha deciso di rimettere la querelaa seguito delle scuse pubbliche di Travaglio.
Alessandro Sallusti




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11 marzo 2011

Se il 13enne che accusa Berlusconi di distruggere la scuola pubblica va alla privata.

 

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Ricordate il tredicenne, il bambino comiziante figlio dei genitori militanti, che attaccava Berlusconi sul palco del PalaSharp colpevole di “distruggere la scuola pubblica”? Ecco, sapete dove studia? In una scuola privata. Il ragazzino ha puntato il dito contro il governo perché «parla di scuola pubblica solo per tagliarne i fondi», bene, Giovanni studia al San Carlo, carissimo istituto privato di Milano.
Sapete dove studiano i figli di Anna Finocchiaro? In una scuola privata. Sapete dove studia la figlia di Giovanna Melandri? In una scuola privata. Sapete dove studiano le figlie di Francesco Rutelli? In una scuola privata.
Sapete dove studia il figlio di Nanna Moretti? In una scuola privata. Sapete dove studiano i nipoti di Fausto Bertinotti? In una scuola privata. Sapete dove studia la figlia di Santoro? Non indovinerete mai...in una scuola privata! Le solite contraddizioni della sinistra, tutti pronti a manifestare e scendere in piazza, ma quando si tratta dei propri figli le ragioni dell’educazione prevalgono su quelle dell’ideologia e guarda caso li iscrivono tutti alle contestate scuole private.

Patetici.

 

fonte: Articolo di Diego Destro Daw-blog.com




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11 marzo 2011

NOMADI: ALEMANNO PRENDA ESEMPIO DA SARKOZY, SI POSSONO CACCIARE

 

                                        

NOMADI: ALEMANNO PRENDA ESEMPIO DA SARKOZY, SI POSSONO CACCIARE


«Alemanno abbia un pò più di coraggio. Le parole del Prefetto Pecoraro in Campidoglio sono state chiare: i nomadi non sono affatto tutti verginelli. Chiediamo al primo cittadino di impegnarsi affinchè anche a Roma, così come accaduto nella Francia di Sarkozy, i nomadi possano essere anche cacciati: occorrebbe applicare quella direttiva dell’Unione Europea nei confronti di nomadi, nullafacenti e comunitari, laddove è previsto l’allontanamento dopo 90 giorni di permanenza per chi non ha lavoro e mezzi sufficienti per autosostenersi e vive sostanzialmente di espedienti».
Lo dichiara in una nota Fabio Sabbatani Schiuma, componente dell’esecutivo romano del PdL e coordinatore regionale del ‘Movimento per l’Italia con Daniela Santanchè – PdL’.







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11 marzo 2011

La sinistra dei conigli.




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7 marzo 2011

Se Fazio chiede una raccomandazione a Craxi per saltare il servizio militare.


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Il Cavaliere senza macchia, il paladino perbenistra della sinistra italiana in RAI, l'uomo che in coppia con Saviano vuole fare la morale a tutti dall'alto del suo piedistallo di cartapesta, ha fatto una figura degna della sua persona...
 
Dopo il Tapiro d'oro rifiutato da Fabio Fazio in seguito alle dichiarazioni di Daniele Luttazzi rilasciate a un settimanale secondo le quali lo stesso Fazio avrebbe evitato il servizio militare per una raccomandazione di Craxi, Valerio Staffelli ha incontrato Luttazzi a Torino. "E’ quello che Fazio mi ha raccontato quindici anni fa - racconta Luttazzi. "Mi proibì di fare una battuta antimilitarista, lavoravamo a Telemontecarlo nel 1989, commentavo in diretta immagini televisive e c’era un film di guerra. Io faccio una battuta antimilitarista e lui finita la puntata mi dice di non fare più battute sui militari e mi spiega il fatto davanti ad altri testimoni". "Mi disse che non fece il militare grazie a una raccomandazione di Bettino Craxi - continua Luttazzi - glielo aveva chiesto nello studio di Piazza Duomo e non fece il servizio militare per questo motivo. Rimasi sbalordito ma ci sta. A Vanity Fair ho ricordato il fatto. Fazio dice di non avere mai incontrato Craxi? Sono contento per lui se non lo ha mai conosciuto, per lui sono quegli incontri che ti cambiano la vita altrimenti. Fazio dà del bugiardo a se stesso, ne prendiamo atto".
 
Non essendo una battuta del suo repertorio probabilmente Luttazzi non l'ha copiata....! Cosa c'è di più squallido di qualcuno che fa la morale a tutti quando in realtà é l'ultimo che dovrebbe farla? Certo quando si scannano tra di loro vien proprio da ridere....
 
 
 




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5 marzo 2011

L'AQUILA: IL PD FERMA LA RICOSTRUZIONE PER DARE LA COLPA A BERLUSCONI

 

Tanti saluti a L’Aquila

 
Che fine hanno fatto i 4miliardi di euro stanziati dal governo per L’Aquila? Fermi. Inutilizzati. Il sindaco del PD ha bloccato tutto per problemi con gli uffici tecnici. Ma è una scusa. Il vero motivo è politico: l’Aquila deve restare un cumulo di macerie con topi e sporcizia. Così si potrà dare la colpa a Berlusconi.

Tanti saluti a L’Aquila, scrivevano qualche tempo fa su indegne cartoline i capi e i capetti del Pd. Il motivo? Semplice: se il centro storico della città martoriata del terremoto è ancora un cumulo di macerie con topi e sporcizia ovunque la colpa è di Berlusconi. Eppure, si viene a scoprire che il Governo (ben due anni fa) ha erogato la cifra record di 4 miliardi di euro destinati a ricostruire il centro cittadino.
Purtroppo, però, Massimo Cialente, Sindaco de L’Aquila noto alle cronache per sbraitare contro Berlusconi un giorno sì e l’altro pure, non ha utilizzato neppure un euro di quel fondo straordinario.
Tutto fermo, tutto bloccato per beghe da lavandaie tra Cialente e i suoi uffici tecnici. Carte bollate, ripicche, presentazione di provvedimenti ad hoc, piani supplementari e straordinari. Ma nulla di concreto. Anzi, più il tempo passa, più i proprietari delle abitazioni sventrate rischiano di perdere il diritto ai risarcimenti.
Una vergogna, uno schifo. Prima faceva leva sul dolore dei suoi concittadini per chiedere continuamente soldi al Governo, poi, una volta ottenuti, li ha chiusi nel cassetto. Che gran Sindaco, che comportamento esemplare!
Ovviamente la colpa è del Governo, che si è solo impegnato a trovare una sistemazione degna a migliaia di sfollati, costruendo dal nulla palazzine ai margini della città. Certo, magari le lenzuola non erano del colore giusto, o il frigorifero era poco spazioso, ma quel che è sicuro è che non c’erano topi nei mini-appartamenti. Cosa che invece non si può dire del centro cittadino di cui si sarebbe dovuto occupare il Sindaco Cialente.
Daw




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5 marzo 2011

Ipocriti




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sfoglia     aprile       


 

                                         
 



Non andare in giro dicendo
che il mondo ti deve dare da vivere.
Il mondo non ti deve dare nulla :
era lì prima che tu arrivassi.

 

 

ControCorrente

Movimento d'opinione
che si propone di premiare
dare fiducia a persone
e politici che siano
garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore.
Sono garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore:
 
 
Vota:Berlusconi,Angelilli

 
    
 

     

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Fiamma Nierenstein
 
 

No alla Ue




ORIANA FALLACI



Tribute to Reagan


 

 
 
I comunisti amano
così tanto
i poveri da volerne
creare  altri

Noi cattolici diciamo  
si alla base americana
di  Vicenza

 






 

Vendere la RAI
con tutti i suoi parassiti.

Eliminare l'ente Provincia
che ha poche ragioni per
giustificare la sua esistenza
 e molte per suggerire
 lo scioglimento.


(IM)MORALISTI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

        G.M.

 

Antonio Di Pietro salvò
i comunisti da tangentopoli.


 

 

Le bugie di Veltroni

 

 Le bugie di Prodi



 



 


    

 

 

 

 


 

 

 

 

 

Veronica

 

 

 




 



Immigrati




 

Il comunismo è una
giusta distribuzione
della miseria.


 




L'assemblea parlamentare del
 Consiglio d'Europa
ha approvato il 25 gennaio 2006,
con 99 voti a favore e 42 contrari,
una risoluzione presentata dal deputato
svedese Goran Lindblad a
nome del PPE, che condanna
 i "crimini del comunismo" equiparando
il comunismo stesso al nazismo.
Anzi, considerando che nel rapporto
che accompagnava la proposta
di risoluzione, intitolata "Necessità di
una condanna internazionale dei
crimini del comunismo", si accredita
la cifra di quasi cento milioni di morti
 causati direttamente o
indirettamente dal comunismo,
quest'ultimo risulterebbe addirittura,
almeno come numero di vittime,
 di gran lunga peggiore del nazismo. 
 
 
METTERE FUORI LEGGE
I PARTITI COMUNISTI IN ITALIA,
come sono stati messi fuori legge
il partito fascista in Italia e
il partito nazional socialista in Germania.



 





Se li abbandonate i
bastardi siete voi


islam fuorilegge vìola
 i fondamentali diritti
degli uomini e delle donne.






islam in azione


 

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VIDEO DONNA FRUSTATA IN SUDAN -

 

 










 


La resistenza non è mai esistita,
è solo frutto della propaganda
dei comunisti.
Indro Montanelli.

 



 
 
 
 
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